mercoledì 11 aprile 2018

Portogallo, azioni ed ETF che godrebbero della riforma Costa

Gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) portoghese confermano l’andamento positivo dell’economia con un tasso di crescita stimato del 2,4% nel primo semestre 2018, risultato che ha mantenuto le aspettative delle agenzie internazionali. L’uscita definitiva dalla crisi è stata sancita lo scorso maggio, con la conclusione della procedura d’infrazione per deficit eccessivo, a seguito dell’attestarsi del deficit al 2% del PIL. Il Governo, inoltre, a luglio 2017 è riuscito a restituire il 60% dei 23,3 miliardi di euro di prestiti elargiti dal FMI nel corso del Programma triennale di assistenza finanziaria, sottoscritto nel 2011.

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Noi ovviamente puntiamo al settore privato, essendo investitori in azioni è quello il nostro scenario ideale, il settore privato sta ricevendo flussi di reddito ampi e crescenti da varie fonti, maggiori esportazioni, le banche elargiscono maggiori prestiti e possibile taglio delle tasse. L’impatto complessivo dovrebbe essere un flusso positivo complessivo. La borsa del settore privato, così come tutte le altre attività finanziarie private, dovrebbe aumentare se il flusso di reddito complessivo nel settore privato è positivo.

La politica economica di Costa

Il Primo Ministro António Costa ha presentato il suo Programma di Governo come un’alternativa all’austerità che ha caratterizzato la precedente legislatura e ha al contempo assicurato che il suo esecutivo intende rispettare pienamente gli impegni assunti a livello internazionale, in particolare in ambito UE, dal Portogallo.

A fine marzo, Costa ha illustrato il Programma Nazionale di Riforme, documento strategico che presenta le principali linee di azione dell’esecutivo per conseguire l’obiettivo delle riforme strutturali considerate necessarie per il Paese.

Tra queste riforme c’è l’intervento a sostegno della capitalizzazione delle imprese che è stato presentato come una delle strategie principali per il rilancio della crescita economica del Paese. I problemi di capitalizzazione costituiscono, infatti, uno dei maggiori ostacoli agli investimenti. L’esecutivo si propone quindi di utilizzare 2,78 mld di Euro a favore delle imprese, nel quadro dell’Accordo Portugal 2020 concluso con la Commissione Europea, e di avvalersi dei finanziamenti previsti dal piano Juncker per gli investimenti (2 mld di Euro).

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Il Governo aveva già annunciato, inoltre, la creazione di una task force, con la partecipazione delle parti sociali, con lo scopo di proporre misure concrete quali la creazione di un fondo per la capitalizzazione ed il sostegno agli investimenti delle imprese, il rafforzamento del ruolo del mercato dei capitali nel finanziamento delle piccole e medie imprese, lo sviluppo di meccanismi di conversione del debito in titoli azionari o di riduzione del debito per le imprese considerate economicamente sane.

Le migliori società portoghesi che godrebbero delle riforme

Il Portogallo presenta una struttura geologica sufficientemente favorevole all’estrazione mineraria che attualmente garantisce circa 15.000 posti di lavoro. L’attività estrattiva si concentra nelle regioni di Tras os Montes, Minho e Alentejo e si riferisce ai seguenti minerali metallici: rame, zinco e tungsteno di cui sono presenti discrete riserve. Interessante risulta anche il settore delle acque minerali: il Portogallo, infatti, dispone di una più che discreta riserva idrominerale, caratterizzata da un elevato numero di falde acquifere e da una grande diversità idrochimica causata dalla complessa e diversificata composizione geologica del territorio.

Gal Energia – settore enrgia
La Galp Energia è una azienda portoghese operante nel settore petrolifero e del gas. È stata fondata il 22 aprile 1999 come GALP – Petróleos e Gás de Portugal in seguito alla riorganizzazione del settore energetico portoghese, e dalle ceneri della vecchia Galp, fondata nel 1977 dalla fusione di diverse aziende energetiche nazionali del paese. Da piu’ di un decennio e’ attiva la prospezione petrolifera dell’area di Aljubarrota (regione del Ribatejo) condotta in joint venture tra la portoghese Galp Energia e la canadese Mohave Oil.

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Dal grafico possiamo notare come la società abbia una buona crescita nel tempo con stime molto interessanti, al di là del 2017, dove non ha pagato dividendi, questi sono sempre stati in crescita come le vendite gli utili e il flusso di cassa. Quest’anno la società punta ad una crescita intorno al 7% di margine operativo ma soprattutto ad un taglio dei costi interessanti, un taglio del 50% entro il 2020. Paga una cedola annuale del 3.47%. Negli ultimi 3 anni il prezzo del titolo è cresciuto del 73%, poco più del 24% annuale di plusvalenza, dividendi esclusi.

Semapa – settore materie da costruzione
Semapa Sociedade de Investimento e Gestão opera come una holding, produce e commercializza cementi e materiali da costruzione, carta e cellulosa oltre ad impegnarsi in servizi ambientali. Il segmento della polpa e della carta si impegna nella produzione di carta non patinata per la stampa e la scrittura e la pasta di eucalipto sbiancata. Il segmento Cemento e derivati produce e commercializza diversi tipi e classi di cementi. Il segmento Ambiente si occupa dell’eliminazione, dell’uso e della rivalutazione dei prodotti animali e di altri prodotti alimentari. La società è stata fondata il 21 giugno 1991 e ha sede a Lisbona, in Portogallo.

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Dal grafico possiamo notare come la società abbia una buona crescita nel tempo con stime molto interessanti, i suoi dividendi hanno una crescita discontinua anche se la società ha riferito che si attende di alzarli almeno per i prossimi 3 anni. Quest’anno la società punta ad una crescita intorno al 14% di margine operativo ma soprattutto ad un taglio dei costi interessanti, un taglio del 33% entro il 2020. Paga una cedola annuale del 2.61%. Negli ultimi 3 anni il prezzo del titolo è cresciuto del 68%, poco meno del 23% annuale di plusvalenza, dividendi esclusi.

ComStage PSI 20® UCITS ETF – ETF
Il ComStage ETF PSI 20® è un fondo negoziato in borsa legato alle prestazioni del PSI 20 (indice azioni portoghesi). I dividendi non sono inclusi nella performance dell’indice. Tuttavia, i dividendi sono sempre inclusi nell’ETF di ComStage e quindi aumentano le prestazioni dell’ETF.

Gli strumenti finanziari segnalati non sono un segnale di acquisto, sono analisi fatto dal nostro studio in base alle informazioni raccolte negli ultimi mesi. Nel caso aveste dubbi o domande vi invito a contattarmi al 320.4082091 o a compilare il nostro form di richiesta contatto.

martedì 3 aprile 2018

De'Longhi dal caffe al clima il made in italy che fa tendenza

Oggi analizziamo un titolo italiano molto interessante, il prezzo della società ha perso il 20% negli ultimi 9 mesi e sta raggiungendo dei livelli di supporto interessanti per un ingresso. Un livelli di debito bassi e una crescita dei dividendi sostenuta da stime di vendite in salita.

De’Longhi Spa (DLG.MI) è una società con sede in Italia impegnata nella progettazione, produzione e vendita di piccoli elettrodomestici. Offre prodotti con quattro marchi: De’Longhi, Kenwood, Braun e Ariete. I prodotti con il marchio De’Longhi contribuiscono per oltre la metà delle entrate totali. L’azienda è presente in tutto il mondo, tra cui Europa, Australia e Nuova Zelanda, America e Asia, con l’Europa il suo più grande mercato. Fondata nel 1902 per la produzione di stufe a legna, solo nel 1974 lancia il primo prodotto con il proprio marchio, il radiatore a olio.

Negli anni ’80 inizia la diversificazione della produzione grazie a prodotti di successo come il forno elettrico Sfornatutto e il climatizzatore portatile Pinguino, mentre la produzione di radiatori viene scorporata sotto la controllata DLRadiators.

Intelligenti acquisizioni

Nel 1994 grazie all’acquisizione di Climaveneta, De’Longhi entra nel settore del comfort e della climatizzazione. L’anno successivo acquisisce la Simac, azienda nota per i suoi prodotti per la stiratura e la cucina. Nel 2001 la De’Longhi acquisisce la britannica Kenwood Limited produttrice di elettrodomestici da cucina rilanciandone il marchio. Il 18 aprile 2007 un incendio di vaste proporzioni è scoppiato intorno alle 13,10 nello stabilimento della De’Longhi, in zona Fiera, a Treviso. Nel 2009 i due responsabili aziendali alla sicurezza hanno patteggiato 6 mesi, la pena è stata convertita in pena pecuniaria.

Nel 2010 De’Longhi, acquisisce il 100% di un altro marchio storico di piccoli elettrodomestici, l’Ariete SpA, azienda di Campi Bisenzio fondata nel 1964. Due anni dopo a seguito di uno scorporo da De’Longhi, nasce il gruppo DeLclima, che riunisce le attività nel campo del riscaldamento e della climatizzazione, ceduto poi nel 2015 ai giapponesi di Mitsubishi Electric Corporation.

Il 17 aprile 2012 a seguito di un’operazione economica che vede il versamento di 50 milioni subito e 90 diluiti in 15 anni, più 75 legati al rendimento dei prodotti, la De’Longhi acquisisce da Procter & Gamble lo storico marchio tedesco Braun con perpetuo diritto di sfruttamento dello stesso nei settori degli elettrodomestici e altri prodotti per la casa (ferri da stiro, climatizzatori, frullatori, aspirapolveri ecc.), mentre P&G manterrà l’uso esclusivo del marchio nel settore dei rasoi e dell’health care.

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La compagnia, storicamente grande produttrice di apparecchi per il clima quali caloriferi e condizionatori (tra i più celebri i climatizzatori portatili della serie Pinguino), è oggi attiva in ogni settore dei piccoli elettrodomestici, specialmente macchine da caffè (tra cui alcune per i sistemi della Nestlé Nespresso e Nescafé Dolce Gusto) e apparecchi per la cottura dei cibi, ma anche prodotti per la pulizia e il benessere della casa e per la cura del bucato.

Bilanci sani

De Longhi ha chiuso il 2017 con ricavi consolidati pari a 1,97 miliardi di euro, in crescita del 6,8% (+6,6% in termini organici) rispetto al 2016. Il risultato operativo si è attestato a 245,4 milioni di euro, da 239,3 milioni di euro, pari al 12,4% dei ricavi (dal 13% del 2016). La società ha ottenuto un utile netto pari 179,7 milioni di euro, in crescita del 7,2%, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il management si attende per il 2018 una crescita organica delle vendite a cifra singola medio alta e un aumento del margine operativo lordo in valore assoluto.

Evoluzione in borsa

Le azioni De’Longhi fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. De’Longhi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta inferiore a 1) che riflette la scarsa correlazione del business al ciclo economico. Dal 20109 il titolo De’Longhi ha registrato una performance del 2700%. Le azioni hanno avuto un trend crescente fino ai massimi di fine 2015 seguito da una forte correzione nei primi due mesi del 2016 ed una successiva fase laterale che si è protratta per tutto l’anno. Da inizio 2017 è iniziato un nuovo trend rialzista culminato nei massimi di inizio giugno e seguito da una correzione che sembra essere tuttora in corso.

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martedì 20 marzo 2018

Apple è pronta per una capitalizzazione di 1 trilione di dollari?

In questi giorni si sente spesso parlare della capitalizzazione del colosso tech, Apple. Come mostra il grafico qui sotto, il titolo, quotato al Nasdaq, ha fatto davvero molto bene negli ultimi anni. Da gennaio 2013 ad oggi infatti è salito del 240%, martedì ha toccato una capitalizzazione di 930 miliardi di dollari, ormai è a un passo dal trilione di dollari, sarebbe la prima società al mondo a raggiungere tale quota.

Nel primo trimestre 2018, Apple aveva oltre 5,08 miliardi di azioni in circolazione. Quel numero è sceso di quasi 174 milioni nell’ultimo anno, o del 3,31%, ma quello è stato in realtà il più piccolo declino annuale che abbiamo visto da un po’. Ciò è dovuto principalmente all’aumento del prezzo delle azioni. Inoltre, un aumento delle spese di compensazione basate sulle azioni può limitare il potere di qualsiasi acquisto.

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Così, nell’ultimo anno, Apple ha registrato una diminuzione di circa 43 milioni di azioni in circolazione al trimestre. Dato che siamo già a circa 2 mesi e mezzo dal primo trimestre, una riduzione lineare sarebbe poco più di 36 milioni di azioni, portandoci a circa 5.045 milioni. Negli ultimi cinque trimestri, Apple ha speso almeno 4 miliardi di dollari al trimestre per vari Buy-Back.

Inoltre, l’iPhone X è un prodotto con margini più elevati rispetto agli ex iPhone di Apple e dovrebbe consentire all’azienda di migliorare i margini in futuro. Il prezzo medio di vendita di Apple per iPhone è cresciuto in modo sostanziale a 796$ del primo trimestre, rispetto a un prezzo previsto di circa 755$. Mentre sempre più persone procedono alla conversione nella nuova linea di iPhone più costosa e redditizia, anche le entrate e i profitti di Apple dovrebbero progredire verso l’alto. Ma non concentriamo tutta la nostra attenzione sugli iPhone. Diamo un’occhiata ad alcune delle altre attività in espansione di Apple.

I servizi crescono, hanno generato entrate per circa $ 30 miliardi l’anno scorso. Il business dei servizi è cresciuto di quasi il 20% nel primo trimestre su base annua. Inoltre, Apple prevede che questa unità produrrà arrivi a $ 50 miliardi entro il 2020. Tuttavia, il vero motore di crescita sembra essere il segmento “others” di Apple, cresciuto di circa il 40% nel primo trimestre su base annua.

I “wearable” di Apple sono andati particolarmente bene, crescendo di quasi il 70% su base annua. Apple Watch, Beats, AirPods, Apple TV e altri driver di entrate “non convenzionali” stanno diventando prodotti di crescita molto redditizi per Apple e dovrebbero continuare a fornire una crescita significativa in futuro.

La parte importante qui per gli investitori non è quando o se Apple raggiungerà questo livello di capitalizzazione di mercato, ma i motivi per cui siamo qui ora. Negli ultimi decenni, l’azienda ha costruito numerosi prodotti di alta qualità, circondandoli di un forte ecosistema, consentendo prezzi di alta qualità. I ricavi sono aumentati, con forti profitti e flussi di cassa che hanno guidato un massiccio piano di restituzione del capitale negli ultimi anni.

Apple ha registrato un robusto rimbalzo di circa il 20% dal minimo di correzione di circa $ 150, evidenziando la sua capacità di sovraperformare. Il grafico sopra mostra anche un trend rialzista molto produttivo che suggerisce che il titolo continuerà probabilmente la sua traiettoria verso l’alto. Gli indicatori tecnici non sembrano suggerire che il titolo sia ipercomprato in questo momento, e tutti i fattori sembrano indicare una probabile continuazione del trend rialzista sottostante. Per noi rimane un titolo Buy.

giovedì 15 marzo 2018

I migliori ETF 2018 in Euro quotati in Italia

Abbiamo analizzato vari ETF dell’area Italia nel tentativo di trovare qualche strumento diverso dalle solite azioni, un investimento sul medio/lungo periodo nostrano. Siamo convinti che l’Italia rimanga una grande risorsa per gli investimenti e che sia sottovalutata dal mercato da anni. Gli investitori utilizzano comunemente gli ETF come strumenti di investimento per ottenere un portafoglio di diversificato a livello globale evitando i potenziali problemi di diretti nei mercati azionari esteri.

Investire in titoli esteri è solitamente problematico per gli investitori. Il processo può richiedere la registrazione e l’apertura di un conto di intermediazione in un paese straniero. La compravendita di titoli denominati in una valuta diversa dall’Euro espone gli investitori al rischio di cambio, oltre al normale rischio di mercato. Può anche essere difficile valutare e monitorare le società con sede in paesi stranieri in cui esistono pratiche contabili e di reporting aziendale diverse da quelle utilizzate in Europa. Gli ETF rappresentano un’opportunità per trarre profitto da un paniere di titoli azionari con sede all’estero con un investimento finanziario scambiato su uno scambio italiano.

L’Italia è la terza più grande economia della zona euro ed è classificata come l’ottava più grande economia del mondo. È considerato uno dei primi 10 paesi al mondo in termini di industrializzazione e commercio globale. La produzione è una parte importante dell’economia italiana. Il paese è organizzato in una serie di distretti industriali che producono prodotti diversi. Rispetto alla Francia, l’Italia ha meno conglomerati multinazionali, ma un numero elevato di piccole imprese che servono mercati di nicchia e hanno una reputazione per prodotti di alta qualità, in particolare nel settore automobilistico e moda.

Di seguito vi segnaliamo alcuni ETF area Italia che secondo la nostra analisi risultano tra i migliori per un investimento sul medio/lungo termine da inserire in un portafoglio diversificato.

Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR (DR) – ISIN:FR0011758085
LYXOR UCITS ETF FTSE ITALIA MID CAP è un fondo negoziato in borsa conforme all’OICVM che mira a tracciare l’indice di riferimento FTSE Italia Mid Cap Ind. L’indice è rappresentativo della performance delle azioni a media capitalizzazione quotate su Borsa Italiana ed è composto da i 60 titoli con i rating più alti in termini di capitalizzazione di mercato e liquidità.

Lo strumento è ideale per chi vuole assumere una piena esposizione sulle società italiane a media capitalizzazione. Nel complesso lo strumento appare particolarmente indicato in presenza di aspettative di sostenuta crescita economica in virtù della presenza preponderante di società industriali operanti anche fuori dai confini nazionali. Non è presente il rischio cambio. L’economia italiana è una delle principali economie europee. Molte delle società facenti parte dell’indice Ftse Italia Mid Cap hanno una buona fetta dei ricavi generata fuori dall’Italia e quindi dipendono dalla forza o meno della congiuntura a livello globale.

Tecnicamente un ingresso ora sarebbe ideale visto il calo del 7% dai massimi di gennaio. Riteniamo che l’ETF in questo momento sia appetibile per un acquisto, i sentiment sono posizionati per una salita almeno fino all’area di resistenza di 147 € nel breve periodo e 159 € nel medio/lungo. Solo una rottura del supporto a 133 € darebbe un segnale di termine della fase rimbalzista. Al contrario una rottura di un supporto a 133 € indicherebbe l’inizio di un trend negativo di medio lungo periodo.

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iShares FTSE MIB UCITS ETF – ISIN:IE00B53L4X51
L’obiettivo di investimento dell’ETF consiste nel fornire il rendimento netto totale dell’indice di riferimento (FTSEMIB), indice di titoli azionari che comprende le 40 azioni più liquide e a maggior capitalizzazione di mercato quotate sulla Borsa Italiana e selezionate da FTSE Italia Joint Executive Group.

Lo strumento è ideale per chi vuole assumere una piena esposizione sul mercato italiano. Considerate però le caratteristiche di concentrazione settoriale dell’indice di riferimento, per ottenere un buon grado di diversificazione del portafoglio l’Etf in questione va abbinato all’investimento in altri Etf, focalizzati sull’area euro qualora si voglia evitare il rischio di cambio, oppure internazionali. Nel complesso lo strumento appare particolarmente indicato in presenza di aspettative di tassi di interesse calanti o stabili, proprio a causa dell’elevato peso che al suo interno hanno la componente bancaria e le società ad elevato indebitamento, come le utility o le compagnie telefoniche, sfavorite da tassi di interesse in crescita.

Non è presente il rischio cambio. L’economia italiana è una delle principali economie mondiali anche se le previsioni di crescita per i prossimi anni sono abbastanza stabili. Le società facenti parte dell’indice Ftse Mib sono tutte a media-grande capitalizzazione con rating investment grade.

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Xtrackers STOXX Europe 600 Technology – ISIN:LU0292104469
L’Obiettivo di Investimento del Comparto è quello di replicare il rendimento dell’indice Dow Jones STOXX® 600 Technology Index. Questo ETF non distribuisce dividendi. L’obiettivo dell’Indice è quello di fornire il rendimento delle principali società presenti in Europa Occidentale nel Settore Technology/Tecnologia.

L’investimento su questo strumento risulterà maggiormente premiante nelle fasi di forte espansione del mercato, quando a guidare i listini sono i titoli delle società caratterizzate dai maggiori tassi di crescita e soprattutto dalle maggiori aspettative sui risultati futuri. Proprio in considerazione di quest’ultimo aspetto l’indice di riferimento può risultare penalizzato in coincidenza con i periodi di presentazione dei risultati societari trimestrali, non sempre in linea con le eccessive attese del mercato. Per l’elevata volatilità dei rendimenti dell’indice, l’Etf può inoltre essere utilizzato come strumento per l’effettuazione di attività di trading, soprattutto in considerazione del suo elevato grado di liquidità.

Tra i rischi dell’investimento va annoverata l’esposizione verso il tasso di cambio tra euro e corona svedese. Un altro fattore di rischio è costituito dalla forte concentrazione dell’investimento sui principali titoli in portafoglio. L’indice presenta una volatilità dei rendimenti elevata, mentre i titoli appartenenti al paniere sono particolarmente sensibili all’andamento del ciclo economico, in particolare per quanto riguarda la dinamica degli investimenti in Information Technology da parte delle aziende. L’andamento di questi ultimi può poi essere parzialmente influenzata negativamente da rialzi dei tassi d’interesse.

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Nota: gli ETF analizzati sono stati scelti in base alla performance, al patrimonio gestito e all’esposizione complessiva al mercato. Non sono ETF con leva finanziaria. Tutti i dati relativi alle prestazioni sono aggiornati al 14 marzo 2018, se non diversamente specificato. Prima di eseguire qualsiasi acquisto potete richiedere un’analisi più specifica alla Domino Solutions. 059.665319 o info@dominosolutions.it

giovedì 8 marzo 2018

I semiconduttori tornano a salire, le migliori società produttrici

I titoli azionari statunitensi stanno rimbalzando tra guadagni e perdite mentre gli investitori rimangono preoccupati per la potenziale guerra commerciale sui dazi partita dall’Amministrazione Trump. E mentre alcuni titoli pagano i problemi inflazionistici, tassi d’interesse più elevati e restrizione della politica della Federal Reserve, altri invece vivono una seconda vita dopo la discesa di febbraio.

La European Semiconductor Industry Association (ESIA) ha presentato un rapporto che mostra una crescita del mercato dei chip a livelli definiti da record per il secondo anno consecutivo, in base ai dati rilasciati il 5 febbraio dall’organizzazione mondiale Semiconductor Trade Statistics (WSTS). I principali driver alla crescita sono stati i seguenti segmenti: memorie, sensori e attuatori, dispositivi analogici e logiche. Anche i chip per l’applicazioni specifiche hanno contribuito fortemente all’impennata del mercato.

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la legge sulla riforma fiscale a dicembre 2017, che potrebbe rendere le società statunitensi più competitive rispetto ai concorrenti esteri. La legge ha ridotto l’aliquota dell’imposta sulle società negli Stati Uniti dal 35% al ​​21%. Ciò potrebbe incentivare le aziende che investono ampiamente in ricerca e sviluppo e hanno profitti all’estero. L’industria dei semiconduttori ha accolto con favore il disegno di legge, che segna la prima riforma fiscale in 30 anni.

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Un altro sviluppo importante potrebbe essere l’adozione della tecnologia dell’intelligenza artificiale. I produttori di cellulari Apple (AAPL) e Samsung (SSNLF) hanno già introdotto la funzionalità AI negli smartphone. Il mercato dei droni sta crescendo e il 2018 potrebbe assistere al lancio commerciale di droni basati su AI in tutto il mondo. Molte industrie, come l’assistenza sanitaria, potrebbero adottare la tecnologia AI per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. Ciò potrebbe aumentare i guadagni di varie società che abbiamo analizzato di seguito.

Intel Corporation (INTC)
L’Intel Corporation è la più grande azienda multinazionale produttrice di dispositivi a semiconduttore con sede a Santa Clara, California. Fondata nel 1968, è leader nel suo segmento di mercato. Il titolo è uscito da un lungo intervallo di volatilità tornando ai massimi del 2000 in area 50 $.

La compagnia riferirà i risultati il ​​prossimo 26 aprile, dopo la chiusura. Gli analisti si attendono guadagni di 71 centesimi per azione sui ricavi di $ 15,01 miliardi. Le ultime trimestrali, il 25 gennaio, hanno segnato guadagni di $ 1,08 per azione battendo le stime di 21 centesimi su un aumento del 4,1% dei ricavi.

Taiwan Semiconductor (TSM)
Taiwan Semiconductor Manufacturing Company Limited (TSMC) è società che si occupa di produzione, vendita, imballaggio, test e progettazione assistita da computer di circuiti integrati e altri dispositivi a semiconduttore e produzione di maschere.

Le azioni di Taiwan Semiconductor si stanno preparando a spingere in alto dopo un periodo di consolidamento di due mesi sulla resistenza al livello di $ 44 ad azione. Le azioni hanno beneficiato di un report di Credit Suisse il 20 febbraio, evidenziando la forte domanda e i livelli di inventario relativamente modesti.

La compagnia riferirà successivamente i risultati il ​​19 aprile, prima del suono della campana. Gli analisti attendono guadagni di $ 3,50 per azione sui ricavi di $ 251,9 miliardi. Il 18 gennaio, data dell’ultimo trimestre, i guadagni sono stati di $ 3,83, battendo le stime di 8 centesimi su un aumento del 5,8% dei ricavi.

Texas Instruments (TXN)
Texas Instruments Incorporated, meglio conosciuta nel mondo dell’industria elettronica con l’acronimo TI, è un’azienda statunitense, con sede a Dallas in Texas, famosa per lo sviluppo, la produzione e la vendita di dispositivi elettronici a semiconduttori e di tecnologia informatica in genere. La TI, preceduta dalla Intel e dalla Samsung, risulta attualmente essere il terzo produttore mondiale di dispositivi elettronici e possiede centri di produzione, sviluppo e commercializzazione in 3 diversi continenti.

Le azioni di Texas Instruments Incorporated sono in calo dell’8% rispetto ai massimi di gennaio, ma hanno rimbalzato del 10% rispetto ai minimi di febbraio. Una rottura al di sopra della resistenza alla soglia dei $ 110 per azione. In seguito al suo ultimo rapporto sugli utili, gli analisti sono stati entusiasti della forte domanda nel settore l’automotive (con una crescita del 19% su base annua) che compensa la debolezza del settore comunicazioni.

La compagnia riferirà i risultati il ​​prossimo 24 aprile dopo la chiusura. Gli analisti si aspettano guadagni di $ 1,11 per azione sui ricavi di $ 3,65 miliardi. Quando l’azienda ha presentato l’ultimo trimestre il 23 gennaio, i guadagni sono stati di $ 1,09 per azione in linea con le aspettative di un aumento dei ricavi del 9,8%.