mercoledì 11 aprile 2018

Portogallo, azioni ed ETF che godrebbero della riforma Costa

Gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) portoghese confermano l’andamento positivo dell’economia con un tasso di crescita stimato del 2,4% nel primo semestre 2018, risultato che ha mantenuto le aspettative delle agenzie internazionali. L’uscita definitiva dalla crisi è stata sancita lo scorso maggio, con la conclusione della procedura d’infrazione per deficit eccessivo, a seguito dell’attestarsi del deficit al 2% del PIL. Il Governo, inoltre, a luglio 2017 è riuscito a restituire il 60% dei 23,3 miliardi di euro di prestiti elargiti dal FMI nel corso del Programma triennale di assistenza finanziaria, sottoscritto nel 2011.

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Noi ovviamente puntiamo al settore privato, essendo investitori in azioni è quello il nostro scenario ideale, il settore privato sta ricevendo flussi di reddito ampi e crescenti da varie fonti, maggiori esportazioni, le banche elargiscono maggiori prestiti e possibile taglio delle tasse. L’impatto complessivo dovrebbe essere un flusso positivo complessivo. La borsa del settore privato, così come tutte le altre attività finanziarie private, dovrebbe aumentare se il flusso di reddito complessivo nel settore privato è positivo.

La politica economica di Costa

Il Primo Ministro António Costa ha presentato il suo Programma di Governo come un’alternativa all’austerità che ha caratterizzato la precedente legislatura e ha al contempo assicurato che il suo esecutivo intende rispettare pienamente gli impegni assunti a livello internazionale, in particolare in ambito UE, dal Portogallo.

A fine marzo, Costa ha illustrato il Programma Nazionale di Riforme, documento strategico che presenta le principali linee di azione dell’esecutivo per conseguire l’obiettivo delle riforme strutturali considerate necessarie per il Paese.

Tra queste riforme c’è l’intervento a sostegno della capitalizzazione delle imprese che è stato presentato come una delle strategie principali per il rilancio della crescita economica del Paese. I problemi di capitalizzazione costituiscono, infatti, uno dei maggiori ostacoli agli investimenti. L’esecutivo si propone quindi di utilizzare 2,78 mld di Euro a favore delle imprese, nel quadro dell’Accordo Portugal 2020 concluso con la Commissione Europea, e di avvalersi dei finanziamenti previsti dal piano Juncker per gli investimenti (2 mld di Euro).

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Il Governo aveva già annunciato, inoltre, la creazione di una task force, con la partecipazione delle parti sociali, con lo scopo di proporre misure concrete quali la creazione di un fondo per la capitalizzazione ed il sostegno agli investimenti delle imprese, il rafforzamento del ruolo del mercato dei capitali nel finanziamento delle piccole e medie imprese, lo sviluppo di meccanismi di conversione del debito in titoli azionari o di riduzione del debito per le imprese considerate economicamente sane.

Le migliori società portoghesi che godrebbero delle riforme

Il Portogallo presenta una struttura geologica sufficientemente favorevole all’estrazione mineraria che attualmente garantisce circa 15.000 posti di lavoro. L’attività estrattiva si concentra nelle regioni di Tras os Montes, Minho e Alentejo e si riferisce ai seguenti minerali metallici: rame, zinco e tungsteno di cui sono presenti discrete riserve. Interessante risulta anche il settore delle acque minerali: il Portogallo, infatti, dispone di una più che discreta riserva idrominerale, caratterizzata da un elevato numero di falde acquifere e da una grande diversità idrochimica causata dalla complessa e diversificata composizione geologica del territorio.

Gal Energia – settore enrgia
La Galp Energia è una azienda portoghese operante nel settore petrolifero e del gas. È stata fondata il 22 aprile 1999 come GALP – Petróleos e Gás de Portugal in seguito alla riorganizzazione del settore energetico portoghese, e dalle ceneri della vecchia Galp, fondata nel 1977 dalla fusione di diverse aziende energetiche nazionali del paese. Da piu’ di un decennio e’ attiva la prospezione petrolifera dell’area di Aljubarrota (regione del Ribatejo) condotta in joint venture tra la portoghese Galp Energia e la canadese Mohave Oil.

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Dal grafico possiamo notare come la società abbia una buona crescita nel tempo con stime molto interessanti, al di là del 2017, dove non ha pagato dividendi, questi sono sempre stati in crescita come le vendite gli utili e il flusso di cassa. Quest’anno la società punta ad una crescita intorno al 7% di margine operativo ma soprattutto ad un taglio dei costi interessanti, un taglio del 50% entro il 2020. Paga una cedola annuale del 3.47%. Negli ultimi 3 anni il prezzo del titolo è cresciuto del 73%, poco più del 24% annuale di plusvalenza, dividendi esclusi.

Semapa – settore materie da costruzione
Semapa Sociedade de Investimento e Gestão opera come una holding, produce e commercializza cementi e materiali da costruzione, carta e cellulosa oltre ad impegnarsi in servizi ambientali. Il segmento della polpa e della carta si impegna nella produzione di carta non patinata per la stampa e la scrittura e la pasta di eucalipto sbiancata. Il segmento Cemento e derivati produce e commercializza diversi tipi e classi di cementi. Il segmento Ambiente si occupa dell’eliminazione, dell’uso e della rivalutazione dei prodotti animali e di altri prodotti alimentari. La società è stata fondata il 21 giugno 1991 e ha sede a Lisbona, in Portogallo.

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Dal grafico possiamo notare come la società abbia una buona crescita nel tempo con stime molto interessanti, i suoi dividendi hanno una crescita discontinua anche se la società ha riferito che si attende di alzarli almeno per i prossimi 3 anni. Quest’anno la società punta ad una crescita intorno al 14% di margine operativo ma soprattutto ad un taglio dei costi interessanti, un taglio del 33% entro il 2020. Paga una cedola annuale del 2.61%. Negli ultimi 3 anni il prezzo del titolo è cresciuto del 68%, poco meno del 23% annuale di plusvalenza, dividendi esclusi.

ComStage PSI 20® UCITS ETF – ETF
Il ComStage ETF PSI 20® è un fondo negoziato in borsa legato alle prestazioni del PSI 20 (indice azioni portoghesi). I dividendi non sono inclusi nella performance dell’indice. Tuttavia, i dividendi sono sempre inclusi nell’ETF di ComStage e quindi aumentano le prestazioni dell’ETF.

Gli strumenti finanziari segnalati non sono un segnale di acquisto, sono analisi fatto dal nostro studio in base alle informazioni raccolte negli ultimi mesi. Nel caso aveste dubbi o domande vi invito a contattarmi al 320.4082091 o a compilare il nostro form di richiesta contatto.

martedì 3 aprile 2018

De'Longhi dal caffe al clima il made in italy che fa tendenza

Oggi analizziamo un titolo italiano molto interessante, il prezzo della società ha perso il 20% negli ultimi 9 mesi e sta raggiungendo dei livelli di supporto interessanti per un ingresso. Un livelli di debito bassi e una crescita dei dividendi sostenuta da stime di vendite in salita.

De’Longhi Spa (DLG.MI) è una società con sede in Italia impegnata nella progettazione, produzione e vendita di piccoli elettrodomestici. Offre prodotti con quattro marchi: De’Longhi, Kenwood, Braun e Ariete. I prodotti con il marchio De’Longhi contribuiscono per oltre la metà delle entrate totali. L’azienda è presente in tutto il mondo, tra cui Europa, Australia e Nuova Zelanda, America e Asia, con l’Europa il suo più grande mercato. Fondata nel 1902 per la produzione di stufe a legna, solo nel 1974 lancia il primo prodotto con il proprio marchio, il radiatore a olio.

Negli anni ’80 inizia la diversificazione della produzione grazie a prodotti di successo come il forno elettrico Sfornatutto e il climatizzatore portatile Pinguino, mentre la produzione di radiatori viene scorporata sotto la controllata DLRadiators.

Intelligenti acquisizioni

Nel 1994 grazie all’acquisizione di Climaveneta, De’Longhi entra nel settore del comfort e della climatizzazione. L’anno successivo acquisisce la Simac, azienda nota per i suoi prodotti per la stiratura e la cucina. Nel 2001 la De’Longhi acquisisce la britannica Kenwood Limited produttrice di elettrodomestici da cucina rilanciandone il marchio. Il 18 aprile 2007 un incendio di vaste proporzioni è scoppiato intorno alle 13,10 nello stabilimento della De’Longhi, in zona Fiera, a Treviso. Nel 2009 i due responsabili aziendali alla sicurezza hanno patteggiato 6 mesi, la pena è stata convertita in pena pecuniaria.

Nel 2010 De’Longhi, acquisisce il 100% di un altro marchio storico di piccoli elettrodomestici, l’Ariete SpA, azienda di Campi Bisenzio fondata nel 1964. Due anni dopo a seguito di uno scorporo da De’Longhi, nasce il gruppo DeLclima, che riunisce le attività nel campo del riscaldamento e della climatizzazione, ceduto poi nel 2015 ai giapponesi di Mitsubishi Electric Corporation.

Il 17 aprile 2012 a seguito di un’operazione economica che vede il versamento di 50 milioni subito e 90 diluiti in 15 anni, più 75 legati al rendimento dei prodotti, la De’Longhi acquisisce da Procter & Gamble lo storico marchio tedesco Braun con perpetuo diritto di sfruttamento dello stesso nei settori degli elettrodomestici e altri prodotti per la casa (ferri da stiro, climatizzatori, frullatori, aspirapolveri ecc.), mentre P&G manterrà l’uso esclusivo del marchio nel settore dei rasoi e dell’health care.

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La compagnia, storicamente grande produttrice di apparecchi per il clima quali caloriferi e condizionatori (tra i più celebri i climatizzatori portatili della serie Pinguino), è oggi attiva in ogni settore dei piccoli elettrodomestici, specialmente macchine da caffè (tra cui alcune per i sistemi della Nestlé Nespresso e Nescafé Dolce Gusto) e apparecchi per la cottura dei cibi, ma anche prodotti per la pulizia e il benessere della casa e per la cura del bucato.

Bilanci sani

De Longhi ha chiuso il 2017 con ricavi consolidati pari a 1,97 miliardi di euro, in crescita del 6,8% (+6,6% in termini organici) rispetto al 2016. Il risultato operativo si è attestato a 245,4 milioni di euro, da 239,3 milioni di euro, pari al 12,4% dei ricavi (dal 13% del 2016). La società ha ottenuto un utile netto pari 179,7 milioni di euro, in crescita del 7,2%, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il management si attende per il 2018 una crescita organica delle vendite a cifra singola medio alta e un aumento del margine operativo lordo in valore assoluto.

Evoluzione in borsa

Le azioni De’Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De’Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta inferiore a 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Dal 20109 il titolo De’Longhi ha registrato una performance del 2700%. Le azioni hanno avuto un trend crescente fino ai massimi di fine 2015 seguito da una forte correzione nei primi due mesi del 2016 ed una successiva fase laterale che si è protratta per tutto l’anno. Da inizio 2017 è iniziato un nuovo trend rialzista culminato nei massimi di inizio giugno e seguito da una correzione che sembra essere tuttora in corso.

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martedì 20 marzo 2018

Apple è pronta per una capitalizzazione di 1 trilione di dollari?

In questi giorni si sente spesso parlare della capitalizzazione del colosso tech, Apple. Come mostra il grafico qui sotto, il titolo, quotato al Nasdaq, ha fatto davvero molto bene negli ultimi anni. Da gennaio 2013 ad oggi infatti è salito del 240%, martedì ha toccato una capitalizzazione di 930 miliardi di dollari, ormai è a un passo dal trilione di dollari, sarebbe la prima società al mondo a raggiungere tale quota.

Nel primo trimestre 2018, Apple aveva oltre 5,08 miliardi di azioni in circolazione. Quel numero è sceso di quasi 174 milioni nell’ultimo anno, o del 3,31%, ma quello è stato in realtà il più piccolo declino annuale che abbiamo visto da un po’. Ciò è dovuto principalmente all’aumento del prezzo delle azioni. Inoltre, un aumento delle spese di compensazione basate sulle azioni può limitare il potere di qualsiasi acquisto.

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Così, nell’ultimo anno, Apple ha registrato una diminuzione di circa 43 milioni di azioni in circolazione al trimestre. Dato che siamo già a circa 2 mesi e mezzo dal primo trimestre, una riduzione lineare sarebbe poco più di 36 milioni di azioni, portandoci a circa 5.045 milioni. Negli ultimi cinque trimestri, Apple ha speso almeno 4 miliardi di dollari al trimestre per vari Buy-Back.

Inoltre, l’iPhone X è un prodotto con margini più elevati rispetto agli ex iPhone di Apple e dovrebbe consentire all’azienda di migliorare i margini in futuro. Il prezzo medio di vendita di Apple per iPhone è cresciuto in modo sostanziale a 796$ del primo trimestre, rispetto a un prezzo previsto di circa 755$. Mentre sempre più persone procedono alla conversione nella nuova linea di iPhone più costosa e redditizia, anche le entrate e i profitti di Apple dovrebbero progredire verso l’alto. Ma non concentriamo tutta la nostra attenzione sugli iPhone. Diamo un’occhiata ad alcune delle altre attività in espansione di Apple.

I servizi crescono, hanno generato entrate per circa $ 30 miliardi l’anno scorso. Il business dei servizi è cresciuto di quasi il 20% nel primo trimestre su base annua. Inoltre, Apple prevede che questa unità produrrà arrivi a $ 50 miliardi entro il 2020. Tuttavia, il vero motore di crescita sembra essere il segmento “others” di Apple, cresciuto di circa il 40% nel primo trimestre su base annua.

I “wearable” di Apple sono andati particolarmente bene, crescendo di quasi il 70% su base annua. Apple Watch, Beats, AirPods, Apple TV e altri driver di entrate “non convenzionali” stanno diventando prodotti di crescita molto redditizi per Apple e dovrebbero continuare a fornire una crescita significativa in futuro.

La parte importante qui per gli investitori non è quando o se Apple raggiungerà questo livello di capitalizzazione di mercato, ma i motivi per cui siamo qui ora. Negli ultimi decenni, l’azienda ha costruito numerosi prodotti di alta qualità, circondandoli di un forte ecosistema, consentendo prezzi di alta qualità. I ricavi sono aumentati, con forti profitti e flussi di cassa che hanno guidato un massiccio piano di restituzione del capitale negli ultimi anni.

Apple ha registrato un robusto rimbalzo di circa il 20% dal minimo di correzione di circa $ 150, evidenziando la sua capacità di sovraperformare. Il grafico sopra mostra anche un trend rialzista molto produttivo che suggerisce che il titolo continuerà probabilmente la sua traiettoria verso l’alto. Gli indicatori tecnici non sembrano suggerire che il titolo sia ipercomprato in questo momento, e tutti i fattori sembrano indicare una probabile continuazione del trend rialzista sottostante. Per noi rimane un titolo Buy.

giovedì 15 marzo 2018

I migliori ETF 2018 in Euro quotati in Italia

Abbiamo analizzato vari ETF dell’area Italia nel tentativo di trovare qualche strumento diverso dalle solite azioni, un investimento sul medio/lungo periodo nostrano. Siamo convinti che l’Italia rimanga una grande risorsa per gli investimenti e che sia sottovalutata dal mercato da anni. Gli investitori utilizzano comunemente gli ETF come strumenti di investimento per ottenere un portafoglio di diversificato a livello globale evitando i potenziali problemi di diretti nei mercati azionari esteri.

Investire in titoli esteri è solitamente problematico per gli investitori. Il processo può richiedere la registrazione e l’apertura di un conto di intermediazione in un paese straniero. La compravendita di titoli denominati in una valuta diversa dall’Euro espone gli investitori al rischio di cambio, oltre al normale rischio di mercato. Può anche essere difficile valutare e monitorare le società con sede in paesi stranieri in cui esistono pratiche contabili e di reporting aziendale diverse da quelle utilizzate in Europa. Gli ETF rappresentano un’opportunità per trarre profitto da un paniere di titoli azionari con sede all’estero con un investimento finanziario scambiato su uno scambio italiano.

L’Italia è la terza più grande economia della zona euro ed è classificata come l’ottava più grande economia del mondo. È considerato uno dei primi 10 paesi al mondo in termini di industrializzazione e commercio globale. La produzione è una parte importante dell’economia italiana. Il paese è organizzato in una serie di distretti industriali che producono prodotti diversi. Rispetto alla Francia, l’Italia ha meno conglomerati multinazionali, ma un numero elevato di piccole imprese che servono mercati di nicchia e hanno una reputazione per prodotti di alta qualità, in particolare nel settore automobilistico e moda.

Di seguito vi segnaliamo alcuni ETF area Italia che secondo la nostra analisi risultano tra i migliori per un investimento sul medio/lungo termine da inserire in un portafoglio diversificato.

Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR (DR) – ISIN:FR0011758085
LYXOR UCITS ETF FTSE ITALIA MID CAP è un fondo negoziato in borsa conforme all’OICVM che mira a tracciare l’indice di riferimento FTSE Italia Mid Cap Ind. L’indice è rappresentativo della performance delle azioni a media capitalizzazione quotate su Borsa Italiana ed è composto da i 60 titoli con i rating più alti in termini di capitalizzazione di mercato e liquidità.

Lo strumento è ideale per chi vuole assumere una piena esposizione sulle società italiane a media capitalizzazione. Nel complesso lo strumento appare particolarmente indicato in presenza di aspettative di sostenuta crescita economica in virtù della presenza preponderante di società industriali operanti anche fuori dai confini nazionali. Non è presente il rischio cambio. L’economia italiana è una delle principali economie europee. Molte delle società facenti parte dell’indice Ftse Italia Mid Cap hanno una buona fetta dei ricavi generata fuori dall’Italia e quindi dipendono dalla forza o meno della congiuntura a livello globale.

Tecnicamente un ingresso ora sarebbe ideale visto il calo del 7% dai massimi di gennaio. Riteniamo che l’ETF in questo momento sia appetibile per un acquisto, i sentiment sono posizionati per una salita almeno fino all’area di resistenza di 147 € nel breve periodo e 159 € nel medio/lungo. Solo una rottura del supporto a 133 € darebbe un segnale di termine della fase rimbalzista. Al contrario una rottura di un supporto a 133 € indicherebbe l’inizio di un trend negativo di medio lungo periodo.

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iShares FTSE MIB UCITS ETF – ISIN:IE00B53L4X51
L’obiettivo di investimento dell’ETF consiste nel fornire il rendimento netto totale dell’indice di riferimento (FTSEMIB), indice di titoli azionari che comprende le 40 azioni più liquide e a maggior capitalizzazione di mercato quotate sulla Borsa Italiana e selezionate da FTSE Italia Joint Executive Group.

Lo strumento è ideale per chi vuole assumere una piena esposizione sul mercato italiano. Considerate però le caratteristiche di concentrazione settoriale dell’indice di riferimento, per ottenere un buon grado di diversificazione del portafoglio l’Etf in questione va abbinato all’investimento in altri Etf, focalizzati sull’area euro qualora si voglia evitare il rischio di cambio, oppure internazionali. Nel complesso lo strumento appare particolarmente indicato in presenza di aspettative di tassi di interesse calanti o stabili, proprio a causa dell’elevato peso che al suo interno hanno la componente bancaria e le società ad elevato indebitamento, come le utility o le compagnie telefoniche, sfavorite da tassi di interesse in crescita.

Non è presente il rischio cambio. L’economia italiana è una delle principali economie mondiali anche se le previsioni di crescita per i prossimi anni sono abbastanza stabili. Le società facenti parte dell’indice Ftse Mib sono tutte a media-grande capitalizzazione con rating investment grade.

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Xtrackers STOXX Europe 600 Technology – ISIN:LU0292104469
L’Obiettivo di Investimento del Comparto è quello di replicare il rendimento dell’indice Dow Jones STOXX® 600 Technology Index. Questo ETF non distribuisce dividendi. L’obiettivo dell’Indice è quello di fornire il rendimento delle principali società presenti in Europa Occidentale nel Settore Technology/Tecnologia.

L’investimento su questo strumento risulterà maggiormente premiante nelle fasi di forte espansione del mercato, quando a guidare i listini sono i titoli delle società caratterizzate dai maggiori tassi di crescita e soprattutto dalle maggiori aspettative sui risultati futuri. Proprio in considerazione di quest’ultimo aspetto l’indice di riferimento può risultare penalizzato in coincidenza con i periodi di presentazione dei risultati societari trimestrali, non sempre in linea con le eccessive attese del mercato. Per l’elevata volatilità dei rendimenti dell’indice, l’Etf può inoltre essere utilizzato come strumento per l’effettuazione di attività di trading, soprattutto in considerazione del suo elevato grado di liquidità.

Tra i rischi dell’investimento va annoverata l’esposizione verso il tasso di cambio tra euro e corona svedese. Un altro fattore di rischio è costituito dalla forte concentrazione dell’investimento sui principali titoli in portafoglio. L’indice presenta una volatilità dei rendimenti elevata, mentre i titoli appartenenti al paniere sono particolarmente sensibili all’andamento del ciclo economico, in particolare per quanto riguarda la dinamica degli investimenti in Information Technology da parte delle aziende. L’andamento di questi ultimi può poi essere parzialmente influenzata negativamente da rialzi dei tassi d’interesse.

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Nota: gli ETF analizzati sono stati scelti in base alla performance, al patrimonio gestito e all’esposizione complessiva al mercato. Non sono ETF con leva finanziaria. Tutti i dati relativi alle prestazioni sono aggiornati al 14 marzo 2018, se non diversamente specificato. Prima di eseguire qualsiasi acquisto potete richiedere un’analisi più specifica alla Domino Solutions. 059.665319 o info@dominosolutions.it

giovedì 8 marzo 2018

I semiconduttori tornano a salire, le migliori società produttrici

I titoli azionari statunitensi stanno rimbalzando tra guadagni e perdite mentre gli investitori rimangono preoccupati per la potenziale guerra commerciale sui dazi partita dall’Amministrazione Trump. E mentre alcuni titoli pagano i problemi inflazionistici, tassi d’interesse più elevati e restrizione della politica della Federal Reserve, altri invece vivono una seconda vita dopo la discesa di febbraio.

La European Semiconductor Industry Association (ESIA) ha presentato un rapporto che mostra una crescita del mercato dei chip a livelli definiti da record per il secondo anno consecutivo, in base ai dati rilasciati il 5 febbraio dall’organizzazione mondiale Semiconductor Trade Statistics (WSTS). I principali driver alla crescita sono stati i seguenti segmenti: memorie, sensori e attuatori, dispositivi analogici e logiche. Anche i chip per l’applicazioni specifiche hanno contribuito fortemente all’impennata del mercato.

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la legge sulla riforma fiscale a dicembre 2017, che potrebbe rendere le società statunitensi più competitive rispetto ai concorrenti esteri. La legge ha ridotto l’aliquota dell’imposta sulle società negli Stati Uniti dal 35% al ​​21%. Ciò potrebbe incentivare le aziende che investono ampiamente in ricerca e sviluppo e hanno profitti all’estero. L’industria dei semiconduttori ha accolto con favore il disegno di legge, che segna la prima riforma fiscale in 30 anni.

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Un altro sviluppo importante potrebbe essere l’adozione della tecnologia dell’intelligenza artificiale. I produttori di cellulari Apple (AAPL) e Samsung (SSNLF) hanno già introdotto la funzionalità AI negli smartphone. Il mercato dei droni sta crescendo e il 2018 potrebbe assistere al lancio commerciale di droni basati su AI in tutto il mondo. Molte industrie, come l’assistenza sanitaria, potrebbero adottare la tecnologia AI per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. Ciò potrebbe aumentare i guadagni di varie società che abbiamo analizzato di seguito.

Intel Corporation (INTC)
L’Intel Corporation è la più grande azienda multinazionale produttrice di dispositivi a semiconduttore con sede a Santa Clara, California. Fondata nel 1968, è leader nel suo segmento di mercato. Il titolo è uscito da un lungo intervallo di volatilità tornando ai massimi del 2000 in area 50 $.

La compagnia riferirà i risultati il ​​prossimo 26 aprile, dopo la chiusura. Gli analisti si attendono guadagni di 71 centesimi per azione sui ricavi di $ 15,01 miliardi. Le ultime trimestrali, il 25 gennaio, hanno segnato guadagni di $ 1,08 per azione battendo le stime di 21 centesimi su un aumento del 4,1% dei ricavi.

Taiwan Semiconductor (TSM)
Taiwan Semiconductor Manufacturing Company Limited (TSMC) è società che si occupa di produzione, vendita, imballaggio, test e progettazione assistita da computer di circuiti integrati e altri dispositivi a semiconduttore e produzione di maschere.

Le azioni di Taiwan Semiconductor si stanno preparando a spingere in alto dopo un periodo di consolidamento di due mesi sulla resistenza al livello di $ 44 ad azione. Le azioni hanno beneficiato di un report di Credit Suisse il 20 febbraio, evidenziando la forte domanda e i livelli di inventario relativamente modesti.

La compagnia riferirà successivamente i risultati il ​​19 aprile, prima del suono della campana. Gli analisti attendono guadagni di $ 3,50 per azione sui ricavi di $ 251,9 miliardi. Il 18 gennaio, data dell’ultimo trimestre, i guadagni sono stati di $ 3,83, battendo le stime di 8 centesimi su un aumento del 5,8% dei ricavi.

Texas Instruments (TXN)
Texas Instruments Incorporated, meglio conosciuta nel mondo dell’industria elettronica con l’acronimo TI, è un’azienda statunitense, con sede a Dallas in Texas, famosa per lo sviluppo, la produzione e la vendita di dispositivi elettronici a semiconduttori e di tecnologia informatica in genere. La TI, preceduta dalla Intel e dalla Samsung, risulta attualmente essere il terzo produttore mondiale di dispositivi elettronici e possiede centri di produzione, sviluppo e commercializzazione in 3 diversi continenti.

Le azioni di Texas Instruments Incorporated sono in calo dell’8% rispetto ai massimi di gennaio, ma hanno rimbalzato del 10% rispetto ai minimi di febbraio. Una rottura al di sopra della resistenza alla soglia dei $ 110 per azione. In seguito al suo ultimo rapporto sugli utili, gli analisti sono stati entusiasti della forte domanda nel settore l’automotive (con una crescita del 19% su base annua) che compensa la debolezza del settore comunicazioni.

La compagnia riferirà i risultati il ​​prossimo 24 aprile dopo la chiusura. Gli analisti si aspettano guadagni di $ 1,11 per azione sui ricavi di $ 3,65 miliardi. Quando l’azienda ha presentato l’ultimo trimestre il 23 gennaio, i guadagni sono stati di $ 1,09 per azione in linea con le aspettative di un aumento dei ricavi del 9,8%.

martedì 6 marzo 2018

Le migliori azioni energetiche per il 2018

Sappiamo tutti che il prezzo del petrolio ha subito un brusco calo negli ultimi anni. Ovviamente le multinazionali non sono state immuni da questo brusco calo, hanno pagato moltissimo, molte aziende sono fallite, altre sono in Chapter 11. In tutto questo periodo sono “resuscitate” società che sono state capaci di re-inventarsi, investendo in energia alternative, tagliando i costi e gestendo al meglio le risorse a disposizione.

Le scorte di greggio sono ai minimi rispetto gli ultimi due anni a causa di una maggiore domanda e di uno sforzo da parte dei produttori di petrolio per limitare l’offerta. L’ Agenzia internazionale dell’energia ha riferito che l’eccesso di offerta sembra finire e l’OPEC e altri 10 produttori NON OPEC hanno tagliato la produzione seguendo un accordo iniziato a dicembre per estendere i limiti della produzione fino alla fine del 2018. Tutto ciò dovrebbe aumentare il prezzo del petrolio, in attesa di altri sviluppi.

Con il rimbalzo del prezzo del greggio, molte società petrolifere hanno cominciato a beneficiare di un aumento dei loro prezzi azionari dato che sono tornati i compratori. Questo grazie anche agli investimenti fatti quando il WTI era ai minimi, ora stanno cominciando a trarne i giusti profitti. Secondo un analisi che abbiamo svolto sui bilanci, l’analisi tecnica e i contratti stipulati, abbiamo scovato 3 società del settore energetico che potrebbero crescere molto nei prossimi 12 mesi.

Exxon Mobil Corp (XOM)
Exxon Mobil è un produttore e distributore di prodotti petrolchimici, inclusi olefine, aromatici, polietilene e polipropilene, materiali plastici e una gamma di vari prodotti. Ha inoltre partecipazioni in impianti di produzione di energia elettrica. La società ha parecchie divisioni e centinaia di affiliati, ExxonMobil, Exxon, Esso e Mobil. La loro attività principale è l’energia, coinvolgendo esplorazione e produzione di petrolio greggio e gas naturale, fabbricazione di prodotti petroliferi, trasporto e vendita di petrolio greggio, gas naturale e prodotti petroliferi.

Le azioni di Exxon Mobil sono state in declino per gran parte del 2017, scendendo dai massimi fino a toccare i 76 $ a fine agosto del 2017. Ma il titolo ha costantemente trovato supporto a circa 75 $ per azione, toccando il fondo a fine agosto e testando nuovamente il fondo a fine novembre. Attualmente, il titolo si attesta intorno i 77 $ per azione.

Le entrate dell’azienda sono rimaste positive durante il calo dei prezzi del petrolio. Il 27 ottobre, Exxon ha registrato un utile del terzo trimestre superiore alle attese in quanto i prezzi del greggio e del gas naturale hanno compensato l’impatto dei recenti uragani. Questo potrebbe suggerire che il titolo è pronto per una ripresa.

Offre dividendi in crescita da oltre 30 anni e paga una cedola annuale del +4,11%.

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Comstock Resources (CRK)
Comstock Resources è una società energetica indipendente, acquisisce, sviluppa, esplora e produce petrolio e gas naturale negli Stati Uniti. Le sue operazioni petrolifere e gas sono localizzate principalmente nel Texas orientale e nella Louisiana settentrionale. La società possiede interessi in 1.371 produttori di pozzi di petrolio e gas naturale.

Risorse Comstock si è posizionata per aumentare i ricavi attraverso una joint venture con USG Properties Haynesville. CRK ha ottenuto l’accesso a 3.315 acri nell’accordo. Avrà un interesse del 12,5% nei pozzi di quella proprietà offrendo se stesso come operatore. Inoltre, può ottenere un ulteriore interesse del 12,5% pagando USG per qualsiasi trivellazione sulla superficie. Questo è un modo relativamente a basso costo per aumentare le entrate.

Non paga alcuna cedola.

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Enbridge Inc (ENB)
Enbridge Inc. è un’azienda di trasporto energia canadese con sede a Calgary (Alberta), specializzata nel trasporto e nella distribuzione di petrolio grezzo, gas naturale, e altri liquidi con una divisione di energie rinnovabili dal 2002. La società ha più di 10.000 impiegati, per lo più in Canada e negli Stati Uniti.

Come società di pipeline, è meno suscettibile agli alti e bassi dei prezzi del petrolio. Attualmente ha un valore di $ 20 miliardi di contratti di pagamento. La compagnia ha sottolineato che ci sono altri $ 37 miliardi di contratti garantiti per i prossimi anni. Ciò significa che verrà pagata indipendentemente dai prezzi del petrolio. La sua fusione con Spectra Energy (SE) nel 2016 ha reso Enbridge la più grande compagnia di infrastrutture petrolifere non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il Nord America.

Offre un rendimento di dividendo del +6,31%.

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Se l’Agenzia internazionale per l’energia fornisce dati corretti, i prezzi del petrolio potrebbero aumentare drasticamente entro la fine del 2018. Il mercato tende a quotare in anticipo tali mosse, quindi ora è il momento di considerare i migliori titoli del settore petrolifero. Alcuni di questi titoli verranno inseriti, insieme ad altri, nel nostro portafoglio Domino Oil che nel 2017 ha reso circa l’8%.

venerdì 2 marzo 2018

Elezioni italiane, come incideranno i risultati sui mercati

L’Italia si prepara ad andare alle urne Domenica 4 Marzo, tra incertezze, colpi di scena, baruffe elettorali e sciocchezze mediatiche, tracceremo un profilo economico di quello che potrebbe accadere ai mercati europei ipotizzando vari scenari, la vittoria della destra, della sinistra o l’incertezza. Nonostante le parziali differenze rispetto al referendum del 2016, che aveva evidenziato notevoli problematiche e questioni irrisolte a livello costituzionale, le elezioni sono sicuramente foriere di un elemento d’incertezza.

Seguendo il percorso elettorale dei candidati a premier sorgono certamente dei dubbi, il problema più grande che abbiamo riscontrato è sicuramente il fatto che la politica sia cambiata, in modo drammatico, verso una comunicazione “spazzatura”. Promesse che non possono essere mantenute, questo è il pericolo più grande, un paese che non si rende conto che invece di suggerire programmi fattibili, i candidati sono più propensi a farsi guerra a suon di colpi “a chi la spara più grossa”. Speriamo che l’italiano medio sia talmente intelligente da capire l’enormità di spazzatura che è stata promulgata negli ultimi 30 giorni e scelga con saggezza e consapevolezza che qualsiasi partito vinca, non potrà mai ripagarci con le promesse fatte, ergo vinca “il male minore”.

La situazione attuale

Tralasciando gli aspetti elettorali e concentrandoci su quelli puramente economici, cosa dobbiamo aspettarci dai mercati dopo il voto? Il timore più grande è sicuramente un cambiamento radicale alla politica attuale, anche se non propriamente amata, quella di Gentiloni ha saputo alzare le stime di crescita del paese, un PIL in salita, società competitive a livello mondiale ed esportazioni in aumento. In poche parole sembra che la classe imprenditoriale italiana, ancora una volta, sia riuscita ad uscire dalla palude in cui si trovava e piano piano stia trovando la strada giusta per tornare agli anti fasti. Sia chiaro, non pensiamo che ci sia stata una politica accomodante, ma che l’industria sia riuscita a cavarsela perchè imprenditorialmente l’Italia è tra le prime nel mondo. Il problema è il cambiamento. Se da un lato l’industria non ha goduto di una politica accomodante, dall’altra non c’è stato nemmeno un freno.

Il cambiamento verso una politica che promette tagli alle tasse, ampie garanzie sul lavoro e varie tipologie di reali aiuti economici verso l’impresa e il lavoratore, aiuterebbero di sicuro, ma non crediamo che tali promesse potranno essere mantenute e questo timore è visto dal mercato come compromettente nei confronti di una, seppur mimina ma concreta, crescita.

Benché al di sotto della media della zona euro del 2,4 per cento, il prodotto interno lordo dell’Italia è cresciuto dell’1,5% nel 2017, ritmo più veloce dal 2010 e si prevede che manterrà questo slancio anche nel 2018, secondo la Commissione europea. Le azioni italiane sono state tra le migliori in Europa e il rendimento dei titoli decennali del paese, una misura chiave dei suoi costi di finanziamento e della fiducia degli investitori nella sua sostenibilità fiscale, è rimasto basso, pari a circa il 2%.

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Tra i grandi investitori italiani, cresce il nervosismo a causa di una possibile vittoria dei partiti populisti – in particolare il movimento anti-Europa Movimento 5 Stelle o l’estrema destra euroscettica del Lega Nord – guadagnino terreno nel voto di domenica.

Gli ultimi sondaggi, pubblicati il ​​16 febbraio, suggeriscono una vasta gamma di risultati. I democratici filo-UE sono suscettibili ad una perdita di svariati seggi, e quasi certamente la capacità di governare il paese in autonomia. Un risultato potrebbe essere una grande coalizione, o un governo di unità nazionale, di forze politiche centriste comprendente sia il partito democratico che Silvio Berlusconi, l’ex primo ministro e 81enne del partito Forza Italia. Non potrà essere premier a causa di un divieto da parte degli uffici pubblici relativi ad una condanna per frode fiscale.

Un’altra possibilità potrebbe essere una vera e propria vittoria di una coalizione di centrodestra che non comprenda solo il partito di Berlusconi, ma anche la Lega Nord e Fratelli d’Italia, un altro partito euro-scettico di estrema destra, con il più forte dei tre che sceglie il prossimo primo ministro. Il movimento 5 stelle anti-establishment potrebbe ancora emergere quale maggior partito. E anche se non riuscisse a trovare abbastanza alleati per formare un governo, probabilmente eserciterebbe una maggiore influenza sulla vita politica italiana di quanto non abbia fatto finora.

Quel che è certo è che il partito democratico ha lottato per convincere molti italiani che stanno beneficiando di una ripresa economica. In effetti, grossi personaggi dell’elettorato ritengono che gli uomini d’affari e i politici che parlano di un rimbalzo, stiano operando in un universo parallelo. Mentre la disoccupazione è scesa al 10,8 per cento nel dicembre 2017 da un picco post-crisi del 13 per cento alla fine del 2014, rimane ben al di sopra del suo tasso pre-crisi che era inferiore al 7 per cento.

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Mentre i democratici stanno conducendo campagne su un messaggio di competenza e stabilità, promuovendo cambiamenti incrementali alle politiche esistenti, sia il centrodestra che 5 Stelle dicono che è tempo di una grande espansione fiscale, anche a costo di spaventare i mercati sulla posizione fiscale dell’Italia. Mentre 5 Stelle e Lega Nord hanno attenuato la loro retorica su un’uscita italiana dall’euro, Berlusconi vuole introdurre una tassa piatta e costosa e aumentare le pensioni mentre 5 Stelle sta promuovendo un reddito minimo garantito per gli italiani più poveri.

Certamente alcuni programmi elettorali presentano aree di potenziale scontro nel rapporto con la UE (tra le altre, l’abolizione della riforma Fornero o del Jobs Act) ma, trattandosi di programmi elettorali, è probabile che vengano smussati dopo le elezioni quando si predisporranno le priorità del nuovo governo. Secondo il team di Ubs, a contribuire alla riduzione dello spread potrebbero anche essere stati fattori tecnici. Dall’inizio dell’anno la Banca centrale europea (BCE) ha dimezzato i propri acquisti di titoli e si prepara a concluderli a settembre. Se, da un lato, vi è una convergenza di vedute sul fatto che i rendimenti di tutti i titoli di Stato siano destinati a salire, dall’altro gli investitori hanno visioni contrastanti sulle implicazioni per lo spread dei Paesi cosiddetti periferici, tra i quali l’Italia.

Possibili conseguenze

Secondo un sondaggio realizzato dall’agenzia Bloomberg tra alcuni analisti, esiste una probabilità di appena il 10% che vada al governo una coalizione dominata dal M5S, tuttavia, se si concretizzasse, una tale situazione metterebbe in seria difficoltà quei trader che sono posizionati long sul debito pubblico italiano. Lo spread raddoppierebbe il suo valore fino a 260 punti base, livello che l’ultima volta è stato visto nel 2013. L’euro, invece, scenderebbe al di sotto della soglia di $1,21.

Secondo gli esperti le probabilità che l’ex presidente Silvio Berlusconi ricopra un ruolo nel governo che si verrà a creare nel post-voto sono state giudicate invece in modo nel complesso favorevole. Una coalizione tra Forza Italia e il Partito Democratico di Matteo Renzi potrebbe, sostengono sempre gli analisti interpellati da Bloomberg, restringere lo spread tra i bond di Italia e Germania a 118 punti base, mentre un patto di centro-destra con la Lega Nord potrebbe essere lo scenario migliore per l’euro, vista la stabilità di governo, con potenzialità di raggiungere quota $1,24.

L’incertezza politica potrebbe non essere molto rilevante nel breve periodo, dato che le condizioni economiche sono favorevoli, ma potrebbe diventarlo più avanti. L’Italia rimane un paese con una crescita potenziale debole, a causa della mancanza di crescita della produttività e di un grosso debito pubblico. Il vero punto è se il prossimo governo realizzerà le riforme necessarie per migliorare le prospettive di crescita strutturale del paese.

Intanto, causa l’incertezza elettorale, i titoli di Stato italiani rendono oltre mezzo punto percentuale in più di quelli spagnoli e tanto quanto quelli portoghesi, un dato che potrebbe far intravedere uno spazio di recupero post-elezioni – soprattutto nei confronti del Portogallo.

lunedì 26 febbraio 2018

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (4/4)

Investire in grandi aziende, necessità una ricerca accurata, fortunatamente qualcuno lo fa già, gente come Warren Buffett e altri investitori istituzionali. Al piccolo investitore non rimane altro che fare le sue di analisi, su di un elenco già ristretto, in base alle proprie esigenze. L’articolo è diviso in quattro parti in ordine alfabetico delle 20 maggiori azioni di Buffett. Il portafoglio è pieno di titoli di alta qualità con dividendo.

Ecco le ultime 5 azioni del portafoglio di Warren Buffett in ordine alfabatico, alcune pagano dividendi regolari altre no, crescono nel tempo e se un investitore è ancora amante del Buy and Hold sono ottime per il futuro, indenni dai crolli passati e futuri.

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (1/4)
Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (2/4)
Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (3/4)

United Continental Holdings (UAL)
La United Continental Holdings è un’holding con interesse nel trasporto aereo di prodotti e persone con sede nella Willis Tower di Chicago. La società è il successore della UAL Corporation, che accettò di cambiare il suo nome in United Continental Holdings nel maggio 2010, quando venne raggiunto un accordo di fusione tra la United Airlines e la Continental Airlines. UAL è la terza più grande compagnia aerea degli Stati Uniti e a una capitalizzazione di mercato di $ 21 miliardi.

UAL ha registrato per l’intero esercizio 2017 un utile netto di $ 2,1 miliardi, l’utile per azione è stato di $ 7.02, e il margine prima delle imposte del 7,9%. Per il quarto trimestre del 2017, il fatturato è stato di $ 9,4 miliardi di dollari, con un incremento del 4,3% su base annua. La società ha riacquistato $ 553 milioni di azioni nel quarto trimestre, portando il riacquisto di azioni per l’intero esercizio a $ 1,8 miliardi di dollari e il completamento del programma 2016 di $ 2 miliardi di dollari di riacquisto di azioni. Il consiglio di amministrazione ha autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni nel mese di dicembre pari a $ 3 miliardi dollari.

Va sottolineato che, la United non paga dividendo, quindi il riacquisto di azioni è il metodo singolare della società per fornire il capitale ai suoi azionisti. La valutazione attraente della società però la rende un potenziale acquisto per gli investitori che non hanno necessariamente bisogno di reddito cedolare.

Il portafoglio di Warren Buffett contiene 28.211.563 azioni di United Continental Holdings con un valore di mercato complessivo pari a $ 2,1 miliardi.

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US Bancorp (USB)
US Bancorp è una holding di servizi finanziari. Fornisce una gamma di servizi finanziari, compresi prestiti e depositi, gestione della liquidità, cambi e servizi fiduciari e gestione degli investimenti. E’ inoltre impegnata in servizi di carte di credito e bancomat (ATM), assicurazioni, brokeraggio e leasing. US Bancorp gestisce più di 3.100 sedi in 25 stati. Fondata nel 1863, US Bancorp ha sede a Minneapolis, Minnesota e ha una capitalizzazione di mercato di $ 89,5 miliardi di dollari.

Nell’ultimo trimestre ha pubblicato utili per azione record pari a $ 3,51, un fatturato record di $ 22.057 milioni e un utile netto record di $ 6.218 milioni. L’utile per gli azionisti è stato di $ 3,42 per azione nel 2017. La società ha restituito il 77% degli utili del 2017 agli azionisti attraverso dividendi e acquisto di azioni proprie.

US Bancorp paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 0,28 per azione pari al 2,2% sul prezzo corrente delle azioni.

Il portafoglio di investimento della Berkshire Hathaway contiene 85.063.167 di azioni US Bancorp con un valore di mercato di $ 4,4 miliardi.

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USG Corporation (USG)

USG Corporation (USG), attraverso le sue controllate, è un produttore e distributore di materiali da costruzione. La USG Corporation – conosciuta anche come United States Gypsum – è la principale azienda manifatturiera statunitense di pannelli in gesso, adesivi per giunzioni e altre materie prime necessarie per l’industria della costruzione e del rimodellamento. L’azienda produce una gamma di prodotti per l’uso in complessi residenziali e non residenziali, si occupa di riparazioni e ristrutturazione di edifici residenziali e non, così come prodotti utilizzati in alcuni processi industriali.

USG ha registrato per l’intero esercizio 2017 un fatturato netto di $ 3,2 miliardi, un utile netto di $ 95 milioni, e un utile per azione di $ 0.65 rispetto al fatturato netto di $ 3,0 miliardi, l’utile netto di $ 510 milioni e l’utile per azione di $ 3,46 del 2016.

Ha anche annunciato che il suo Consiglio di Amministrazione ha approvato un aumento di 250 milioni di dollari per il suo programma di riacquisto di azioni, sollevando l’autorizzazione totale a $ 500 milioni. A causa della sua dipendenza dalle industrie della costruzione e del rimodellamento che guidano le vendite delle sue materie prime, USG è un business altamente ciclico. La società ha eseguito due importanti riorganizzazioni fallimentari nella sua storia: nel 1993 e nel 2006.

Attualmente la societa non paga dividendo.

Warren Buffett ha un investimento di $ 1,1 miliardi nella USG Corporation, pari a 39.002.016 azioni.

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VeriSign (VRSN)
VeriSign è una società statunitense con sede a Reston, in Virginia, che gestisce un’ampia gamma di infrastrutture di Rete, fra cui due dei tredici server dei nomi radice operanti in Internet, il registro con autorità per i Domini di primo livello generici .com, .net e .name, nonché per i domini di primo livello con codice paese .cc e .tv e i sistemi di back-end per i domini di primo livello .jobs e .edu. Verisign offre inoltre tutta una serie di servizi di sicurezza, quali managed DNS, Distributed Denial of Service (DDoS) e reporting di minaccia informatica (Antivirus).

Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, Verisign ha registrato un fatturato di $ 1,17 miliardi di dollari, in crescita del 2,0% dai $ 1,14 miliardi del 2016. La società ha registrato un utile netto di $ 457 milioni e un EPS 2017 di $ 3,68, contro un utile netto di $ 441 milioni di euro e un EPS di $ 3.42 del 2016. Il margine operativo per il 2017 è stato del 60,7% rispetto al 60,1% del 2016.

VeriSign attualmente non paga un dividendo trimestrale, il che la rende poco attraente per coloro che sono alla ricerca di un flusso cedolare anche se negli ultimi 12 mesi ha registrato una plusvalenza del +41%.

Il portafoglio di Buffett detiene 12.952.745 azioni di VeriSign con un valore di mercato di $ 1,2 miliardi di dollari.

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Wells Fargo (WFC)
La Wells Fargo #038; Co è una compagnia di servizi finanziari operante in tutto il mondo. Wells Fargo è una delle quattro più grandi banche degli Stati Uniti insieme a Bank of America, Citigroup e JP Morgan Chase. In particolare è la quarta banca per attività, la terza per capitalizzazione borsistica degli Stati Uniti.[1], la seconda più grande banca per depositi, servizi ipotecari e carte di debito. Nel 2011 la Wells Fargo è stata la 23ª azienda più grande negli Stati Uniti. Wells Fargo ha sede a San Francisco, in California, ma ha importanti “hubquarter” in altre città in tutto il paese. Nel 2012 aveva più di 9.000 filiali e 12.198 sportelli automatici in 39 stati e nel Distretto di Columbia. Ha più di 270.000 dipendenti e oltre 70 milioni di clienti.

Nell’ultimo trimestre la società ha pubblicato un utile netto di $ 6,2 miliardi, pari a $ 1,16 per azione rispetto ai $ 5,3B e $ 0,96 per azione di un anno fa. Tuttavia il trimestre è stato incentivato da $ 3,35B o $ 0,67 al netto delle imposte del nuovo disegno fiscale cosi come dall’aumento di 848m o $ 0,11 per azione derivante dalla vendita del settore assicurativo.

La società paga un dividendo per azione di $ 1,65 pari al 2,76% al prezzo corrente.

Il portafoglio di Warren Buffett contiene 467.987.270 azioni di Wells Fargo con un valore di mercato di $ 25,9 miliardi di dollari.

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giovedì 22 febbraio 2018

Assalto alle materie prime Cobalto e Litio da parte di BMW, Tesla e Volkswagen

Tutti a caccia delle materie prime Cobalto e Litio. In Europa società come BMW e Volkswagen si stanno muovendo in anticipo rispetto i competitor. In primis la ricerca di forniture di cobalto, minerale fondamentale per la costruzione di batterie al Litio. Non solo il settore auto si sta muovendo verso il Cobalto, e di ieri la notizia che Apple (gigante tecnologico) voglia siglare accordi a lungo termine con alcune società minerarie: si parla di diverse migliaia di tonnellate di cobalto opzionate per 5 o più anni. Secondo più fonti le trattative sarebbero iniziate più di un anno fa.

Se Tesla (TSLA) sta trattando direttamente con la società di estrazione del litio cilena Sociedad Química y Minera de Chile S.A. (SQM) per saltare gli intermediari e garantirsi forniture enormi per costruire le proprie batterie, anche BMW si sta muovendo con una strategia simile per gli approvvigionamenti di litio e cobalto.

Le auto elettriche sono davvero il futuro, e la prova è nella corsa ai minerali rari necessari per la costruzione delle batterie che sta mobilitando le più grandi case automobilistiche del mondo.

Lo scorso anno in Europa, Volkswagen fu la prima ad aprire le danze dell’Electric Concept o comunemente denominato, EV. Più di una volta gli analisti si sono resi conto di come cobalto e litio saranno le nuove materie prime preziose per il futuro dell’industria automobilistica: il prezzo del litio è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni e quello del cobalto è triplicato soltanto negli ultimi tre anni.

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La competizione per assicurarsi le risorse e le preoccupazioni che l’offerta possa presto diventare insufficiente hanno fatto aumentare di tre volte in due anni i prezzi di litio e cobalto. A puntare sulla garanzia delle forniture sono soprattutto i produttori di auto elettriche della Germania che, secondo Bloomberg New Energy Finance, nel 2018 diventerà il terzo mercato mondiale per ibridi plug-in e auto elettriche, superando anche la Norvegia, il leader europeo di lunga data.

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Volkswagen inoltre utilizzerà i prodotti Apple (AAPL) come ispirazione per lo styling dei suoi futuri modelli elettrici. La notizia è stata confermata dal capo del design del gigante automobilistico tedesco, Klaus Bischoff, come strategia di mercato per il suo settore EV. Apple ha influenzato il mercato degli smartphone e della tecnologia con il suo design che lo ha distinto da Samsung e Sony. Ora le sue strategie hanno attirato l’attenzione anche nel mondo automobilistico.

Stime della domanda di Litio nel 2018

La domanda di auto elettriche ha continuato a crescere nel 2017 e il litio, un metallo chiave utilizzato nelle batterie che li alimenta, ha ottenuto risultati migliori rispetto a quanto previsto. L’interesse degli investitori per il metallo è aumentato quando i veicoli elettrici e al litio (EV) hanno fatto notizia per tutto l’anno passato. I prezzi sono aumentati e molte azioni quotate sono aumentate del +100% nel 2017.

Con l’inizio del 2018, molti investitori si chiedono cosa accadrà al litio quest’anno. Dando uno sguardo al passato e a come i prezzi del litio sono saliti nel 2017, è chiaro che essi sono rimasti forti durante tutto l’anno.

La continua determinazione del prezzo del litio è stata una sorpresa. Pensavo che il mercato del litio sarebbe cresciuto fino a circa 550.000 tonnellate all’anno, ma a metà 2017 ho aumentato questo rialzo a 617.000 tonnellate entro il 2025. Sembra ancora troppo basso se ci basiamo sulle potenziali richieste delle multinazionali hitech and motors.

Secondo Chris Berry di House Mountain Partners

Di fatto Chris Berry sta monitorando 26 megafactories, rispetto a solo tre nel 2014. La capacità combinata pianificata di questi impianti è di 344,5 GWh. Per dirla in prospettiva, la domanda totale di celle agli ioni di litio nel 2017 è stimata a 100 GWh.

Mentre quel numero potrebbe sembrare alto, la domanda globale di batterie agli ioni di litio dovrebbe crescere tra le sei e le sette volte entro il 2026, il che richiederà una pipeline di batterie quasi il doppio di quanto esiste oggi. Alcuni anni fa abbiamo detto che l’attuale corsa al prezzo del litio sarebbe cresciuta, ora siamo entrati in una seconda fase, quella della mancanza di offerta.

Semplicemente, non c’è abbastanza rifornimento per soddisfare la domanda, e la domanda è in aumento più velocemente rispetto alla fornitura. Molto, molto più veloce. Pertanto, il prezzo del litio rimarrà forte ancora per anni.

Chi si occupa di Litio e Cobalto

Ci sono vari tipi di società che si occupano del Cobalto e del Litio. Dalla produzione di batterie, alle miniere, dal trasporto all’assemblaggio. Non vi è dubbio comunque che le miniere abbiamo avuto una crescita esplosiva nel 2017 e potrebbero continuare la corsa man mano che cresce la richiesta.

SQM (NYSE:SQM) – leader nella fornitura di carbonato di litio all’industria della batteria – rappresenta meglio ciò che sta succedendo al prezzo fuori dalla Cina. Il titolo della società è salito in 12 mesi dell’80%. Lowry ha sottolineato che la fornitura di carbonato di litio di SQM è salita da 6$ al kg nel 2015 a 12$ al kg nel terzo trimestre del 2016. Ogni trimestre stabilisce un nuovo record di prezzo per il carbonato di litio al di fuori della Cina. Berry ha anche espresso i propri pensieri sul prezzo del litio, affermando che la “forza di prezzo sorprendente è veramente emersa” nel 2016. Inoltre la società estrae Cobalto come la brasiliana Vale (VALE).

In termini di fornitura di litio nuovo si spera molto su nuovi progetti in fase di partenza. Cattlin (di proprietà di Galaxy Resources (ASX:GXY) e Mt. Marion (congiuntamente di proprietà di Neometals (ASX:NMT), Mineral Resources (ASX:MIN) e Jiangxi Gangfeng Lithium saranno start-up senza problemi. Abbiamo anche notato che LaNegra 2 di Albemarle partita a produrre nel 2017, ma non avrà un grande impatto sul mercato almeno fino a metà 2018.

Segnaliamo inoltre un ETF sul Litio
Global X Lithium ETF (NYSEARCA:LIT)

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martedì 20 febbraio 2018

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (3/4)

Investire in grandi aziende, necessità una ricerca accurata, fortunatamente qualcuno lo fa già, gente come Warren Buffett, con altri investitori istituzionali. Al piccolo investitore non rimane altro che fare le sue di analisi, su un elenco già ristretto, in base alle proprie esigenze. L’articolo è diviso in quattro parti in ordine alfabetico delle 20 maggiori azioni di Buffett. Il portafoglio è pieno di titoli di alta qualità con dividendo.

Ecco di seguito le terze 5 azioni del portafoglio di Warren Buffett in ordine di esposizione, alcune pagano dividendi regolari, crescono nel tempo e se un investitore è ancora amante del Buy and Hold sono ottime per il futuro, indenni dai crolli passati e futuri.

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (1/4)
Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (2/4)

Goldman Sachs (GS)
The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d’affari del mondo, che si occupa principalmente di investimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati). Fondata nel 1869, ha sede legale al 200 di West Street, a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali (Londra, Francoforte, Tokyo, Hong Kong). È quotata al New York Stock Exchange.

Goldman Sachs Group (GS) ha pubblicato, nell’ultima trimestrale, ricavi netti per $ 32,07 miliardi e utili netti per $ 4,29 miliardi per il 2017. L’utile per azione ordinaria è stato di $ 9,01 rispetto ai $ 16,29 del 2016. Il ROE è stato del 4,9% per il 2017. Durante il quarto trimestre del 2017, la società ha registrato $ 4,40 miliardi di imposte sul reddito. Escludendo questa spesa, l’utile per azione è stato di $ 19.76 e il ROE pari al 10,8% per il 2017. I ricavi netti del quarto trimestre sono stati pari a $ 7.83 miliardi di dollari e la perdita netta è stata del $ 1.93 miliardi di dollari. La perdita per azione era di $ 5,51 rispetto agli utili per azione di $ 5,08 del 2016 e ai $ 5,02 per il terzo trimestre del 2017. Escludendo le tasse, l’utile per azione era di $ 5,68 per il quarto trimestre del 2017.

La società paga un dividendo trimestrale di $ 0,75 per azione pari al 1,4% ai prezzi correnti

Warren Buffett detiene 10,959,519 azioni Goldman Sachs Group, per un valore di mercato di $ 2,4 miliardi di dollari. Gli investimenti in questo titolo risalgono alla crisi finanziaria del 2007-2009, quando Warren Buffett investi $ 5 miliardi nell’istituto finanziario in difficoltà. In cambio dei $ 5 miliardi di investimenti, Buffett ricevette, $ 5 miliardi di azioni privilegiate callable perpetue, riacquistate dalla Goldman nel marzo del 2011 per $ 5.64 miliardi. Warrant per 43,5 milioni di azioni ordinarie con un prezzo di esercizio di $ 115.

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International Business Machines Corporation (IBM)
L’International Business Machines Corporation, che è comunemente nota e commercializza i propri prodotti come IBM, e soprannominata “Big Blue”, è un’azienda statunitense, tra le maggiori al mondo nel settore informatico IBM produce e commercializza hardware e software e servizi informatici, offre infrastrutture, servizi di hosting, servizi di cloud computing e consulenza. Oggi oltre ad hardware, software e servizi IBM sta emergendo come una società che fornisce soluzioni cognitive e piattaforme cloud

I ricavi strategici dell’ultimo trimestre sono stati pari a $ 22,5 miliardi, in crescita del 4%. Mentre per l’intero esercizio sono stati pari a $ 36,5 miliardi, in crescita del 11%. Quelli del cloud hanno raggiunto i $ 17 miliardi +24%. La società ha generato nell’intero esercizio un flusso di cassa libero di $ 13,0 miliardi, esclusi i crediti finanziari globali.

IBM paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 1,50 per azione pari al 4,3% ai prezzi correnti delle azioni.

Il portafoglio di Warren Buffett contiene 54,084,673 azioni International Business Machines Corporation, con un valore di mercato di fine trimestre pari a $ 8,3 miliardi di dollari.

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Kraft Heinz Company (KHC)
Kraft Heinz Company è un’azienda di alimenti e bevande, impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti alimentari e bevande, compresi condimenti e salse, formaggi e latticini, pasti, carni, bevande rinfrescanti, caffè e altri prodotti alimentari. La società è considerata la quinta più grande azienda di food and beverage al mondo. La società è stata costituita in data 2 luglio 2015 grazie alla fusione tra Kraft Foods Group e HJ Heinz Holding Corporation.

Kraft Heinz Company ha annunciato nel terzo trimestre 2017 risultati finanziari che riflettevano significativi risparmi sui costi e migliori prestazioni delle vendite nette. L’utile netto Q3 attribuibile agli azionisti è aumentato del 12,1%; L’EBITDA rettificato è aumentato del 6,7% a cambi costanti; l’EPS diluito è aumentato a $ 0,77.

La società ha recentemente aumentato il suo pagamento dividendo trimestrale a $ 0,625 per azione, pari al 3% ai prezzi correnti.

Warren Buffett possiede 325,634,818 azioni Kraft Heinz per un valore di mercato di $ 27,9 miliardi.

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Phillips 66 (PSX)
Phillips 66 è una società energetica a downstream e midstream che si è scissa da ConocoPhillips ad aprile 2012. Con una capitalizzazione di circa 44 miliardi $, Phillips 66 si occupa di produzione di gas naturale liquefatto (NGL) e prodotti petrolchimici, nonché di raccolta e trasporto di petrolio e derivati, produzione di energia e produzione e commercializzazione di prodotti petrolchimici negli Stati Uniti e a livello globale.

Nel quarto trimestre 2017 Phillips 66 ha annunciato utili per $ 3,2 miliardi, rispetto agli $ 823 milioni del terzo trimestre del 2017. Escludendo però elementi speciale, in primo luogo un beneficio di $ 2,7 miliardi della riforma fiscale, gli utili registrati sono stati di $ 548 milioni, rispetto agli $ 858 milioni.

Phillips 66 paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 0,70 per azione che cede il 3,4% sul prezzo corrente delle azioni della società di $ 81,56.

Buffett detiene 80,689,892 azioni di Phillips 66 con un valore di mercato di $ 6.7 miliardi.

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Southwest Airlines Co. (LUV)
La Southwest Airlines è una compagnia aerea a basso costo statunitense con sede a Dallas ed effettua voli nazionali. Classifica come la più grande compagnia aerea degli Stati Uniti, misurata dal numero annualizzato di passeggeri trasportati. Fondata nel marzo 1967 da Herbert D. Kelleher e dall’uomo d’affari Rollin King col nome Air Southwest Inc.

L’utile netto record del quarto trimestre è stato di $ 1,9 miliardi e l’utile per azione è stato di $ 3.18. Escludendo le partite straordinarie, l’utile netto sarebbe stato di $ 459 milioni o $ 0,77 per azione diluita. Il flusso di cassa annuo di gestione è stato pari a $ 3.9 miliardi di dollari, mentre il free cash flow annuale di $ 1,8 miliardi.

Southwest Airlines paga un dividendo trimestrale di $ 0,125 per azione pari allo 0,9% sul prezzo corrente delle azioni.

Il portafoglio di Warren Buffett contiene 47,659,456 azioni Southwest Airlines, per un valore di mercato di $ 3,0 miliardi.

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giovedì 8 febbraio 2018

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (2/4)

Investire in grandi aziende, necessità una ricerca accurata, fortunatamente qualcuno lo fa già, gente come Warren Buffett, con altri investitori istituzionali. Al piccolo investitore non rimane altro che fare le sue di analisi, su un elenco già ristretto, in base alle proprie esigenze. L’articolo è diviso in quattro parti in ordine alfabetico delle 20 maggiori azioni di Buffett. Il portafoglio è pieno di titoli di alta qualità con dividendo.

Ecco di seguito le seconde 5 azioni del portafoglio di Warren Buffett in ordine di esposizione, alcune pagano dividendi regolari, crescono nel tempo e se un investitore è ancora amante del Buy and Hold sono ottime per il futuro, indenni dai crolli passati e futuri.
Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (1/4)

The Coca-Cola Company (KO)
The Coca-Cola Company è una società che vende la sua omonima bevanda non alcolica in tutto il mondo. La società possiede le licenze e commercializza oltre 500 marchi di bibite analcoliche, bevande frizzanti in primo luogo, ma anche una varietà di bevande come acqua, succhi, tè, caffè e bevande energetiche per lo sport. Possiede e commercializza anche i marchi di Diet Coke, Fanta e Sprite. Produce, commercializza e vende bevande concentrate come sciroppi, è il leader indiscusso nel settore delle bevande globale con una capitalizzazione di mercato di $ 194 miliardi di dollari.

Nell’ultima trimestrale i ricavi sono aumentati del 4% grazie ad un aumento dei volumi di vendita. La società ha mantenuto le sue previsioni per l’intero esercizio 2017, con un aumento delle vendite del 3% e utili per azione a $1,87. Paga un dividendo trimestrale di $0.37 per azione cioè il 3,2% ai prezzi correnti.

La società sta riposizionando la propria attività al fine di garantire che le sue prospettive di crescita a lungo termine restino robuste. Vale a dire che sta ridando in franchising le sue operazioni di imbottigliamento per concentrarsi sulle sue migliori competenze, produrre sciroppi e concentrati, che sono gli ingredienti principali per i suoi prodotti finali. Ottenendo in cambio maggiore liquidità, margini superiori e un bilancio più snello e leggero.

The Coca-Cola Company è uno degli investimenti più iconici di Warren Buffett, il suo portafoglio detiene 400.000.000 azioni con un valore di mercato di $ 17,9 miliardi di dollari.

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Corporation Moody (MCO)
Moody’s Corporation è una società di servizi finanziari che fornisce rating economici con relative ricerche, dati e strumenti analitici; software per la gestione dei rischi; misure sul rischio del credito, soluzioni per la gestione del portafoglio, formazione e credenziali finanziarie e servizi di certificazione e ricerca in outsourcing nonché servizi analitici per i clienti istituzionali.

Nell’ultimo trimestre la società ha avuto ricavi in aumento del 15,6% pari a $1,06 miliardi e utili per azione in aumento del 10% a $1,52. Moody attualmente paga un dividendo trimestrale di $ 0,38 per azione pari al’1,2% sul prezzo corrente delle azioni.

Il portafoglio di Warren Buffett detiene 24.669.778 di azioni Moody, con un valore di mercato di $ 3,0 miliardi.

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DaVita Inc. (DVA)
DaVita Inc., già DaVita HealthCare Partners Inc., gestisce due divisioni: DaVita Kidney Care (Kidney Care) e DaVita Medical Group (DMG). La divisione Kidney Care comprende la dialisi negli Stati Uniti e i relativi servizi di laboratorio, servizi ausiliari e le iniziative strategiche, comprese le operazioni internazionali e il supporto amministrativo aziendale. La sua divisione DMG è una società di gestione e assistenza sanitaria integrata focalizzata sui pazienti e i medici che fornisce servizi medici ai clienti attraverso contratti di capitolato.

Nell’ultimo trimestre la società ha aumentato i suoi ricavi del 5,2% a $ 3,92 miliardi con una perdita netta di $ 214,5 milioni. DaVita non paga dividendo. Warren Buffet detiene in portafoglio 38.565.570 di azioni DaVita Inc., per un valore complessivo di $ 2,5 miliardi.

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Delta Air Lines, Inc. (DAL)
Delta Air Lines è una delle maggiori compagnie aeree degli Stati Uniti e del mondo. Opera con un esteso network di collegamenti nazionali ed internazionali servendo tutti i continenti, ad eccezione dell’Antartide. Assieme alle compagnie controllate, effettua più di 4.000 voli giornalieri. Delta è inoltre la sesta più vecchia compagnia aerea tra quelle attualmente in esercizio nonché la più vecchia tra quelle americane, risalendo la sua fondazione al 1929.

Nell’ultimo trimestre la società ha ottenuto ricavi per $ 10,8 miliardi, con un utile netto di $ 1,2 miliardi o $ 1,64 per azione. Delta paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 0.305 per azione pari al 2,6% sul prezzo corrente delle azioni. Il portafoglio di Warren Buffett detiene 53.110.395 azioni Delta Air Lines con un valore di mercato di $ 2,9 miliardi di dollari.

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General Motors Company (GM)
La General Motors Corporation, nota anche come GM, è un’azienda statunitense produttrice di autoveicoli, con marchi presenti in tutto il mondo quali: Buick, Cadillac, Chevrolet, Daewoo, GMC. La General Motors è uno dei più importanti gruppi automobilistici mondiali. Dopo molte ristrutturazioni e assistenza da parte del Tesoro degli Stati Uniti, General Motors è stata ri-quotata al NYSE nel 2010.

Nell’ultimo trimestre la società ha ottenuto ricavi per $ 33,62 miliardi e un utile per azione di $ 1,32. General Motors attualmente paga un dividendo trimestrale di $ 0,38 per azione pari al 4,4% sul prezzo corrente delle azioni.

Il portafoglio di investimento di Warren Buffett contiene 60.000.000 azioni della General Motors Company con un valore di mercato pari a $ 2,1 miliardi.

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lunedì 29 gennaio 2018

Le 20 maggiori azioni del portafoglio di Warren Buffett (1/4)

Investire in grandi aziende, necessità una ricerca accurata, fortunatamente qualcuno lo fa già, gente come Warren Buffett, con altri investitori istituzionali. Al piccolo investitore non rimane altro che fare le sue di analisi, su un elenco già ristretto, in base alle proprie esigenze. L’articolo è diviso in quattro parti in ordine alfabetico delle 20 maggiori azioni di Buffett. Il portafoglio è pieno di titoli di alta qualità con dividendo.

Ecco di seguito le prime 5 azioni del portafoglio di Warren Buffett in ordine di esposizione, alcune pagano dividendi regolari, crescono nel tempo e se un investitore è ancora amante del Buy and Hold sono ottime per il futuro, indenni dai crolli passati e futuri.

Le prime 5 azioni del portafoglio di warren Buffett

American Airlines Group (AAL)
American Airlines Inc. è una compagnia aerea maggiore statunitense di proprietà di American Airlines Group, con sede a Fort Worth in Texas. Essa gestisce una vasta rete internazionale e nazionale, con voli di linea dal Nord America ai Caraibi, Centro America, Sud America, Europa e Asia. Il suo network è focalizzato sui nove hub di Dallas/Fort Worth, New York-John F. Kennedy, Los Angeles, Miami, Chicago-O’Hare e dopo il fallimento di US Airways Charlotte, Filadelfia, Phoenix, e Washington-Reagan. . La sua base di manutenzione principale si trova all’Aeroporto Internazionale di Tulsa.

L’attuale American Airlines è un’azienda relativamente giovane. Nel 2011, l’AMR Corporation ha presentato istanza di protezione di fallimento. Dopo la procedura fallimentare e una fusione con US Airways, la “nuova” American Airlines è nata a fine 2013. Nel trimestre più recente, American Airlines ha registrato una crescita delle vendite nette dell’8,3% e una crescita degli utili per azione da $ 0,42 a $ 0,44. La società paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 0.10 pari allo 0,9% sul prezzo corrente delle azioni.

Warren Buffett detiene 47.000.000 di azioni American Airlines Group con un valore di mercato di $ 2.4 miliardi ed è la terza più grande azienda di Buffett nel settore del trasporto aereo.

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American Express Company (AXP)
American Express (spesso abbreviata in Amex o Amexco) è una società diversificata che opera nei servizi finanziari e di viaggio. La sede centrale è a New York, nel distretto di Manhattan. Per quanto riguarda l’Europa la sede è a Londra, nel Regno Unito, mentre in Italia American Express è presente a Roma (con la direzione generale, operativa e commerciale) e Milano (con un’altra sede commerciale). Le attività spaziano nei settori delle carte di credito, dei viaggi e dei servizi assicurativi.

Nel trimestre più recente, American Express ha registrato una crescita dei ricavi del 10,2% e una perdita per azione di $ 1,41. Escludendo gli impatti dei tagli fiscali di recente emanazione e il Tax Act, l’utile per azione per il trimestre sarebbe stato di $ 1.58, rispetto agli $ 0,88 dello stesso trimestre dello scorso anno. Paga attualmente un dividendo per azione trimestrale di $ 0,32 per azione pari a 1,5% sul prezzo corrente delle azioni della società

Warren Buffett detiene 151.610.700 azioni della American Express Company con un valore di mercato di $ 12,7 miliardi di dollari.

Aneddoto
Nel 1960, American Express stava dando prestiti ad una società di olio per insalata chiamata Allied Crude Vegetable Oil. La Allied ha poi scoperto che avrebbe potuto ottenere prestiti in base al suo inventario di barili di olio per insalata. Sapendo che l’acqua è più densa dell’olio e che quindi quest’ultimo avrebbe galleggiato sull’acqua, i lavoratori dell’azienda riempirono le botti per lo più di acqua in modo fraudolento aumentando così il loro inventario e autorizzando il più grande prestito garantito da inventario.

Alla fine, lo scandalo fu scoperto e American Express subì grosse perdite in quanto maggiore creditore, il titolo venne punito e Warren Buffett fu in grado di accumulare azioni a buon mercato.

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Apple Inc. (AAPL)
Apple Inc. , chiamata in precedenza Apple Computer e nota solo come Apple, è un’azienda statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, nello Stato della California. Con il suo prodotto, lo smartphone iPhone 5s, l’azienda detiene il record dello smartphone più venduto al mondo[2]. Precedentemente, dal 1º aprile 1976 al 3 gennaio 1977, era conosciuta come Apple Computer Company e dal 3 gennaio 1977 al 2007 come Apple Computer Inc. La società fu fondata nel 1976 da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne, a Cupertino, nella Silicon Valley, in California.

Nell’ultimo trimestre l’azienda ha realizzato un fatturato trimestrale di $ 52,6 miliardi, con un aumento del 12% rispetto al trimestre dell’anno scorso. Gli utili per azione trimestrali sono stati di $ 2.07, in crescita del 24%. Le vendite internazionali hanno rappresentato il 62% del fatturato trimestrale. Apple paga attualmente un dividendo per azione trimestrale di $ 0,63 per azione pari a 1,6% sul prezzo corrente delle azioni della società.

Dopo un investimento iniziale $ 1 miliardo, la quota in Apple di Warren Buffett è cresciuta rapidamente in una delle sue più grandi posizioni di portafoglio con $ 18,8 miliardi di capitale investito.

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Bank of New York Mellon Corporation (BK)
La Bank of New York Mellon Corporation (NYSE:BK), comunemente indicata come BNY Mellon, è una società multinazionale del settore bancario e dei servizi finanziari costituita il 1º luglio 2007 dalla fusione tra The Bank of New York, fondata nel 1784 da Alexander Hamilton[1], e Mellon Financial Corporation, a sua volta fondata nel 1869.
Nel 2011 amministrava 1260 miliardi di dollari di Asset under management ed impiegava 49000 dipendenti. Viene ritenuta probabilmente la più grande banca al mondo per depositi acquisiti (US$27.69 trillion nel 2011)

Nell’ultimo trimestre la banca ha annunciato un utile netto di $ 1,13 miliardi o $ 1,08 per azione. I ricavi sono stati pari a $ 3,72 miliardi in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I risultati del quarto trimestre 2017 includono un beneficio netto stimato relativo ai tagli fiscali e Jobs Act per $ 427 milioni, o $ 0,41 per azione e spese di fine rapporto, contenziosi e altri oneri pari a $ 246 milioni, o $ 0,24 per azione ordinaria. BNY Mellon paga attualmente un dividendo trimestrale di $ 0,24 per azione pari a 1,8% sul prezzo corrente.

Il portafoglio azionario di Warren Buffett contiene 50.229.588 di azioni Bank of New York Mellon Corporation, con un valore di mercato di $ 2,6 miliardi.

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Charter Communications, Inc. (CHTR)
Charter Communications Inc è stata fondata nel Delaware nel 1999, ed è il secondo più grande fornitore di televisione via cavo negli Stati Uniti, serve più di 17 milioni di abbonati video in 41 Stati. Nel 2009, la società ha completato un significativo chapter 11. Oggi, a sede a Stamford, Connecticut, e ha una capitalizzazione di mercato di $ 99,1 miliardi di dollari.

Nel trimestre più recente, Charter Communications ha aumentato i ricavi del 4,2% a $ 10,46 miliardi. L’utile netto attribuibile agli azionisti è sceso a $ 48 milioni da $ 189 milioni. Il calo è stato determinato da un incremento degli ammortamenti nel terzo trimestre del 2017. Charter Communications non paga dividendo.

Il portafoglio di investimento di Warren Buffett contiene 9.443.491 di azioni Charter Communications, con un valore di mercato di $ 3,2 miliardi.

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mercoledì 24 gennaio 2018

L'Europa necessità di riforme se vuole l'investitore più ottimista

La crisi europea è finita e il tema principale diventano le riforme. Prima colpita nel 2008 dalla crisi dei subprime, scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti che ha avuto gravi conseguenze sull’economia mondiale, in particolar modo nei paesi sviluppati del mondo occidentale, innescando la grande recessione. Poi ha subito il double-dip 2011. Dopo 5 anni di incertezze e l’impegno del presidente della BCE, Mario Draghi, “faremo qualunque cosa”, la ripresa dell’Eurozona è finalmente reale. L’area dell’euro crescerà di circa il 2% nel 2018, secondo le previsioni dell’FMI, e questa volta i paesi periferici si uniranno all’espansione.

Quando parliamo di paesi periferici ci riferiamo a Spagna, Portogallo, Italia e Grecia. Solo un anno fa gli euroscettici stavano discutendo su come, non se, l’Eurozona si sarebbe sciolta. Oggi gli investitori stanno acquistando bond governativi in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia. Le agenzie di rating alzano i rating di questi paesi e i rendimenti dei titoli di stato greci sono scesi sotto il 10% nel 2016, lo stesso dell’Ecuador e del Ghana, a meno del 4% di oggi.

Tutto questo ottimismo è giustificato?

Il Fondo monetario internazionale ha migliorato le stime di crescita dell’Italia, per riflettere il forte slancio nella domanda interna e la domanda alta dall’estero, ma non ha mancato di sottolineare i rischi associati all’incertezza politica in vista delle prossime elezioni di marzo. Migliorata anche la stima di crescita dell’Eurozona, merito delle revisioni al rialzo di quelle relative a Germania, Italia e Paesi Bassi. Esse hanno controbilanciato il taglio contenuto delle previsioni relative alla Spagna.

Nel 2018, il Pil dell’area euro è visto crescere del 2,2%, lo 0,3% in più rispetto alle previsioni calcolate dall’istituto di Washington lo scorso ottobre. Per il 2019 le attese sono per un’espansione del 2% anziché dell’1,7%.

Riviste al ribasso le stime della disoccupazione: nel 2017 si assesta a 11,3% (invece dell’11,5% previsto a maggio), per poi scendere a 10,9% nel 2018 e a 10,5% nel 2019. L’occupazione invece “rallenta a 1% nel 2017” dopo “il phasing-out degli sgravi per le assunzioni”, a 0,9% nel 2018 e 0,5% nel 2019. I nuovi incentivi del bilancio 2018 per le assunzioni dei giovani “sosterranno” l’occupazione. Ma lo sviluppo del mercato del lavoro “sarà in linea con l’attività economica”.

Per quanto riguarda il debito pubblico, secondo la Commissione “scende solo marginalmente”. La stima è di un debito “stabilizzato” nel 2017 a 132,1%, “anche a causa del sostegno pubblico alle banche”, in “marginale discesa” a 130,8% nel 2018 e a 130% nel 2019, “soprattutto a causa della crescita più forte”.

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La componente politica del 2018

I negoziati in Germania potrebbero presto dare il via ad una grande coalizione, con l’opposizione SPD che finalmente darà al governo il potere di favorire maggiori stimoli e cooperazione fiscale. A differenza del Regno Unito e degli Stati Uniti, dove la disuguaglianza ha alimentato i voti di protesta, i populisti hanno perso in Francia, Spagna, Paesi Bassi e Germania.

Le probabilità che il Movimento Cinque Stelle anti-euro formi un governo dopo le elezioni di marzo italiane sono inferiori al 5 per cento, secondo le stime degli analisti politici. Con una politica stabile e un miglioramento dell’economia le stelle europee sembrano allineate per un’Unione europea più forte. Oltre l’ottimismo, tuttavia, si trova un crocevia cruciale per l’Europa. I suoi leader hanno una breve finestra di tempo per riformare e rafforzare l’Unione. Non devono sprecarlo.

Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, ha però aperto la conferenza con cui l’istituto di Washington ha presentato da Davos (Svizzera) l’aggiornamento al suo World Economic Outlook lanciando un avvertimento. Ancora una volta Lagarde ha fatto pressing sui legislatori mondiali affinché approfittino del momento attuale per fare le riforme necessarie. Invece che ricorrere alla sua solita metafora (riparare il tetto quando c’è il sole), Lagarde si è ispirata al manto nevoso che sta coprendo Davos (dove sta per iniziare ufficialmente il World Economic Forum) per dire che «quando la neve smette di scendere, qui si puliscono le strade». Ancora una volta il d.g. del Fondo ha spinto per una ripresa condivisa.

I dati dell’Italia

L’Italia resta ultima in Europa sulla crescita per tutto il nuovo periodo coperto dalle previsioni della Commissione Ue, cioè 2017, 2018 e 2019. Solo il Regno Unito, che però viene per la prima volta escluso dalla tabella Euro, ha un andamento del pil quasi uguale a quello italiano. Bruxelles rivede leggermente al ribasso le stime della disoccupazione nel nostro paese: nel 2017 si assesta a 11,3% (invece dell’11,5% previsto a maggio), per poi scendere a 10,9% nel 2018 e a 10,5% nel 2019.

L’occupazione invece rallenta dopo il phasing-out degli sgravi per le assunzioni. I nuovi incentivi del bilancio 2018 per le assunzioni dei giovani sosterranno l’occupazione ma lo sviluppo del mercato del lavoro “sarà in linea con l’attività economica”.

Per quanto riguarda il debito, scenderà solo marginalmente. Lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche. La stima è di un debito stabilizzato nel 2017 a 132,1%, anche a causa del sostegno pubblico alle banche, in marginale discesa a 130,8% nel 2018 e a 130% nel 2019, soprattutto a causa della crescita più forte.

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giovedì 11 gennaio 2018

Investire in dividendi, le migliori azioni nel lungo periodo (parte 2/2)

Gli investitori, in questo contesto di bassi tassi di interesse, sono alla ricerca di titoli da dividendo che generino flussi di cassa sicuri. Questa categoria di titoli è diventata sempre più ricercata, grazie ai suoi rendimenti relativamente elevati con una capacità di aumentare le loro cedole nel tempo.

L’articolo, diviso in due parti, ha lo scopo di presentarvi 10 di queste società che offrono rendimenti robusti e che hanno flussi regolari, isolati dai capricci dei cicli economici. Molti di questi titoli hanno aumentato i loro dividendi per più di 10 anni consecutivi. Mentre i prezzi delle azioni probabilmente fluttueranno, i dividendi pagati da queste società dovrebbero rimanere sicuri con una crescita moderata.

New Residential Investment Corp. (NRZ)
E’ un fondo di investimento immobiliare (REIT). L’azienda si concentra sugli investimenti e la gestione di immobili residenziali. Svolge la propria attività attraverso i segmenti che includono investimenti in eccesso per i diritti dei mutui di manutenzione (MSR), investimenti in acconti servicer, investimenti in titoli immobiliari, investimenti in mutui immobiliari, investimenti in prestiti al consumo e aziendali. Il suo portafoglio è composto dalla manutenzione dei beni connessi, titoli residenziali e prestiti e altri investimenti. Acquisisce e gestisce un portafoglio di crediti immobiliari tra cui titoli garantiti da ipoteche residenziali (RMBS).

Questa REIT rilascerà utili e risultati delle vendite del trimestre più recente questo mese. Secondo la nostra stima l’EPS si avvicinerà a $ 0,55 per azione su $ 177,3 milioni di vendite, il che si traduce in una crescita degli utili annui del +5,8% e una crescita annuale del 48,3%. Abbiamo anche rivisto le loro stime degli utili di $ 0,04 in più negli ultimi tre mesi, quindi è probabile una sorpresa degli utili trimestrali.

New Residential Investment versa regolare dividendo trimestrale dal giugno 2013, o 16 trimestri consecutivi. Questa REIT ha aumentato il suo dividendo del 243% negli ultimi quattro anni. Pagherà un dividendo di $ 0,48 per azione il 28 aprile a tutti gli azionisti registrati il 27 marzo. Attualmente il titolo ha un rendimento cedolare del +11,52%.

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Qualcomm Inc. (QCOM)
Qualcomm è una società statunitense di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni senza fili con sede a San Diego, in California (USA). Fu fondata nel 1985 da Irwin Jacobs e Andrew Viterbi che precedentemente fondarono Linkabit. Qualcomm è tra i primi 20 produttori di semiconduttori per vendite nel mondo. Nel 2006 ha acquisito nPhase, Airgo Networks (specializzata in strumentazione Wi-Fi) e la quota maggioritaria di RF Micro Devices (produttrice di dispositivi Bluetooth). Negli anni 2000 l’azienda è cresciuta notevolmente sia a livello economico che per notorietà grazie all’ingresso nel mercato dei processori, basati su architettura ARM, per dispositivi mobili come smartphone e, successivamente, tablet computer.

Qualcomm è leader mondiale in questo settore e la sua forza tecnologica e competenza senza pari non può essere copiata facilmente dai rivali. L’acquisizione della società di NXP Semiconductors dovrebbe rafforzare ulteriormente la posizione di QCOM nel campo dell’elettronica dei semiconduttori nel settore automobilistico, dell’identificazione e prodotti di potenza RF.

Qualcomm ha un basso rapporto di payout, 51%, il che suggerisce che possa aumentare dividendi futuri. Inoltre ha aumentato i propri dividendi con un impressionante tasso annuo del +19,8% negli ultimi cinque anni. Attualmente paga una cedola del +3.57% annuo.

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AbbVie Inc (ABBV)
AbbVie è una azienda multinazionale del settore biofarmaceutico focalizzata sulla ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti farmaceutici sia biologici sia di sintesi chimica focalizzati su un nucleo di aree terapeutiche specifiche quali l’epatite C (HCV), la neuroscienza, l’immunologia, l’oncologia, le malattie renali e la salute della donna. Il suo prodotto di punta è Humira che rende circa 20 miliardi di dollari annui.

Il portafoglio prodotti di Abbvie è piuttosto esteso, tuttavia, oltre il 60% delle entrate proviene dalle vendite del suo farmaco Humira, seguito da AndroGel, un farmaco topico. Solo entro il 2020 dovrebbero uscire i nuovi prodotti cosi da modificare questo rapporto. Entro il 2020 le entrate dovrebbero aumentare a $ 37 miliardi, ciò rappresenta il 60% in più rispetto alle entrate dello scorso anno.

ABBV è tra i nomi migliori nel settore farmaceutico, grazie all’aumento del suo dividendo del 12,5% annuo negli ultimi 3 anni. L’azienda ha un payout ratio relativamente sicuro vicino al 60% e genera molto free cash flow. Attualmente paga una cedola del 2.58%.

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Magellan Midstream (MMP)
Magellan Midstream è una MLP costituita nel 2000. La società è impegnata principalmente nel trasporto, stoccaggio e distribuzione di prodotti petroliferi raffinati. Possiede un sistema di condotte di prodotti petroliferi, terminali petroliferi e sistemi di tubazioni di ammoniaca. I segmenti della società offrono prodotti e servizi gestiti separatamente, perché ognuna richiede diverse strategie di marketing e conoscenza aziendale.

La società ha anche un portafoglio attraente per le infrastrutture energetiche, questo le consente di avere accordi vantaggiosi con i clienti, ottenendo cosi regolari e sicuri flussi di cassa. La società, anche nei periodi di difficoltà in un mercato dei prezzi delle materie prime non favorevole, ha aumentato il suo dividendo in modo costante per 17 anni consecutivi ad un tasso annuo del +15,8% negli ultimi cinque anni. Attualmente paga una cedola del +4.91%.

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AT & T Inc. (T)
AT&T Inc. (abbreviazione di American Telephone and Telegraph Incorporated) è una compagnia telefonica statunitense con sede a San Antonio, Texas. Ha la sede principale negli Stati Uniti, gli uffici principali sono in Gran Bretagna (Londra) da cui viene gestita la parte europea, ed in Italia (sede principale a Torino; filiali a Roma e Milano). La sua rete di telecomunicazione copre 127 nazioni nel mondo. Oggi fornisce servizi vocali, video e trasferimento dati via Internet a privati, aziende e agenzie governative.

Dall’alto dei suoi più che centenari anni di esperienza la società si è costruita una forte reputazione, un’ampia visibilità e una solida base di abbonati. AT&T continua ad espandersi in modo aggressivo con l’acquisizione di Time Warner Inc. (TWX), il suo accordo con DirecTV (che offre visione gratuita per gli abbonati AT&T) e la tecnologia 5G wireless prevista per quest’anno.

AT&T è l’unica società nel settore delle telecomunicazioni facente parte dei dividendi Aristocratici aumentati per 33 anni consecutivi. La società ha aumentato il suo dividendo con un tasso medio del 3,7% negli ultimi 10 anni e il suo payout vicino al 70% fa ben sperare per futuri aumenti. Attualmente paga una cedola del +5.38%.

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