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giovedì 5 novembre 2026

Arlo Technologies (ARLO), la trasformazione della sicurezza domestica tra abbonamenti, intelligenza artificiale e crescita dei margini

Analisi concessa da https://www.alphasmallcap.net/
Leader in Europa nell'analisi delle Small Cap Globali. 


Quando analizzo Arlo Technologies, società americana quotata al New York Stock Exchange con ticker ARLO e identificata dall'ISIN US04206A1016, mi trovo davanti a un'azienda che considero interessante per la trasformazione del proprio modello commerciale. Arlo non si limita più a vendere telecamere di sicurezza, ma sta costruendo una piattaforma di servizi digitali basata sugli abbonamenti.

Il principale elemento che attira la mia attenzione è la crescita dei ricavi ricorrenti, accompagnata da un miglioramento significativo dei margini e della generazione di cassa. Ritengo che questi progressi rappresentino un cambiamento importante rispetto al passato, quando la società dipendeva maggiormente dalla vendita di dispositivi fisici.

Arlo sviluppa telecamere wireless, videocitofoni, sistemi di sorveglianza e servizi cloud destinati alla sicurezza domestica e aziendale. I suoi dispositivi permettono di controllare ambienti e proprietà attraverso applicazioni mobili, ricevendo notifiche in presenza di movimenti o eventi potenzialmente sospetti.

La componente più interessante del modello economico riguarda Arlo Secure, il servizio che permette agli utenti di accedere a funzionalità aggiuntive attraverso abbonamenti. Tra queste considero la registrazione dei filmati, le notifiche intelligenti e il riconoscimento di persone, animali, veicoli e pacchi.

Il valore economico della piattaforma dipende dalla capacità di trasformare un cliente che acquista una telecamera in un abbonato che continua a pagare nel tempo. Questa trasformazione può migliorare la prevedibilità del fatturato e aumentare il valore complessivo del rapporto commerciale.

Non considero però ogni ricavo ricorrente automaticamente stabile. Gli abbonati possono interrompere i servizi, scegliere alternative concorrenti oppure ridurre la spesa mensile. Per questo motivo attribuisco particolare importanza alla crescita degli account paganti e alla capacità di mantenere interessante l'offerta.

Parto dai risultati del terzo trimestre 2025, pubblicati il 6 novembre. Arlo ha registrato ricavi pari a 139,5 milioni di dollari, con una crescita del 2,5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Il risultato complessivo appare moderato, ma la composizione del fatturato racconta una trasformazione molto più significativa.

I ricavi derivanti da abbonamenti e servizi hanno raggiunto 79,9 milioni di dollari, in crescita del 29,2% su base annua. Considero questo risultato importante perché dimostra che la parte più redditizia del modello commerciale continua a espandersi rapidamente.

La crescita degli abbonamenti è molto superiore a quella del fatturato complessivo. Questo significa che Arlo sta aumentando il peso delle attività digitali mentre la componente dei dispositivi fisici rimane sottoposta a pressioni commerciali e a una diversa strategia di vendita.

Alla fine del terzo trimestre, i ricavi ricorrenti annualizzati, comunemente indicati come ARR, avevano raggiunto 323,2 milioni di dollari, con un incremento del 33,8% rispetto all'anno precedente. Ritengo questo indicatore particolarmente interessante per valutare la dimensione economica raggiunta dagli abbonamenti.

L'ARR non rappresenta però fatturato annuale già contabilizzato. Si tratta di una misura che annualizza il valore dei servizi ricorrenti sulla base degli account paganti e del ricavo medio. Preferisco quindi utilizzare questo dato insieme ai ricavi effettivi, evitando di considerarli equivalenti.

Un altro elemento importante riguarda la redditività dei servizi. Nel terzo trimestre, il margine lordo contabile della componente abbonamenti e servizi ha raggiunto l'84,5%, mentre quello rettificato è arrivato all'85,1%.

Considero questo livello molto elevato perché dimostra che, una volta sostenuti i costi direttamente collegati alla piattaforma, Arlo trattiene una quota significativa dei ricavi digitali. La crescita degli abbonamenti può quindi contribuire a migliorare progressivamente il margine consolidato.

Il margine lordo complessivo del terzo trimestre è stato pari al 40,5%, rispetto al 36,9% registrato nel quarto trimestre 2024. La diversa composizione delle vendite rappresenta un elemento importante per comprendere l'evoluzione economica dell'azienda.

L'EBITDA rettificato del terzo trimestre 2025 ha raggiunto 17 milioni di dollari, con un margine del 12,2%. L'utile contabile per azione è stato pari a 0,07 dollari, mentre quello rettificato ha raggiunto 0,16 dollari.

Considero positivo il raggiungimento di una redditività contabile trimestrale, ma non confondo l'utile rettificato con quello effettivamente attribuibile agli azionisti. Le rettifiche escludono alcune componenti che devono comunque essere considerate nella valutazione.

Passando al quarto trimestre, pubblicato il 26 febbraio 2026, i risultati diventano ancora più interessanti. Arlo ha registrato ricavi pari a 141,3 milioni di dollari, rispetto ai 121,6 milioni dello stesso trimestre dell'anno precedente. L'incremento è stato del 16,2%.

Il dato dimostra un'accelerazione del fatturato complessivo rispetto ai trimestri precedenti. Ritengo però necessario analizzare separatamente i prodotti fisici e i servizi, perché le due attività presentano caratteristiche economiche molto differenti.

I ricavi degli abbonamenti e servizi hanno raggiunto 89,4 milioni di dollari, con una crescita del 39,4% su base annua. Questa componente ha rappresentato il 63,3% del fatturato trimestrale, confermando la centralità crescente del modello basato sugli abbonamenti.

Per me questo rappresenta uno dei risultati più importanti dell'intera analisi. Arlo sta dimostrando di poter aumentare significativamente il fatturato ricorrente anche quando la vendita dei dispositivi non presenta una crescita analoga.

Le vendite dei prodotti fisici nel quarto trimestre sono state pari a 51,9 milioni di dollari, rispetto ai 57,4 milioni dell'anno precedente. La contrazione di circa il 9,6% conferma che la crescita aziendale non deriva dalla maggiore vendita di telecamere.

Considero questa differenza coerente con la trasformazione strategica, ma non completamente priva di rischi. La vendita di dispositivi rappresenta ancora un importante canale attraverso il quale acquisire nuovi utenti da convertire successivamente in abbonati.

Se la diffusione dei dispositivi dovesse rallentare eccessivamente, nel tempo potrebbe diminuire anche la capacità di acquisire nuovi clienti per i servizi digitali. Per questo motivo considero importante mantenere una presenza competitiva nel mercato hardware.

Alla fine del quarto trimestre, l'ARR ha raggiunto 330,5 milioni di dollari, con una crescita del 28,4% rispetto all'anno precedente. Il valore è superiore ai 323,2 milioni del trimestre precedente.

Considero positivo l'aumento dell'ARR, ma noto che il ritmo percentuale annuale è inferiore a quello del terzo trimestre. Non interpreto automaticamente questa decelerazione come un peggioramento strutturale, ma ritengo opportuno seguirne l'evoluzione.

Gli account paganti cumulativi hanno raggiunto 5,7 milioni, in crescita del 23,7% su base annua. Considero questo indicatore importante perché dimostra che l'espansione dei ricavi ricorrenti è sostenuta anche dall'aumento della base di clienti.

La crescita degli account paganti rappresenta uno dei principali segnali della capacità commerciale di Arlo. Tuttavia, il numero cumulativo non equivale necessariamente al numero degli abbonamenti mensili attivi in ogni momento e deve essere interpretato secondo la definizione societaria.

Il margine lordo contabile degli abbonamenti e servizi è stato pari all'82,8% nel quarto trimestre, mentre quello rettificato ha raggiunto l'84%. Il livello rimane elevato, anche se leggermente inferiore al trimestre precedente.

Il margine lordo consolidato ha invece raggiunto il 46,4%, rispetto al 36,9% dell'anno precedente. Il miglioramento di 9,5 punti percentuali è particolarmente significativo e riflette la maggiore incidenza delle attività digitali.

Considero l'espansione del margine consolidato uno dei principali risultati della trasformazione aziendale. La crescita della componente ad alta redditività sta modificando positivamente l'economia complessiva del gruppo.

L'EBITDA rettificato del quarto trimestre ha raggiunto 23,3 milioni di dollari, con una crescita del 138% rispetto al periodo comparabile. Il margine rettificato si è attestato al 16,5%.

Il miglioramento è particolarmente interessante perché l'EBITDA rettificato è cresciuto molto più rapidamente del fatturato. Questo suggerisce che la società stia iniziando a beneficiare di una leva operativa più favorevole.

L'utile contabile del quarto trimestre è stato pari a circa 5,8 milioni di dollari, corrispondenti a 0,05 dollari per azione. L'utile rettificato per azione ha raggiunto invece 0,22 dollari.

Considero positiva la presenza di un risultato contabile trimestrale positivo. Tuttavia, la differenza con l'utile rettificato richiede attenzione, soprattutto per il peso dei compensi azionari e delle altre componenti escluse dalle misure non-GAAP.

Passando all'intero esercizio 2025, Arlo ha registrato ricavi complessivi pari a 529,3 milioni di dollari, rispetto ai 510,9 milioni dell'anno precedente. L'incremento è stato del 3,6%.

Il risultato complessivo appare modesto rispetto alla crescita dei servizi, ma conferma la trasformazione del modello economico. La società sta modificando la qualità del fatturato più rapidamente della sua dimensione totale.

I ricavi annuali da abbonamenti e servizi hanno raggiunto 316,4 milioni di dollari, con una crescita del 30,2% rispetto ai 243 milioni del 2024. La componente ricorrente ha rappresentato il 59,8% dei ricavi annuali.

Considero questa distribuzione particolarmente significativa perché la maggioranza del fatturato deriva ormai dai servizi. La progressiva prevalenza degli abbonamenti rappresenta il principale fattore che potrebbe sostenere un miglioramento strutturale della redditività.

Le vendite annuali dei prodotti sono invece diminuite da 267,9 a 212,9 milioni di dollari, con una contrazione di circa il 20,5%. Il calo è importante e dimostra che Arlo ha attraversato una forte riduzione del fatturato hardware.

Non considero questa contrazione necessariamente negativa quando deriva da una scelta commerciale che favorisce gli abbonamenti, ma voglio verificare che il modello rimanga capace di acquisire nuovi utenti.

Un elemento critico riguarda proprio la redditività dei dispositivi. Nel 2025, il margine lordo dei prodotti è stato negativo per il 14,6%, rispetto a un valore sostanzialmente vicino allo zero nell'esercizio precedente.

Questo significa che i costi direttamente collegati ai prodotti hanno superato i ricavi generati dalle loro vendite. È uno degli aspetti che considero più delicati nella valutazione industriale di Arlo.

Una strategia che utilizza dispositivi venduti a margini negativi per acquisire abbonati può essere economicamente sostenibile soltanto se il valore futuro dei servizi supera adeguatamente il costo iniziale di acquisizione e mantenimento del cliente.

Il miglioramento del margine complessivo non elimina quindi la necessità di controllare la redditività dell'hardware. La società deve dimostrare che l'espansione della base abbonati giustifichi economicamente i costi sostenuti sui prodotti.

Il margine lordo contabile complessivo del 2025 ha raggiunto il 44%, rispetto al 36,7% dell'anno precedente. L'utile lordo è aumentato da circa 187,5 a 232,8 milioni di dollari.

Considero questo miglioramento particolarmente importante perché è stato ottenuto nonostante la crescita limitata del fatturato totale. Dimostra che la diversa composizione delle vendite può incidere significativamente sulla redditività.

L'EBITDA rettificato annuale ha raggiunto 74,7 milioni di dollari, rispetto ai 40,3 milioni del 2024. La crescita è stata dell'85,4%, mentre il margine è salito al 14,1%.

Ritengo che l'espansione dell'EBITDA rettificato rappresenti uno dei principali segnali del recupero operativo. Tuttavia, considero necessario confrontare questa misura con il risultato contabile e i flussi di cassa.

Nel 2025, Arlo ha registrato un utile netto contabile pari a 14,9 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 30,5 milioni dell'anno precedente. Il passaggio dalla perdita all'utile rappresenta un miglioramento fondamentale.

L'utile contabile per azione è stato pari a 0,14 dollari, mentre quello rettificato ha raggiunto 0,70 dollari. Considero questa differenza importante perché indica che una parte significativa del risultato rettificato deriva dall'esclusione di costi e componenti contabili.

Per me la redditività contabile rimane il riferimento principale per valutare il profitto effettivamente attribuibile agli azionisti. Le misure rettificate possono aiutare a comprendere l'evoluzione operativa, ma non devono sostituire completamente i risultati ufficiali.

Un aspetto particolarmente importante riguarda i compensi basati su azioni. Nel 2025, Arlo ha registrato circa 62,3 milioni di dollari di stock-based compensation, al netto degli importi capitalizzati.

Considero questo valore significativo rispetto all'utile netto annuale. Sebbene non rappresenti un'uscita immediata di cassa, la remunerazione in azioni può diluire la partecipazione degli azionisti esistenti.

La creazione di valore per azione dipenderà quindi anche dalla capacità di contenere la diluizione e mantenere una disciplina adeguata nella remunerazione del personale.

Passando alla generazione di cassa, nel 2025 Arlo ha prodotto 78,7 milioni di dollari di flusso operativo, rispetto ai 51,3 milioni dell'anno precedente. Il miglioramento è stato significativo.

Il free cash flow comunicato dalla società ha raggiunto 66,9 milioni di dollari, corrispondenti a un margine del 12,6% sul fatturato. Considero questo risultato favorevole perché dimostra che il miglioramento operativo sta generando risorse finanziarie.

Non considero comunque il free cash flow completamente equivalente all'utile distribuibile agli azionisti. Il calcolo non sottrae il costo economico dei compensi azionari, mentre alcune variazioni del capitale circolante possono influenzare il risultato.

Alla fine del 2025, Arlo disponeva di 166,4 milioni di dollari tra liquidità e investimenti finanziari a breve termine, con un aumento di circa 15 milioni rispetto all'anno precedente.

Considero questa disponibilità un elemento favorevole perché consente di finanziare investimenti, sviluppo tecnologico e iniziative commerciali senza dipendere immediatamente da nuovi finanziamenti esterni.

Le attività complessive al 31 dicembre 2025 ammontavano a 310,5 milioni di dollari, mentre le passività totali erano pari a 182,7 milioni. Il patrimonio netto raggiungeva quindi circa 127,8 milioni.

La posizione patrimoniale appare complessivamente sostenibile, ma considero necessario osservare anche gli impegni operativi e la redditività futura. Una parte importante delle passività è infatti collegata alla gestione ordinaria e ai ricavi differiti.

Non rilevo dal bilancio annuale un indebitamento finanziario tradizionale paragonabile a quello di un gruppo industriale fortemente finanziato attraverso prestiti. Considero questo elemento positivo, pur ricordando che esistono obblighi contrattuali e passività operative.

Un altro aspetto importante riguarda la gestione del capitale. Nel corso del 2025, Arlo ha effettuato riacquisti di azioni proprie per circa 46,1 milioni di dollari.

Il riacquisto può contribuire a limitare la diluizione, ma crea valore soltanto quando viene effettuato a valutazioni ragionevoli. Preferisco confrontare i benefici del buyback con quelli derivanti da nuovi investimenti tecnologici.

Il 3 marzo 2026, il consiglio di amministrazione ha approvato un ulteriore programma di riacquisto di azioni proprie fino a 50 milioni di dollari, con durata prevista fino al 31 dicembre 2027.

Considero questa iniziativa un segnale di fiducia nelle prospettive aziendali, ma distinguo sempre un'autorizzazione da acquisti effettivamente completati.

La possibilità di riacquistare azioni non garantisce automaticamente un miglioramento del valore economico per azione. Il beneficio dipenderà dai prezzi e dall'utilizzo complessivo della liquidità disponibile.

Passando agli sviluppi commerciali del 2026, considero particolarmente interessante la partnership annunciata il 5 gennaio con Samsung SmartThings.

L'accordo prevede l'integrazione di nuove funzionalità della piattaforma Arlo Secure all'interno dell'ecosistema SmartThings, con un primo orientamento al mercato americano.

Questa collaborazione rappresenta un'opportunità concreta per ampliare la distribuzione dei servizi senza dipendere esclusivamente dalla vendita diretta dei dispositivi Arlo.

La collaborazione comprende applicazioni di intelligenza artificiale per il riconoscimento di persone, pacchi e animali, oltre alla possibilità di sviluppare servizi di sicurezza collegati ai dispositivi utilizzati dai clienti Samsung.

Considero questa integrazione qualitativamente importante perché un grande ecosistema domestico può rappresentare un canale commerciale aggiuntivo. Tuttavia, non attribuisco automaticamente ricavi futuri a un accordo di distribuzione.

Il successo economico dipenderà dalla capacità di convertire gli utenti della piattaforma partner in clienti paganti dei servizi Arlo.

Un altro annuncio importante è arrivato il 26 febbraio 2026, quando Arlo ha comunicato una partnership con Comcast per offrire soluzioni di sicurezza domestica agli utenti Xfinity Internet negli Stati Uniti.

Considero questa collaborazione particolarmente interessante perché Comcast dispone di una base clienti molto ampia e di una presenza consolidata nel mercato delle telecomunicazioni.

La possibilità di distribuire servizi Arlo attraverso operatori commerciali di grandi dimensioni potrebbe ridurre alcuni costi di acquisizione della clientela.

Allo stesso tempo, accordi di questo tipo possono comportare condivisione dei ricavi, condizioni commerciali specifiche e una maggiore dipendenza dai partner.

Non considero quindi garantito che ogni nuovo abbonato acquisito attraverso Comcast produca lo stesso margine di un cliente diretto.

La qualità economica delle partnership dovrà essere valutata osservando il contributo effettivo ai ricavi ricorrenti e ai margini.

Un altro tema importante riguarda l'intelligenza artificiale applicata alla sicurezza domestica. Arlo utilizza strumenti di analisi video per distinguere eventi differenti e rendere più utili le notifiche inviate agli utenti.

Considero questa tecnologia importante perché può migliorare l'esperienza dei clienti e ridurre gli avvisi inutili, uno dei principali problemi dei sistemi di videosorveglianza tradizionali.

Il potenziale vantaggio competitivo non deriva soltanto dalla telecamera fisica, ma dall'intelligenza del servizio che interpreta le immagini.

Tuttavia, considero la concorrenza un rischio significativo. Arlo opera in un mercato nel quale sono presenti marchi molto conosciuti, tra cui Ring, Google Nest, Eufy e altri produttori di sistemi di sicurezza.

La diffusione di dispositivi relativamente economici può esercitare pressione sui prezzi e ridurre i margini dei prodotti.

La capacità di differenziarsi attraverso software, affidabilità e qualità degli abbonamenti sarà fondamentale per mantenere la competitività nel medio periodo.

Considero inoltre il rischio legato alla tutela della privacy. I sistemi di videosorveglianza possono trattare immagini e informazioni sensibili, rendendo particolarmente importante la sicurezza dei dati.

Eventuali incidenti informatici, violazioni della privacy o problemi nella gestione delle immagini potrebbero danneggiare la reputazione aziendale e generare costi legali.

La fiducia dei consumatori rappresenta uno degli elementi più importanti per un fornitore di servizi di sicurezza.

Un ulteriore fattore riguarda la dipendenza dalla produzione estera. Arlo ha segnalato che i propri dispositivi sono fabbricati fuori dagli Stati Uniti e possono quindi risentire delle politiche tariffarie americane.

L'aumento dei dazi potrebbe incrementare i costi dell'hardware, già caratterizzato da margini negativi.

Considero questo rischio particolarmente importante perché ulteriori aumenti dei costi potrebbero rendere più onerosa la strategia di acquisizione dei clienti attraverso i dispositivi.

Un altro elemento riguarda la sostenibilità degli abbonamenti. La crescita dei servizi può proseguire soltanto se i clienti continuano a percepire un valore sufficiente rispetto al prezzo pagato.

Aumenti tariffari eccessivi potrebbero aumentare il ricavo medio nel breve periodo, ma anche favorire le cancellazioni.

Preferisco quindi una crescita equilibrata tra numero degli abbonati, ricavo medio e continuità delle sottoscrizioni.

Sul piano della valutazione azionaria, non attribuisco un prezzo obiettivo preciso senza una ricostruzione completa della quotazione al 31 marzo 2026.

Considero però importante distinguere il valore della componente software da quello del business hardware.

Arlo non dovrebbe essere valutata esclusivamente come un produttore di telecamere, ma nemmeno automaticamente come una società software pura.

La vendita dei dispositivi rimane una parte rilevante della strategia e continua a generare perdite lorde.

Per questo motivo preferisco utilizzare più indicatori, tra cui il rapporto tra valore d'impresa e ricavi ricorrenti, la redditività operativa, il free cash flow e il valore attribuito alla base clienti.

Una valutazione elevata può risultare sostenibile soltanto se la crescita degli abbonamenti continuerà a produrre un miglioramento significativo degli utili.

Per il primo trimestre 2026, il management aveva comunicato una previsione di fatturato compresa tra 135 e 145 milioni di dollari.

L'utile contabile diluito per azione era atteso tra 0,01 e 0,07 dollari, mentre quello rettificato era previsto tra 0,17 e 0,23 dollari.

Considero queste indicazioni favorevoli perché suggeriscono la possibilità di mantenere una redditività positiva.

Non tratto però le previsioni come risultati già realizzati. Alla data del 31 marzo 2026, la società non aveva ancora pubblicato la trimestrale relativa al periodo.

Nel mio scenario favorevole, immagino che Arlo continui ad ampliare la base degli abbonati attraverso i canali diretti e le partnership con Samsung e Comcast.

Una maggiore diffusione dei servizi potrebbe sostenere l'ARR, migliorare il margine lordo consolidato e aumentare la generazione di cassa.

Il principale elemento positivo sarebbe il mantenimento di una crescita dei ricavi ricorrenti superiore a quella dei costi operativi.

Nello scenario intermedio, considero possibile una crescita ancora sostenuta degli abbonamenti, accompagnata da un aumento più moderato degli utili.

La concorrenza e i costi dell'hardware potrebbero continuare a limitare una parte dei benefici economici.

Nello scenario negativo, considero un rallentamento degli account paganti, cancellazioni più elevate e una maggiore pressione competitiva sui servizi.

Ulteriori aumenti dei costi di produzione potrebbero peggiorare la redditività dei dispositivi, riducendo il beneficio generato dagli abbonamenti.

Il mio giudizio fondamentale su Arlo Technologies alla fine di marzo 2026 è complessivamente positivo sul miglioramento del modello economico, ma prudente sulla sostenibilità dei margini dell'hardware.

Apprezzo la crescita degli abbonamenti, l'espansione dell'ARR, il recupero dell'utile contabile e la generazione di cassa.

Considero inoltre favorevoli le collaborazioni commerciali con grandi operatori tecnologici, perché possono ampliare le opportunità di distribuzione.

Non sottovaluto però i margini negativi dei prodotti fisici, i compensi azionari e il rischio di concorrenza nel mercato della sicurezza domestica.

In conclusione, considero Arlo una società tecnologica che sta realizzando una trasformazione significativa verso un modello con ricavi ricorrenti e margini più elevati.

Il passaggio da produttore di dispositivi a fornitore di servizi di sicurezza rappresenta un cambiamento economicamente importante, ma deve continuare a essere confermato dai risultati.

La mia attenzione rimane concentrata sulla crescita degli account paganti, sull'espansione dell'ARR, sull'evoluzione dei margini lordi e sulla sostenibilità del free cash flow.

Per me il valore di Arlo dipenderà soprattutto dalla capacità di monetizzare nel tempo la propria base clienti, mantenendo sotto controllo il costo dei dispositivi e la diluizione azionaria.

L'analisi utilizza esclusivamente informazioni pubbliche disponibili fino al 31 marzo 2026 ed esprime una valutazione indipendente di carattere generale. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata, raccomandazione individuale di investimento né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Non considera la situazione patrimoniale, gli obiettivi o il profilo di rischio del singolo investitore.

giovedì 9 ottobre 2025

Marvell Technology (MRVL), la crescita è tutt'altro che finita

Devo dire che sono felice per chi, come me, ha ignorato il pessimismo che circolava a fine agosto e ha deciso di puntare con convinzione su Marvell Technology (MRVL). Da allora il titolo ha nettamente battuto il mercato, e onestamente non sono sorpreso.

Marvell opera in un settore in piena espansione, spinto da trend strutturali come l’intelligenza artificiale e nonostante i soliti commenti sulla “bolla dell’AI” che riempiono i giornali, la domanda reale continua a crescere.

Non fraintendetemi: non sono un fan cieco dei “guru dell’AI”, ma nemmeno credo che la bolla stia per scoppiare. Quando tutti i media si affrettano a dichiarare la fine di qualcosa, di solito è un segnale che quella storia è tutt’altro che finita.


Negli ultimi mesi, la febbre per l’AI è entrata in una nuova fase di espansione. NVIDIA e OpenAI sono tornate protagoniste, con Jensen Huang e Sam Altman sullo stesso palco per annunciare una lettera d’intenti da 100 miliardi di dollari per investimenti futuri.

E non è finita qui: OpenAI ha già avviato una partnership strategica con Broadcom, che ha spinto il titolo del gruppo di Hock Tan a nuovi massimi. Nel frattempo, Altman ha svelato un accordo con AMD e Lisa Su per un progetto da oltre 100 miliardi di dollari in infrastrutture AI: numeri che potrebbero rivoluzionare la traiettoria dei ricavi di AMD nei prossimi anni.

E Marvell, in tutto questo, che ruolo gioca?

Marvell non punta a dominare il mercato dei custom compute chip (XPU): il suo obiettivo di lungo periodo è raggiungere una quota attorno al 20%. È un target realistico, considerando che ogni progetto hyperscaler richiede tempi lunghi di sviluppo e validazione.

Le soluzioni su misura sono meno flessibili rispetto ai chip “merchant”, e il mercato teme che ciò possa aumentare i rischi di esecuzione nel piano AI di Marvell. Tuttavia, l’azienda sta lavorando bene per diversificare la propria base clienti, oggi ancora fortemente legata ad Amazon Web Services (AWS).

Avere AWS come principale cliente, però, non è affatto una debolezza: parliamo pur sempre del maggiore hyperscaler al mondo, e un piano quinquennale con un colosso del genere offre grande visibilità sui ricavi futuri.

Una visione chiara e crescita sostenibile

Apprezzo il fatto che il management di Marvell abbia rassicurato il mercato, dichiarando di non aspettarsi “vuoti di ricavi” nel 2026 e di puntare a una crescita del 18% anno su anno grazie ai contratti già in essere con gli hyperscaler.

Inoltre, le trattative in corso con Microsoft potrebbero aprire nuovi canali di crescita, considerando che Redmond sta accelerando per rendersi più autonoma nella produzione dei propri chip.

È chiaro che i grandi protagonisti, NVIDIA e AMD, continueranno a dominare la corsa ai chip AI “merchant”, mentre Broadcom si consolida nel segmento personalizzato. Ma Marvell può ancora giocare un ruolo di rilievo grazie alla sua forza nel networking ad alta velocità, un settore che diventerà sempre più cruciale con l’espansione dei cluster AI multi-gigawatt.

Oggi il 75% dei ricavi di Marvell proviene ancora da ottica e switch di rete, ma è proprio qui che vedo il suo potenziale nascosto. La costruzione di nuove infrastrutture AI richiederà connessioni ultra-veloci e sistemi sempre più scalabili: due aree in cui Marvell eccelle.


Per questo credo che la crescita futura dell’azienda sarà trainata non tanto dai chip custom, quanto dalle soluzioni di rete che li collegano un business dove i margini sono solidi e le barriere all’ingresso elevate.

Prospettive di crescita e valutazione

Le stime di utili per MRVL continuano a migliorare e si prevede che raggiungeranno nuovi massimi nei prossimi 12 mesi. Eppure, il titolo è ancora valutato a multipli inferiori rispetto ai picchi di inizio 2025.

Sì, allora il mercato aveva probabilmente esagerato con l’ottimismo, ma oggi mi sembra che la pendola sia oscillata troppo dall’altra parte: la prudenza si è trasformata in scetticismo eccessivo.

Con un multiplo EV/EBITDA a 22,5x, appena sopra la media storica di 20x, il titolo non appare affatto caro per un’azienda che opera in un mercato in espansione pluriennale come quello dell’infrastruttura AI, destinato a valere migliaia di miliardi entro la fine del decennio.

Personalmente ritengo che il mercato stia sottovalutando la capacità di Marvell di sfruttare a pieno la crescita dell’AI e di espandersi oltre AWS.

L’autorizzazione al buyback da 5 miliardi di dollari, unita all’ASR da 1 miliardo, è un segnale di fiducia molto forte da parte del management e, secondo me, anche del mercato.

Insomma, credo che un rivalutazione del titolo sia solo questione di tempo. L’attuale fase di forza potrebbe sembrare eccessiva, ma io preferisco mantenere la posizione e se ci saranno correzioni aggiungere ulteriormente.

In un settore in cui la competizione cresce e le opportunità si moltiplicano, Marvell resta per me uno dei nomi più interessanti da tenere in portafoglio.

mercoledì 8 ottobre 2025

AMD mostra i muscoli e fa un accordo miliardario con OpenAI

Il mercato ha iniziato a riconoscere meglio la solidità del caso AMD e la sua crescente competitività, complice anche la notizia degli aumenti di prezzo delle GPU principali. Era quindi naturale che sia gli analisti avessero già rivisto al rialzo le stime sui ricavi futuri dell’azienda.

Quando ho visto AMD guadagnare un ulteriore 30%, la mia prima reazione è stata istintiva: "magari il mercato sta esagerando". Eppure, dopo aver rifatto i miei conti, mi sono accorto che non solo il mercato non stava reagendo in eccesso, ma potrebbe addirittura essere in ritardo nel riconoscere il reale valore di ciò che AMD sta costruendo.

L’appoggio di OpenAI è un segnale fortissimo

Durante un’intervista a CNBC, OpenAI ha sottolineato alcuni motivi che hanno portato all’accordo con AMD, tra cui la notevole capacità di calcolo per l’inferenza. Ha anche specificato che Nvidia (NVDA) resterà comunque un partner importante.

Ciò che mi ha colpito è che non è stato del tutto chiaro perché OpenAI abbia scelto AMD per un accordo così grande, invece di continuare semplicemente a rafforzare la partnership con Nvidia. Ho riflettuto su questo, e ho sviluppato alcune ipotesi.

La prima, la più intuitiva, è la diversificazione. Nvidia resta il leader indiscusso nell’IA, ma AMD, con le nuove linee MI400 e MI450, sta emergendo come un competitor credibile, capace di offrire prodotti molto competitivi sia per prezzo che per potenza di calcolo. OpenAI ha bisogno di tutta la potenza computazionale possibile, e diversificare le proprie fonti è una mossa logica.

Così facendo, OpenAI riduce la dipendenza da Nvidia, stimola la concorrenza nel mercato delle GPU e bilancia i rapporti di forza, favorendo un ecosistema più equilibrato e innovativo.

C’è poi un secondo aspetto, più finanziario: OpenAI ha diritto fino a 160 milioni di azioni AMD tramite warrant, legati a obiettivi di prezzo (come il raggiungimento dei 600 dollari per azione) e traguardi operativi, come la consegna del primo gigawatt di capacità su un totale di sei.

In altre parole, OpenAI non si limita a comprare GPU da AMD: scommette direttamente sulla crescita del suo valore azionario.

Per AMD, questo accordo è una miniera d’oro: significa potenzialmente miliardi di dollari in nuovi ricavi e, soprattutto, il riconoscimento pubblico da parte di uno degli attori più importanti dell’intera rivoluzione dell’intelligenza artificiale.

Il lato oscuro della medaglia

Nonostante l’entusiasmo, non posso ignorare un rischio che da analista vedo sempre più spesso: la circolarità del denaro nell’ecosistema AI.

In molti casi, i soldi sembrano muoversi tra gli stessi grandi nomi, gonfiando le valutazioni più sulle promesse che sui flussi di cassa effettivi.


Pensiamo a Microsoft (MSFT) che investe in OpenAI e poi usa Azure per addestrarne i modelli, generando ricavi “interni”. O a Nvidia che investe in OpenAI, la quale a sua volta utilizza quei fondi per acquistare GPU Nvidia. È un circuito chiuso.

Questo tipo di dinamica può gonfiare le capitalizzazioni di mercato senza una crescita reale di cash flow. Finché la domanda per i prodotti derivati da questi investimenti (i modelli di AI) resta concreta e crescente, il ciclo rimane sostenibile.

Ma se gli investimenti infrastrutturali crescessero più rapidamente dei ricavi, potremmo assistere a una bolla fatta di valutazioni elevate e flussi di cassa deboli.

Non credo che ci siamo ancora, ma è un rischio da monitorare con attenzione.

Perché penso che il mercato stia sottovalutando AMD

Nonostante la mia cautela, credo che il mercato non stia ancora cogliendo appieno la portata economica dell’accordo con OpenAI. Parliamo di sei gigawatt di potenza computazionale, che equivalgono, in stime molto approssimative, a decine di miliardi di dollari di ricavi.

Facendo qualche conto: una GPU AMD può consumare circa 1.000 watt. Se i 6 GW verranno consegnati in sei anni, significa circa un milione di GPU all’anno. Con un prezzo medio stimato di 20.000 dollari per GPU, parliamo di 20 miliardi di ricavi annui tra il 2026 e il 2031.

Eppure, queste cifre non sembrano ancora riflesse nelle stime di mercato. Le proiezioni di consenso per il 2027 parlano di circa 50 miliardi di dollari di fatturato, ma rivedendo i miei modelli e adottando ipotesi più aggressive, una cifra tra i 50 e i 60 miliardi appare tutt’altro che irrealistica.

Anche dopo un +30% sul titolo, i multipli, corretti per la compensazione azionaria, si sono ridotti, lasciando spazio a ulteriori margini di rivalutazione.

L’accordo con OpenAI potrebbe liberare un valore enorme per AMD, che, nonostante la recente corsa, mantiene un potenziale di crescita notevole.

Tuttavia, non considero AMD un acquisto “ovvio” a questi livelli, bensì un buy prudente: le prospettive restano eccellenti, ma i rischi legati a esecuzione, concorrenza, diluizione e ritmo di crescita del mercato richiedono attenzione costante.

Personalmente, continuo a credere nel vantaggio competitivo di lungo periodo di AMD, ma con la consapevolezza che, in questo contesto di entusiasmo generalizzato per l’AI, la prudenza è la miglior forma di ottimismo.

martedì 7 ottobre 2025

NIO, tanta paura ma alla fine sta tornando l'elettrico cinese

A metà maggio di quest’anno ero convinto che NIO sarebbe stata una leader nell'elettrico cinese ma fu oscurata dalla prorompente BYD. Il mercato stava sottovalutando la solidità del suo business e che il titolo avesse ampi margini di recupero dopo mesi di contrazione eccessiva della valutazione.

Da allora, la mia fiducia è stata premiata: le azioni NIO sono salite di circa l’83%, segnando un rally impressionante che riflette un ritorno di entusiasmo da parte degli investitori. Oggi vorrei approfondire i risultati finanziari più recenti e i dati sulle consegne, che confermano come la ripresa sia tutt’altro che effimera.

Il secondo trimestre del 2025 ha mostrato segnali incoraggianti. NIO ha consegnato 72.056 veicoli, con una crescita del 25,6% su base annua. La maggior parte di queste vendite proviene ancora dal marchio principale, ma anche le nuove linee ONVO e FIREFLY stanno iniziando a farsi spazio, ampliando il potenziale del gruppo.


Ma è nel terzo trimestre che ho visto la vera accelerazione: solo a settembre le consegne sono salite a 34.749 unità, in crescita del 64,1% rispetto all’anno precedente, dopo un già robusto +55,2% in agosto. In totale, nel periodo luglio-settembre, NIO ha raggiunto 87.071 consegne, segnando un aumento del 40,8%.

Si tratta di massimi storici sia su base mensile che trimestrale, una chiara indicazione che la domanda è in piena espansione e che i consumatori stanno abbracciando con fiducia i modelli NIO nonostante la concorrenza sempre più agguerrita.

I conti del secondo trimestre raccontano una storia di miglioramento graduale ma solido.

I ricavi totali hanno raggiunto 19 miliardi di RMB, con una crescita del 9% su base annua. È vero, l’espansione del fatturato è stata contenuta, ma il dato va letto nel contesto di un trimestre di transizione: le consegne stavano ripartendo e la priorità era l’efficienza operativa.

Proprio su questo fronte, NIO ha mostrato progressi notevoli. Il margine lordo è salito al 10%, in aumento rispetto al 9,7% dello stesso periodo dell’anno precedente e al 7,6% del trimestre precedente. Le perdite operative si sono ridotte del 14%, grazie anche a una maggiore disciplina sui costi amministrativi e di vendita.

Il dato forse più incoraggiante riguarda la perdita per azione, che è scesa a RMB 1,85, battendo le attese degli analisti. Questo dimostra che NIO sta imparando a crescere in modo più efficiente, riducendo le perdite senza rinunciare all’innovazione e alla qualità dei propri veicoli.

Se diamo una sguardo al trimestre in corso, le prospettive sono decisamente incoraggianti. L’azienda prevede ricavi compresi tra 21,8 e 22,9 miliardi di RMB, pari a un incremento annuo di circa 20%, più del doppio rispetto al tasso di crescita del trimestre precedente.



Con la curva delle consegne in netto miglioramento e l’efficienza operativa in crescita, il pareggio operativo potrebbe essere ormai a portata di mano entro la fine dell’anno.

Dopo l’eccezionale performance estiva, il titolo NIO non è più “a sconto” come pochi mesi fa. Tuttavia, il rapporto prezzo/vendite (P/S) resta al di sotto della media quinquennale, segnalando che il mercato potrebbe non aver ancora pienamente riconosciuto la portata della ripresa in atto.

Per chi investe con un orizzonte di medio-lungo periodo, questo rappresenta un’opportunità interessante: siamo davanti a un’azienda che sta ricostruendo solidamente i propri fondamentali, migliorando i margini e ritrovando slancio nei volumi, con un potenziale di rivalutazione ancora aperto.

Sono convinto che NIO stia attraversando una fase di svolta strutturale.

Le consegne record, la progressiva riduzione delle perdite e l’espansione dei margini indicano una ripresa concreta e sostenibile.

La valutazione resta interessante e, soprattutto, il mercato cinese dell’auto elettrica continua a essere uno dei più dinamici e potenzialmente redditizi al mondo.

NIO rappresenta ancora una valida opportunità d’investimento: un’azienda che ha superato le difficoltà degli ultimi anni e che oggi si presenta più efficiente, più focalizzata e con una traiettoria di crescita nuovamente promettente.

In altre parole: una storia di rinascita industriale e finanziaria che merita di essere seguita e vissuta da protagonisti.

lunedì 6 ottobre 2025

Le azioni AMD salgono alle stelle dopo la partnership con OpenAI.

Le azioni sono salite lunedì dopo che il produttore di chip ha annunciato un accordo a lungo termine per alimentare l'infrastruttura di intelligenza artificiale di OpenAI.

OpenAI prevede di implementare 6 gigawatt di unità di elaborazione grafica (GPU) AMD Instinct nel corso della partnership. La prima implementazione da 1 gigawatt inizierà nella seconda metà del 2026, hanno affermato le aziende.

Nell'ambito dell'accordo, OpenAI ha ricevuto un warrant per l'acquisto di un massimo di 160 milioni di azioni AMD al prezzo di 1 centesimo ciascuna. Se emesse integralmente, tali azioni rappresenterebbero circa il 9% della proprietà di AMD al flottante attuale. I warrant scadono il 5 ottobre 2030.

Le azioni AMD hanno guadagnato il 25% nelle contrattazioni pre-mercato di lunedì. Alla chiusura di venerdì, le azioni erano in rialzo del 36% quest'anno.

"Questa partnership rappresenta un passo fondamentale per sviluppare la capacità di calcolo necessaria a realizzare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale", ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI. "La leadership di AMD nei chip ad alte prestazioni ci consentirà di accelerare il progresso e di portare i vantaggi dell'intelligenza artificiale avanzata a tutti più velocemente".

La mossa arriva solo poche settimane dopo che OpenAI ha reso il concorrente di AMD Nvidia il suo partner di elaborazione e networking "preferito" per un'espansione pianificata del data center AI e ha accettato di schierarsi almeno 10 gigawatt di sistemi di intelligenza artificiale Nvidia. All'inizio di settembre, le azioni Broadcom sono salite quando il produttore di chip ha annunciato un 

Ordine da 10 miliardi di dollari per chip AI da un nuovo cliente, che il Wall Street Journal ha riportato essere OpenAI.

Oggi, nelle contrattazioni pre-mercato, il titolo Nvidia è sceso dell'1,3%, mentre Broadcom è scivolato dell'1,9%. L' ETF VanEck Semiconductor ha guadagnato l'1,8%, mentre l'ETF iShares Semiconductor è balzato del 2,6%.