domenica 29 luglio 2012

5 società con dividendi ad alto rendimento


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +93.13%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +121.27
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +20.01%


Come noto gli indici di S&P misurano la performance di numerose classi di titoli quali mid-cap, large-cap ecc. Tra questi, mi sembra interessante da seguire lo "S&P Dividend Aristocrats" per investitori che preferiscono la tranquillita’ di un dividendo costante piuttosto che titoli più speculativi.
Negli Stati Uniti l'indice "S&P 500 Dividend Aristocrats" è composto da almeno 40 titoli di blue chip che hanno corrisposto dividendi crescenti ogni anno per almeno 25 anni.

Secondo le nuove regole e il riequilibrio dell'indice, ci sono 14 nuove società con un alto rendimento aggiunte al S&P Dividend Yield Aristocrats. Queste aziende appena aggiunte possono servire come base per la scelta di un investimento basato sul dividendo ad alto rendimento per portafogli a lungo periodo. Le 14 nuove azioni ad alto rendimento vantano un dividend yield medio del 3,64%, con i rendimenti che vanno da un minimo del l'1,5% ad un massimo del 6,1%. Gli investitori dovrebbero considerare questi titoli ad alto rendimento quando costruiscono i loro portafogli.

Di seguito analizzeremo più nel dettaglio 5 titoli dei 14 inseriti.

Cardinal Health Inc. (NYSE: CAH) è una società da 14,7 miliardi dollari nel settore dei servizi sanitari che fornisce prodotti farmaceutici, medicali e servizi. Il dividendo attuale è del 2,2% con payout ratio del 32%.

L'azienda distribuisce dividendi da 23 anni. Il dividendo e l'EPS sono cresciuta a tassi medi del 17,7% e 0,2% per anno, rispettivamente, negli ultimi cinque anni. Gli analisti prevedono che l'EPS si espanderà ad un tasso medio del 12% all'anno per i prossimi cinque anni.

Il titolo è molto popolare tra i fund manager Larry Robbins (Glenview Capital) e il miliardario DE Shaw.
Cardinal Health Inc. (NYSE: CAH) è anche nel paniere dell'ETF iShares S&P 500 (IUSA) in valuta USD.
Nota dal sito dell'ETF:iShares S&P 500 è un exchange traded fund (ETF) che mira a replicare la performance del S&P 500 Index il più fedelmente possibile. L'ETF investe in titoli fisici. Il S&P 500 Index offre esposizione a 500 titoli americani a larga capitalizzazione che rientrano nell'indice S&P per dimensione, liquidità e flottante. L'indice è ponderato in base alla capitalizzazione del flottante. Gli ETF iShares sono fondi gestiti da BlackRock.


Chevron Corp. (NYSE: CVX) è una società da 209 miliardi dollari nel settore del petrolio e gas naturale. La dirette concorrenti Exxon Mobil (XOM) e ConocoPhillips (COP) vantano rendimenti da dividendi del 2,7% e 4,8%, rispettivamente

Chevron ha aumentato i dividendi per 25 anni consecutivi. Negli ultimi cinque anni il suo dividendo e EPS sono cresciuta a tassi medi del 9,0% e 11,5% per anno, rispettivamente. L'EPS è prvesito in aumento ad un tasso del 2,1% all'anno per i prossimi cinque anni.

Il titolo è compreso nei portafogli dei miliardari Cliff Asness e Jim Simons.

Chevron Corp. (NYSE: CVX) paga dividendi da ben 100 anni e negli ultimi 19 ha sempre presentato un incremento su base annua. E' anche nel paniere dell'ETF iShares Dow Jones U.S. Select Dividend (DE) (EXX5) in valuta USD.
Nota dal sito dell'ETF:iShares Dow Jones U.S. Select Dividend (DE) è un exchange traded fund (ETF) che mira a replicare la performance del Dow Jones U.S. Select Dividend Index il più fedelmente possibile. L'ETF investe in titoli fisici. Il Dow Jones U.S. Select Dividend Index offre esposizione a I titoli delle 100 società a più alto dividendo racchiusi nell'indice Dow Jones U.S. Sono incluse soltanto le società che hanno un tasso di crescita del dividendo storico non negativo negli ultimi cinque anni e un rapporto medio tra dividendo e utile netto per azione inferiore o uguale al 60%, che hanno versato i dividendi nel corso di tutti e cinque gli anni precedenti e che soddisfano i criteri in termini di volumi di scambio. L'indice è ponderato in base al rapporto dividendo/prezzo.


General Dynamics (NYSE: GD) ha una capitalizzazione di 23 miliardi dollari nel settore aerospaziale e della difesa. E' il quinto contractor militare del mondo. Il suo dividend yield è del 3,1% con un payout molto basso intorno al 21%. I suoi competiro Lockheed Martin Corp. (LMT) e Raytheon Co. (RTN) pagano rendimenti del 4,6% e del 3,6%, rispettivamente.

General Dynamics ha aumentato i dividendi per 21 anni consecutivi. Il dividendo e l'EPS sono cresciuti ad un tasso medio del 13,5% e 10,6% per anno, rispettivamente, negli ultimi cinque anni. Gli analisti prevedono che l'EPS della società si espanderà ad un tasso medio del 9,1% all'anno per i prossimi cinque anni.

Il leggendario investitore Warren Buffett è uno dei maggiori investitori nella società.

General Dynamics (NYSE: GD) paga dividendi da 25 anni e negli ultimi 17 ha sempre presentato un incremento su base annua. E' anche nel paniere dell'ETF iShares Dow Jones U.S. Select Dividend (DE) (EXX5) in valuta USD.
Nota dal sito dell'ETF:iShares Dow Jones U.S. Select Dividend (DE) è un exchange traded fund (ETF) che mira a replicare la performance del Dow Jones U.S. Select Dividend Index il più fedelmente possibile. L'ETF investe in titoli fisici. Il Dow Jones U.S. Select Dividend Index offre esposizione a I titoli delle 100 società a più alto dividendo racchiusi nell'indice Dow Jones U.S. Sono incluse soltanto le società che hanno un tasso di crescita del dividendo storico non negativo negli ultimi cinque anni e un rapporto medio tra dividendo e utile netto per azione inferiore o uguale al 60%, che hanno versato i dividendi nel corso di tutti e cinque gli anni precedenti e che soddisfano i criteri in termini di volumi di scambio. L'indice è ponderato in base al rapporto dividendo/prezzo.


SEI Investments Corp. (SEIC) ha una capitalizzazione di 3.5 miliardi dollari nel settore della gestione degli investimenti. Il suo dividend yield è del 1.5% con un payout molto basso intorno al 28%. Le banche concorrenti della società sono New York Mellon Corporation (BK) e State Street Corporation (STT) le quali pagano rendimenti del 2,4% e del 2,2%, rispettivamente

La società paga dividendi da 12 anni. L'EPS è previsto increscita ad un robusto tasso medio annuo del 15% per i prossimi cinque anni. SEI Investments Corp. è nei fondi di Chuck Royce e Ken Griffin.

General Dynamics (NYSE: GD) paga dividendi da 12 anni. E' presente nel paniere dell'ETF iShares MSCI North America (INAA) in valuta USD.
Nota dal sito dell'ETF:iShares MSCI North America è un exchange traded fund (ETF) che mira a replicare la performance del MSCI North America Index il più fedelmente possibile. L'ETF investe in titoli fisici. Il MSCI North America Index offre esposizione a Titoli dei paesi sviluppati dell'America del Nord (Canada e Stati Uniti) che rientrano nell'indice MSCI per dimensione, liquidità e flottante. L'indice è ponderato in base alla capitalizzazione del flottante.


UGI Corp. (UGI) ha una capitalizzazione di 3.5 miliardi dollari nel settore della distribuzione e commercializzazione di prodotti energetici. Il suo dividend yield è del 3.6% con un payout ancora accettabile intorno al 64%. I suoi competiro Ferrellgas Partners LP (FGP) e Suburban Propane Partners LP (SPH) pagano rendimenti da dividendi di 10,1% e 7,6%, rispettivamente.

L'azienda ha aumentato i dividendi per gli ultimi 25 anni consecutivi. Negli ultimi cinque anni, il suo dividendo e EPS sono saliti a tassi medi annui dell'8% e del 4,6%, rispettivamente. Gli analisti prevedono la crescita dell'EPS pressoché piatta per i prossimi cinque anni.

I gestori di fondi Clint Carlson e Chuck Royce hanno partecipazioni in questa azienda.



Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

(Glossario) Payout ratio

Il payout-ratio è un termine inglese con cui si identifica per una società il rapporto tra gli utili distribuiti e gli utili conseguiti. Maggiore è il payout-ratio, più elevata sarà la propensione dell'azienda a remunerare il capitale di rischio e quindi i propri azionisti con il dividendo.

Di norma non si potrebbe specificare un valore di payout ratio ottimale perchè dipende dal settore e dal momento in cui viene calcolato. Dli economisti più severi hanno stabilito col tempo che un valore intorno al 65% è un valore significativo, indica una società che non ha difficoltà a pagare i propri dividendi senza dover intaccare troppo la propria liquidità.

E' da sottolineare comunque come un payout ratio elevato solitamente indica società che forniscono dividendi più generosi, c'è da stare attenti quando ci si trova di fronte a queste indicazioni, un payout al di sopra del 100% potrebbe essere rischioso, indica una società che col tempo potrebbe non essere in grado di fornire tali dividendi con una potenziale decrescita del proprio valore azionario.

mercoledì 25 luglio 2012

Il Gas Naturale non ha ancora raggiunto il punto più basso


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +92.52%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +125.04
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +18.17%


Il gas naturale ha fatto parlare di se parecchie volte quest'anno a causa della sua incredibile volatilità. All'inizio di quest'anno sono stati reimpostati tutti i minimi storici (al netto dell'inflazione), in quanto è sceso al di sotto del punto critico di 2,00/MMBtu. Subito dopo c'è stata una cavalcata superiore al 30% in un mese, facendola diventare una delle migliori performance nel settore delle materie prime nel mese di maggio.

Dal momento che il gas naturale ha raggiunto 2.00/MMBtu a metà aprile, è andato oltre il 50% dai suoi minimi. Questo violento recupero può portare molti a pensare che il fondo sia stato effettivamente raggiunto facendolo salire ai livelli precedenti che non si vedevano da diversi anni. Un parere perfettamente comprensibile, dato il recente movimento dei prezzi esaminato sui fondamentali, fa notare che il gas naturale potrebbe ancora sperimentare diversi anni di ribasso.

Il gas naturale è utilizzato in diversi settori e ha registrato un graduale aumento della domanda per diversi anni. I due fattori principali della domanda di consumo di gas naturale sono il settore industriale e il suo uso come combustibile per la produzione di energia. Il grafico seguente mostra il consumo di gas naturale negli ultimi 15 anni.



E' importante notare che la domanda di produzione di energia elettrica è stata in costante aumento, mentre il consumo industriale è diminuito. La ragione dell'aumento della domanda di produzione di energia è che il gas naturale è progressivamente diventato una fonte di combustibile più conveniente sulla base dei milioni di metri cubi (MMBtu).

Ciò ha portato al passaggio dal carbone al gas nelle centrali a carbone scoprendo così che è più conveniente, sempre su base MMBtu, utilizzare il gas naturale anzichè il carbone. Guardando al futuro, l'energia elettrica sarà molto probabilmente fonte principale della domanda di gas naturale e gli operatori di mercato cercando di capire l'equazione economica che bisognerebbere tenere per poter ottenere il meglio dalla valutazione del gas naturale.

Nei ultimi anni il mercato del gas naturale ha avuto un afflusso di fornitura senza precedenti. Questa fornitura è stata in gran parte dovuta al gas scisto. In questo articolo cercheremo di fornire una buona spiegazione di ciò che il gas scisto e perché è importante.
Il gas da argille termine nato come contrazione dell'espressione «gas [ottenuto] da argille», in inglese shale gas, è gas metano prodotto da giacimenti non convenzionali in argille parzialmente diagenizzate, derivate dalla decomposizione anaerobica di materia organica contenuta in argille. Il termine shale gas viene comunemente usato per indicare il particolare tipo di giacimento non convenzionale da cui viene prodotto questo gas. Nella microporosità della roccia è intrappolato il gas, l'argilla è scarsamente permeabile; per cui, questi giacimenti non possono essere messi in produzione spontanea, come avviene nei giacimenti convenzionali, ma necessitano di trattamenti per aumentarne artificialmente la permeabilità in prossimità dei pozzi di produzione.
Il gas da argille ha attirato molto interesse negli ultimi due decenni soprattutto negli Stati Uniti, in quanto si ritiene che questa risorsa possa soddisfare largamente il fabbisogno energetico mondiale nei prossimi decenni, rimpiazzando le riserve convenzionali di gas in via di esaurimento. Si stima che lo stato con la più grande riserva di shale gas sia la Cina. Negli Stati Uniti sono attive 1000 unità in grado di perforare fino a 10 mila pozzi all'anno. Nello stesso Paese la produzione di gas da scisti è passata, nel decennio 2000-2010 da 10 a 140 miliardi di metri cubi, soddisfacendo circa il 23% del fabbisogno di gas naturale annuale degli Stati Uniti.
Il grafico seguente mostra la quantità di gas naturale, tenuto in deposito negli Stati Uniti. Questi dati mostrano un periodo di cinque anni e ci forniscono un quadro di come lo stoccaggio si modifica stagionalmente. Lo stoccaggio di gas naturale è più alto nei mesi "di spalla", o nei mesi tra inverno ed estate, mentre è in genere più basso alla fine dell'inverno a causa della maggiore domanda di riscaldamento e della produzione di energia associata con il riscaldamento.



Quest'anno il valore più basso in giacenza alla fine dell'inverno non si avvicina nemmeno agli anni precedenti. C'è un forte surplus di gas naturale in magazzino e sta inoltre crescendo a causa del fatto che siamo appena entrati in un'altra stagione di immissione.

Con un tale travolgente cambiamento dal punto di vista dell'offerta, credo che il gas naturale sia pronto per un significativo e continuo ribasso.

lunedì 23 luglio 2012

Opportunità di acquisto azionario in Brasile


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +92.52%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +125.04
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +18.17%


L'economia brasiliana sta mostrando un rallentamento notevole e anche una vera e propria recessione non è fuori discussione per i prossimi mesi. Il Brasile è, tuttavia, un paese molto forte con una invidiabile prospettiva a lungo termine e una delle storie di crescita più interessanti di tutto il mondo. Con le valutazioni che diventano sempre più attraenti, gli investitori potrebbero voler prendere in considerazione la possibilità di capitalizzare la debolezza corrente a lungo termine trasformandole in una opportunità di acquisto.

Le prospettive

Il Brasile è già oggi la sesta economia mondiale (e nel 2015 supererà la Francia). Il Pil 2011 – 2.500 miliardi di dollari – è più del doppio di quello messicano e 5 volte quello argentino. Nell'ultimo anno ha creato 1,4 milioni di posti di lavoro, ridimensionato il debito pubblico al 37% sul Pil (era al 60% nel 2002) e l'inflazione al 5,2% (era al 17% solo 9 anni fa). Un grande cantiere edile e infrastrutturale per due appuntamenti ravvicinati: i Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016. Infine, l' avanzo primario ha spinto il governo a creare un fondo sovrano da 360 miliardi di dollari per lo sfruttamento del petrolio.

Una prospettiva del PIL rilasciata Giovedi da parte della banca centrale brasiliana ha mostrato livelli di crescita poco stimolanti, con contrattazione del PIL dello 0,02%. Rispetto a maggio dello scorso anno la crescita è stata appena dello 0,4%. Ecco perché l'istituzione monetaria ha deciso di ridurre i tassi di interesse dello 0,5% ad un minimo storico dell'8%.

Questo livello dell'8% è ancora molto superiore ai tassi di interesse osservabili in molti altri paesi, il che dimostra che le autorità hanno molto spazio di manovra, tagliando ulteriormente i tassi. Le autorità monetarie stanno anticipando misure di incentivazione di più in futuro, come la dichiarazione della Banca centrale:
In questo momento, Copom (la banca centrale della politica monetaria del comitato) ritiene che i rischi per le prospettive di inflazione restano limitate. La commissione rileva inoltre che, data la fragilità dell'economia globale, il contributo dall'ambiente esterno è stato disinflazionistico fino ad ora. Pertanto, continuando il processo di adeguamento delle condizioni monetarie, Copom ha deciso all'unanimità di ridurre il tasso Selic all'8% annuo.
Il Brasile ha mantenuto i tassi di interesse elevati negli ultimi anni al fine di mantenere l'inflazione sotto controllo, ora che le pressioni inflazionistiche sono in ritirata, il paese ha un sacco di materiale per investire in misure pro-crescita. Le autorità sono state molto conservatrici sul fronte fiscale. Il debito del colosso sudamericano sotto controllo e le riduzioni fiscali sono un altro strumento che il governo prevede di utilizzare nei mesi successivi al fine di rilanciare la crescita, se necessario.

Il futuro è nel petrolio

La scoperta e l’esplorazione di nuovi giacimenti petroliferi a trecento chilometri dalla costa di Rio de Janeiro proiettano il Brasile nella top 5 mondiale. Petrobras, la compagnia petrolifera nazionale detenuta per il 54% dal governo, gioca un ruolo principale. Ma il petrolio e i suoi profitti appartengono al popolo brasiliano. Senza questa presa di coscienza, non solo l’azienda, ma l’intero paese, rimarranno ancora lontani dai riflettori mondiali Oggi il Brasile è l’undicesimo produttore di petrolio al mondo. Nel 2020 potrebbe entrare nella top 5, in seguito alla scoperta e all’esplorazione di nuovi giacimenti di prè-sal (formazioni geologiche risalenti al periodo Cretaceo che appaiono sulle piattaforme continentali di Africa e Sud America) distanti trecento chilometri dalla costa di Rio de Janeiro e nascosti a una profondità di settemila metri, cinquemila sotto il fondale oceanico.

Titoli interessanti nell'area sudamericana (BRIC)

AmBev (NYSE: ABV)
AmBev (NYSE: ABV) è il più grande produttore di birra in America Latina. Produce, distribuisce e vende birra e prodotti di PepsiCo in Brasile e altri paesi latinoamericani. AmBev è il leader in sei mercati: Brasile (69% di share), Canada (41%), Argentina (77%), Bolivia (97%), Paraguay (96%) e Uruguay (97%). L'azienda dispone di solidi vantaggi competitivi conferiti dai suoi marchi di pregio e rete distributiva senza eguali. Il consumo pro capite è previsto in crescita fortemente con l'aumento dei livelli di reddito per le classi sociali medie in Brasile e in altri mercati.

Il management dell'azienda è stato molto efficace nel generare redditività alta per gli investitori - ABV ha margini operativi intorno al 40%, che è superiore ai coefficienti di altre società del settore. L'azienda premia anche gli investitori con un dividend yield del 3,9% e ha regolarmente aumentato i pagamenti. I prezzi delle materie prime possono influenzare i margini di profitto, in quanto costituiscono un input per questa società, ma AmBev è abbastanza forte per aumentare i prezzi per i consumatori nel tempo.

Questo titolo fa parte del nostro portafoglio Stock Win Usa che sta performando il 124% in due anni.





Itaú Unibanco (NYSE: ITUB)
Itaú Unibanco (NYSE: ITUB) è il più grande istituto finanziario del paese, non di proprietà del governo e ha un solido storico record di redditività. La banca è tra i leader di società di mercato in quasi tutte le sue offerte di prodotti. In particolare, in Brasile è la società dominante in carte di credito, veicoli finanziari e altri prodotti di credito al consumo e di investment banking.

Anche se il rallentamento economico può produrre effetti negativi quali un aumento dei prestiti inesigibili, l'azienda ha una solida posizione finanziaria e le sue opportunità di crescita sono attraenti grazie alla sua esposizione in settori come l'immobiliare e credito al consumo, che dovrebbero rimanere forti dato che il Brasile continua ad offrire tassi di crescita medi nel lungo periodo.





Petroleo Brasileiro (NYSE: PBR)
Petroleo Brasileiro (NYSE: PBR), o Petrobras, è la compagnia petrolifera principale in Brasile e la più grande società quotata in America Latina. Il governo brasiliano è un importante partner in Petrobras e guida anche le politiche di regolamentazione che possono influenzare la redditività della società e le decisioni strategiche. Investire in Petrobras significa anche essere esposti ad un forte intervento del governo. Gli investitori sono stati molto preoccupati per questi tipi di rischi ultimamente, ed è certamente un fattore da guardare per quanto riguarda questa società.

L'aspetto più interessante di Petrobras è che l'azienda ha scoperto molti giacimenti con un potenziale enorme sulle coste del Brasile dal 2007. Petrobras prevede di investire più di 200 miliardi di dollari in progetti offshore che potrebbero facilmente triplicare la produzione attuale dell'azienda negli anni successivi, se non di più.





iShares MSCI Brazil Index ETF
Il rischio specifico può essere ridotto tramite veicoli più efficai e diversificati come gli ETF. Lo strumento più tradizionale per investire in Brasile è l'iShares MSCI Brazil Index ETF (NYSEMKT: EWZ), che detiene più di 70 grandi aziende con una forte attenzione sulle materie prime, energetici e servizi finanziari. L'ETF ottiene un 2,85% in termini di dividendi e prevede un pagamento notevole mentre gli investitori attendono plusvalenze a lungo termine.

Una alternativa più attraente, tuttavia, potrebbe essere un ETF sulle Small-Cap delle aziende brasiliane, Market Vectors Brazil Small-Cap (NYSEMKT: BRF), che si concentra in aziende brasiliane a bassa capitalizzazione. Questo ETF è molto più piccolo rispetto all'EWZ con un patrimonio gestito di quasi 467 milioni dollari, ma fornisce una maggiore esposizione ai settori consumer e industriali, che potrebbero beneficiare enormemente dello sviluppo economico del Brasile nel lungo termine. Questo ETF fornisce un dividend yield del 2,76% e fornisce l'accesso alle imprese con più esposizione alla crescita dei consumi interni e meno esposizione governativi.

Se volete saperne di più su questi ETF vi invito a leggere l'articolo I cinque migliori ETF di sempre

Fondamentali economici solidi e interessanti prospettive di crescita fanno del Brasile uno dei paesi più interessanti per aggiungere diversificazione internazionale ed esposizione ai mercati emergenti a lungo termine del portafoglio. L'attuale rallentamento economico può essere considerato un'opportunità di acquisto nelle aziende forti con un potenziale di crescita.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

lunedì 16 luglio 2012

Deficit commerciale degli Stati Uniti ridotto, analizziamo alcuni aspetti positivi

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato Mercoledì che il deficit commerciale si è ridotto del 3,8% a 48,7 miliardi in maggio, alla pari con le aspettative del mercato. Il prezzo del petrolio in calo e la domanda, allentata negli Stati Uniti probabilmente a causa della mancanza di crescita occupazionale, ha contribuito efficacemente nel ridurre i costi delle importazioni.

Secondo il rapporto il deficit commerciale degli Stati Uniti è leggermente diminuito in maggio, grazie ad un lieve aumento delle esportazioni - abbastanza sorprendentemente legate alle esportazioni in Europa e Cina.

Quali sono i lati positivi e negativi?

Fatta eccezione per i dati più recenti degli ordini di fabbrica, la maggior parte degli indicatori economici, tra cui l'indice ISM Manufacturing, che sono venuti fuori nelle ultime due settimane sono stati molto tristi. Il rapporto di mercoledì ha però alcuni aspetti positivi:

Le esportazioni nominali hanno registrato un lieve aumento - le esportazioni di beni e servizi hanno registrato un aumento dello 0,2%.
Le esportazioni verso l'Europa migliorano leggermente e sono da considerare sicuramente una ripresa visto il terribile declino a doppia cifra del mese precedente.
A maggio le importazioni dei beni nel settore investimento e automobilistico (veicoli e componenti) sono aumentate.
Le esportazioni verso la Cina sono aumentate del 5,2% a maggio, tuttavia questo è inferiore rispetto ai guadagni del 6% nel periodo gennaio-maggio 2012.
Tuttavia, queste cifre non indicano un quadro del tutto roseo. Le implicazioni negative sono discusse qui di seguito:
C'è stato un calo delle importazioni di beni di consumo. Questo dimostra che la fiducia dei consumatori continua ad essere sotto pressione e il consumo potrebbe rimanere vincolato per Q3.
A dispetto di un guadagno nominale molto leggero, le esportazioni verso l'Europa continueranno ad avere problemi con un dollaro USA in aumento e con la recessione in corso nell'ambito dell'Eurozona. Ricordate, la volatilità dei cambi e un dollaro in aumento sono già un caro prezzo da pagare, in quanto, insieme con il ristagno della crescita globale, hanno già causato alla Cummins Inc. (CMI) la perdita della crescita dei ricavi dell'intero 2012. Martedì l'azienda è precipitata quasi del 10%.
Secondo il rapporto, se si regolano le variazioni dei prezzi, sia le esportazioni che le importazioni di merci sono crollate.
Conclusione

Il rapporto di Mercoledì, mostra entrambi i lati della medaglia, ma una cosa è chiara - la riduzione del disavanzo tende a facilitare il panico di un massiccio rallentamento.

Il più grande sollievo per ora è che (almeno) a partire da maggio, il pasticcio della zona euro non stà portando ad un collasso commerciale.

La più grande preoccupazione che rimane ancora è se questa attività di esportazione leggermente positiva reggerà per i prossimi tre mesi, in particolare con l'ammorbidimento della domanda in Cina e la confusione ancora irrisolta in Europa.