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mercoledì 17 aprile 2019

La coppia EUR/USD da sei mesi al palo, possibile 1.15 in arrivo

La coppia EUR/USD continua a mostrare segni di ripresa dal recente minimo di 1.1176, e ora sta spingendo forte verso il consolidamento degli 1.13. Penso che il cambio stia cercando una base solida, una certa stabilizzazione, prima di rompere la EMA a 200, posizionata sugli 1.1453, il cross dovrebbe puntare poi al massimo di 1.1570 di gennaio.

In primo luogo è importante notare che l'Euro sta attualmente offrendo un carry negativo; in altre parole, il differenziale del tasso di interesse è negativo se confrontato con le altre principali valute. Acquistare una valuta importante come il dollaro americano per acquistare euro è attualmente una proposta perdente se misurata esclusivamente sul rendimento (non sul prezzo).



Il dollaro USA è sceso la settimana scorsa a fronte di un miglioramento del sentiment del mercato, ma poi ha mutato il trend e ha recuperato terreno dal momento che i prezzi azionari sono passati al ribasso. Un tono cauto sembra dominare mentre continuano i colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti e tra le nuove minacce del presidente degli Stati Uniti Trump di imporre tariffe sui beni europei.

Gli svantaggi di un Euro forte

Export penalizzato
A soffrire più di tutti da un rafforzamento della moneta è sicuramente l'export. Per lo stesso motivo per cui comprare all'estero diventa più conveniente, vendere all'estero è più oneroso, o almeno verso i mercati Usa e chiunque paghi in dollari.

Utili a rischio
Una flessione dell'export, per un Paese esportatore come il nostro rischia di penalizzare la nostra economia. Nell'area euro, secondo un rapporto di Morgan Stanley, una crescita del 10% del valore della moneta comporta una flessione degli utili del 5-8%

L'inflazione non si scongela
Un altro pericolo non indifferente riguarda i prezzi. L'inflazione è ancora lontana dai livelli auspicati dalla Bce, e l'euro forte rischia di non aiutarne la risalita.



I macroeconomici che spingono l'Euro forte

Segnali di stabilizzazione economica in Cina e un buon inizio della stagione degli utili societari negli Stati Uniti hanno spinto la domanda di asset più rischiosi, lasciando il dollaro nella peggiore performance settimanale contro l'euro in quattro settimane.

Le esportazioni cinesi sono rimbalzate a marzo, ma le importazioni si sono ridotte per il quarto mese consecutivo e ad un ritmo più netto, dipingendo un quadro misto dell'economia mentre i colloqui commerciali con gli Stati Uniti hanno raggiunto il loro endgame. Gli investitori sperano in segnali di ripresa economica in Cina per arginare le preoccupazioni sul rallentamento della crescita globale dopo che il Fondo monetario internazionale ha declassato per la terza volta le sue prospettive mondiali del 2019.

I sondaggi effettuati in Cina per marzo avevano fornito alcuni spiragli di speranza sul fatto che la domanda stava migliorando in patria e all'estero, suggerendo che le misure di stimolo del governo stessero iniziando a prendere piede. Tuttavia, un alto funzionario della Casa Bianca ha detto oggi che la parte statunitense non è "ancora soddisfatta" di tutte le questioni che ostacolano la guerra commerciale USA-Cina.

Dove può arrivare lo spot EURUSD e cosa c'entra l'oro

Mentre il differenziale netto di rendimento si è attenuato recentemente, è chiaramente migliorato in modo significativo dal novembre 2018. In particolare, l'euro sembra meglio posizionato al rialzo oggi che a settembre 2018, quando EURUSD flirtava con il livello di 1,18. È mia opinione difficilmente quest'anno il cambio raggiunga di nuovo 1.18.

Sembra probabile un livello di 1.15 nel breve-medio termine; una salita a questo livello creerebbe abbastanza liquidità per l'euro per poi tornare indietro nel lungo termine.

È anche importante notare che l'oro, lentamente, si è spinto verso l'alto recentemente, che è inversamente correlato al dollaro. Dato che l'euro è considerato una delle principali valute "alternative" globali rispetto al dollaro USA, l'euro si muoverà solitamente con una correlazione positiva con il prezzo dell'oro.

Se il dollaro scende, inviando il prezzo dell'oro verso l'alto, questo di solito spingerà l'euro al rialzo parallelo all'oro.

Detto questo, dobbiamo tener conto anche del mercato americano, quasi ai livelli massimi, se a Maggio non si verificherà il "sell in May and go away", allora è probabile un ritracciamento dello spot di nuovo in area 1.13.

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martedì 7 marzo 2017

EURUSD previsioni, il dollaro recupera leggermente ma attende i tassi e vari macro

Nonostante la conferenza stampa di Trump al congresso e il PIL americano sopra le stime, l’EURUSD è cresciuto leggermente questa settimana senza però fornire dati su eventuali rafforzamenti del biglietto verde o un cambio di direzione. Attendiamo i tassi di interesse, storicamente, col rialzo dei tassi il dollaro dovrebbe rafforzarsi ulteriormente portandosi in area 1.04. La coppia ha tentato di crescere all’inizio dell’anno, ma i dati peggiori del previsto sugli ordini di fabbrica tedeschi di gennaio hanno interrotto la ripresa.

Secondo i dati ufficiali, i nuovi ordini nel settore manifatturiero sono scesi del 7,4% nell’ultimo mese, contro una crescita del 5,2% a Dicembre. La lettura annuale diventa così negativa a -0,8%, da un precedente positivo dell’8,0%. L’unione europea ha pubblicato i dati definitivi sul PIL dell’ultimo trimestre rimanendo invariato a 0,4% per il trimestre e all’1,7% su base annua, mentre negli Stati Uniti, c’è poco che può scatenare grandi movimenti, il paese rilascerà la sua bilancia commerciale e il dato sul credito al consumo nel pomeriggio.

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Il rischio delle elezioni europee

Noi siamo convinti che il rischio politico nei prossimi mesi, come anticipato, possa rimanere. Ma per ora con le aspettative dei tassi di interesse europei, l’EURUSD non mostra segnali di una lunga tendenza sul dollaro. C’è però il rovescio della medaglia, è difficile entusiasmarsi per l’euro, nonostante possano migliorare le tendenze macro e inflazionistiche, almeno fino a quando la BCE dichiari chiaramente un cambiamento nella sua politica. Ma dato l’equilibrio generale del rischio per l’Europa, non dovremmo aspettarci che il cambiamento avvenga in occasione della riunione della BCE di Giovedì.

Prima di tutto dobbiamo fare comunque una premessa, i partiti anti Euro, è bene precisarlo, non hanno vinto: l’Unione Europea non è guidata da leader contrari all’organizzazione sovranazionale. Semplicemente, il numero di consensi (e quindi di voti) ricevuti dai partiti contrari in primo luogo alla moneta unica è cresciuto esponenzialmente e, per gli europeisti (perciò quelli a favore della moneta unica), in maniera preoccupante. Ma a tutto questo potrebbe reagire il cambio?

Il cambio EURUSD ha raggiunto un massimo di 1,0640 negli ultimi giorni, testando i massimi stabiliti nelle scorse settimane, ma da allora è sceso fino a quota 1,0570 (oggi), in calo dello 0,37%. Il test fallito della resistenza ha avuto luogo prima di raggiungere un livello di ipercomprato, segno di debolezza interna che suggerisce inoltre una probabile vendita nel breve termine. Il primo supporto si trova a circa 1.0560. Su un calo al di sotto di questo livello, il prossimo supporto è a 1,0495, test stabilito il 22 febbraio a 1,0494.

Un calo al di sotto di questo supporto avrebbe darebbe il via ad una tendenza al ribasso toccando il livello dell’11 gennaio a 1,0454. Tale mossa potrebbe anche confermare la rottura del ritracciamento 61,8% all’inizio di gennaio dando il via ad ritracciamento verso i 1,0340. Al contrario invece potrebbe salire fino a 1.820.

Le previsioni rimangono ribassiste

Il dollaro è tornato di moda, in rally contro tutti i suoi principali rivali dato che l’incertezza politica pesa sulle valute europee. Le parole di Marine Le Pen, leader dei francesi di estrema destra del partito Front National, che ha promesso che se eletta, il suo partito avrebbe fatto uscire la Francia fuori dell’Unione europea, e avrebbe combattuto l’Islam radicale.

La notizia è arrivata dopo che il Presidente della BCE Draghi ha respinto le accuse degli Stati Uniti su una manipolazione della valuta, e ha aggiunto che la Banca centrale è pronta ad aumentare sia la dimensione sia la durata del suo programma di acquisto di obbligazioni se le prospettive di inflazione dovessero rimanere basse. Lunedì, la Merkel ha perso il primo posto nei sondaggi per la poltrona dei centro-sinistra socialdemocratici.

Tutte queste notizie, sommate ai macro segnalati in precedenza indicano previsioni ribassiste per il cambio nelle prossime settimane, ricordiamo che l’Olanda è alle urne il prossimo 15 marzo, mentre le presidenziali francesi ci sono in Aprile.

martedì 23 agosto 2016

EURUSD, il dollaro continua ad indebolirsi in attesa della Fed

Sono giorni ormai che il dollaro americano acquista debolezza nei confronti delle altre valute. Persino la sterlina è riuscita a guardare un +0.3%. Questo è dovuto al fatto che il mercato torna a concentrarsi sulla Federal Reserve e la lenta prospettiva per il rialzo dei tassi di interesse in un contesto di incertezza per la crescita economica mondiale, spingendo il rialzo dell’oro e dei titoli di stato. Intanto l’azionario dei mercati emergenti e le loro valute toccano i massimi di luglio 2015.

Le incertezze sulla decisione della Fed sono aumentate dopo il minute sul rapporto di lavoro migliore di quanto previsto all’inizio del mese, per poi subire un contraccolpo sul rapporto di vendite al dettaglio deludenti e alcuni commenti di alcuni presidenti regionali della Fed che richiedono a gran voce un’innalzamento dei tassi in tempi brevi.

Il mercato azionario mondiale è in salita negli ultimi quattro giorni sull’ottimismo che le banche centrali di Londra e Tokyo manterranno altro lo stimolo di politica monetaria.

Tuttavia è lecito dare un occhio a cosa è avvenuto negli ultimi giorni, il 12 agosto le probabilità la Fed alzasse i tassi di 50-75 punti base erano rispettivamente nel mese di settembre, novembre e dicembre, del ​​16%, 17,5% e 36,8%, secondo un sondaggio di Bloomberg. Ora, dopo alcuni dati robusti e commenti che sostengono la linea dura, come quelli di Fischer e Dudley, due terzi della troika della Fed (ricordiamo che la Yellen parlerà alla fine della settimana al Confab Jackson Hole) hanno spinto le percentuali verso l’alto con probabilità aumentate al 26%, 30,1%, e 41,9%.

I commenti di Dudley potrebbero essere in realtà più vicini allo stato d’animo attuale del FOMC rispetto ai verbali che risalgono a circa un mese fa, dato che nel frattempo abbiamo assistito ad un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro. C’è un precedente per la Fed nel mese di settembre durante un anno elettorale, ma non ci sono precedenti per un movimento di novembre. Uno dei pericoli nel permettere alle aspettative di essere eccessivamente dovish è che ogni tentativo di rialzo possa poi innescare un forte aumento dei tassi reali, minando la propensione al rischio. Con molta probabilità la Fed vuole evitare questo scenario, almeno fino a quando avrà intenzione di agire entro la fine dell’anno.

Il tasso di interesse a 2 anni US-Germania si è allargato a 136 bp da un minimo di 125 bp in precedenza nel mese di agosto. Le medie mobili 100 e 200 giorni convergono a 130 bp. Nella nostra esperienza, i differenziali di tasso spesso portano il movimento della valuta. A causa dei differenziali dei tassi di interesse (e tassi swap), diventa costoso coprire gli investimenti denominati in dollari per gli investitori giapponesi e altri. In effetti, il rapporto TIC (Treasury International Capital) ha mostrato che la Cina e Hong Kong hanno venduto 28 miliardi e 11 miliardi di titoli del Tesoro USA, rispettivamente, nel mese di giugno. Gli investitori giapponesi hanno venduto 13 miliardi.

La discesa del dollaro si è fatta sentire soprattutto a Tokyo dove il Nikkei la scorsa settimana è crollato e il cambio è arrivato a 100 yen per comprare un dollaro, dato assai sgradito alle autorità giapponesi alle prese con il calo dell’export (-14% negli ultimi 12 mesi) e dell’import (-24,7%). Il dollaro debole spinge invece al rialzo Hong Kong +1,6%, ai nuovi massimi dell’anno sotto la spinta degli ottimi profitti del colosso tech Tencent, e i listini cinesi.

mercoledì 11 settembre 2013

Forex: come si muoveranno le valute prossimamente

EURUSD: L'Euro si indebolisce anche sulla migliorata propensione al rischio dopo che la Siria ha accettato di consegnare il suo arsenale chimico.

Nelle ultime ore l'euro è salito leggermente contro il dollaro ed ha chiuso a 1,3267. Il biglietto verde ha recuperato terreno nei confronti dell'euro dopo che il segretario di Stato,John Kerry,ha confermato che gli Stati Uniti esamineranno la proposta della Russia che impone alla Siria di consegnare le sue armi chimiche per il controllo internazionale. La domanda di valuta di rifugio è stata sotto pressione a seguito di notizie che hanno evidenziato l'accettazione della Siria di abbandonare le armi chimiche.

Nel frattempo nella zona euro un rapporto ha indicato che il PIL in Italia è diminuito del 2,1% (base annua) nel corso del secondo trimestre, oltre le aspettative degli analisti che ipotizzavano un calo del 2,0% e rispetto a un calo simile registrato nel trimestre precedente. Un altro rapporto sulla produzione industriale in Francia mostra una discesa dello 0,6% nel mese di luglio, al di sotto delle stime di mercato che vedevano un aumento dello 0,6% e dopo un calo dell'1,4% registrato nel mese precedente.

Nella sessione asiatica la coppia viene scambiato a 1,3262 con l'euro leggermente più basso rispetto la chiusura di ieri. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo discorso dalla Casa Bianca, ha chiesto al Congresso di ritardare il voto che autorizza l'uso della forza militare contro la Siria per un presunto uso di armi chimiche contro i suoi cittadini.

La coppia dovrebbe trovare supporto a 1.3234 e una caduta oltre questo cambio potrebbe portarla al prossimo livello di supporto di 1.3205. La coppia si aspettava di trovare la prima resistenza a 1,3287 e un aumento potrebbe portarla al prossimo livello di resistenza a 1.3311.

Gli investitori dovrebbero seguire i dati tedeschi sull'inflazione e i dati dei libri paga francesi non agricoli, in programma nel corso della giornata.



USDJPY: Yen basso nella sessione asiatica

Il dollaro nelle ultime ore si è rafforzato dello 0,58% contro lo Yen chiudendo a 100.30. In Giappone, secondo un rapporto ufficiale, ha mostrato che gli ordini di macchine utensili nel paese sono diminuiti dell'1,8% nel mese di agosto, a fronte di un aumento del 25,9% registrato nel mese precedente. Nella sessione asiatica la coppia è stata scambiata a 100.56, col dollaro su dello 0,26% in più di chiusura di ieri.

Prima di oggi, su base trimestrale, la grande produzione di BSI in Giappone ha sempre superato le aspettative del mercato con un aumento di 7,2 punti seguendo un livello di 5,0 registrato nel trimestre precedente. Nel frattempo, l'indice dei prezzi di merci domestiche è aumentato del 2,4% nel mese di agosto, alla pari con le aspettative degli analisti e rispetto ad un aumento del 2,3% registrato nel mese precedente.

La coppia dovrebbe trovare supporto a 99.82, e una caduta oltre potrebbe portarla al prossimo livello di supporto di 99.07. La coppia si aspettava di trovare la prima resistenza a 100.95 e un aumento attraverso potrebbe portarla al prossimo livello di resistenza di 101.34.

Gli investitori attendono il rilascio di un rapporto ufficiale sugli ordini di macchinari in Giappone, il mercato si aspetta che mostri un miglioramento nel mese di luglio.



GBPUSD: Mercato del Lavoro UK sotto i riflettori

Nelle ultime ore la sterlina è salita dello 0,21% nei confronti del dollaro ed ha chiuso a 1,5731, la propensione al rischio tra gli investitori è aumentato dopo le notizie che hanno evidenziato la decisione del ministro degli esteri siriano di accettare la proposta della Russia. Nella sessione asiatica la coppia è scambiata a 1,5724, con la sterlina leggermente inferiore alla chiusura di ieri.

La coppia dovrebbe trovare supporto a 1.5691, e una caduta potrebbe portarla al prossimo livello di supporto di 1.5658. La coppia si aspettava di trovare la prima resistenza a 1,5751, e un aumento potrebbe portarla al prossimo livello di resistenza di 1,5778.

La tendenza della Sterlina dovrebbe essere determinata da una relazione sul cambiamento del tasso di disoccupazione nel Regno Unito, che dovrebbe essere rilasciato entro oggi. Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito dovrebbe rimanere al 7,8%, mentre il numero di richiedenti del sussidio di disoccupazione è destinato a scendere di 22.000 richieste nel mese di agosto.

lunedì 24 giugno 2013

EURUSD e futuro Europa, cosa dicono gli economisti



La coppia EURUSD ha subito ulteriori perdite venerdì, in declino di altri 75 pips e chiudendo a 1,3218. Tuttavia, va notato che la coppia ad un certo punto si trovata a 1,3160, ma è stata in grado di recuperare una porzione discreta delle sue perdite prima della fine della giornata. Gli analisti stavano discutendo il rilascio degli ultimi dati PMI europei, usciti durante la precedente sessione di borsa europea.

Christian Magio, Terza Emerging Markets Strategist presso TD Securities ha fornito alcuni dettagli sul rilascio dei dati PMI dell'UE.
Abbiamo visto sorprese positive bei dati dell'Eurozona di Giugno, anche se questo non è riuscito ad arginare la vendita di euro o il ritracciamento del rally dei bund. La Francia è stata la sorpresa maggiore con l'indice manufatturiero da 46,4 a 48,3 e i servizi su da 44,3 a 46,5, entrambe migliori di 1-2 punti migliori del previsto, mentre il PMI composito tedesco è migliorato di un punto a 50,9
Inoltre, Magio ha discusso gli ulteriori numeri dei macro tedeschi:
Il più importante PMI manifatturiero tedesco è sceso. I nuovi ordini sono scesi di nuovo nel mese di giugno, con un ancor più grande riduzione dei servizi, mentre gli ordini per l'esportazione hanno raggiunto il loro livello più debole dell'anno e tagli all'occupazione sono stati segnalati per il secondo mese.
In conclusione, Magio ha osservato che, sebbene i dati della Francia siano stati impressionanti, gli investitori non dovrebbero trascurare i dati non stellari della Germania.

Kathy Lien di BK Asset Management ha anche discusso alcuni dettagli riguardanti i più recenti dati di PMI dell'UE
I più forti numeri dell'eurozona non sono riusciti a risparmiare all'euro dalle perdite contro il dollaro USA. Tuttavia rispetto ad altre valute, l'euro ha sorprendentemente resistito. I miglioramenti nei settori manifatturiero della zona euro ha spinto l'indice PMI composito a 48,9 da 47,7. Mentre l'indice rimane in territorio di contrazione, questo è stato il terzo mese consecutivo di miglioramento per la zona euro, segno che la ripresa sta guadagnando slancio. L'unico neo è stato il calo dell'attività manifatturiera in Germania. Questo è preoccupante perché il settore manifatturiero è il fondamento della più grande economia della zona euro e se l'attività manifatturiera ha rallentato questo suggerisce che le esportazioni possano aver subito un colpo, ma alcuni economisti stanno attribuendo il calo all'impatto temporaneo delle recenti alluvioni. I prezzi alla produzione tedeschi sono scesi del 0.3% a maggio e le minori tensioni dovrebbero mantenere la politica monetaria tranquilla.
Lee Hardman, analista forex presso Bank of Tokyo Mitsubishi UFJ ritiene che l'aumento dei rendimenti del Tesoro è una delle ragioni principali per il recente apprezzamento del biglietto verde negli ultimi giorni.
Il dollaro si è rafforzato in maniera significativa a seguito della riunione del FOMC. Sta beneficiando di un ulteriore aumento dei tassi USA a nuovi massimi nel 2013, con il rendimento dei titoli degli Stati Uniti a 10 anni salito al suo livello più alto da metà marzo dello scorso anno. In meno di due mesi il rendimento dei titoli a 10 anni del Tesoro USA è nettamente aumentato di circa 76 punti base.
In conclusione, Hardman ha aggiunto che il forte aumento dei tassi USA sta mettendo più pressione sulle valute.

EURUSD tecnicamente questa settimana

Tecnicamente la coppia EURUSD sta continuando a deteriorarsi oggi, anche se rispetto alle valute delle materie prime, come l'AUD, CAD e NZD, la prestazione è stata un più marcata. Anche se il prezzo dovesse rimanere al di sotto della media mobile giornaliera a 9, il prezzo è ancora superiore alla media mobile giornaliera a 20 (1,3180), che fungerà da supporto chiave.



Il forte calo per l'euro/dollaro nelle ultime tre sedute della scorsa settimana sulla scia dei timori lanciati dalla Fed e da un possibile rallentamento della Cina. Il movimento è stato talmente rapido che potrebbe mettere a rischio l'intero rimbalzo in atto da inizio aprile. Dal punto di vista tecnico, il cambio oscilla ora intorno alla soglia dell'1,31 dopo il mancato sfondamento di 1,3417 lo scorso mercoledì.

Un supporto odierno si colloca a 1,3050, dove gli operatori potrebbero tentare un recupero dall'ipervenduto delle ultime sedute. In ottica settimanale un buon supporto rimane a 1,30, l'ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dall'ascesa dai bottom di aprile, la cui violazione sarebbe preludio per un ritorno immediato a 1,2950. Possibili aree di pull back prima della ripresa della discesa vedrebbero target a 1,3160. Oltre tale riferimento si avrebbero i presupposti per un ritorno a 1,3260. Cosa aspettarci dai mercati

Sembra non essere iniziata nel migliore dei modi la settimana dopo il forte calo che ha caratterizzato quella precedente. Qualche timore sembra arrivare dalla Cina dove gli operatori temono che il congelamento del mercato monetario possa rallentare la crescita. Questa settimana ci saranno una serie di dati che potrebbero però fornire occasione di rimbalzo sul mercato azionario dopo i cali accentuati dell'ottava precedente.

Dagli Usa sono attesi alcuni indicatori manifatturieri, oltre che agli ordini di beni durevoli, alla fiducia dei consumatori e alla terza lettura del Pil del 1° trimestre. In Europa il focus principale sembra essere il tasso di disoccupazione tedesco e il tasso di inflazione preliminare di giugno in Germania.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

lunedì 27 maggio 2013

EURUSD - Più volatilità attesa con i dati macro dell'Europa questa settimana



Sono settimane volatili per la coppia EURUSD, il che non sorprende data la quantità di dati economici provenienti dagli Stati Uniti durante le sessioni precedenti. Per cominciare abbiamo avuto la testimonianza del presidente della Fed, Bernanke, davanti al Congresso che ha spedito la coppia EURUSD in giro sulle montagne russe.

Inizialmente scambiato a 1,2998 dollari prima di invertire bruscamente tutti i guadagni e chiudere sotto di 53 pips a 1,2852 dollari. Nel corso della giornata poi c'è stata la riunione del FOMC che ha dato dato lo spunto alla coppia per un piccolo rimbalzo ma non abbastanza per riprendersi dalle perdite precedenti.

Secondo gli analisti di NAB Global Markets
Gli investitori alla ricerca di indizi sulla politica monetaria degli Stati Uniti si aspettavano certamente indicazioni molto diverse dalla testimonianza del presidente della Fed Bernanke su un possibile rallentamento di acquisto dei Bond. La presentazione ufficiale ha avvertito che un inasprimento prematuro della politica monetaria potrebbe portare i tassi di interesse a salire temporaneamente, ma potrebbe anche portare un sostanziale rischio di rallentamento della ripresa economica provocando una ulteriore discesa dell'inflazione. Eppure, in risposta alle domande dei membri del Congresso, si è percepito che la Fed vede un miglioramento e abbiamo fiducia che sta per essere sostenuta
Per dovere di informazione segnaliamo inoltre che non solo la coppia EURUSD ha subito volatilità dopo l'uscita della Fed, quasi tutte le coppie di valute con il dollaro. La volatilità potrebbe trovare nuova linfa durante la prossima sessione europea, in cui avremo un certo numero di importanti dati macro, soprattutto dalla Germania dove vedremo il tasso di disoccupazione che sarà mercoledì mattina e quello generale dell'Europa, ora al 12,2%, Venerdì mattina.

Analisi tecnica della coppia valuta EURUSD dopo i macro della settimana in Europa

Secondo Kathy Lien di BK Asset Management
Gran parte del recente sell-off dell'euro è stata causata da preoccupazioni circa la salute dell'economia della zona euro, dato che la regione è in recessione, la BCE ha sentito il bisogno di allentare la politica monetaria. Se dell'eurozona i macro di questa settimana indicheranno un miglioramento, gli 1,28 dollari potrebbero essere un valore a breve termine.
Dato l'aumento del mercato azionario e l'aumento della produzione industriale, ci aspettiamo di vedere alcuni miglioramenti nell'economia europea. Eppure, i dati potrebbero ancora sorprendere al ribasso, e se accadesse, la coppia EURUSD potrebbe rompere gli 1.28 dollari.

Gi analisti di IG Market
Il cross la scorsa settimana ha trovato resistenza per ben due volte a 1,30 e non è stato in grado di andare oltre quel livello. Se nel medio periodo il trend rimane ribassista, nel breve sembra prevalere l'incertezza. Un riposizionamento sopra 1,30 potrebbe vedere allunghi in direzione degli obiettivi collocati a 1,3030 (area di transito della media mobile a 200 giorni) e poi a 1,3080. Quest'ultimo livello rimane particolarmente importante dato che da qui transita la trend line ribassista che congiunge i massimi di febbraio con quelli di maggio. Difficile aspettarsi uno sfondamento tecnico di tale resistenza. Un ritorno della debolezza vedrebbe invece come prima area di supporto i minimi della scorsa settimana tra 1,2820-1,28. L'eventuale cedimento di tale riferimento grafico vedrebbe il supporto successivo collocato a 1,2750, bottom di aprile. Rimane ancora in essere il testa-spalle che si sta formando sul grafico settimanale, che vede la neck line in transito ora su 1,28. Il completamento di tale figura ribassista proietterebbe il cambio in area 1,20 entro i prossimi tre mesi.
Da una prospettiva più a lungo termine, entrambi gli indicatori di tendenza (medie mobili a breve termine) e l'RSI (14) rimangono posizione ribassista che potrebbe continuare a limitare la coppia per il resto della settimana. Il grafico settimanale è ancora in fase di un enorme modello di testa e spalle, con la nekline che si trova in basso vicino alla zona di 1,2770 dollari.

Considerato il fatto che il modello si sta formando dall'inizio di settembre 2012, gli investitori non dovrebbero trascurare l'influenza ribassista che potrebbe avere.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

mercoledì 1 maggio 2013

EURUSD, le prossime riunioni ci aiuteranno a chiarire meglio il futuro

All'inizio della settimana la coppia EURUSD ha chiuso la giornata a 1.3092. Nei prossimi giorni l'Europa sarà impegnata con dati macroeconomici importanti come le vendite al dettaglio tedesche e il PIL spagnolo. La vera volatilità si potrebbe avere durante la settimana quando sia la BCE che la Fed terranno importanti riunioni di politica monetaria. Infine negli Stati Uniti, Venerdì, forniranno i dati sui libri paga delle aziende agricole.

Analisi tecnica della valuta EURUSD dopo le riunioni della Fed e la BCE sul taglio dei tassi e occupazione

Molti analisti sembrano essere alla ricerca di risposte in merito la recente crescita della coppia anche dopo i dati macroeconomici della zona Euro che continuano a deludere. La settimana scorsa una serie di relazioni hanno attirato l'interesse di molti economisti, soprattutto il PMI e l'IFO della Germania.
L'euro si rifiuta di scendere nonostante la crescente evidenza che l'economia della zona Euro è in difficoltà. Secondi gli ultimi rapporti, i consumi e la fiducia dei consumatori si è indebolita colpendo paesi come la Francia e l'Italia dove hanno continuato a mostrare una crescita lenta anche dopo le politiche di austerità.
Commento di Kathy Lien di BK Asset Management, che continua:
Se la Banca Centrale non agisce ora aiutando le imprese rischia di permettere un ulteriore rallentamento dell'economia europea già ferita gravemente.
Secondo gli analisti di HSBC
La mancanza di futuri movimenti nel Forex, precisamente della coppia EURUSD suggeriscono una tendenza verso una deriva preoccupante. Consideriamo il recente esempio di coloro che hanno venduto l'euro sulla base del fatto che la BCE è apparsa più probabile nel tagliare i tassi di interesse. Sembrava quasi tutto già scritto, vendi euro perchè i tassi stanno andando ancora più giù, siamo tornati ai bei vecchi tempi. Ma l'Euro ha continuato a scendere, recuperando terreno anche se non c'era stata alcuna marcata rivalutazione delle aspettative sul taglio dei tassi da parte della BCE. Questo esemplifica il problema che stiamo affrontando.
Inoltre gli analisti hanno aggiunto:
Previsori, investitori e aziende fanno fatica a trovare una spiegazione chiara sui movimenti della valuta. Come risultato, le valute sono alla deriva. Anche quei cambi che godevano di tendenze forti come USDJPY sono scivolati in schemi tecnici laterali senza dare chiari segnali.
Secondo molti analisti, i dati macroeconomici di questa settimana dovrebbero aiutarci a capire meglio il prossimo futuro della valuta. Secondo Marc Chandler, capo strategies alla BBH :
Gli eventi di rischio di questa settimana, tra cui il PMI della zona euro e l'occupazione negli Stati Uniti, senza escludere le riunioni del FOMC e Fed, contribuiranno a rafforzare e cristallizzare il prezzo dell'EURSD
Ha poi aggiunto
Tecnicamente pensiamo che l'Euro rimanga in stallo almeno fino agli 1.32 dollari, sospettiamo che ci sarà un rialzo che possa estender il recupero verso gli 1.3350 dollari.

lunedì 8 aprile 2013

EURUSD, cosa aspettarsi da questa settimana

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +100.24%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +140.76
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +32.12%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +11.62%
Gemme nascoste nel 2012 +369.68%
Visione del nostro portafoglio One Million Dollar + 100.24%
Alert acquisto/vendita quando viene modificato il portafoglio One Million Dollar
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Ecco un breve riassunto dei driver delle settimane precedenti che hanno guidato il cambio EURUSD e che rischiano di continuare a guidare la coppia anche per questa settimana se non per l'intero Aprile.

Dati sul lavoro deludenti negli Stati Uniti: Rialzista per EURUSD

In marzo il tasso di disoccupazione è sceso al 7,6%, ma i nuovi posti creati sono stati appena 88 mila contro i 200 mila attesi. Wall Street non l'ha presa bene chiudendo la settimana con un -0,6% dell'indice Dow Jones. Il mercato del lavoro si conferma l'anello debole della ripresa a stelle e strisce.

I tassi d'interesse, che nel 2007 erano ancora al 5,25%, già da dicembre 2008 erano stati schiacciati da Ben Bernanke tra lo 0 e lo 0,25%. Il denaro a buon mercato non sembra aver fatto da volano all'economia reale. L'impressione, al contrario, è che tutte le manovre di stimolo varate finora (dai 7.700 miliardi erogati per salvare le banche da fine 2008 a marzo 2009, alle più recenti manovre di quantitative easing) siano solo servite a rimettere in moto la macchina della finanza. E, dunque, abbiano contribuito a generare l'ultima bolla (e l'inflazione).

L'Unione europea metterà tutto a posto: Rialzisti per EURUSD

Non a caso la coppia EURUSD ha avuto il suo più grande rimbalzo da febbraio. Quanto potrà salire ancora ? Molto dipenderà dall'aumento o no del rischio di un nuovo attacco bancario all'Unione europea o da una nuova crisi d'ansia del debito. Gli eventi in Italia, Cipro non hanno spaventato i mercati, né ci sono voci di un piano di salvataggio in arrivo per la Slovenia. I rendimenti dei titoli GIIPS hanno smesso di aumentare e la Slovenia sembra in grado rinviare ulteriormente le vendite dei titoli per ora, nella speranza di momenti più tranquilli.

L'unica altra fonte che potrebbe spaventare i mercati potrebbe venire dal Portogallo, dove un alto tribunale ha annullato parte del piano di austerità nazionale mettendo a repentaglio il suo pacchetto di salvataggio.

L'inattività della BCE, stimolo della Fed: Rialzista per EURUSD

Nonostante il notevole peggioramento nell'Eurozona dopo l'ultima riunione della BCE e le aspettative negative di Draghi sulle prospettive di crescita, la BCE non sta facendo alcuna nuova mossa di allentamento per il momento, anche se la possibilità è stata lasciata aperta in caso di ulteriore deterioramento. Nel frattempo la Fed, e ora il Giappone, sono entrambe impegnate in grandi operazioni di stimolo. Potrebbero aiutare le loro economie, ma saranno suscettibili ad un abbassamento del valore delle rispettive valute, USD e JPY.

Analisi tecnica EURUSD 2013 si base due anni con medie mobili e RSI

Nota di analisi tecnica

La coppia sembra destinata a tentare un passo indietro fino alla prossima resistenza a breve termine a 1,3150 $. Si noti anche che la coppia è in zona neutra (centrale) nelle bande di Bollinger, il che suggerisce un debole slancio.

Il superamento della resistenza in area 1,3050, oltre alla quale si creerebbero i presupposti per una estensione dell'allungo in direzione di 1,3175, dove transita al momento la media mobile a 100 giorni, e 1,3230, 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai top annuali. Segnali negativi giungeranno, invece, con il cedimento dei supporti a 1,29 e 1,2880, preludio per un probabile test a 1,2750, strategico nel medio/breve periodo.

Probabili situazioni della coppia per questa settimana

Il calendario è relativamente tranquillo ma ci sono alcuni incontri e macro interessanti. Dopo i deboli rapporti sul lavoro di venerdì scorso della Fed, non sono previste modifiche alla situazione attuale. Ci saranno le vendite al dettaglio degli Stati Uniti e i dati sull'inflazione che potrebbero essere rialzisti per la coppia.

Se questi dati saranno sorprendentemente positivi (vendite al dettaglio superiore al previsto, inflazione più bassa o fissa) potrebbero compensare almeno in parte il pessimismo generato dal rapporto dei posti di lavoro di venerdì e diminuire la propensione al rischio, che a sua volta sosterrebbe la coppia. Se le vendite al dettaglio dovessero deludere le aspettative, il che confermerebbe un outlook negativa spingerebbe la Fed a nuovi interventi, anche questo sarebbe uno stimolo al rialzo per la coppia.

Ulteriori tensioni coreane

Una ulteriore escalation dalla Corea del Nord potrebbe spaventare i mercati e di conseguenza la pressione della coppia. La faccenda della Corea del Nord è una brutta storia, in linea generale i media non hanno dato molto spazio alla situazione ma rimane comunque in un'area di alta tensione che se esplodesse, potrebbe essere negativa per i mercati globali.

Il futuro degli Stati Uniti

La Fed, se non dovessero esserci macro negativi, rimarrà tranquilla fino al prossimo anno piuttosto che fare nuove e significative misure di allentamento, soprattutto se l'economia americana continuerà la sua crescita lentamente ma ancora positiva. Nel frattempo continuerà il deterioramento dell'Eurozona, e probabilmente avrà bisogno di salvataggi aggiuntivi, facilitando e aumentato la probabilità di nuove immissioni di liquidità, specialmente se le elezioni tedesche di settembre non saranno a favore della stabilità.

Come sempre, ricordiamo ai lettori l'importanza di diversificare le attività e l'esposizione valutaria, proprio come si fa per la diversificazione azionaria nei settori o di attività.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

martedì 29 gennaio 2013

Il cambio EURUSD è pronto per gli 1.40 ?

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +92.60%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +135.36
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +31.56%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +12.12%
Gemme nascoste nel 2012 +331.84%
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L'eurofia è tornata, l'Euro ha rotto gli 1.35 nei confronti del dollaro, in aumento dal massimi degli ultimi 11 mesi quando tocco 1.3480, spinto dalla notizia dell'LTRO* in Europa. E' stata una settimana indimenticabile per la moneta unica, sopra 1.345 si spinge verso gli 1.40.
*Il long term refinancing operation (LTRO) o piano di rifinanziamento a lungo termine consiste in interventi finanziari effettuati dalla BCE guidata da Mario Draghi a seguito dell'inizio della crisi del debito sovrano dei paesi europei. Tale operazione può essere riconducibile alle operazioni di alleggerimento quantitativo effettuate dalla Fed.
LTRO consiste in un'asta di liquidità in cui la BCE concede un prestito alle banche richiedenti, della durata di 3 anni e con un tasso di interesse pari alla media del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale calcolata nel periodo dell'operazione stessa. In cambio la BCE riceve dalle banche una garanzia sul prestito, detta "collaterale. La garanzia è composta solitamente da obbligazioni governative (titoli degli stati membri dell'UE); la BCE accetta come collaterale anche titoli privi di valore (ad esempio quelli emessi dalla Grecia, dichiaratasi insolvente).
L'aumento della coppia è stata alimentata già dalle prime ore del mattino grazie ai risultato IFO superiori alle attese, in seguito poi dalla notizia che 278 banche dell'area euro, la prosssima settimana, cominceranno il rimborso alla banca centrale di 137 miliardi di euro del prestito LTRO per i prossimi 3 anni.

Le azioni corrono in Europa e negli Stati Uniti sulle notizie della BCE forte dei rapporti degli utili e passano in secondo piano le debolezze dei dati immobiliari USA. Il mercato azionario statunitense ha chiuso una settima abbastanza forte grazie ai risultati della stagione degli utili. L'indice S & P 500 ha registrato la più lunga striscia vincente dal 2004. Ma Apple (AAPL) crollata del 12% a causa delle mancate stime. Bene Netflix (NFLX) vertiginosamente su di quasi il 100% grazie ai forti utili.

Torniamo a parlare del cambio EURUSD, la resistenza 1.35 è vicina e sarà provata varie volte, secondo l'analista Lien BK Kathy ci sono tre motivi importanti che potrebbero spingere la coppia ancora più in alto, l'IFO tedesco che ha superato i 104 punti raggiungendo i 104.2, i rimborsi LTRO da parte delle banche europee e i dati immobiliare di case nuove vendute al di sotto delle aspettative negli Stati Uniti.

Dopo aver eliminato la resistenza a 1.34 i prossimi livelli da tenere sotto controllo sono 1.3485 e 1.3525. Livelli molto importanti, sopratutto 1.35, quella cifra tonda che fa tutta la differenza tra alto e basso. Dobbiamo aggiungere per dovere di cronaca che gli analisti di FXstreet.com non sono propriamente d'accordo con noi e smorzano gli entusiasmi. Infatti secondo loro fra tre mesi la coppia sarà intorno a 1.33.



Con la soglia psicologica di 1.34 superata, la coppia EURUSD ora ha spazio per avanzare sulla barriera successiva, 1.3490. Secondo l'analista Richard Lee di FXstreet.com, la figura dovrebbe subiro un ritiro a 1.33 dopo aver toccato 1.3546. Rimarrà in territorio positivo probabilmente fino a quando la coppia rimarrà ancora sopra il livello psicologico di 1,3400, successivamente poi dovrebbe esserci una perdita fino a 1,3360 portando lo scambio in una nuova area di consolidamento.

Secondo invece il team di ricerca Economia e Commercio presso Goldman Sachs le previsioni sono rialziste, 1.4000 nei prossimi 3 e 6 mesi, secondo noi troppo alte come previsioni ma vale sempre la pena mostravi varie analisi. Esercizi di benchmarking diversi suggeriscono una movimento per EURUSD a 1,40, secondo Goldman Sachs.

UBS rimane più contratta e in difesa. La coppia oscillerà tra 1.30 e 1.35:
I mercati sono stati piuttosto soddisfatti dell'indice IFO forte e anche con dei rimborsi annunciati della BCE. 137 EUR miliardi di euro sono stati leggermente sopra le attese del mercato che ha portato ad un rally dei rendimenti dei titoli italiani.
Tuttavia, secondo UBS, la figura non è ancora abbastanza grande per segnalare che la crisi finanziaria sia finita, non credono in un rally sopra 1.35 almeno per i prossimi mesi.

Gli appuntamenti importanti dei prossimi giorni

Già nei prossimi giorni ci saranno delle uscite di dati macroeconomici molto importanti per testare il livello della coppia.

1. Tasso di Interesse della Fed (30 Gennaio 19:15 GMT)
2. Non-Farm Payrolls (1 febbraio 13:30 GMT)
3. Prodotto interno lordo degli Stati Uniti annualizzati (30 Gennaio 13:30 GMT)
4. Fiducia dei consumatori degli Stati Uniti (29 gennaio 15:00 GMT)
5. German Consumer Price Index (31 Gennaio 13:00 GMT)

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

sabato 15 dicembre 2012

EURUSD a 1.31, quale sarà la prossima fermata ? 1.35 o 1.25 ?

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +90.00%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +124.30
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +33%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +9.84%
Gemme nascoste nel 2012 +324.85%
Visione del nostro portafoglio One Million Dollar + 90%
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La coppia EUR/USD ha guadagnato in questi giorni 100 pips da 1.3065 raggiungendo quota 1.3175, livello che non si vedeva da Maggio 2012, di preciso il 4 Maggio, chiudendo poi la sessione settimanale tra 1.3155 e 1.3165. Con questa settimana positiva, l'EUR/USD ha concluso 4 delle ultime settimana in territorio positive con 4 candele verdi su 5.

La coppia è salita nel pomeriggio con la borsa americana che ha faticato parecchio dopo le uscite di bernanke che si vede preoccupato per l'andamento della risoluzione del Fiscal Cliff e dell'econmia in generale nel 2013. Rompendo i livelli di resistenza a toccato il picco di 1.3175, raggiungendo tale livello ben due volte.

Il dollaro rimane sotto pressione in quanto la FED ha introdotto nuove misure di allentamenti Mercoledì:
La Fed manterrà i tassi di interesse vicini allo zero fino a quando il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti non scenderà al di sotto del 6.5%. Inoltre, vista la fine della Operazione Twist, la Fed allarga gli acquisti del QE3, ma c’è anche un’altra questione, ha sottolineato il governatore Bernanke, che minaccia la ripresa economica degli Stati Uniti: è il fiscal cliff. Gli effetti del fiscal cliff sarebbero estremamente dannosi alla ripresa dell’economia americana e la Fed, ha proseguito Bernanke, non ha gli strumenti necessari per arginarne gli effetti - ad esclusione di un "piccolo" potenziamento della misura degli acquisti.
L'analista di FXstreet.com, Richard Lee ha riferito in una conferenza stampa:
In definitva l'impegno della FED manterrà a bada la pressione sul dollaro, a medio termine, con le pressioni inflazionistiche che rimarranno al di sotto dell'obiettivo seguito dalla banca centrale intorno al 2% per almeno i prossimmi due trimestri.
Tuttavia, nonostante l'ulteriore allentamento da parte della FED e di alcuni sviluppi positivi in Europa all'inizio di questa settimana, la coppia EURUSD ha lottato parecchio per raggiungere questo livello in quanto gli investitori rimangono sempre concentrati sui colloqui del bilancio americano seguendo i progressi fatti finora, seppur pochi.

Nick Bennenbroek, responsabile della strategia valutaria alla Wells Fargo Bank (WFC):
Mentre siamo riluttanti ad adottare una visione più forte, in particolare con le condizioni dei sottili scambi che si verificheranno verso fine anno, ci aspettiamo ancora che i colloquio del bilancio americano possa essere catalizzatore della forza o debolezza del dollaro verso l'Euro.
Ma allora la coppia EUR/USD da che parte andrà ?

Senza una chiara condizione del fiscal cliff negli Stati Uniti è difficile fare previsioni, detto questo però non sembrano esserci le condizioni per un rialzo elevato verso 1.40 sul breve termine, anzi si denota una certa debolezza. Indipendentemente dai guadagni recenti, l'Euro potrà al massimo raggiungere quota 1.35 prima di riprendere il ribasso verso 1.20. Questo è quanto sostiene Fxstreet.com.

Dello stesso avviso sono gli analisti valutari di Bank of Tokyo Mitsubishi UFJ i quali vedono la coppia in condizione stabile almeno fino alla fine dell'anno e non ritengono un rialzo al di sopra di 1.35 per la primavera.

L'snalista di City Index, Ashraf Laidi si aspetta l'EUR/USD a 1.32 seguito poi da 1.34 per la fine dell'anno e sempre secondo Laidi, per la fine del primo trimestre del 2013 la coppia sarà intorno 1.40.

D'altro avviso invece il Senior Analyst K. Kirkegaard di Danske Bank. Secondo Kirkegaard il fiscal cliff verrà risolto con un taglio alle spese di circa 1020 miliardi di dollari, ben al di sopra di quanto si possa sperare, questo darà grande forza al dollaro che prenderà pips contro AUD,RUB, NOK e EUR.

La prossima settimana

Con tutta la confusione intorno allo Yen della settimana scorsa, alla fine i giapponesi sono riusciti a raggiungere le elezioni della camera, quindi gli investitori devono prestare molta attenzione alle elezioni di Domenica e in particolare alla coppia USD/JPY.

Kathy Lien di BK sottolinea:
Considerando che la maggior parte degli investitori si aspettano una vittoria di shinzo Abe ci potrebbere essere un forte rischio di una inversione di tendenza. In paratico invece che un abbassamento del valore dello Yen di potrebbe essere un forte rally se dovisse vincere Abe.
Sempre rispetto alla coppia USD/JPY Richard Lee di FXstreet.com dice:
Se Noda venisse rieletto a capo del paese, significherebbe come al solito una calo per la coppia USD/JPY tornando ad un tasso di cambio di 80. Se invece venisse eletto Abe ci aspettiamo un rally a 85 con un ritracciamento 1 83 che diventerebbe il nuovo supporto per il cambio.
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lunedì 26 novembre 2012

L'Euro continua a salire malgrado i fallimenti sugli accordi, lo Yen si consolida

NOVITA' DELLA DOMINO SOLUTIONS
PORTAFOGLIO GEMME NASCOSTE

IL 71% DELLE POSIZIONI
CHIUSE IN GUADAGNO
HANNO SUPERATO IL 50% DI GAIN.

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +89.50%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +123.04
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +28.00%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +7.8%
Visione del nostro portafoglio One Million Dollar + 95% dal 2010 Alert acquisto/vendita quando viene modificato il portafoglio One Million Dollar
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I funzionari europei non sono riusciti a raggiungere nessun accordo, ottenere i finanziamenti per la Grecia e concordare il nuo nuovo bilancio UE. Eppure l'Euro è salito fino al suo massimo di questo mese.
Naturalmente gli investitori non sono stati immobili al dato IFO sulla fiducia tedesca migliore delle attese per non parlare di quella francese, ma non hanno nemmeno chiuso gli occhi di fronte al flash del PMI rimasto sufficientemente debole segnalando una contrazione della locamotiva tedesca che questo trimestre si attesta allo 0,3%, cancellando completamente il guadagno del trimestra precedente dello 0,2, mentre l'economia francese si contrae di un 0,7%.

A dire il vero, sia l'affare greco sia il bilancio UE alla fine saranno risolti, con grandi ferite ma saranno risolti. Si consideri che il discorso di un riacquisto di obbligazioni per ridurre il debito (in mani al settore privato), ha scatenato un rally dei titoli di stato greci ai massimi dopo la ristrutturazione. E anche gli altri elementi, tra cui un trasferimento di utili della BCE sui titoli greci (distribuiti attraverso le banche centrali nazionali), e l'abbassamento dei tassi di interesse sugli attuali prestiti ufficiali non aiutareanno il debito che sarà ancora superiore al 120% nel 2020.

Clicca sull'immagine per ingrandirla


L'FMI ha riferito che un compromesso potrebbe essere un debito intorno al 124% del Pil, questo debito sarebbe sostenibile. Come abbiamo notato in precedenza, la capacità dell'Fmi di prevedere il PIL della Grecia significa che questi numeri sono tutt'altro che precisi; questi numeri sono in gran parte arbitrari. E' una danza macabra che si svolge perchè i funzionari devono farli sembrare credibili. In realtà, questo è il motivo per cui la Germania ha sostenuto che la cancellazione del debito ufficiale dovesse essere esclusa.

Anche se i colloqui continuano, i rapporti suggeriscono che è altamente improbabile che l'Unione europea possa raggiungere un accordo sul bilancio in questi giorni. Un terzo del bilancio dell'UE è destinato per le sovvenzioni agricole i quali destinatari, guidati dalla Francia (9,5 mld di euro nel 2014), sono restii a rinunciare. Circa la metà del bilancio è per la spesa in infrastrutture e anche in questo caso i maggiori beneficiari non sono propensi al "grande taglio". Una posizione negoziale viene dal Regno Unito che sembra sostenere tagli in ogni cosa, ma in cambio vorrebbe un aumento. La Danimarca ama la correzione britannica sostenendone la linea.

Il dollaro ha toccato anche gli 82.85 sullo YEN (JPY) avvicinandosi alla barriera degli 83 JPY. Si è, tuttavia, tenuto sopra gli 82 JPY per la seconda sessione consecutiva. Nei quattro giorni di questa settimana prima di oggi, lo yen ha perso circa l'1,4% nei confronti del dollaro e il 2,5% contro l'euro e quasi il 2% rispetto al dollaro australiano.

Il fattore chiave del declino dello yen è che l'LDP, sotto la guida di Abe, protrebbe dirigere il prossimo governo. Le sue posizioni aggressive in termini di politica monetaria sono di garantire che la BOJ esegua gli ordini del governo. Tuttavia, in una intervista oggi, ha suggerito un programma di 200 miliardi di JPY di lavori pubblici, che possono essere finanziate dal nuovo debito. Egli propone inoltre la rinuncia sull'attuazione della tassa di vendita al dettaglio (2014) per i quali vi è una clausola di opt-out relativa alla forza dell'economia.

D'altra parte, Abe ha indicato che è probabilmente meno interventista che il DPJ. Ricordiamo che il 31 ottobre 2011, il MOF ha autorizzato un massiccio intervento della BOJ, stimato in quasi 100 miliardi. Naturalmente, ci può essere meno necessità di un intervento secondo Abe.

Abe sarebbe disposto ad affrontare l'ira delle agenzie di rating. Detto questo, i rendimenti decennali dei JGB (Bond giapponesi) sono saliti dello 0,73%. Sono tra i migliori titoli di questa settimana, al di fuori di Italia e Spagna. Il Nikkei è salito questa settimana con un guadagno del 6%.

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venerdì 26 ottobre 2012

EURUSD si riposa a 1.30 punti base. Può intensificarsi la pressione ?


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +92.97%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +121.81
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +23.62%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +5.23%
Visione del nostro portafoglio One Million Dollar + 92% dal 2010
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Dopo il danno inflitto nella seconda metà della scorsa settimanala coppia valutaria EURUSD torna a testare le chiave di supporto tecnico a 1,3060. La maggior parte dei guadagni del dollaro sono arrivati in ritardo negli Stati Uniti, come sentimento negativo stabilito in seguito a un crollo importante del 10% di Google dopo le perdite delle trimestrali del colosso motore di ricerca.

Il vertice UE, il fattore di rischio principale che possa destabilizzare l'euro non si è mai materializzato, e nonostante i leader europei abbiano concordato una tabella di marcia per stabilire un supervisore unico bancario, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, dovrebbe in ultima analisi, vedere una iniezione di capitale diretta per far fronte alla difficoltà delle banche europee. L'accordo è stato percepito come una "notizia vecchia", quindi non ha influenzato i prezzi.

Sul piano di salvataggio spagnolo ?
Kathy Lien, co-fondatore di Asset BK osserva:
La Spagna potrebbe essere in fase di riscaldamento su un piano di salvataggio, perché secondo il Wall Street Journal, che ha citato un funzionario spagnolo, la BCE deve stabilire le condizioni di aiuto per la Spagna. Non significa affatto che la Spagna è impegnata in un piano di salvataggio, ma il fatto che il vertice sta dicendo che la BCE sta per mostrare loro ciò che hanno in mente, suggerisce che non sono contrari all'idea.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla coppia EURUSD ?

Dopo il forte rally che ha portato l'EURUSD a superare l'1,3137 il 17 ottobre, la coppia ha visto poco interesse nel tentare il rialzo sbattendo spesso contro l'1,3150. Durante la discesa con i trailing sell-stop attivati sotto 1,3080 si è arrivati alla quota di 1,3060 dove si attendeva il rimbalzo ma siamo invece scesi a 1.2940.



I "tecnici" stanno ancora molto attenti a vendere la coppia vista la diminuzione recente segnata come una semplice correzione dopo la rottura improvvisa di 1,3060. Il grafico sopra mostra come l'euro trova ancora la resistenza dinamica superiore nel triangolo a 1,3100.

Gli analisti di Commerzbank fanno notare
Fino a quando non ci saranno notizie di smorzamento sull'attesa di una richiesta imminente dei fondi per un piano di salvataggio della Spagna o pagamenti di aiuti alla Grecia la situazione della coppia sarà stabile. Il primo supporto di EURUSD si trova a circa 1.3000/1.3025 mentre per nuovi massimi dovrà essere sfondata la resistenza di 1,3140 violata sulla parte superiore
Fan Yang, Esperto tecnico di FXTimes riferisce
Dovremmo trattare la coppia come la scorsa settimana con un'alta resistenza e un eventuale supporto per un ritracciamento a 1,2990. Una rottura sotto 1,2985 avverrebbe sotto la 61,8% di ritracciamento del rally della settimana scorsa proponendo una prospettiva di continuazione rialzista. Non ci aspettiamo un grafico ribassista per il prossimo futuro ma piuttosto un mantenimento sull'incrocio tra le linee di tendenza chiave

Il capo analista di In-House Valeria Bednarik aggiunge un po di pessimismo sulla coppia EURUSD suggerendo che
il potenziale ribassista è in crescita sia nel grafico orario che in quello a 4 ore con gli indicatori che si avvicinano alle loro linee mediane pronti a girare verso il basso, mentre il prezzo sta trovando sostegno in sulla SMA a 20.
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giovedì 30 agosto 2012

La coppia EUR/USD si prepara per un brusco cambio di movimento.


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +91.61%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +125.77
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +23.11%


Ormai la tregua offerta dai giochi olimpici, che hanno offuscato gli incontri dei governi e l’andamento del mercato, è finita. Si torna alla realtà, si torna alla BCE di Draghi che lotta con la Germania e la Fed che domani potrebbe influire in due sensi sui mercati mondiali, Bernanke farà ciò che non si dovrebbe fare o immetterà la tanto amara liquidità nel mercato americano ? In tutto questo c’è di mezzo il cambio EUR/USD che per gli investitori in titoli americani sta diventando sempre più importante.

La Fed vorrebbe un cambio più debole (quindi più alto) favorendo così l’industria ma danneggiando la PMI, tuttavia la correlazione della coppia con le altre attività rimane tuttora incerta. Come potete visionare dal grafico qui sotto la correlazione tra la coppia EUR/USD, S&P 500 (VIX), Petrolio e Oro. Come potete vedere il VIX ha invertito bruscamente, è la quarta volta quest'anno. Tuttavia, tali cambiamenti di segno correlazione sono in genere molto brevi. Essi rivelano i rischi idiosincratici che interessano l'unità europea. Forniscono inoltre interessanti segnali di market timing, dato che generalmente la correlazione torna normale in breve tempo.



Solitamente per gli investitori significa due cose: o rompere l’attuale resistenza a 1.2590 con il rialzo degli indici azionari, o chiamarsi fuori verso il basso, una mossa che rinnova il rischio dovuto alla violenta correzione del VIX che in passato ha mostrato una caduta del cambio in questa situazione.

Qui ci sono due scenari probabili per il breve periodo:

La coppia EUR / USD spinge verso la resistenza 1.2582/94, potrebbe essere il momento di riconsiderare una strategia al "ritorno alla normalità. In altre parole, facendo in modo che l’attività della correlazione incrociata torni alla situazione di normalità senza altre correzioni.

Scenario 1: Un aumento dell'avversione al rischio potrebbe spingere ulteriormente verso il basso le azioni, il rallentamento dell'economia mondiale è confermato dall’Europa e Cina, con letture molto negative per le esportazioni e gli ordini. Di conseguenza, le prospettive degli EPS potrebbero essere riviste al ribasso Questo è un male per il mercato azionario che guiderebbe la coppia EUR / USD giù dato che il dollaro è ancora visto come una moneta di rifugio.

Scenario 2: I prezzi del petrolio dovrebbero fare altrettanto. La domanda globale di petrolio, secondo il rapporti di Agosto dell’OPEC, è rimasta pressoché invariata. Anche se l'OPEC ha ridotto la sua produzione giornaliera, secondo l'ultimo rapporto sta ancora fornendo più petrolio di quanto richiesto. Sempre il rapporto suggerisce che vi sia un reale potenziale che il Brent torni a 107 dollari in breve.

Le probabilità che il cambio EUR/USD torni a 1.27 nel breve periodo esistono. Sarebbero confermate dall’audace piano QE3 previsto dalla Fed, che avrebbe un impatto negativo sul dollaro.

Conclusione: Siamo favorevoli a credere che lo scenario 1 sia il più ipotizzabile, un rallentamento globale sembra ormai alle porte se non già in atto, i vari tentativi della BCE e della FED potranno dare ossigeno ma i deficit dei paesi sono troppo elevati, prima bisogna risolvere il problema della spesa pubblica e aiutare la crescita, in questo scenario vediamo una coppia EUR/USD in ripresa per poi cedere il passo al dollaro in quanto moneta difensiva.

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venerdì 27 aprile 2012

Valute: La pressione sull'Euro sta crescendo


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +79.11%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +128.20
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +15.50%


Aprile sta per finire e l'Euro di trova sotto pressione a causa di nuovi fattori fondamentali che spingono al ribasso la valuta in maniera sempre più pronunciata. I fattori combinati sono abbastanza forti da spinger la moneta unica nella fascia inferiore del suo rating a 3 mesi, 1.30-1.34 (EUR/USD) verso il dollaro americano, dirigendola verso un obiettivo sul lungo termine ancora più basso, 1.20.

Non sarà facile per la moneta superare, nel corso delle prossime settimane e mesi avvenire, l'ostacolo del ribasso. A partire dai primi dati macroeconomici di lunedì dove il PMI (l'indici manifatturiero) si è presentato molto debole, più del previsto, a 46 punti al di sotto del consenso di 48.1. Si tratta di una insolita ma grave sconfitta perché il PMI è spinto sotto l'indice di sicurezza posto a 50 punti.



Questa debolezza inaspettata mostra un significativo indebolimento della lettura manifatturiera europea rispetto a quella degli Stati Uniti che invece tentenna ma continua a crescere. Come il grafico ci mostra la relativa debolezza europea si sta ora avvicinando ad un passo dai minimi di un anno fa.

Il secondo fattore è la lenta dissipazione dei fondi LTRO (Long Term Refinancing Operation) dalla BCE verso le banche e le loro controparti. LTRO è l'acronimo dell'ambizioso piano della BCE di erogare fondi ad almeno 800 banche dell'area Euro per migliorarne la liquidità.
Come funziona ? Ogni singolo giorno le banche europee fanno l’inventario della propria necessità o disponibilità si denaro su tutti i segmenti temporali. Ogni banca, ogni giorno, si chiede: di quanta liquidità dispongo/necessito a 1 giorno, 1 settimana, 1 mese, 3 mesi…20 anni ?
La risposta varia di giorno in giorno a seconda delle operazioni fatte dalla banca il giorno prima. Se la banca si accorge di avere necessità di denaro a 3 mesi (magari per averlo prestato ad un suo cliente) può andare a chiederlo sul mercato interbancario (cioè ad un altra banca) e lo pagherà un certo prezzo, ovvero un certo tasso di interesse.(applicherà al cliente quel tasso + uno spread, vi ricorda qualcosa?)
Viceversa se la stessa banca si accorge di avere disponibilità di denaro a un mese (ad esempio), andrà sul mercato ad offrirlo ad un certo tasso e ATTENZIONE quel tasso potrà essere più o meno alto a seconda della banca controparte, alle banche più “sicure” il denaro verrà offerto a un tasso basso, a quelle meno “sicure” ad un tasso più alto e…. a certe banche il denaro non verrà MAI prestato perché ritenute con un profilo di rischio superiore ai parametri massimi accettabili, in ogni caso sarà richiesta una garanzia per il prestito, il termine tecnico è COLLATERALE.
LTRO è simile a vari programmi della Fed come per esempio il QE. QE ha avuto un effetto significativo sull'indebolimento del dollaro, ma finora non c'è stato alcun impatto evidente sull'euro. In realtà, l'euro ha registrato un aumento dell'1% rispetto al dollaro sin dall'inizio del LTRO il 21 dicembre dello scorso anno.

Tuttavia LTRO non funziona esattamente nello stesso modo dei programmi della Fed QE. Nel caso di LTRO, le banche hanno prestato circa 500 miliardi di euro in nuovi prestiti netti in due tranches. Finora la maggior parte dei proventi dei prestiti sono effettivamente rimasti presso la BCE. Il grafico qui sotto mostra il saldo dei prestiti bancari overnight presso la banca centrale, e possiamo vedere due rapidi aumenti, uno subito dopo la prima tranche LTRO il 21 dicembre e la seconda subito dopo la seconda tranche il 28 febbraio. Questo sterilizzazione efficace spiega perché l'euro non è stato intaccato - i fondi presi in prestito dalle banche sono tornati di nuovo alla BCE. Tuttavia, ora possiamo vedere che i fondi vengano piazzati per essere utilizzati in calo da un massimo di 816 miliardi alla lettura più recente di 775 miliardi.



Il terzo fattore che può influenzare l'euro si è verificato durante il fine settimana, con l'elezione francese. Sembra sempre più probabile che lo sfidante Francois Hollande sarà il prossimo presidente della Francia. Il programma di Hollande è simile a quello di Francois Mitterrand, il presidente francese 1981-1995. Entrambi sono dello stesso partito politico, riluttanti ad accettare l'integrazione europea, abbracciare un ordine del giorno di un aumento dei programmi sociali e benefici.

La prima elezione di Mitterrand avvenne nel maggio 1981 e come prima risposta il franco francese ha cominciato a indebolirsi, quasi dimezzando in valore nei successivi 3 anni 3 anni e mezzo, prima con un picco superiore al 10% rispetto al dollaro per poi risalire. Ovviamente è difficile paragonare il periodo attuale con quello di trent'anni fa, ma il numero di analogie è sorprendente.

Questi tre fattori sono impostati per pesare sull'euro nel corso dei prossimi mesi, se non di più, e possiamo anche aspettarci un impatto di nuovi fattori in futuro. Per cominciare, l'euro è ancora molto sopravvalutato in termini di acquisto, del 5-15% circa, a seconda del metodo di calcolo. Con un metodo popolare, l'indice Big Mac, l'euro è sopravvalutato del 12%. Questo ci dice che a parità di condizioni, l'euro dovrebbe tendere a sminuire l'equilibrio verso la parità di potere d'acquisto.

Una ragione per cui la valuta è sopravvalutata (e spesso rimanere così) è la differenza dei tassi di interesse tra i due paesi. Nel caso dell'euro, a 5 anni i tassi di interesse sul continente sono circa lo 0,17% inferiore a 5 anni degli Stati Uniti. Sulla base di tassi di interesse non c'è motivo di comprare l'euro.

Un altro elemento di peso contro l'euro è il trucco della moneta. L'euro è la somma dei tassi di cambio dei 17 paesi che compongono la zona euro. Il notevole impegno che gli Stati membri hanno dimostrato nel mantenere intatta la zona euro in realtà funziona per sminuire l'euro. Se i paesi più deboli come la Grecia e il Portogallo escono, gli stati più forti come la Germania e la Francia rappresentano un pezzo più grande della torta euro, portando ad un apprezzamento della valuta. Il fatto che i paesi in difficoltà restano e continueranno a rimanere nel prossimo futuro, può solo servire a svalutare la moneta.

Alcuni osservatori del mercato hanno sostenuto che è a causa dei problemi in Europa che l'euro è forte. Anche se la logica del ragionamento è plausibile, non abbiamo visto questo effetto negli Stati Uniti durante la crisi finanziaria. Infatti il valore del dollaro è stato rangebound ed è praticamente lo stesso prezzo oggi come lo era alla fine del 2007 quando la Grande Recessione ha avuto inizio.

L'euro è stato in range piuttosto stretto per diversi mesi, aspettando fino a quando le forze di mercato hanno funzionano per spingere in una direzione o l'altra. Con questi eventi in Europa e i fattori descritti, sempre di più i costi della valuta stanno saltando fuori. Le forze sono ora sul punto che dovrebbero portare ad un test ed è possibile una rottura delle fasce più basse della valuta. L'euro è molto costoso, troppo.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

lunedì 25 aprile 2011

Forex: EUR/USD, forti segnali toro per il prossimo futuro

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Il movimento di prezzo del cambio EUR/USD mostra tre caratteristiche che indicano un potenziale per un movimento continuo superiore, fondamentali, fattori tecnici e il tono del mercato.

Fondamentali

Diamo prima di tutto uno sguardo ai fondamentali, nonostante la predisposizione ad un periodo di crisi del debito europeo, causa i dati sulla situazione greca, il valore della coppia EUR/USD è caduto al livello più basso dal 1° Aprile, da allora ha continuato a salire sui differenziali dei tassi di interesse ed è rimasto sulla scia degli 1.45 dal 21 Aprile.



Questo mese c'è stato l'aumento di 25 bp del tasso di interesse da parte della BCE, che porta così il tasso di interesse all'1.25%, questo però non basta. Molti analisti, compresi noi, sono convinti che la BCE non potrà fare altro che alzare di un altro quarto di punto i tassi per far fronte ad una inflazione galoppante.

Le pressioni inflazionistiche si fanno avanti nella zona euro e sono sicuramente la prima causa dell'aumento dei tassi. A Marzo il CPI della zona euro è salito del 2,6% con un aumento rispetto all'anno precedente del 2,4%. La BCE mira a mantenere l'inflazione sotto il 2%, questa è stata da sempre la inflaction-policy degli economisti europei. La causa dell'aumento della pressione inflazionistica deriva dalla crescita del costi energetici, con il petrolio quasi a 120 $ al barile e i generi alimentari, la BCE ha l'obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi della zona euro a tutti i costi.

Con l'aumento dei prezzi la BCE è costetta ad alzare i tassi di interesse ed è questo che incide prima di tutto sul valore dell'Euro. I traders sono concentrati sui differenziali di rendimeno tra Europa e Stati Uniti e sono stati spinti a vendere il basso rendimento del dollaro per l'alto rendimento dell'euro. Questo tipo di scambio sicuramente continuerà, anche in vista dei prossimi aumenti dei tassi interesse europei.

I pericoli per l'Euro sono sempre presenti. Le attese per una ristrutturazione del debito greco, di cui notizie si attendono quanto prima e secondo alcune indiscrezioni dovrebbe arrivare una risoluzione questa settimana. Sarà ancora uno dei temi più caldi di una settimana caratterizzata anche dalla prima conferenza stampa che la Federal Reserve terrà dopo la riunione del Fomc. Le ripetute smentite di Atene non sono servite a placare i rumors, nè forse ci riuscirà il nuovo piano di sacrifici teso a rimettere i conti in carreggiata che il governo Papandreou svelerà subito dopo Pasqua. Con i tassi dei Sirtaki-bond ormai oltre il 14%, con gli spread e il rischio default

Tuttavia, gli operatori sembrano aver messo un recinto intorno le nazioni di Grecia, Irlanda e Portogallo. Pertanto, l'Euro potrebbe essere venduto sul reazione istintive e sulla creazione di livelli di prezzo migliori per gli acquirenti.

Tecnici

Un altro punto a sostegno della coppia EUR/USD è di tipo tecnico. Tecnicamente l'euro sembra muoversi più alto con lo stocastico in aumento su entrambi i grafici giornalieri e settimanali. Uno sguardo sul grafico settimanale sopra il livello del 1,458 avrebbe fissato il prossimo obiettivo per la coppia come novembre 2009, cioè intorno ai massimi di 1,514.

Tono del mercato


Il terzo fattore in favore dell'euro è l'azione dei prezzi, noto anche come il "tono del mercato". Sia che le notizia siano positive sia siano negative, l'Euro è sempre in rialzo.
Prendiamo ad esempio il rimbalzo del valore del EUR/USD Martedì successivo al giorno precedente del sell-off a causa dell'avviso del rating negativo dello S&P sul credito degli Stati Uniti. I traders hanno cominciato ad acquistare la coppia all'inizio della sessione di negoziazione europea e le offerte sono aumentate significativamente dopo il rilascio dati migliori del previsto della fabbricazione tedesca e i dati PMI. Questo tipo di azione dei prezzi è previsto.

Tuttavia il rally Euro di Giovedi è una storia diversa e più importante. L'acquisto dell'Euro ha cominciato presto durante la sessione asiatica. Dopo l'uscita di dati negativi rispetto le attese del PPI tedesco, l'acquisto si è accentuata e la coppia EUR/USD ha chiuso la giornata in un nuovo massimo annuale. Il significato del rally rispetto ai dati previsti mostra quanto sia forte la domanda di euro, o forse di quanto poco gli operatori sentato vivo il dollaro. Tuttavia la capacità dell'Euro di scrollarsi di dosso le notizie negative è caratteristica di un ambiente di forte tendenza.

Con questi tre fattori: solidi fondamentali, segnali rialzisti tecnico e il tono favorevole del mercato fanno sembrare ancora in crescita la coppia EUR/USD per il prossimo futuro.

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sabato 12 febbraio 2011

Occhi puntati sul recupero del Dollaro sul Euro e altre valute

EURUSD: Euro vulnerabile

L'Euro è alla ricerca delle prospettive di politica monetaria per guidare un'azione sui prezzi, con l'EURUSD ancora una volta, che mostra una correlazione significativa con il rendimento obbligazionario a due anni dei bond UE e USA. In assenza di eventi ad alto rischio sul calendario economico, i riflettori sono puntati su una serie di discorsi dei funzionari della Banca centrale Europea - tra cui il presidente Jean-Claude Trichet e il suo probabile successore, Axel Weber - con i mercati che continuano a cercare una chiara tendenza tra i messaggi contrastanti che emergono dalla banca centrale nelle ultime settimane.

La mancanza di chiarezza ha un senso e riflette una debolezza strutturale nella posizione della BCE, l'inflazione è ora stabile al di sopra del 2%, sostenendo l'aumenti dei tassi.

Le fessure dei vari stati membri riguardanti un ampliamento del fondo di salvataggio EFSF non sono inoltre utili aprendo la porta per una rinnovata vendita dell'Euro. La produzione industriale tedesca di Dicembre, i dati di bilancio, nonché la revisione finale del CPI tedesco di Gennaio sono rapporti mensili molto importanti da prendere in considerazione.

Strategia: attesa a breve






GBPUSD: Tutti gli occhi sulla Banca d'Inghilterra in attesa del rialzo dei tassi


Le aspettative della politica monetaria restano al centro dell'attenzione come il cambio GBPUSD, il quale continua a seguire a stretto contatto la differenza del rendimento del Tesoro tra Regno Unito e Stati Uniti. Questo pone i riflettori sulla Banca d'Inghilterra in quanto offre a Febbraio la tanto attesa decisione sul tasso di interesse. L'annuncio assume un significato particolare in quanto sarà basato su una previsione di inflazione aggiornata trimestralmente, con gli operatori economici interessati a raccogliere una certa chiarezza su come i politici sapranno conciliare la crescita dei prezzi piuttosto alti unito ad una economia inglese non in fase calante, i prossimi mesi saranno molto molto importanti.

Da parte loro, gli operatori sono posizionati "per una linea dura", infatti mentre il risultato complessivo del 2010 è stato migliore delle attese per la BOE (Bak of England), l'ultimo trimestre ha deluso le aspettative. Nel frattempo, il tasso annuo di inflazione si colloca ad un punto più alto degli ultimi 8 mesi, sfidando così la credibilità della banca centrale che continua a farsi portavoce di stabilità dei prezzi e promettendo che il CPI continuerà a marciare verso l'alto.

L'incontro avvenuto in questi giorni tra la BOE e la BCE a quanto pare ha aperto la porta per il rialzo della Sterlina, anche se con una certa propensione al rischio potrebbero mettere a repentaglio gli utili se dovesse ritornare sul mercato l'avversione al rischio.

Strategia: attesa a breve




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USDJPY: Yen segue il ribasso dell'Oro scommettendo sull'inflazione

Forse inaspettatamente, la forza dello Yen in questo momento sembra essere la sua correlazione inversa con il prezzo dell'oro. In realtà, questo ha un senso: un elemento fondamentale nel rally dell'oro negli ultimi mesi è stato il radicato timore di inflazione, con gli operatori che hanno scommesso sul metallo offrendo una buona riserva di valore se le principali banche centrali non dovessero essere in grado di invertire le politiche monetarie scatenando una rapida crescita dei prezzi.

Non sorprende, la stessa logica si è dimostrata favorevole allo yen giapponese, in cui la deflazione persistente ha pure attratto uno store-demand, la domanda di investimenti per l'Oro tuttavia si è inasprita nelle ultime settimane, con partecipazioni in ETF cadute verso il basso dal giugno 2008. L'opinione comune degli spostamenti verso la ripresa globale a favore di un lungo slog (in coppia con l'inflazione) piuttosto che un rimbalzo rapido promette debolezza per la valuta nipponica.

Strategia: In attesa di Long

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USDCAD: Il Canada minacciato dalle prospettive dei dati del lavoro americani

Una correlazione inversa tra la valuta USDCAD e lo S&P500 suggerisce che il dollaro canadese può trovarsi sulla difensiva mentre i mercati hanno la possibilità di digerire il rapporto sulla disoccupazione dei Venerdì. Il risultato ha prodotto una reazione moderatamente positiva, con Wall Street che è stata più attenta al calo di del tasso di disoccupazione (circa il 9%) piuttosto che sull'incremento deludente nei libri paga (36 mila contro 146 mila previsti). L'ottimismo può dissiparsi in fretta però e come risultato c'è un evidente declino nei confronti di un esodo di lavoratori scoraggiati dal mercato del lavoro. Infatti, la forza del tasso di partecipazione è sceso al livello più basso dal marzo 1984.

Il Loonie (dollaro canadese) è doppiamente vulnerabile e gli investitori dovrebbero considerare la sensibilità della moneta nei confronti del ciclo economico degli Stati Uniti. Il Canada invia oltre l'80% delle sue esportazioni verso il suo vicino meridionale, rendendo la salute del mercato del lavoro statunitense - e quindi quello del consumatore degli Stati Uniti - un ingrediente chiave nella performance del Paese.

Strategia: In attesa

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AUDUSD: Aspettative sui tassi e dati del lavoro dopo le dichiarazioni della RBA

Le prospettive per la politica monetaria rimangono sotto la lente di ingrandimento per il dollaro australiano, con la valuta AUDUSD che mantiene una correlazione significativa con il tasso della Credit Suisse sulle aspettative dei commercianti. I commercianti sono costretti a lottare con un paesaggio oscurato dopo la decisione della settimana scorsa della Reserve Bank of Australia (RBA).

I tassi di interesse sono ad un livello adeguato e ci resteranno ancora per qualche tempo. Lo ha dichiarato il n.1 della Reserve Bank of Australia Glenn Stevens nel corso di un´audizione alla Camera. Il costo del denaro in Australia al momento è al 4,75%. Non stiamo discutendo di un incremento dei tassi, l´attuale costo del denaro è adeguato al nostro outlook di medio termine, ha dichiarato Stevens.

I mercati attendono più chiarezza dalla RBA mentre l'occupazione a Gennaio ha fornito alcuni buoni indizi per il futuro. Si sono infatti aggiunti 17.500 posti di lavoro, un deciso miglioramento rispetto al mese precedente di 2.300, ma ancora livelli irrisori e ben al di sotto della media registrata nel 2010.

Strategia: attesa a breve


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NZDUSD: Dollaro neozelandese vulnerabile

Il sentimento del rischio è tornato alla ribalta sulla valuta neozelandese con i prezzi del dollaro che seguono a braccetto l'andamento del MSCI World Index Stock dopo l'ultimo annuncio programmatico della RBNZ la quale ha versato acqua fredda sulle aspettative di un imminente rialzo dei tassi di due settimane fa. Come col Canada, questo pone i riflettori sull'evoluzione del mercato americano a seguito della relazione sui posti di lavoro della scorsa settimana. Nel complesso, questo sembra favorire le perdite del "Kiwi", tra avversione al rischio su larga base, anche se una ripresa della crescita delle esportazioni cinesi possono offrire una tregua temporanea.

Strategia: in attesa