venerdì 30 settembre 2016

Deutsche Bank fa tremare i mercati ma è pronto un piano di salvataggio

Secondo un report rilasciato da Bloomberg, dieci hedge fund hanno ritirato la loro liquidità presso Deutsche Bank e ridotto la loro esposizione nei confronti dell’istituto di credito tedesco, in virtù della preoccupazione per le sue condizioni finanziarie. Ieri intanto l’OPEC non è riuscita a far volare i mercati con la dichiarazione di un imminente taglio alla produzione per risollevare i prezzi. Gli indici americano sono crollati sulla scia delle preoccupazioni sulla salute finanziaria di Deutsche Bank.

Deutsche Bank è stata sotto pressione per la maggior parte dell’anno, di recente sono venute a galla le preoccupazioni di una possibile multa di 14 miliardi arrivato dal Dipartimento di Giustizia americano nell’affare mutui subprime, che tempismo. Le azioni erano leggermente salite di recente dopo che la banca ha accettato di vendere Abbey Life per 1,2 miliardi, e l’amministratore delegato John Cryan avevano escluso una vendita di azioni. La multa più salata per un caso simile è stata pagata da Bank of America che nel 2014 che ha versato 16,65 miliardi di dollari, mentre lo scorso aprile Goldman Sachs è stata multata per 5 miliardi.

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Ma ad innescare le vendite, la diffusione di un documento interno che mostra l’uscita di dieci hedge fund dall’istituto tedesco a causa della preoccupazione per le sue condizioni finanziarie. La decisione dei fondi, una piccola parte degli oltre 200 clienti della divisione che gestisce i rapporti con gli hedge funds, è legata alla necessità di diversificare la propria esposizione dopo che il collasso di Lehman del 2008 o quello di Mf Global nel 2011 hanno portato al congelamento degli asset dei fondi clienti dei due istituti.

La multa più salata per un caso simile è stata pagata da Bank of America che nel 2014 che ha versato 16,65 miliardi di dollari, mentre lo scorso aprile Goldman Sachs (GS) è stata multata per 5 miliardi.Tra i fondi che hanno spostato parte delle loro esposizioni in derivati figurano Millennium Partners, che gestisce 34 miliardi di dollari, Rokos capital Management (4 miliardi) e Capula Investment Management (14 miliardi).

Intanto Deutsche Bank tenta di di rassicurare alla luce del sell-off avvenuto ieri.

I nostri clienti trading sono tra gli investitori più sofisticati al mondo. Siamo fiduciosi che la maggioranza di loro comprenda a pieno la nostra posizione finanziaria stabile, il contesto macroeconomico attuale, le trattative in corso in Usa e i progressi che stiamo facendo con la nostra strategia.

Deutsche Bank ha riferito ad un giornale americano che alcuni hedge fund avevano imposto limiti di rischio sul business che la banca tedesca in risposta alle notizie negative e il recente aumento dei suoi prezzi sul credit default swap, un ampio indicatore del rischio di credito. Le azioni quotate in American sono scese del 9,1 per cento giovedì, chiudendo la giornata in calo del 6,7 per cento, abbassando la capitalizzazione della banca a 15.8 miliardi.

Intanto seduta pesante per le Borse asiatiche, tutte in profondo rosso ad eccezione degli indici della Cina continentale.

La Germania salvi Deutsche Bank e le banche italiane, smettendola di porre paletti. Così scrive in un lungo editoriale pubblicato su Marketwatch, portale del gruppo Wall Street Journal, Matthew Lynn, financial columnist inglese. Lynn lancia un appello alla cancelliera tedesca Angela Merkel affinchè agisca in fretta per evitare una nuova grave crisi finanziaria come quella del 2008.

Angela Merkel deve dire a chiare lettere che il governo tedesco sta dietro Deutsche Bank per sostenerla se necessario. Berlino dovrebbe entrare nel capitale della banca come fece la Gran Bretagna nel 2008 con i Lloyds. Ciò deve avvenire subito, perché anche solo la minaccia di lasciar andare il problema è follia pura e prima Merkel lo capisce meglio è. La banca non ha bisogno di aumenti di capitale, oggi corre meno rischi in bilancio di un tempo e non ha problemi di liquidità.

La banca sarà salvata, a dispetto di quanto affermano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il numero uno della banca, John Cryan. E’ quanto riporta il settimanale tedesco Die Zeit. Il contenuto dell’articolo è stato ripreso da Reuters, che scrive che il governo tedesco e le autorità finanziarie stanno preparando un piano di salvataggio per Deutsche Bank. Il piano consentirebbe a Deutsche Bank di varare un aumento di capitale a condizioni vantaggiose per pagare la maxi-multa imposta dal dipartimento di Giustizia Usa, del valore di $14 miliardi.

lunedì 26 settembre 2016

Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte 2)

Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte 1)

Google è un grande investimento, ma queste 10 aziende potrebbe essere ancora meglio. Da sempre è riconosciuta come l’azienda dominante nella ricerca su internet, ma nel corso degli ultimi cinque anni si è evoluta anche nella ricerca mobile, il sistema operativo mobile, applicazioni, mappe e persino colosso internet. Fatto sta che Alphabet ha le sue mani in quasi tutto, anche nelle auto senza pilota e l’assistenza sanitaria, e questa diversificazione ha aiutato il titolo GOOGL a salire del 200% negli ultimi cinque anni.

Oggi, GOOGL ha una capitalizzazione di mercato di circa $ 550.000.000.000, di poco inferiore a quella di Apple Inc. (AAPL). Con una crescita prevista del 18% quest’anno e del 15% l’anno prossimo, si potrebbe immaginare che questo titolo possa andare ancora più in alto.

Detto questo, GOOGL è chiaramente un titolo impressionante, ma che ci crediate o no, ci sono 10 società che stanno crescendo più velocemente e che potrebbe essere migliori opportunità di investimento. Ecco le ultime 5:

Netflix, Inc. (NFLX)
Netflix, Inc. è destinata a crescere del 29% quest’anno e del 23% l’anno prossimo. La cosa più importante di questi dati di crescita è che sono quasi interamente creati grazie alla crescita degli abbonati. Netflix aggiunge milioni di nuovi abbonati ogni trimestre, in gran parte dai mercati internazionali in questi giorni ed è senza dubbio il leader di mercato, ma è un grande mercato, e può probabilmente mantenere una crescita a due cifre per molti anni a venire con la crescita degli abbonati.

Tuttavia, vi è un altro catalizzatore della crescita in divenire, cioè la crescita dovuta agli aumenti dei prezzi. A $ 9,99 al mese nel suo più grande mercato, gli Stati Uniti, i prezzi di Netflix sono ancora lontani da quello via cavo e via satellite. Eppure, con i miliardi spesi per i contenuti e Walt Disney Co (DIS) salita a bordo, la sua libreria di contenuti sta migliorando continuamente. Netflix potrebbe facilmente aumentare i prezzi nel tempo a $ 14,99, anche $ 19,99 e sarebbe comunque un buon affare per i consumatori. In questo modo, le entrate potrebbe facilmente salire al 50% o anche il doppio. E anche se sicuramente perderà alcuni abbonati, non sarà sufficiente per impedire la crescita, dato che Netflix offre i maggiori successo, anche a prezzi più elevati.

Netflix, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Facebook Inc (FB)
Facebook è destinato a crescere del 51% quest’anno e di un altro 35% nel 2017. Questo è incredibile dato che dovrebbe avere $ 27 miliardi di fatturato alla fine di quest’anno. La cosa ancora più notevole è che tali aspettative sono probabilmente conservatrici. Facebook ha schiacciato le aspettative per oltre un anno e le ha battute in modo sempre più netto. Chiaramente, Wall Street non ha la gestione della crescita di Facebook e con i nuovi progetti in corso, la sua crescita potrebbe accelerare ancora di più.

Facebook, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Amazon.com, Inc. (AMZN)
Amazon potrebbe essere la crescita aziendale più impressionante di tutto il mondo, ancor più che Facebook. Perché? Non è facile crescere del 22% l’anno prossimo con $ 137 miliardi di fatturato. In particolare, dopo che amazon raggiungerà quella cifra grazie ad una crescita del 28% quest’anno. Amazon continua creare solo crescita a due cifre nella sua attività di e-commerce, mentre il suo segmento di cloud AWS è vicino ad avere un valore di $ 300.000.000.000, o forse più, grazie alla sua crescita. Semplicemente non c’è modo di immaginare che questa società rallenti.

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Alibaba Group Holding Ltd (BABA)
Le piattaforme di e-commerce di Alibaba generano volumi di merci al lordo superiori a qualsiasi altra azienda al mondo, anche più di Walmart. Questo a mio modo di vedere è impressionante. Baba concluderà l’anno con un fatturato di circa $ 23 miliardi e $ 29 miliardi l’anno prossimo. Il tasso di monetizzazione di BABA è in crescita, soprattutto nel mobile. Storicamente, BABA ha dato la priorità alla crescita del suo ecosistema e non a monetizzare la sua rete. Le tabelle stanno cambiando data la sua dimensione, come abbiamo visto durante l’ultimo trimestre in cui il suo tasso di vendite mobile è passato dal 1,87% dello scorso anno al 2,8%. Credo che per poter crescere, a BABA serva un tasso significativamente più alto, e questo significa una crescita accelerata per molti anni a venire.

Alibaba, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Apple Inc. (AAPL)
Apple sta crescendo più rapidamente rispetto a Google, anche se ha una previsione di calo delle entrate dell’8%. Non credo che Apple supererà Google per un lungo periodo. Tuttavia, Apple ha future composizioni molto interessanti per l’inizio del prossimo anno. Nel Q2, il fatturato è sceso del 13% e del 14,5% nel 3° trimestre. Il prossimo anno sarà diverso grazie al lancio del iPhone 7, il quale sarà probabilmente il suo dispositivo più venduto di tutti i tempi.

Il fatto è che c’è molta domanda repressa dopo il deludente anno degli “s”, iPhone 6s e 6S plus. Quella domanda repressa fa ben sperare Apple per la creazione di una rapida crescita, a due cifre che potrebbe addirittura superare il suo anno record nel 2015. Se è così, Apple crescerà più velocemente rispetto a Google. A 12x utili, il titolo AAPL avrà molto da guadagnare, se fosse così.

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Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte 2)

Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte 1)

Google è un grande investimento, ma queste 10 aziende potrebbe essere ancora meglio. Da sempre è riconosciuta come l’azienda dominante nella ricerca su internet, ma nel corso degli ultimi cinque anni si è evoluta anche nella ricerca mobile, il sistema operativo mobile, applicazioni, mappe e persino colosso internet. Fatto sta che Alphabet ha le sue mani in quasi tutto, anche nelle auto senza pilota e l’assistenza sanitaria, e questa diversificazione ha aiutato il titolo GOOGL a salire del 200% negli ultimi cinque anni.

Oggi, GOOGL ha una capitalizzazione di mercato di circa $ 550.000.000.000, di poco inferiore a quella di Apple Inc. (AAPL). Con una crescita prevista del 18% quest’anno e del 15% l’anno prossimo, si potrebbe immaginare che questo titolo possa andare ancora più in alto.

Detto questo, GOOGL è chiaramente un titolo impressionante, ma che ci crediate o no, ci sono 10 società che stanno crescendo più velocemente e che potrebbe essere migliori opportunità di investimento. Ecco le ultime 5:

Netflix, Inc. (NFLX)
Netflix, Inc. è destinata a crescere del 29% quest’anno e del 23% l’anno prossimo. La cosa più importante di questi dati di crescita è che sono quasi interamente creati grazie alla crescita degli abbonati. Netflix aggiunge milioni di nuovi abbonati ogni trimestre, in gran parte dai mercati internazionali in questi giorni ed è senza dubbio il leader di mercato, ma è un grande mercato, e può probabilmente mantenere una crescita a due cifre per molti anni a venire con la crescita degli abbonati.

Tuttavia, vi è un altro catalizzatore della crescita in divenire, cioè la crescita dovuta agli aumenti dei prezzi. A $ 9,99 al mese nel suo più grande mercato, gli Stati Uniti, i prezzi di Netflix sono ancora lontani da quello via cavo e via satellite. Eppure, con i miliardi spesi per i contenuti e Walt Disney Co (DIS) salita a bordo, la sua libreria di contenuti sta migliorando continuamente. Netflix potrebbe facilmente aumentare i prezzi nel tempo a $ 14,99, anche $ 19,99 e sarebbe comunque un buon affare per i consumatori. In questo modo, le entrate potrebbe facilmente salire al 50% o anche il doppio. E anche se sicuramente perderà alcuni abbonati, non sarà sufficiente per impedire la crescita, dato che Netflix offre i maggiori successo, anche a prezzi più elevati.

Netflix, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Facebook Inc (FB)
Facebook è destinato a crescere del 51% quest’anno e di un altro 35% nel 2017. Questo è incredibile dato che dovrebbe avere $ 27 miliardi di fatturato alla fine di quest’anno. La cosa ancora più notevole è che tali aspettative sono probabilmente conservatrici. Facebook ha schiacciato le aspettative per oltre un anno e le ha battute in modo sempre più netto. Chiaramente, Wall Street non ha la gestione della crescita di Facebook e con i nuovi progetti in corso, la sua crescita potrebbe accelerare ancora di più.

Facebook, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Amazon.com, Inc. (AMZN)
Amazon potrebbe essere la crescita aziendale più impressionante di tutto il mondo, ancor più che Facebook. Perché? Non è facile crescere del 22% l’anno prossimo con $ 137 miliardi di fatturato. In particolare, dopo che amazon raggiungerà quella cifra grazie ad una crescita del 28% quest’anno. Amazon continua creare solo crescita a due cifre nella sua attività di e-commerce, mentre il suo segmento di cloud AWS è vicino ad avere un valore di $ 300.000.000.000, o forse più, grazie alla sua crescita. Semplicemente non c’è modo di immaginare che questa società rallenti.

Amazon, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Alibaba Group Holding Ltd (BABA)
Le piattaforme di e-commerce di Alibaba generano volumi di merci al lordo superiori a qualsiasi altra azienda al mondo, anche più di Walmart. Questo a mio modo di vedere è impressionante. Baba concluderà l’anno con un fatturato di circa $ 23 miliardi e $ 29 miliardi l’anno prossimo. Il tasso di monetizzazione di BABA è in crescita, soprattutto nel mobile. Storicamente, BABA ha dato la priorità alla crescita del suo ecosistema e non a monetizzare la sua rete. Le tabelle stanno cambiando data la sua dimensione, come abbiamo visto durante l’ultimo trimestre in cui il suo tasso di vendite mobile è passato dal 1,87% dello scorso anno al 2,8%. Credo che per poter crescere, a BABA serva un tasso significativamente più alto, e questo significa una crescita accelerata per molti anni a venire.

Alibaba, analisi tecnica breve periodo, trend line medie mobili

Apple Inc. (AAPL)
Apple sta crescendo più rapidamente rispetto a Google, anche se ha una previsione di calo delle entrate dell’8%. Non credo che Apple supererà Google per un lungo periodo. Tuttavia, Apple ha future composizioni molto interessanti per l’inizio del prossimo anno. Nel Q2, il fatturato è sceso del 13% e del 14,5% nel 3° trimestre. Il prossimo anno sarà diverso grazie al lancio del iPhone 7, il quale sarà probabilmente il suo dispositivo più venduto di tutti i tempi.

Il fatto è che c’è molta domanda repressa dopo il deludente anno degli “s”, iPhone 6s e 6S plus. Quella domanda repressa fa ben sperare Apple per la creazione di una rapida crescita, a due cifre che potrebbe addirittura superare il suo anno record nel 2015. Se è così, Apple crescerà più velocemente rispetto a Google. A 12x utili, il titolo AAPL avrà molto da guadagnare, se fosse così.

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giovedì 22 settembre 2016

Investire in 10 azioni con crescita migliore di Google (parte prima)

Google è un grande investimento, ma queste 10 aziende potrebbero essere migliori

Da sempre è riconosciuta come l’azienda dominante nella ricerca su internet, ma nel corso degli ultimi cinque anni si è evoluta anche nella ricerca mobile, il sistema operativo mobile, applicazioni, mappe e persino colosso internet. Fatto sta che Alphabet (GOOGL) ha le sue mani in quasi tutto, anche nelle auto senza pilota e l’assistenza sanitaria, e questa diversificazione ha aiutato il titolo GOOGL a salire del 200% negli ultimi cinque anni. Oggi, Alphabet (GOOGL) ha una capitalizzazione di mercato di circa 550 miliardi di dollari, di poco inferiore a quella di Apple Inc. (AAPL). Con una crescita prevista del 18% quest’anno e del 15% l’anno prossimo, si potrebbe immaginare che questo titolo possa andare ancora più in alto.

Detto questo, GOOGL è chiaramente un titolo impressionante, ma che ci crediate o no, ci sono 10 società che stanno crescendo più velocemente e che potrebbe essere migliori opportunità di investimento. Ecco le prime 5:

Yelp Inc (YELP)
Yelp ha avuto la sua giusta quota di problemi negli anni passati, con grosse società come Facebook (FB) e Google che si sono inserite nel suo settore, ma apparentemente sembra aver aggirato la problematica. Guardando al futuro, Yelp è destinato a crescere del 25% l’anno prossimo dopo la crescita del 29% quest’anno. Si tratta di una società i cui conti sulla pubblicità locale stanno superando la crescita del fatturato totale e le attività di transazione, dove gli utenti possono prenotare eventi e tavoli presso i ristoranti, che si è trasformato in un business legittimo con una crescita del 37% nell’ultimo trimestre. Questo è il futuro per Yelp, e suggerisce che ci sono ancora molti anni di rapida crescita.

Se si considera che Yelp è stata data per morta da Wall Street un paio di anni fa.

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Tableau Software Inc (DATA)
Tableau Software è un’altra azienda che si è torvata di fronte a forti turbolenze a causa della concorrenza delle grandi aziende tecnologiche. Quando Tableau è entrata nel mercato, il suo più grande concorrente era Tibco, che è stato rapidamente sostituito. Poi, Amazon.com Inc. (AMZN), Microsoft Corporation (MSFT) e Google sono entrate nel settore dei Big Data Analytics. Di conseguenza, le azioni DATA sono in calo del 40% quest’anno.

Eppure, nonostante la perdita subita dal titolo, la società è ancora destinata a crescere del 23% il prossimo anno dopo il 28% di quest’anno. Questa è una crescita impressionante e la prova che c’è un grande posto per Tableau nell’arena big-dati. Non sono sicuro però che si tratta di un buon investimento di per sé, ma per società come Microsoft o Google che stanno cercando di guadagnare terreno su AWS, potrebbe essere un buon candidato per un’acquisizione.

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Chipotle Mexican Grill Inc. (CMG)
Attualmente, gli analisti si aspettano una crescita del 17% l’anno prossimo per questa società. Chiaramente, gli effetti persistenti dello scoppio della “E. coli” in Chipotle sono stati significativi e costosi, ma ormai sono un ricordo del passato e il titolo CMG è ben posizionato per una crescita a due cifre, gli investitori sicuramente dimenticheranno in fretta quei tempi duri. Ricordate, questa è una società che ha avuto la crescita delle vendite comparabili nella parte alta delle singole cifre prima della rottura, il che significa che c’è un potenziale di crescita da capogiro rispetto ad un cattivo 2016.

Detto questo, ognuno continua a cercare di capire il motivo per cui Bill Ackman ha preso una quota pari a quasi il 10%. Mentre Ackman è sicuro di forzare qualche cambiamento, egli probabilmente si rende conto che è giunto il momento di salire su questa azienda prima del ritorno alla crescita a due cifre.

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Fitbit Inc (FIT)
Wall Street non segue la crescita di Fitbit, visto che le azioni non hanno risposto allo stesso modo, ciò non toglie il fatto che Fitbit ha battuto le aspettative e aumentato le sue previsioni in ogni trimestre da quando è quotata. Questa è una società che ci si aspettava di creare $ 1,4 miliardi di entrate l’anno scorso. Ha concluso con oltre $ 1,8 miliardi. Poi, è stata prevista una crescita del 25% quest’anno, ma ora il ritmo di crescita è del 40%. Pertanto, visto che Wall Street si aspetta una crescita del 16,6% l’anno prossimo, pensiamo ancora una volta che sia troppo conservatore. FIT sta per rilasciare nuovi indossabili intelligenti e sta costruendo un secondo segmento di accessori. A 10 volte gli utili futuri, FIT è un investimento sicuro che continuerà a sovraperformare le aspettative.

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Twitter Inc (TWTR)
Questa società è un caso a parte, soprattutto perché non ci si aspetta che superi Google. Twitter è destinato a crescere solo il 15% quest’anno e il 12,5% l’anno prossimo. Chiaramente, questo non è a livello di Alphabet. Tuttavia, le prospettive di Twitter si basano sulla lotta della società nel corso degli ultimi trimestri, nel corso di un periodo di transizione con un nuovo CEO che ha fatto alcuni grandi cambiamenti.

Il fatto è che i cambiamenti possono causare battute d’arresto a breve termine, e in genere durano il tempo di realizzare il pieno effetto. Credo che la mossa di Dorsey con la NFL sia brillante, molto simile alla decisione di streaming della MLB, NHL e altri contenuti dal vivo. Questo sta creando una maggiore domanda di annunci, che non sarà realizzato fino ai prossimi trimestri.

Questa mossa, insieme con la decisione di Twitter di mostrare annunci pubblicitari agli utenti non registrati, prenda una direzione positiva con una crescita accelerata che non è attualmente calcolata. Credo che TWTR supererà e diventerà troppo grande per GOOGL.

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Diasorin, la salita continua del gioiello italiano

Diasorin, una holding italiana pronta a scalare nuovi massimi, sembra non fermarsi più e siamo in un momento davvero ottimo per seguire un acquisto. DiaSorin è un successo mondiale della diagnostica biomedicale ma, come dice il suo amministratore delegato Carlo Rosa, è nata in maniera casuale. E non in maniera casuale dagli anni sessanta si è spinta fino ad una capitalizzazione di 3.5 miliardi di euro, un vero piccolo colosso biomedicale con 1620 dipendenti.

DiaSorin è una società per azioni quotata a Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap ed a capo di un gruppo composto da 28 società con sede in Europa, Nord, Centro e Sud America, Africa e Asia. Opera nel settore della commercializzazione di kit di reagenti destinati alla diagnostica in vitro, nei segmenti dell’immunodiagnostica e della diagnostica molecolare. La sede della Capogruppo è a Saluggia (VC).

Negli Anni 90 la Sorin (Società di Ricerche Nucleari, una ala della Fiata degli anni 60 creata per dar vita ad un reattore nucleare in Sardegna. Il progetto fu poi abbandonato) fu comprata da un gruppo americano che si occupava di tutt’altro. Fu un disastro: i nuovi proprietari non sapevano gestire quest’azienda, e la portarono fino all’orlo del crac. Quando decisero di liquidarla, Carlo Rosa e Gustavo Denegri, con il sostegno di Interbanca, comprammo un’attività fallita, e così nacque la DiaSorin, specializzata nella sola diagnostica.

La società italiana Diasorin (DIA) ha ottenuto negli Stati Uniti l’autorizzazione del BARDA (Biomedical Advanced Research and Development Authority, ente federale del Dipartimento americano per la salute) a realizzare e commercializzare nuovi test sierologici per l’identificazione di infezioni causate dal virus Zika. I test – ha comunicato Diasorin – saranno prodotti nello stabilimento di Stillwater e si prevede possano essere commercializzati negli Stati Uniti a seguito dell’avvenuta autorizzazione da parte della Food and Drug Administration. Successivamente al lancio negli Usa, DiaSorin valuterà i tempi per richiedere le ulteriori autorizzazioni alla commercializzazione dei test in altri mercati, tra i quali l’Europa, il Brasile e la Cina.

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Nel Nord America, da cui proviene il 25% del suo fatturato, il gruppo opera con oltre 500 addetti negli stabilimenti e centri di ricerca di Stillwater (Minnesota) e Cypress (California). DiaSorin, in concreto, si occuperà dello sviluppo di Liason XL con una soluzione completamente automatizzata per l’identificazione delle infezioni da virus Zika.

L’accordo con Beckman Coulter Diagnostics

DiaSorin, leader mondiale nei test di immunodiagnostica, e Beckman Coulter Diagnostics, leader globale nella diagnostica clinica, hanno firmato un accordo per fornire negli Stati Uniti Liaison XL per le epatiti A, B e C oltre che per il test dell’Hiv. Tali test sono attualmente venduti e disponibili per i clienti DiaSorin al di fuori del territorio statunitense.

Questo nuovo accordo rappresenta la naturale estensione della precedente partnership già avviata con DiaSorin in Cina della quale Beckman Coulter è fortemente soddisfatta. La società intende continuare a fornire con DiaSorin il più elevato livello di soluzioni diagnostiche ai clienti anche nel mercato americano. DiaSorin è presente sul mercato con oltre 115 test riguardanti i settori delle malattie infettive, dell’oncologia e dell’endocrinologia. Si stima che il mercato statunitense per questi test, escludendo il mercato delle banche sangue, rappresenti un’opportunità potenziale pari a 500 milioni di dollari.

Carlo Rosa, CEO dell’azienda ammette:

Con l’acquisizione americana diventiamo un gruppo da 600 milioni di euro all’anno che fa utili pari al 20% del fatturato. La strategia dei prossimi anni ha un obiettivo geografico e uno tecnologico. Vogliamo crescere negli Stati Uniti in modo da realizzare lì più del 50% del nostro fatturato. E vogliamo sviluppare il nuovo segmento della diagnostica molecolare. Spiego. Finora l’infezione da virus veniva rilevata dalla reazione del sistema immunitario. Ma la nuova frontiera, in cui ha forti competenze Focus Diagnostics, è diagnosticare direttamente la presenza dei virus. È un mercato che nel mondo vale 5 miliardi all’anno.

Disclosure

Noi abbiamo Diasorin (DIA) nel nostro portafoglio Gemme Italia con un ottica di medio/lungo periodo.

mercoledì 21 settembre 2016

BOJ, cerchiamo di capire il nuovo stimolo economico giapponese

La Banca centrale del Giappone ha sorpreso i mercati rivedendo lo scopo della sua azione: il governatore Haruhiko Kuroda ha deciso di confermare il tasso di riferimento al -0,1%, la politica espansiva per portare l’inflazione al 2%, ma ha cambiato il quadro entro il quale si muove. Da un obiettivo di stimolo – nel gergo si parla di “ampliamento della base monetaria” – la BoJ si è mossa verso un obiettivo di controllo della curva dei rendimenti.

La sua decisione dimostra che anche otto anni dopo la crisi finanziaria globale, le banche centrali sono ancora disposte a sperimentare nuovi strumenti di politica monetaria, mentre lottano per sfuggire da una bassa inflazione globale. La novità è quindi la modifica della struttura politica del mandato della BoJ, che abbandona il target di base monetaria per orientarsi sul “controllo della curva dei rendimenti”. La mossa, attesa da pochi economisti, sposta il target dell’Istituto sul tasso di deposito overnight, tassi applicato sui depositi in yen di alcune banche commerciali, e sui rendimenti dei Jgb a 10 anni. Viene meno quindi il ruolo centrale del Quantitative easing.

La mossa segna un altro sforzo da parte Haruhiko Kuroda per sorprendere le aspettative del mercato, ampliando il suo kit di strumenti di politica monetaria per segnalare la sua determinazione che il Giappone sfugga a decenni di deflazione. Ma la domanda è se tre anni e mezzo di lenti progressi sui prezzi abbiano danneggiato la credibilità della BoJ.

crescita del PIL giapponese negli ultimi 3 anni

Se la decisione di Tokyo ha sorpreso, non ci si aspettano colpi di scena all’esito di quella della Federal Reserve, che ha sul tavolo il secondo rialzo dei tassi dopo quello del dicembre scorso, che mancava dal lontano 2006. Soltanto due sui 102 economisti del panel di Bloomberg credono che Janet Yellen muoverà il costo del denaro: per tutti gli altri si tratta piuttosto di carpire eventuali indicazioni sul timing dei prossimi rialzi, che per oggi non ci saranno.

Come detto la BoJ ha mantenuto i tassi di interesse a -0,1 per cento – descrivendo ulteriori tagli dei tassi come una “possibile opzione per ulteriore allentamenti” – ma ha annunciato un nuovo quadro con due elementi principali. Il primo è un impegno per coronare 10 anni di rendimenti dei titoli di Stato allo zero per cento. In sostanza, questo significa che la BoJ sta promettendo acquisto di obbligazioni al prezzo di vendita.
In secondo luogo, la BoJ si è impegnata a continuare ad acquistare beni fino a quando l’inflazione non supererà l’obiettivo di stabilità del 2 per cento e rimanga sopra il target in modo stabile.

Secondo gli strategist di Standard Chartered, l’impegno della BoJ a raggiungere il target inflativo suggerisce che gli allentamenti monetari continueranno per un periodo di tempo superiore alle attese. Alcuni analisti erano downbeat in merito alla decisione della BoJ di non tagliare i tassi di interesse o ampliare acquisti di asset, veniva visto come un segnale che la banca centrale ha poco spazio per un ulteriore allentamento.

Il cambio euro-dollaro è in leggero calo, con la moneta del Vecchio continente che scambia a 1,11298 biglietti verdi. Sui mercati valutari, lo yen torna invece ad indebolirsi sul biglietto verde, superando quota 102,50. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso a 126 punti base, con il decennale italiano che rende l’1,27% sul mercato secondario. Come accennato, sul fronte delle materie prime spicca il rialzo delle quotazioni del petrolio, con il Brent a 46,53 dollari al barile a +1,42%, mentre il Wti quota a 44,88 dollari al barile a +1,88%.

martedì 20 settembre 2016

Nucleare, la Gran Bretagna da il via al progetto Hinkley Point C

Ormai tutti si stanno abituando alla decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea, gli inglesi hanno fatto un nuovo passo avanti decidendo di sbloccare il massiccio programma del reattore nucleare Hinkley Point C, nonostante il fatto che questo possa creare forti problemi economici al paese per i prossimi 35 anni. La centrale nucleare sarà co-finanziata dalla Cina, il via libera è stato dato dalla premier Theresa May. Il progetto avrà un costo di 18 miliardi di sterline.

Come detto il gruppo China General Nuclear Power Corporation, insieme al colosso francese Electricité de France (EDF), partner del governo inglese, finanzieranno per due terzi la centrale nucleare di Hinkley Point in Gran Bretagna. A regime Hinkley Point, nella contea del Somerset, genererà il 7% dell’elettricità necessaria al Paese. Il progetto per la costruzione del primo reattore del paese da decenni in un luogo nel sud-ovest dell’Inghilterra ha registrato un ritardo nonostante le aziende in Francia e Cina abbiano espresso forte interesse per il finanziamento.

Il progetto non è senza rischi. Solo quattro centrali nucleari con la tecnologia prevista per Hinkley Point C sono in costruzione. I due stabilimenti europei in corso di realizzazione hanno avuto un aumento dei costi enormi e nessuno dei due è ancora operativo.

Hinkley Point C, progetto nucleare della Gran Bretagna dopo il Brexit, finanziato da EDF e la Cina

La struttura dei costi e la data di completamento per Hinkley Point C è già cresciuto notevolmente da quando il progetto è stato annunciato. Il costo pare essere il doppio di quello che era stato previsto per il completamento entro 8 anni. Il progetto è stato abbastanza controverso su una serie di motivi, non ultimo il possibile rischio di avere un parziale controllo cinese di un segmento consistente del settore energetico.

Per la Cina Hinkley Point rappresenta infatti solo il primo passo in un settore in cui intende consolidare la sua presenza e rafforzare il suo prestigio. Pechino aveva accettato di contribuire con 6 miliardi di sterline al progetto solo in cambio del via libera di Londra alla realizzazione di almeno un’altra centrale nucleare in Inghilterra di nuovo in partnership con Edf ma con un ruolo più importante per la Cina. Le centrali di Bradwell e di Sizewell secondo gli accordi verranno costruite utilizzando per la prima volta tecnologie avanzate “made in China”.

Londra temeva che un’infrastruttura “critica” per la sicurezza nazionale potesse finire tutta in mano cinese, perciò ha proposto delle clausole per salvaguardare i suoi interessi e poter intervenire se, in futuro, EDF decidesse di vendere le sue quote dell’impianto. Tra l’altro, sempre in tema di costi e ritardi, la centrale di Hinkley Point C rischierebbe davvero di finire come gli altri progetti EPR, continuamente posticipati a causa del lievitare del budget necessario per completare i reattori.

C’è stato anche un vivace dibattito sui pro e i contro al nucleare rispetto ad altre fonti di energia a bassa emissione di carbonio, in particolare solare ed eolica. Poiché il costo di energia solare ed eolica sono crollati, mentre il costo della struttura Hinkley Point C continua a salire, la decisione ora sembra incongrua sulla sola base dei costi.

La Intergeneration Foundation ha riferito in aprile che 40 miliardi di sterline in oltre 35 anni sarebbero potute servire per la produzione di energia solare ed eolica, invece che sostituirli per l’impianto Hinkley Point C. Inoltre, la relazione sostiene che, mentre il vento e i costi solari possono essere facilmente calcolati, i nuovi impianti nucleari hanno un sacco di incognite sui costi stimati di erogazione di potenza nel corso di decenni. Si noti che quando il rapporto è stato scritto nel mese di aprile 2016, il costo di costruzione stimato (compreso il finanziamento) della struttura era di 24,5 miliardi di sterline.

Per un periodo di 35 anni, a partire dal 2025, a Edf viene assicurato un prezzo dell’energia venduta pari a 92,5 sterline a megawatt per ora, il doppio dei costi attuali. Una liquidità essenziale per Edf, zavorrata da 37 miliardi di debiti, alle prese con i continui rinvii per l’apertura della nuova centrale di Flamnville in Normandia, e alle prese con una difficile integrazione con il gruppo Areva che detiene i brevetti della tecnologia nucleare, era fondamentale avere il via libera dal governo conservatore di Londra. A Hinkley Point verrà utilizzata la stessa tecnologia Epr che sta causando mille problemi al cantiere normando. Stessa sorte per l’altro appalto vinto dai francese per un impianto, più piccolo, in Finlandia.

I reattori Hinkley Point C e Sizewell utilizzeranno la tecnologia FES di terza generazione ad acqua pressurizzata (EPR), mentre l’impianto a Bradwell utilizzerà una versione inglese del CGN cinese di terza generazione denominata Hualong.

La decisione di costruire due reattori nucleari a Hinkley Point C sembra il bluff di un giocatore di poker che ha carte in mano davvero brutte, però decide di mettere tutte le sue fiches sul tavolo per un ultimo rilancio. Con così tante polemiche per quanto riguarda i reattori EPR di nuova generazione e l’Europa che vira in senso contrario al nucleare, non possiamo fare a meno di notare i possibili problemi futuri. Ci sono ancora grossi ostacoli tecnici, legali e finanziari da negoziare.

venerdì 16 settembre 2016

Biotech che potrebbero raddoppiare entro fine 2016

I titoli biotech analizzati hanno tutti dei catalizzatori a breve termine, proprio dietro l’angolo, che potrebbe rilanciare i prezzi delle loro azioni attualmente sottovalutate, qualora fossero positivi. Una delle chiavi per investire nelle small cap del settore biotech è il tempo. Trovare un’azione con un attraente profilo di sviluppo a lungo termine con un rischio che premi la prospettiva è auspicabile, ma trovarne uno che ha un imminente catalizzatore positivo nel prossimo futuro di solito è doppiamente gratificante. Cercare queste situazioni richiede molta ricerca.

In questo articolo, voglio condividere alcune ricerche fatte su tre titoli biotech di piccole dimensioni che sembrano attraenti con un rischio elevato date le loro dimensioni, ma che hanno anche catalizzatori a breve termine che possono essere positivi, per l’azienda e le loro azioni, prima della fine del 2016.

Aerie Pharmaceuticals (AERI), società biotech che ha due forti farmaci candidati in cantiere: Rhopressa™ e Roclatan™ che mirano al mercato del glaucoma e dell’ipertensione oculare. La società dovrebbe presentare la sua New Drug Application (NDA) sul Rhopressa™ in questo trimestre, ed i risultati di uno studio clinico di fase 3 per il Roclatan™ il 30 settembre 2016. La società dovrebbe presentare un NDA per questo composto nel corso del primo semestre 2017. Il mercato del glaucoma vale circa $ 2,5 miliardi annui approssimativamente negli Stati Uniti e i trattamenti totale per il glaucoma sono circa $ 6 miliardi in tutto il mondo, quindi questo è un mercato raggiungibile soprattutto per questi composti che sembrano essere più efficace rispetto ai regimi standard presenti sul mercato.

Gli analisti hanno una visione molto positiva su questa azienda biotech, il target medio di prezzo è poco più di $ 45 per azione, più del doppio rispetto ai primi di agosto quando, tre società di analisi hanno ribadito il loro rating buy in una gamma di obiettivo tra $ 44 a $ 48 per azione. Le azioni attualmente sono scambiate a $ 30 per azione ed equivalgono ad una capitalizzazione di mercato di circa $ 800.000.000.

Cempra (CEMP), società biotech che opera nell’ambito degli antibiotici, viene scambiata intorno ai $ 20 per azione, ma ha una capitalizzazione di mercato di circa $ 1 miliardo. La società il cui principale farmaco candidato è il Solithromycin, di cui è stata depositata la NDA sia per la versione orale che per quella via endovenosa negli Stati Uniti così come ha ottenuto l’approvazione in Europa. Sulla base di solidi risultati in Fase 3 della sperimentazione, il Solithromycin ha come obiettivo il problema urgente della resistenza agli antibiotici e fornisce ai medici una nuova e potente opzione monoterapica macrolide che al momento non esiste nel trattamento dei pazienti con polmonite batterica acquisita in comunità o “CABP”.

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, la CABP è la principale causa di morte per malattie infettive negli Stati Uniti, uccide più di 50.000 persone ogni anno.

La società biotech ha anche completato uno studio di fase 2 per infezioni batteriche acute della pelle e della sua struttura e un trial clinico di fase 2 in pazienti con infezioni derivanti da protesi articolare che utilizzano acido fusidico. L’iscrizione per un trial di fase 3 dovrebbe essere completata entro il quarto trimestre di quest’anno. Con l’approvazione altamente probabili il 27 e 28 dicembre per le versioni orali ed endovenosa del Solithromycin, l’azienda sta progettando di lanciare il composto, negli Stati Uniti, nel primo trimestre del 2017. L’approvazione in Europa è prevista che possa giungere nella seconda metà del 2017. Gli analisti che coprono quest’azienda hanno ribadito il loro rating buy con obiettivi di prezzo tra $ 31 e $ 48 per azione.

Dynavax Technologies (DVAX) il cui giorno sembra sia finalmente all’orizzonte. La società biotech del vaccino contro l’epatite B HEPLISAV-B con sperimentazione su oltre 10.000 soggetti in Fase 3, è altamente probabile che ottenga l’approvazione, e ciò dovrebbe avvenire il 15 dicembre quando è previsto che la FDA comunichi la sua decisione su questo vaccino. L’appuntamento inizialmente previsto per il 16 Novembre è stato annullato, al fine di avere il tempo di esaminare e risolvere le questioni in sospeso con la Biologics License Applications (BLA) della Società riguardanti la domanda di licenza per HEPLISAV-B™. che ha portato al crollo del prezzo delle sue azioni e a conseguente indagine da parte di uno studio legale in merito a possibili violazioni delle leggi federali sui titoli.

HEPLISAV-B ha mostrato maggiori tassi di protezione (95% a 81%) rispetto al attuale vaccino standard “Energix B” di GlaxoSmithKline (GSK), inoltre può essere consegnato in due dosi in un mese rispetto al l’attuale regime di tre dosi in sei mesi. Questo dovrebbe aumentare notevolmente i tassi di compliance del paziente che attualmente si aggira al 55%. Una volta approvato, l’HEPLISAV-B dovrebbe gradualmente sostituire Energix B come leader di mercato in questo spazio, che fa circa $ 150 – $ 200 milioni di vendite in un trimestre. Si tratta di una quantità significativa di reddito per questa azienda con una capitalizzazione di mercato di $ 650.000.000, che ha anche un po più $ 150 milioni in contanti in bilancio, che serviranno per la distribuzione di questo importante vaccino.

Questa biotech ha anche un farmaco per l’asma che è in Fase 2, sviluppato con AstraZeneca (AZN) così come un prodotto di oncologia in fase iniziale, “SD-101”. Il titolo è sottovalutato solo sulla base del HEPLISAV-B.

I tre titoli biotech di cui sopra hanno tutti i catalizzatori necessari e valgono il vostro tempo per fare una ricerca più profonda.

giovedì 15 settembre 2016

Apple, gli ordini del nuovo Iphone 7 saranno superiori alle stime

Siamo rimasti sorpresi in settimana quando il CEO di T-Mobile (TMUS), John Legere, ha dichiarato in una conferenza che gli ordini del nuovo Iphone 7, smartphone di Apple (AAPL), ha ricevuto richieste quattro volte superiori al lancio dell’Iphone 6. Sorpresi perchè la stessa Apple in una nota aveva dichiarato che non avrebbe rilasciato dati di vendita nella prima settimana in quanto ritenevano che il lancio del nuovo modello sarebbe stato modesto.

Considerando quanto bene T-Mobile ha fatto nel 2014 con lancio dell’iPhone 6, il commento di Legere offre la possibilità intrigante che Apple potrebbe semplicemente avere un successo inaspettato sulle sue mani. La dichiarazione di Legere è avvenuta pochi giorni dopo la presentazione dell’Iphone 7 tramite la televisione, Periscope, durante l’intervista ha dichiarato le vendite dell’Iphone 7 fenomenali, dichiarando:

I primi quattro giorni del lancio di iPhone 7 sono di gran lunga il più grande di sempre per T-Mobile. Quattro volte più grande di iPhone 6

Il titolo in borsa ci ha messo poco per inserire la freccia verde chiudendo con un +3.54% e superando i 110 $. Ma Legere non si è fermato qui, ha inoltre rivelato che Matte Black è stata la scelta del colore più popolare dai clienti T-Mobile, pur ammettendo di aver scelto l’iPhone Jet Black 7 per se stesso.

Apple, analisi tecnica a 12 mesi, trend line, medie mobili stop loss e target price

Inizialmente c’era una notevole preoccupazione che l’iPhone 7 si sarebbe rivelato un vero disastro dato che il ciclo di progettazione di tre anni ha portato ad un telefono che pare identico ai due precedenti. C’erano voci su un massiccio aggiornamento il prossimo anno per il 10° anniversario dell’iPhone, tra cui un display AMOLED curvo. Poi c’è stata la controversa decisione del jack delle cuffie. Apple poi ha pre-annunciando che non avrebbe rilasciato i numeri di lancio, quasi come se la società non credesse più di tanto nel progetto e volesse evitare pubblicità negative.

Intanto il sito Apple.com è stato sommerso di richieste per l’acquisto dell’iPhone 7 (nero lucido) nuova finitura Jet Black. Le tempestive richieste hanno letteralmente bloccato il sito. I tempi di consegna sono impressionanti, parliamo di circa 3 o 4 settimane per ricevere il nuovo iPhone 7 Jet Black. Ma parliamo un po di questo Iphone 7, in primo luogo, lo smartphone ha un sistema di doppia fotocamera che può produrre foto fenomenali. Apple ha fatto in modo di ottenere suggerimenti da esperti fotografi professionisti, i quali hanno pubblicato le foto scattate col telefono in occasione di eventi sportivi professionisti.

In secondo luogo, la nuova CPU A10 Fusion è risultata eccellente nei test. Offre un serio aggiornamento delle prestazioni, insieme a una migliore durata della batteria. Gli utenti potranno sicuramente vedere una grande differenza. In terzo luogo, la resistenza all’acqua introdotta nel nuovo iPhone è qualcosa che i fan hanno atteso per molto tempo. L’idea di essere in grado di utilizzare il loro telefono sotto la pioggia invece di dover acquistare impermeabile costosi ed ingombranti ha un sacco di fascino.

T-Mobile offre anche incentivi per l’aggiornamento che potrebbero essere un plus sulle vendite. Come sottolineato da Digital Trends, il vettore sta offrendo un accordo di permuta sugli iPhone più vecchi offrendo gratuitamente un contratto di 24 mesi. Tutto questo potrebbe essere solo una mossa di markenting eccezionale, Apple che non sostiene il nuovo telefono, unito al fiasco del Galaxy Note 7 potrebbe contribuire a vendite superiore alle attese anche se ci sono stati dubbi sul fatto che le cuffie erano un fattore negativo, tutte queste notizie si trasformeranno in una vittoria inaspettata per Apple.

Disclosure:
Io personalmente sono long su Apple con target a 130 $.

mercoledì 14 settembre 2016

Tassi, investire in azioni ad alto rendimento prima che la Fed si alzi

Quando la FED inizierà ad aumentare i tassi di interesse, non tutti i titoli con un elevato rendimento perderanno soldi. Questi due titoli ad alto rendimento che hanno uno yield oltre l’8% diventeranno ancora più redditizio quando i tassi di interesse saliranno. E con il resto del mercato che ignora questo fatto, sarete in grado di fare un ottimo affare con questi titoli a reddito buy and hold. Come abbiamo visto il mercato azionario è sempre più preoccupato circa gli effetti sui prezzi delle azioni se e quando il Federal Reserve Board -FED- annuncerà il suo prossimo aumento dei tassi di interesse. La convinzione generale tra gli investitori è che i tassi di interesse più elevati saranno un male per le azioni. Anche se questo può essere valido per alcune società, ci ne sono altre che vedranno profitti più elevati quando i tassi di interesse cominciano a salire.

Due sono i motivi per cui vi è la preoccupazione che l’aumento dei tassi da parte della Fed potrebbe danneggiare i valori azionari. Uno è il timore che con tassi più elevati sugli investimenti cosiddetti “sicuri”, come i titoli di stato e Certificati di deposito (CD), gli investitori vendano le loro azioni con dividendo e investano in titoli a reddito fisso. Tuttavia, nel contesto di tassi corrente, gli investimenti a tasso fisso a lungo termine producono meno del 2% mentre l’utile per azione che gli investitori possono guadagnare è il 5%, 6%, o anche oltre l’8% sulle azioni con dividendi sicuri. La Fed sta parlando di aumenti dei tassi di interesse tra 0,25 e 0,50%. Non il 3% e il 4% che sarebbe necessario per rendere effettivamente i rendimenti dello obbligazioni competitivi con quello delle azioni a reddito. In questo contesto di tassi, l’argomento che gli investitori lasciano le azioni a reddito per le obbligazioni se i tassi aumento non regge.

Il secondo motivo che spaventa gli investitori per il futuro delle azioni con dividendi, sono i maggiori costi di finanziamento. La maggior parte delle società con i più elevati rendimenti, hanno significativi carichi di debiti. Tassi di interesse più elevati farebbero aumentare il costo del debito e ridurre i margini di profitto e il flusso di cassa netto. Si consideri il caso di un fondo comune di investimento di beni immobili (REIT). Queste società potrebbero non essere in grado di aumentare gli affitti che fanno pagare quanto l’aumento del costo dell’interesse sul proprio debito. Il potenziale di questo scenario che si potrebbe verificare per i settori a maggior rendimento, come REIT e utility possono aumentare i timori degli investitori circa la sicurezza del dividendo, e portare ad un sell-off, con un conseguente calo dei prezzi delle azioni.

La realtà è che ogni azienda è diversa nel modo in cui ha strutturato sia i costi del debito che il suo flusso di entrate. Alcune saranno ferite da tassi di interesse più elevati, per molte altre, i costi di interesse più alti saranno compensati da maggiori ricavi e per altre ancora , i tassi di interesse più elevati produrranno margini di profitto più elevati. In questi ultimi anni, due REIT di prestiti ipotecari commerciali hanno spostato i loro portafogli per far si che i loro risultati finanziari fossero ancora più forti quando i tassi di interesse cominceranno ad alzarsi. Entrambe le società hanno concesso la maggior parte dei loro nuovi mutui commerciali a tassi di interesse variabili. Quindi, se i tassi di interesse a breve termine saliranno, così sarà per le loro entrate. Allo stesso tempo, hanno bloccato i costi dei loro finanziamenti ai bassi tassi correnti, così che, quando la Fed comincerà ad aumentare i tassi, queste aziende saranno più redditizie e dovrebbero cominciare a pagare dividendi ancora più elevati.

Blackstone Mortgage Inc. (BXMT) è un REIT finanziaria raccomandata dalla grande azienda di gestione del risparmio, Blackstone Group LP (BX). Nel maggio 2013, Blackstone ha preso il fondo non operativo Blackstone Mortgage Trust e lo ha riadattato a REIT per offrire mutui commerciali. Blackstone Group gestisce un ampio portafoglio di immobili commerciali e può alimentare la REIT. Blackstone Mortgage mantiene i prestiti che ha concesso e genera profitti sulla differenza tra l’interesse che ricarica e il basso costo a cui la società prende in prestito il denaro. BXMT si concentra sulla concessioni di grandi mutui, con una dimensione media di prestito di oltre $ 160 milioni. Il valore del prestito rispetto a quello della proprietà è di circa il 60%. Attualmente, il 78% dei $ 7 miliardi di portafoglio crediti della società è a tasso variabile e i nuovi prestiti sono stati fatti solo con tassi variabili.

analisi tecnica Blackstone Mortgage, prima che la FED alzi i tassi

Starwood Property Trust, Inc. (STWD) è un REIT finanziario che è stato una società pubblica a partire dalla metà del 2009. L’azienda è oggi uno dei maggiori fornitori di mutui immobiliari commerciali e di servizi ipotecari commerciali. Starwood conserva la maggior parte dei mutui concessi e nel portafoglio, il 100% di tutti i nuovi prestiti sono a tasso indicizzato LIBOR, e l’89% del portafoglio totale è a tasso variabile. Nel suo prospetto informativo sugli utili, la società indica che per ogni aumento di 1 punto percentuale dei tassi di interesse a breve termine, l’utile per azione annuale aumenterà di circa otto centesimi. Starwood ha uno yield del 8,5%.

Non so se la Fed in realtà avrà il coraggio di alzare i tassi di interesse a breve termine, ma so che con questi due REIT finanziari, si generano grandi ritorni in entrambi i casi.

lunedì 12 settembre 2016

Pioneer, troppo grossa per Generali, ma ci sono altri pretendenti

Fondata nel 1928, Pioneer Investments è una società globale di investimento, con uffici in 28 Paesi, oltre 2.000 dipendenti e 223,6 miliardi di asset in gestione al 31 dicembre 2015. Pioneer Global Asset Management S.p.A. è una società interamente controllata da UniCredit. Sono ormai giorni che si specula su chi sia abbastanza forte da strappare Pioneer da Unicredit.

Pioneer ha attività ramificate a livello mondiale a partire dagli Stati Uniti, dove ha sede il nucleo della società che era stata acquistata dall’ex ad Alessandro Profumo che poi ne aveva utilizzato il marchio per rinominare il polo di gestioni del gruppo Unicredit , che nel corso degli anni aveva assorbito anche le società di asset management ricevute in eredità dalle banche che via via aveva incorporato.

Ormai la corsa sembra ridotta a 5 nomi, secondo indiscrezioni infatti, l’amministratore delegato Jean-Pierre Mustier avrebbe infatti incaricato l’advisor Jp Morgan di portare avanti i contatti soltanto con cinque grossi nomi della finanza e del risparmio: quelli di Allianz, Generali, Poste, Amundi e Macquarie. Per quanto riguarda Generali, gli analisti ritengono che le dimensioni di Pioneer, con una valutazione stimata di circa 3 miliardi di euro, sia troppo grande per la banca di Trieste, che ha 43,6 miliardi di masse e un capitale in eccesso di 225 milioni con una capitalizzazione di mercato di 2,3 miliardi.

Banca Generali (BGN) nasce nel 1998, prevalentemente come banca online, nel corso degli anni, divenendo il fulcro per lo sviluppo di un polo bancario del Gruppo Generali in grado offrire una gamma completa di servizi e di soluzioni di investimento.

Analisi tecnica Banca Generali

Come detto quindi, in corsa per rilevare Pioneer da Unicredit sono rimasti cinque pretendenti, due italiani e tre internazionali e cioè: Banca Generali, Poste Italiane, Allianz, Amundi e Macquarie,che hanno già presentato manifestazioni d’interesse. Per ora sono esclusi dalla gara i fondi di private equity, malgrado alcuni si sarebbero dichiarati disponibili.

Sullo sfondo c’è la strategia decisa dall’amministratore delegato di Unicredit Jean-Pierre Mustier, che sta valutando diverse cessioni per incamerare qualche miliardo cash (oltre a Pioneer c’è anche il dossier Pekao in corso d’opera) e arrivare così all’appuntamento dell’aumento di capitale che ormai il mercato si attende tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.

Mustier, che in precedenza ha guidato Corporate e Investment di Société Générale, ha quindi previsto, secondo gli analisti, il lancio di un aumento di capitale fino a 10 miliardi di euro, in parte per sostenere il gap di capitale che si aprirà con la vendita del settore prestiti.

Il Core Tier 1 ratio di UniCredit scenderebbe all’8,7 per cento – al di sotto della soglia richiesta da parte del supervisore bancario della BCE – e si intraprenderebbe una pulizia delle sue sofferenze. Il governo italiano dal canto suo sponsorizza l’operazione perchè in questo modo si potrebbe ripulire Monte Paschi, la banca col peggior stress test di luglio.

giovedì 8 settembre 2016

Il Litio è un grande affare ma attenzione all'eccessiva offerta

Iniziamo spiegando come viene utilizzato il Litio e qual’è il suo ruolo nell’industria mondiale. Il litio è utilizzato principalmente per la produzione di batterie ad alta durata e coinvolge società di diverso genere anche per quanto riguarda le attività di estrazione e lavorazione. Il metallo viene tuttavia spesso associato a Tesla (TSLA), la società americana leader nella produzione di autovetture elettriche.

Dopo aver trascorso anni nelle discariche, il prezzo di litio ha cominciato a salire alle stelle nel corso dell’ultimo anno o giù di lì. In Cina, i prezzi del litio sono salito da 7000 dollari per tonnellata nel mese di ottobre 2015 ad oltre 25.000 dollari per tonnellata circa nove mesi. Anche se i prezzi in Cina sono ritracciati di recente a circa 20.000 dollari per tonnellata, i contratti del carbonato di litio altrove sono in aumento o stabili intorno 8000 dollari per tonnellata e circa 12,000-13,000 dollari in Cina.

Andamento LIT, ETF sul Litio analisi tecnica a due anni

Non a caso Tesla Motors è tra i principali colossi mondiali che ne fa uso e che, se il successo della sua nuova auto, Model 3, dovesse concretizzarsi, potrebbe da sola aumentare e di molto la domanda del metallo prezioso. Gli speculatori esperti sanno che le manie finanziarie quasi sempre finiscono male, con molti investitori privati che subiscono grosse perdite.

Detto questo c’è un caso fondamentale robusto e durevole per questo materiale – quella che garantisce virtualmente che la domanda continuerà a salire anche se i prezzi scenderanno bruscamente. La domanda prima è esplosa dopo la diffusa adozione di dispositivi mobile come smartphone, computer portatili e tablet. Ciascuno di questi dispositivi richiede potenti batterie leggere ricaricabili per funzionare in modo affidabile. Le probabilità sono che tutti i gadget che avete posseduto negli ultimi 20 anni, molti di loro contenevano litio.

Anche se le batterie al litio sono onnipresenti, questi dispositivi mobili non avranno una futura crescita della domanda. Goldman Sachs prevede che la più grande fonte di domanda di litio nel prossimo decennio arriverà dalla diffusa adozione di veicoli elettrici, con la domanda del “petrolio bianco” possa triplicare entro il 2025. Più in generale, l’Agenzia internazionale dell’energia prevede 20 milioni di veicoli elettrici (tra cui ibridi) sarà in uso entro il 2020. Nel giro di un decennio, i veicoli elettrici rappresenteranno il 38% di tutta la domanda di litio rispetto a solo circa il 6% di oggi.

Domanda di batterie al litio nei prossimi 15 anni

In primo luogo è difficile ottenere un’esposizione al litio direttamente. A differenza di molte altre materie prime, non si può comprare litio in qualsiasi principali borsa. Non è possibile ottenere l’esposizione attraverso contratti future o swap. L’unico modo possibile è investendo in singoli miniere o attraverso un paniere di titoli, come l’ETF Global X Lithium ETF (LIT).

Da un lato, il mercato dell’offerta litio è dominato da quattro grandi produttori. Albemarle (ALB), FMC Corp. (FMC) e Cile Sociedad Quimica y Minera de Chile (MQ)). Insieme hanno rappresentato l’83% della fornitura globale nel 2015.

In secondo luogo, come qualsiasi attività che ha triplicato il prezzo nel corso degli ultimi 12 mesi, il litio è probabile che possa essere prossimo ad una bolla speculativa, quindi gli analisti di Macquarie hanno recentemente suggerito che con tanta nuova offerta in arrivo sul mercato, il mercato del litio si sposterà verso un eccesso di offerta a partire dal 2017. Quindi suggeriamo di controllare bene prima di fare qualsiasi acquisto e magari attendere un calo primo di qualsiasi investimento.

Investire in dividendi: 6 REIT con ottimi rendimenti (parte 2)

Molti investitori da reddito hanno nei loro portafogli azionari l’iShares Mortgage Real Estate Capped ETF (REM) in quanto è un investimento sul mercato azionario che paga un elevato dividend yield (10%). Il problema con questo ETF è che contiene un sacco di titoli garantiti da ipoteca ad elevata leva finanziaria, pericolosi per la vostra ricchezza, residenziali garantiti da titoli ipotecari, o come sono abitualmente denominati, MBS REIT. Il prezzo di questo Etf ha avuto una tendenza ribassista durata un anno, a malapena compensato dai dividendi per un piccolo rendimento positivo. Una soluzione migliore per l’investitore focalizzato su elevati redditi è quello di costruire un portafoglio con titoli finanziariamente più forti fuori dalla lista dei componenti di REM.

In base alle norme fiscali che regolano il loro funzionamento, i REIT possono possedere proprietà immobiliari o partecipare al finanziamento del patrimonio immobiliare. I REIT che si concentrano sul possesso di beni immobili sono indicati come REIT azionari, mentre quelli che si concentrano sull’ipoteca immobiliare sono chiamati REIT finanziari. I Reit finanziari sono soliti dare rendimenti da dividendo elevati, ad esempio REM ha un dividend yield del 10,7% mentre il maggiore Etf di Reit azionari, il REIT Index Fund Vanguard (VNQ), ha un dividend yield del 3,8%.

Tuttavia, un numero significativo di REIT finanziari impiega un modello di business che prevede il possesso di MBS (Mortgage-Backed Securities) garantiti però da agenzia governativa e sfruttano i loro portafogli per trasformare i rendimenti al 3% pagati da questi MBS sicuri nel flusso di cassa che gli permetterà di pagare un dividend yield a due cifre. Se si guarda alla loro storie però, la maggior parte stanno ora dando i loro frutti, che però sono molto più bassi rispetto a qualche anno fa. Ad esempio, proprio la settimana scorsa una delle agenzie più grande e più popolare di MBS REIT, American Capital Agency Corp. (AGNC) ha ridotto il suo dividendo del 10%. Il nuovo tasso è solo il 43% rispetto al dividendo che i suoi investitori guadagnavano nel 2012. Anche il dividendo REM, fondo che possiede un portafoglio di 40 diversi REIT finanziari, si è ridotto in media del 4,1% all’anno negli ultimi cinque anni. Il risultato è che anche il prezzo delle azioni è crollato, lasciando un rendimento medio annuo del 5,5%.

Per costruire un portafoglio che replichi in minima parte REM e che dia un rendimento più elevato, senza però distruggere il valore, bisognerà acquistare Reit finanziari che non abbiano tagliato il loro dividendo, perché i loro modelli di business non sono riusciti ad adeguarsi alla modifica dei tassi di interesse. Ecco un elenco di titoli che non hanno ridotto il loro dividendo negli ultimi 5 anni.

Apollo Commercial Real Est. Finance Inc. (ARI) è un fondo di investimento immobiliare che in primo luogo investe in, acquisisce e gestisce eseguendo primi prestiti ipotecari commerciali, finanziamenti subordinati, titoli garantiti da ipoteca commerciali e altri investimenti immobiliari commerciali legati a debito. La società è stata fondata il 29 giugno 2009 e ha sede a New York, NY. Ha aumentato il suo dividendo nel corso degli ultimi anni e gli investitori hanno guadagnato una media del 10,6% all’anno negli ultimi cinque e ha un dividend yield del 11,3%.

Starwood Property Trust Inc. (STWD) è una società di investimento immobiliare, che si concentra sugli investimenti, finanziamenti e gestione dei crediti commerciali ipotecari nonché altri investimenti di debito immobiliare commerciale, titoli garantiti da ipoteche commerciali e altri debiti correlati ad investimenti immobiliari. Starwood Property Trust è stata fondata il 17 agosto 2009 e ha sede a Greenwich, CT. Il suo rendimento medio annuo negli ultimi cinque anni è del 13,8% e ha un dividend yield del 8,6%.

PennyMac Mortgage Investment Trust (PMT) è una società finanziaria che, attraverso le sue controllate, investe principalmente in mutui residenziali e attività legati ai mutui. L’obiettivo dell’azienda è quello di fornire interessanti rendimenti adeguati al rischio ai suoi investitori nel lungo termine, soprattutto attraverso i dividendi e secondariamente attraverso l’apprezzamento del capitale. PennyMac Mortgage Investment Trust è stata fondata il 18 maggio 2009 e ha sede a Los Angeles, CA. Il suo rendimento medio annuo negli ultimi cinque anni è stato del 11,3% e ha un dividend yield del 11,5%.

Sei solidi rendimenti quinquennali e nessuna riduzione significativa dei loro dividendi. Con questo gruppo, avreste guadagnato più del doppio del rendimento totale di REM. Ancora più importante, questi danno un livello molto più elevato di sicurezza per i pagamenti dei dividendi in futuro. Si ricordo però che l’utilizzo dei REIT deve essere parte integrante di una più ampia strategia di diversificazione del portafoglio, evitando di scegliere un unico tipo di titoli.

martedì 6 settembre 2016

Tassi di interesse USA ancora bassi, cosa significa per gli investitori

Gli osservatori dei mercati azionari hanno trascorso gran parte della scorsa settimana analizzando le parole del presidente della Federal Reserve (Fed) Janet Yellen durante l’annuale simposio della politica economica di fine estate a Jackson Hole per capire le prossime mosse sui tassi di interesse, nel Wyoming, in cerca di qualche segno sul futuro percorso di normalizzazione della politica della Fed. La Fed ha indicato un aumento delle possibilità di una stretta monetaria nei prossimi mesi. Un’eventualità legata a quelle che saranno le indicazioni sullo stato di salute dell’economia americana: la stima del Pil americano del secondo trimestre vede una revisione del dato a +1,1% dal precedente +1,2% (correzione attesa), si conferma buono l’andamento dei consumi americani.

I mercati finanziari però sono alla ricerca sempre meno della normalizzazione. Oggi sono caratterizzati da valutazioni che storicamente mostrano una bassa volatilità e rendimenti bassi, in mezzo a tutto questo continua la ricerca della direzione del mercato in un panorama con bassi tassi di interesse. Il grafico qui sotto mostra come i rendimenti delle attività siano vicini ai bassi livelli degli ultimi 15 anni di media.

Comparazione tra i vari yield asset degli strumenti americani

Il compito della Yellen è particolarmente delicato perché le decisioni assunte dalla banca centrale americana sui tassi di interesse negli ultimi dodici mesi hanno finora smentito i suoi annunci precedenti. Infatti nel mese di dicembre 2015 la Fed decise, per la prima volta dopo otto anni, di aumentare il tasso di riferimento per i mercati finanziari portandolo allo 0,50%, vari membri del suo consiglio direttivo rilasciarono interviste in cui si spiegava che l’aumento di dicembre era il primo di una serie e che sarebbero arrivati altri aumenti scadenzati nel tempo, quantificati dai mercati in quattro nel corso del 2016.

In quel momento la FED era decisa ad aumentare i tassi nel 2016 portandoli fino all’1,5%. Questo i mercati si aspettavano, invece hanno vissuto in un limbo di smentite continue e ancora oggi non sappiamo cosa farà nei prossimi mesi. La fantapolitica sospetta che la FED favorisca Hillary Clinton, ritardando i rialzi dei tassi d’interesse Usa, per evitare qualsiasi intralcio alla crescita americana prima del voto di novembre. Un’economia in crescita da sette anni tiene alti i consensi verso Barack Obama (al 54%, un record per un presidente arrivato alla fine di due mandati) e automaticamente aiuta la Clinton.

I politici dovrebbero trovare questi sviluppi profondamente preoccupanti. Eppure pochi sembrano credere che il loro mandato includa un certo grado di rischio. I banchieri centrali europei e giapponesi hanno promesso a Jackson Hole che continueranno a fare quello che hanno fatto finora, fino a quando questo non funzionerà. Le loro controparti americane hanno discusso come adattare la loro cassetta degli attrezzi in un ambiente post-normalizzazione dei tassi bassi, dove la ricerca di rendimento e dei suoi effetti perversi sarebbe durato, ma non hanno discusso come mantenere i rischi per la stabilità finanziaria sotto controllo.

Nel frattempo un investitore cosa deve fare, cosa aspettarsi ?

Si è tentati di chiudere tutto e attendere un aumento dei tassi di interesse, come fanno la maggior degli investitori, che il rischio non valga la pena di prendere rendimento, far cassa e attendere momenti meno incerti. Ma per quanto può durare ? Più grande è il divario tra i rendimenti reali e quelli necessari per raggiungere determinati obiettivi. Così si paga un altro tipo di rischio, quello di non guadagnare nulla, anzi, l’inflazione mangia il denaro fermo. E’ importante, tuttavia, ricordare che in situazioni simili non esiste una soluzione ottimale. E’ necessario concentrarsi su società con fondamentali buoni, stime e bilanci in crescita, società sane capaci di superare al meglio il periodo. Invitiamo gli investitori che rimangono sui mercati a prendere meno rischi e non buttarsi alla cieca.
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lunedì 5 settembre 2016

Investire in dividendi: 6 REIT con ottimi rendimenti (parte 1)

Molti investitori da reddito hanno nei loro portafogli azionari l’iShares Mortgage Real Estate Capped ETF (REM) in quanto è un investimento sul mercato azionario che paga un elevato dividend yield (10%). Il problema con questo ETF è che contiene un sacco di titoli garantiti da ipoteca ad elevata leva finanziaria, pericolosi per la vostra ricchezza, residenziali garantiti da titoli ipotecari, o come sono abitualmente denominati, MBS REIT. Il prezzo di questo Etf ha avuto una tendenza ribassista durata un anno, a malapena compensato dai dividendi per un piccolo rendimento positivo. Una soluzione migliore per l’investitore focalizzato su elevati redditi è quello di costruire un portafoglio con titoli finanziariamente più forti fuori dalla lista dei componenti di REM.

In base alle norme fiscali che regolano il loro funzionamento, i REIT possono possedere proprietà immobiliari o partecipare al finanziamento del patrimonio immobiliare. I REIT che si concentrano sul possesso di beni immobili sono indicati come REIT azionari, mentre quelli che si concentrano sull’ipoteca immobiliare sono chiamati REIT finanziari. I Reit finanziari sono soliti dare rendimenti da dividendo elevati, ad esempio REM ha un dividend yield del 10,7% mentre il maggiore Etf di Reit azionari, il REIT Index Fund Vanguard (VNQ), ha un dividend yield del 3,8%.

Tuttavia, un numero significativo di REIT finanziari impiega un modello di business che prevede il possesso di MBS (Mortgage-Backed Securities) garantiti però da agenzia governativa e sfruttano i loro portafogli per trasformare i rendimenti al 3% pagati da questi MBS sicuri nel flusso di cassa che gli permetterà di pagare un dividend yield a due cifre. Se si guarda alla loro storie però, la maggior parte stanno ora dando i loro frutti, che però sono molto più bassi rispetto a qualche anno fa. Ad esempio, proprio la settimana scorsa una delle agenzie più grande e più popolare di MBS REIT, American Capital Agency Corp. (AGNC) ha ridotto il suo dividendo del 10%. Il nuovo tasso è solo il 43% rispetto al dividendo che i suoi investitori guadagnavano nel 2012. Anche il dividendo REM, fondo che possiede un portafoglio di 40 diversi REIT finanziari, si è ridotto in media del 4,1% all’anno negli ultimi cinque anni. Il risultato è che anche il prezzo delle azioni è crollato, lasciando un rendimento medio annuo del 5,5%.

Per costruire un portafoglio che replichi in minima parte REM e che dia un rendimento più elevato, senza però distruggere il valore, bisognerà acquistare Reit finanziari che non abbiano tagliato il loro dividendo perché i loro modelli di business non sono riusciti ad adeguarsi alla modifica dei tassi di interesse. Ecco un elenco di titoli che non hanno ridotto il loro dividendo negli ultimi 5 anni.

Arbor Realty Trust Inc. (ABR) è un fondo di investimento immobiliare, che si impegna in investimenti in un portafoglio diversificato di attività di finanza strutturata nei mercati immobiliari multifamiliari e commerciali. La società è stata fondata nel giugno 2003 e ha sede a Uniondale, NY. Questo titolo ha prodotto un rendimento medio annuo del 16,3% all’anno per gli investitori nel corso degli ultimi cinque anni e ha un dividend yield del 8,3%.

Investire nelle REIT

MFA Financial Inc. (MFA) è un fondo di investimento immobiliare che investe in titoli garantiti da ipoteche. Le sue attività di investimento, con leva finanziaria, riguardano attività di mutui residenziali, tra cui Agency MBS, Non-Agenzy MBS e prestiti residenziali completi. L’azienda è stata fondata da Stewart Zimmerman il 24 luglio 1997 ed ha sede a New York, NY. Il dividendo è stato abbastanza stabile negli ultimi cinque anni e non è cambiato negli ultimi tre anni. Il titolo ha prodotto un rendimento medio annuo del 12,3% per gli investitori nel corso degli ultimi cinque anni e ha un dividend yield del 10,5%.

Investire nelle REIT

Chimera Investment Corporation (CIM) è una società finanziaria specializzata, che opera come un fondo di investimento immobiliare che investe attraverso le sue filiali in mutui residenziali ipotecari, titoli garantiti da mutui residenziali, prestiti ipotecari commerciali, titoli immobiliari relativamente sicuri e varie altre classi di attività. Possiede essenzialmente non-investment grade MBS e non ha ridotto il suo dividendo dall’inizio del 2012. La società è stata fondata il 1° giugno 2007 e ha sede a New York, NY. Il titolo ha prodotto un rendimento medio annuo del 14,1% negli ultimi cinque anni e ha un dividend yield del 11,3%.

Investire nelle REIT

Sei solidi rendimenti quinquennali e nessuna riduzione significativa dei loro dividendi. Con questo gruppo, avreste guadagnato un rendimento non paragonabile a quello totale di REM. Ancora più importante, questi titoli danno un livello molto più elevato di sicurezza per i pagamenti dei dividendi in futuro, no perdeteve la seconda parte per scoprire gli altri 3. Si ricordo però che l’utilizzo dei REIT deve essere parte integrante di una più ampia strategia di diversificazione del portafoglio, evitando di scegliere un unico tipo di titoli.

venerdì 2 settembre 2016

Analisi di azioni, vendere a settembre quelle che spesso sottoperformano

Ormai Agosto è passato e ci apprestiamo a vivere un Settembre pieno di eventi importanti che ci porteranno a quello più importante, le elezioni presidenziali in america Novembre. Dal 1928, l’indice S&P500 ha registrato una perdita media dell’1,1% nel mese di settembre. Abbiamo quindi eseguito un’analisi di azioni fondamentale-tecnica per capire se ci sono società quotate che potrebbero soffrire molto durante questo Settembre. Vorremmo sottolineare che comunque quella citata in precedenza è solo una media, il mercato potrebbe anche sorprenderci e chiudere il mese in positivo.

Non possiamo tenere conto la tendenza a lungo termine. Gli speculatori venderanno i loro titoli dai loro portafogli secondo la loro analisi di azioni per timore possano essere un freno sulle prestazioni in un momento in cui ci sono eventi che potrebbero spingere i mercati verso il basso. Per quanto riguarda l’analisi che ci ha condotto a potenziali titoli da vendere, i segnali di vendita ci appaiono chiari perchè queste società hanno la tendenza stagionale di scendere in questi periodi dell’anno. Per trovare questi titoli abbiamo fatto uno screener nel mercato di società con capitalizzazione di mercato di almeno 5 miliardi di dollari segnali e con una debolezza tecnica/fondamentale.

Red Hat (RHT)
Red Hat, Inc. è una società multinazionale statunitense che si dedica allo sviluppo software e al supporto di software libero e open source in ambiente enterprise ovvero aziendale. Fondata nel 1993 e, ad oggi, dispone di una sede principale a Raleigh (Carolina del Nord) affiancata da numerose altre secondarie sparse in tutto il mondo. A Red Hat è solitamente associato il suo sistema operativo per gli ambienti enterprise, Red Hat Enterprise Linux, e la sua acquisizione dell’application server open-source JBoss. Red Hat si occupa più generalmente di sistemi operativi, middleware, applicazioni, prodotti per il management, supporto, istruzione e servizi di consulenza in questi ambiti. Red Hat crea, mantiene e contribuisce a diversi progetti di software libero.

L’analisi di azioni di Red Hat Inc. (NYSE: RHT) mostra che stanno avendo un anno difficile. Il titolo è giù di oltre il 12% da inizio anno. Purtroppo per gli azionisti, settembre non sembra il mese giusto per cambiare il trend. Nel corso degli ultimi 10 anni, RHT ha perso una media dello 0,8% nel mese di settembre e l’1,6% nel mese di ottobre. Nella sua relazione più recente sulle trimestrali, le azioni sono scese anche dopo aver battuto i guadagni, ma la società ha abbassato le stime. La società ha attribuito stime deboli a causa dei costi dalla sua acquisizione di 3scale.

analisi di azioni red hat, vendere a settembre, migliori azioni 2017

Genpact Limited (G)
Genpact Limited (Genpact) è impegnata nella fornitura digitale e servizi dei processi di business. L’azienda progetta, trasforma e gestisce una combinazione di processi, così come fornisce soluzioni che combinano elementi di molti dei suoi servizi. L’azienda offre attività verticali, che comprendono servizi bancari e finanziari, servizi assicurativi, mercati dei capitali, servizi e prodotti di consumo, scienze della vita e servizi farmaceutici, servizi di infrastruttura e di produzione, assistenza sanitaria e servizi ad alto contenuto tecnologico. Oltre a queste attività verticali, offre anche servizi di finanza e contabilità (F & A), analisi e ricerca, servizi di consulenza aziendale, di consulenza del rischio di impresa, della supply chain e servizi di approvvigionamento, la tecnologia dell’informazione (IT) e servizi al cliente.

Genpact Limited sta avendo un anno deludente finora e sembra poter mantenere un trend negativo anche per il futuro. Il titolo è giù di circa il 5% dall’inizio dell’anno ed è imbrigliato in un trend al ribasso implacabile da giugno. Notiamo che i guadagni sono declino e la crescita dei ricavi renderà difficile per le azioni della società di processi di business e servizi di sovraperformare il mercato. Inoltre Morgan Stanley ha recentemente declassato il titolo a “underweight” da “overweight” non molto tempo fa. Pur riuscendo a battere le stime nel suo ultimo rapporto, il mercato non ha premiato Genpact dato che la società ha abbassato le sue previsioni per l’intero anno.

analisi di azioni Genpact, analisi tecnica a 12 mesi

Eastman Chemical (EMN)
Eastman Chemical (Eastman) è una società chimica che produce una vasta gamma di materiali avanzati, prodotti chimici e fibre. La società opera attraverso cinque segmenti: Additivi e prodotti funzionali (AFP), adesivi e plastificanti (A & P), Advanced Materials (AM), fibre, e Fluidi & Intermedi (SFI). Nel segmento AFP, l’azienda produce prodotti chimici per prodotti nei rivestimenti, pneumatici, materiali di consumo, alimentazione degli animali, protezione delle colture e dei mercati energetici. Il segmento A&P si concentra sulla produzione di prodotti chimici. Nel segmento AM, l’azienda produce e commercializza i suoi polimeri, pellicole e plastiche. Nel segmento Fibers produce e commercializza Estron acetato di stoppa e plastificanti.

Eastman Chemical è rimasta imbottigliata in un trend negativo ancora prima di rilasciare i suoi deludenti guadagni trimestrali. Una parte del problema dell’analisi di azioni sono proprio le vendite, troppo basse su tutta la linea. Inoltre non aiuta che la sua produzione è stagionale. Le azioni hanno perso una media dello 0,4% nel mese di settembre negli ultimi dieci anni, secondo i dati di Thomson Reuters.

analisi di azioni Eastman Chemical

giovedì 1 settembre 2016

L'Arabia Saudita emette il primo bond da 15 miliardi

Bloomberg riporta che l’Arabia Saudita sta progettando di vendere le sue prime obbligazioni internazionale, circa 10 miliardi, ai primi di ottobre. Il paese spera di abbassare così il suo deficit di bilancio stimato in circa 80 miliardi di dollari di quest’anno. Il prestito obbligazionario è previsto dopo la riunione del FOMC di Settembre della FED per rimuovere ogni incertezza sui tassi di interesse in sospeso. La decisione dell’Arabia Saudita di accedere ai mercati internazionali dei capitali segue Abu Dhabi e Qatar, che hanno emesso obbligazioni per un valore di 5 e 9 miliardi di dollari nel mese di aprile e maggio 2016. Secondo Albawaba.com, il FMI stima che il Gulf Cooperation Council (GCC) hanno bisogno di 265 miliardi per coprire il loro deficit di bilancio 2016.

Il clamore per il debito sovrano saudita, potrebbe essere la più grande emissione di un mercato emergente nella storia, si presenta con tassi di interesse ai minimi storici in economie mature spingendo gli investitori a versare soldi nei mercati in via di sviluppo ad un ritmo record in una parte del mondo dove le economie sono meno stabili.

La notizia dell’emissione è stata resa ufficiale dal ministro delle Finanze di Riyad, Ibrahim Al-Assaf, sottolineando che il Regno sta lavorando sulle emissioni di obbligazioni internazionali. In effetti, l’Arabia Saudita, cosi’ come altri Paesi del Golfo Persico esportatori di greggio, intendono accedere ai mercati di capitale per slegare le loro finanze dagli introiti garantiti dall’export di oro nero. Tuttavia, ha precisato il ministro delle Finanze del Regno, i funzionari sauditi non hanno ancora deciso l’ammontare dei bond da collocare. Tutto dipendera’ dalle necessità del Governo.

I mercati emergenti sono tornati di moda per gli investitori. Secondo una nota di BlackRock le azioni dei mercati emergenti cita che la stabilizzazione della crescita e un contesto di tassi di interesse basso globale favoriscono le economie di mercato emergenti. Tornando all’emissione, l’Arabia Saudita è stata spronata dal crollo dei prezzi dell’energia, il principe Mohammed ha guidato un programma di riforma radicale volto a diversificare l’economia del regno lontano dalla dipendenza delle riserve di petrolio. L’offerta do emissione di 15 miliardi dovrebbe partire già nel mese di ottobre, si prevede anche che aprirà la strada per la più grande offerta pubblica iniziale di tutti i tempi da parte del produttore di petrolio Saudita Aramco.

Il debutto di Riyad sul mercato obbligazionario internazionale e’ certamente molto atteso soprattutto vista la forte domanda riscontrata a seguito delle emissioni di debito del Qatar, realizzate lo scorso mese in diverse tranche per un totale di 9 miliardi di dollari. Riyadh può restituire al mercato con una seconda tranche il prossimo anno se i prezzi del petrolio resteranno sotto i 50 dollari al barile.

Le finanze statali sono stati duramente colpite dal crollo continuo dei prezzi del petrolio, rallentando l’economia globale e costringendo Riyad a saccheggiare le sue riserve in valuta estera e prendere prestiti locali, ciò sta comprimendo ulteriormente un settore privato già colpito da ritardi nei pagamenti da enti statali.

Conclusioni

Se desiderate maggiori informazioni su questa emissioni o altre eventuali dei mercati emergenti potete iscrivervi gratuitamente alla nostra newsletter Domino Silver.