giovedì 16 marzo 2017

Gas Naturale, continua la salita malgrado i macro non buoni

Il gas naturale ha l’abitudine di ignorare i dati macro fondamentali anche quando si tratta di informazioni che potrebbero spingerlo verso il basso il suo prezzo. Nel 2016 il prezzo è sceso al livello più basso dal 1998, quando i futures del mese avevano raggiunto un minimo di 1,611 $ per MMBtu (milione di unità termiche britanniche).

Le materie prime tendono ad essere altamente volatili; infatti, il settore delle materie prime è spesso la asset class con la più alta variabilità di prezzo rispetto ad altri mercati tradizionali, come azioni, obbligazioni e valute. La propensione alla volatilità dei prezzi porta spesso il prezzo di una merce a salire ai massimi sfidando ogni spiegazione razionale e cadere ai minimi di gran lunga inferiori ai livelli che la teoria economica classica imporrebbe.

Uno dei motivi che cui le materie prime sono così volatili è che i trader dei mercati future possono controllare una posizione significativa long/short con un margine del 5-10% del valore contrattuale. Il flusso di capitali speculativi uniti alle condizioni geopolitiche e altri fattori globali, provoca una maggiore variazione dei prezzi delle materie prime. Pertanto, quando si parla del prezzo del gas naturale, è probabile che i minimi visti lo scorso anno alla fine della stagione invernale siano una sovra-estensione verso il basso.

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Il grafico qui sopra mostra il prezzo del gas naturale, come possiamo notare è diminuito di circa il 30% da fine dicembre a fine febbraio. L’open interest è aumentato proprio con la discesa del prezzo. Tuttavia, appena gli indicatori di momentum e la forza sono scesi in territorio oversold, il prezzo ha trovato un supporto a 2.7 molto interessante, da quel momento c’è stata la ripresa fino a 3 $ per MMBtu lo scorso Venerdì. Il rally è stato tecnico, i fondamentali continuano a puntare ad una condizione di eccesso di offerta.

Il dato che ha cambiato tutto, le riserve

Secondo quanto pubblicato, il dato sul cambiamento del numero di piedi cubi di gas naturale è stato negativo di 68 miliardi, mentre nella precedente rilevazione aveva segnato +7 miliardi. Gli analisti avevano previsto un calo di 61 miliardi. Le riserve di gas naturale sono scese più del previsto. Questo è stato un cambiamento significativo di 7 miliardi di piedi cubi.

Il prezzo del gas naturale è andato quindi in controtendenza al trend di riduzione delle materie prime e ha guadagnato terreno nonostante un forte calo di oltre il 5,0% del greggio . Il gas naturale è stato anche resiliente questa settimana a fronte di un dollaro forte.

Alte le scorte potrebbero fare pressione sul prezzo del gas naturale. Tuttavia, il freddo potrebbe guidare i prezzi nel breve termine. Ad Aprile infatti, i futures sull’ETF del GAS, United States Natural Gas (UNG), sono saliti dell’1,1% e sono stati scambiato a 3 $ per MMBtu.

I prezzi sono cresciuti molto durante il mese a causa del rapporto di inventario del gas naturale rialzista e delle previsioni di tempo freddo. Lo S&P500, il Dow Jones e il NASDAQ sono in prossimità di livello alti. Lo slancio rialzista nel mercato azionario degli Stati Uniti potrebbe sostenere la domanda di gas naturale e di prezzi del gas.

Come si muovono i grandi investitori

Il 10 marzo 2017, la CFTC (Stati Uniti Commodity Futures Trading Commission) pubblicherà il suo settimanale “Commitment of Traders”, rapporto per la settimana terminata il 7 marzo 2017.

Il 3 marzo 2017, la CFTC ha riferito che gli hedge fund hanno aumentato la loro posizione netta sul lungo in contratti future e opzioni di gas naturale degli Stati Uniti per 2.477 contratti a 78.292 dal 21-28 Febbraio, posizione long per il 2017. I contratti degli hedge fund sul gas naturale sono vicino al livello più basso del 2017, 75,815 contratti nella settimana terminata il 21 febbraio 2017. Questo suggerisce che i fondi speculativi sono meno rialzista sul gas naturale.

Gli hedge fund potrebbero aver ridotto le loro posizioni long a causa dei fondamentali del gas naturale. Alti inventari e il clima mite in questo periodo dell’anno stanno facendo pressione sui prezzi. I prezzi del gas naturale possono avere un impatto sui guadagni di alcuni produttori come Southwestern Energy (SWN).

lunedì 13 marzo 2017

Votazioni in Olanda, cosa accadrà se vinceranno gli anti-europeisti

Il giorno 15 marzo gli olandesi sono chiamati alle votazioni e mezza Europa guarda con apprensione ciò che succederà, visto che potrebbe segnare l’ascesa di un partito populista anti-europeo sull’onda della Brexit e della vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti. I Paesi Bassi aprono infatti la stagione elettorale europea che proseguirà poi con la Francia e in autunno con la Germania (e forse anche con l’Italia). Sul campo di battaglia si sfidano l’ex premier conservatore, Mark Rutte, e il leader della destra xenofoba ed euroscettica, Geert Wilders.

Il partito liberale del VVD, guidato dal primo ministro Mark Rutte, sarebbe leggermente in testa, con il Partito della Libertà (PVV) del leader anti-islam e anti-Ue Geert Wilders, in flessione, ma che ha una possibilità concreta di aumentare i consensi. Sarebbe la prima volta che, alle elezioni politiche di un Paese fondatore dell’Unione europea, un partito dichiaratamente anti-europeo arriva in testa.

I sondaggi però, che nelle settimane passate avevano dato Wielder in ascesa costante, ora rilevano una flessione del consenso.

La flessione va ricercata, secondo gli analisti olandesi, nella voglia di esprimere un voto utile. Il sistema elettorale dei paesi Bassi é un proporzionale puro. A causa della frammentazione del panorama politico, a queste elezioni saranno presenti 28 partiti e liste, il futuro governo, qualunque sia il partito che prenda la maggioranza, dovrà fare alleanze per governare e nessuna formazione ha ventilato l’ipotesi di coalizzarsi con Wielders. Si dovrebbe tornare cosí al voto o formare un governo eludendo il Pvv. Gli olandesi stanno dunque convergendo sulle formazioni in grado di formare alleanze di governo.

Votazioni in Olanda, Rutte contro gli anti-europeisti

A Bruxelles tirano un sospiro di sollievo e sperano che i sondaggisti non prendano un abbaglio come accaduto negli Stati Uniti con Donald Trump o in Gran Bretagna con la Brexit. La vittoria di Wilders non solo allontanerebbe l’Olanda dall’Europa, ma rischierebbe di dare il via ad un effetto domino che porterebbe Marine Le Pen all’Eliseo in Francia e il partito Alternativa per la Germania su nei sondaggi nella Repubblica Federale.

I sondaggi olandesi realizzati dalle maggiori società, tra cui Ipsos, danno il fenomeno Wilders in via di ridimensionamento però, con 23 seggi (poco più rispetto ai 15 di adesso), mentre riguadagna terreno il partito del premier, premiato da una campagna elettorale capillare presso tutte le fasce di cittadini, e che, secondo alcuni, ha il merito di aver riportato la stabilità economica nel paese. Rutte avrebbe 26 seggi, in calo però dai 43 di adesso. Il vero exploit potrebbe giungere dal giovane verde Klaver. Il suo partito, GroenLinks, attualmente ha 4 seggi: secondo i sondaggi arriverebbe a prenderne 17.

Tuttavia secondo un sondaggio del centro di ricerche Bruges Group solo il 39% degli olandesi è favorevole a rimanere all’interno dell’Unione europea mentre il 23% sarebbe disposto a votare per l’Uscita. A fare la differenza é quel 27% di indecisi.

Wilders dotato di un indubbio fiuto politico, e da un’aperto disprezzo per le minoranze (è finito sotto processo ancora lo scorso dicembre per i suoi apprezzamenti verso la minoranza olandese di origine marocchina), ha saputo assecondare due dei tre fenomeni che caratterizzano gli orientamenti elettorali in Europa e non solo: l’astensionismo, la montante protesta contro i partiti tradizionali, il crescente consenso verso i populismi.

Le prospettive di Wilders di andare al potere sono quasi nulle. L’esito delle elezioni dovrebbe semmai confermare il trend della frammentazione politica in Europa, che rende sempre più difficile la formazione di governi politicamente stabili e coerenti.

Anche se Wilders dovesse vincere le elezioni in Olanda, incontrerà molte difficoltà nel formare una coalizione. Mark Rutte, il principale candidato avversario, ha detto che le possibilità che il VVD salga al governo con il PVV sono pari a zero. Non succederà, chiudendo cosi, tutti i ponti ad un possibile accordo.

Rem Korteweg, ricercatore senior presso il Centre for European Reform (CER), sottolinea che anche gli altri partiti olandesi non sono disposti a formare una coalizione con Wilders. In una dichiarazione ha commentato: “Non mi aspetto che Wilders salga al governo. Né penso che, nel profondo del suo cuore, lui voglia stare al governo perché significa che dovrà scendere a compromessi”.

martedì 7 marzo 2017

EURUSD previsioni, il dollaro recupera leggermente ma attende i tassi e vari macro

Nonostante la conferenza stampa di Trump al congresso e il PIL americano sopra le stime, l’EURUSD è cresciuto leggermente questa settimana senza però fornire dati su eventuali rafforzamenti del biglietto verde o un cambio di direzione. Attendiamo i tassi di interesse, storicamente, col rialzo dei tassi il dollaro dovrebbe rafforzarsi ulteriormente portandosi in area 1.04. La coppia ha tentato di crescere all’inizio dell’anno, ma i dati peggiori del previsto sugli ordini di fabbrica tedeschi di gennaio hanno interrotto la ripresa.

Secondo i dati ufficiali, i nuovi ordini nel settore manifatturiero sono scesi del 7,4% nell’ultimo mese, contro una crescita del 5,2% a Dicembre. La lettura annuale diventa così negativa a -0,8%, da un precedente positivo dell’8,0%. L’unione europea ha pubblicato i dati definitivi sul PIL dell’ultimo trimestre rimanendo invariato a 0,4% per il trimestre e all’1,7% su base annua, mentre negli Stati Uniti, c’è poco che può scatenare grandi movimenti, il paese rilascerà la sua bilancia commerciale e il dato sul credito al consumo nel pomeriggio.

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Il rischio delle elezioni europee

Noi siamo convinti che il rischio politico nei prossimi mesi, come anticipato, possa rimanere. Ma per ora con le aspettative dei tassi di interesse europei, l’EURUSD non mostra segnali di una lunga tendenza sul dollaro. C’è però il rovescio della medaglia, è difficile entusiasmarsi per l’euro, nonostante possano migliorare le tendenze macro e inflazionistiche, almeno fino a quando la BCE dichiari chiaramente un cambiamento nella sua politica. Ma dato l’equilibrio generale del rischio per l’Europa, non dovremmo aspettarci che il cambiamento avvenga in occasione della riunione della BCE di Giovedì.

Prima di tutto dobbiamo fare comunque una premessa, i partiti anti Euro, è bene precisarlo, non hanno vinto: l’Unione Europea non è guidata da leader contrari all’organizzazione sovranazionale. Semplicemente, il numero di consensi (e quindi di voti) ricevuti dai partiti contrari in primo luogo alla moneta unica è cresciuto esponenzialmente e, per gli europeisti (perciò quelli a favore della moneta unica), in maniera preoccupante. Ma a tutto questo potrebbe reagire il cambio?

Il cambio EURUSD ha raggiunto un massimo di 1,0640 negli ultimi giorni, testando i massimi stabiliti nelle scorse settimane, ma da allora è sceso fino a quota 1,0570 (oggi), in calo dello 0,37%. Il test fallito della resistenza ha avuto luogo prima di raggiungere un livello di ipercomprato, segno di debolezza interna che suggerisce inoltre una probabile vendita nel breve termine. Il primo supporto si trova a circa 1.0560. Su un calo al di sotto di questo livello, il prossimo supporto è a 1,0495, test stabilito il 22 febbraio a 1,0494.

Un calo al di sotto di questo supporto avrebbe darebbe il via ad una tendenza al ribasso toccando il livello dell’11 gennaio a 1,0454. Tale mossa potrebbe anche confermare la rottura del ritracciamento 61,8% all’inizio di gennaio dando il via ad ritracciamento verso i 1,0340. Al contrario invece potrebbe salire fino a 1.820.

Le previsioni rimangono ribassiste

Il dollaro è tornato di moda, in rally contro tutti i suoi principali rivali dato che l’incertezza politica pesa sulle valute europee. Le parole di Marine Le Pen, leader dei francesi di estrema destra del partito Front National, che ha promesso che se eletta, il suo partito avrebbe fatto uscire la Francia fuori dell’Unione europea, e avrebbe combattuto l’Islam radicale.

La notizia è arrivata dopo che il Presidente della BCE Draghi ha respinto le accuse degli Stati Uniti su una manipolazione della valuta, e ha aggiunto che la Banca centrale è pronta ad aumentare sia la dimensione sia la durata del suo programma di acquisto di obbligazioni se le prospettive di inflazione dovessero rimanere basse. Lunedì, la Merkel ha perso il primo posto nei sondaggi per la poltrona dei centro-sinistra socialdemocratici.

Tutte queste notizie, sommate ai macro segnalati in precedenza indicano previsioni ribassiste per il cambio nelle prossime settimane, ricordiamo che l’Olanda è alle urne il prossimo 15 marzo, mentre le presidenziali francesi ci sono in Aprile.

mercoledì 1 marzo 2017

Warren Buffett, i punti importanti della annuale lettera agli azionisti

L’investitore miliardario Warren Buffett attira sempre un grande pubblico con la sua lettera annuale agli azionisti Berkshire Hathaway, ma l’edizione di quest’anno non ha rivelato più di quanto abbia fatto in passato. Denominato il Saggio o l’Oracolo di Omaha, Warren Buffett è ampiamente considerato come uno degli investitori di maggior successo nella storia. La conglomerata Berkshire Hathaway è una delle più grandi aziende americane e ha decine di società controllate, ferrovie, assicurazioni, tecnologiche ed energetiche. La Berkshire Hathaway ha registrato una capitalizzazione intorno i 420 miliardi di dollari nel 2016 con un fatturato intorno ai 24 miliardi di dollari di utile netto. Buffett è al terzo posto della classifica Forbes degli uomini più ricchi del mondo.

Puoi leggere la lettera originale cliccando qui.

La lettera rilasciata Sabato descrive le prestazioni delle oltre 90 aziende che Berkshire possiede. Ma a parte questo, Buffett ha utilizzato il resto della lettera per ribadire i punti chiave sull’economia e gli investimenti futuri. Il miliardario si è soffermato su questi argomenti anche nel corso di una apparizione televisiva di tre ore Lunedì 27 Febbraio su CNBC. Ecco alcuni punti salienti di ciò che l’86enne presidente e amministratore delegato ha detto di Berkshire.

Meglio evitare le linee aeree?

Buffett ha sollevato le sopracciglia lo scorso autunno quando ha investito più di 9 miliardi di dollari in azioni di compagnie aeree dopo anni in cui ha sollecitato gli investitori di stare lontano dal settore del trasporto aereo. Berkshire è oggi uno dei più grandi azionisti di American Airlines (AAL), Delta Air Lines, United Continental (UAL) e Southwest (LUV). La domanda allora nasce spontanea, cosa è cambiato? Ha offerto una spiegazione per il suo cambiamento di rotta verso le compagnie aeree, sottolineando come siano migliori aziende dopo il consolidamento del settore.

Nel 2008 infatti, nella classica lettera agli investitori, Buffett aveva etichettato le compagnie aeree come il peggior tipo di attività perché crescono rapidamente ma richiedono significativi investimenti per crescere guadagnando poco. Intanto all’inizio di questo mese, Berkshire ha riferito di aver raddoppiato la sua posizione all’8,79% di American Airlines e ha aumentato di 2 miliardi di dollari di Southwest.

Buffett ha detto che la partecipazione di Berkshire in American Airlines Group è stato supervisionata da uno dei suoi due gestori di investimenti, Todd Combs e Ted Weschler. Le persone vicine alla vicenda hanno già detto che Weschler, 55, ha studiato il settore del trasporto aereo lo scorso anno dopo aver visto una presentazione dal CEO americano Doug Parker, il quale sosteneva che il consolidamento si era concluso e il ciclo che aveva afflitto la sua compagnia e concorrenti per decenni era terminato.

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I vantaggi dei fondi a basso costo e i fallimenti

Buffett continua spiegando ancora una volta i vantaggi dei fondi indicizzati a basso costo. Ha detto che stima che i ricchi investitori che si affidano a consulenti a costi elevati hanno sprecato più di 100 miliardi nel corso degli ultimi dieci anni. Può essere estremamente difficile per gli investitori determinare se un gestore di fondi ha la rara capacità di sovraperformare il mercato azionario. Quindi Buffett ha sottolineato il perchè la maggior parte degli investitori non provano nemmeno a cercare i migliori.

Il gestore di investimenti, Cole Smead, ha riferito che secondo il suo parere Buffett ha esaltando troppo le virtù della Berkshire, evitando di parlare dei fallimenti come Tesco o addirittura come il tentativo d’acquisto da 143 miliardi da parte di Krafth nei confronti di Unilever, dove la stessa Berkshire ha partecipato con 3G Capital. Smead continua dicendo come Buffett e il suo partner, il 93enne, Charlie Munger, sembrano preoccupati per come l’eredità della Berkshire possa essere percepita.

Detto questo Buffett ha ribadito la sua visione a lungo termine per un’America prospera, ma soprattutto spera in una guida chiara della politica di quest’anno.

Ripeto quello che ho detto in passato e ripeterò nei prossimi anni: I bambini nati in America oggi sono il raccolto più fortunato nella storia


Sottolineando in questo modo come secondo il suo parere l’economia sarà “OK” sotto la presidenza Donald Trump. Buffett è un democratico di lunga data ed ha sostenuto Hillary Clinton nella campagna dello scorso anno.

Incrementa la sua posizione in Apple

Certo, nel portafoglio di Berkshire di quei fondi passivi ancora non ce ne sono: vederne entrare uno sarebbe la vera rivoluzione. Per ora Warren Buffett continua a fare investimento attivo, scegliendo con cura le società e i segmenti su cui puntare. Eppure nella lettera non c’è nessun dettaglio sulle operazioni più recenti e più discusse di Berkshire.

La scelta di uscire definitivamente da Wal-Mart, quella di entrare con decisione in due compagnie aeree come American Airlines e Delta, la scomoda partecipazione nella banca Wells Fargo, travolta dallo scandalo dei conti aperti all’insaputa dei clienti.

Né le ragioni della rinnovata fiducia nell’acquistare ancora azioni Apple, che lo ha portato – si è scoperto lunedì – a raddoppiare la partecipazione nella compagnia da dicembre a oggi: 133 milioni di azioni, per un valore di 18 miliardi di dollari. L’Oracolo di Omaha si è però lanciato in una difesa delle aziende che fanno “buyback”, cioè che usano il denaro in cassa (o ne prendono in prestito) per ricomprare le proprie azioni, anziché investire.

Di seguito vi mostriamo il portafoglio aggiornato di Warren Buffett con le 20 società principali.

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martedì 28 febbraio 2017

Dividendi, la lista dei migliori titoli che li aumentano da decenni

L’elenco è composto dai migliori titoli che danno dividendi in aumento da oltre 50 anni in modo consecutivo. Di seguito l’elenco dei 19 titoli in ordine alfabetico.

Se confrontiamo l’elenco con l’indice S&P 500 negli ultimi 25 anni, possiamo notare come a fronte di un rendimento del 9,8% annuo dello S&P 500, l’elenco di questi Re dei Dividendi ha restituito un rendimento del 14% annuo. Solo un titolo di questo elenco ha sottoperformato rispetto all’indice, Northwest Natural Gas.

1 – American States Water (AWR)
2 – California Water Services Company (CWT)
3 – Cincinnati Financial (CINF)
4 – Colgate-Palmolive (CL)
5 – Dover Corporation (DOV)
6 – Emerson Electric (EMR)
7 – Farmers & Merchants Bancorp (FMCB)
8 – Genuine Parts Company (GPC)
9 – Hormel Foods (HRL)
10 – Johnson & Johnson (JNJ)
11 – Coca-Cola (KO)
12 – Lancaster Colony (LANC)
13 – Lowe’s (LOW)
14 – 3M (MMM)
15 – Nordson (NDSN)
16 – Northwest Natural Gas (NWN)
17 – Parker-Hannifin (PH)
18 – Procter & Gamble (PG)
19 – Vectren (VVC)

American States Water (AWR)

Dividend Yield: 2,2%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 6,9% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 62 anni

L’azienda è stata fondata nel 1929 e ha sede a San Dimas, CA. American States Water ha una capitalizzazione di mercato di $ 1,6 miliardi. Ed è una holding che fornisce approvvigionamento idrico, attraverso l’acquisto, la produzione, la distribuzione e la vendita di acqua e servizi di distribuzione di energia elettrica.

California Water Services Group (CWT)

Dividend Yield: 2.1%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 8,9% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 50 anni

California Water Service Group è una holding, simile ad AWR, che si impegna e fornisce approvvigionamenti idrici e altri servizi correlati in California, Washington, New Mexico, e Hawaii attraverso le sue società interamente controllate. La società è stata fondata nel 1926 e ha sede a San Jose, CA.

Cincinnati Financial (CINF)

Dividend Yield: 2.8%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 4,6% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 56 anni

Cincinnati Financial Corp. fornisce servizi assicurativi sulle proprietà e assicurazioni vita. L’azienda è stata fondata da John Jack Schiff Sr., Robert Cleveland Schiff, e Harry M. Turner nel 1968 e ha sede a Fairfield, OH.

Colgate-Palmolive (CL)

Dividend Yield: 2.4%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 10,5% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 54 anni

Colgate-Palmolive è una delle maggiori imprese di beni di consumo di marca in tutto il mondo. L’azienda è stata fondata da William Colgate nel 1806 e ha sede a New York, NY.

Dover Corporation (DOV)

Dividend Yield: 2.2%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 11,5% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 61 anni

Dover Corp. è impegnata nella produzione di apparecchiature, componenti e sistemi speciali, oltre a fornire ingegneria di supporto, test e altri servizi simili. I settori di competenza sono: Energia, Engineered Systems, fluidi, refrigerazione ed attrezzature alimentari. L’azienda è stata fondata da George L. Ohrstrom nel 1947 e ha sede a Downers Grove, IL.

Emerson Electric (EMR)

Dividend Yield: 3.2%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 8,4% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 60 anni

Emerson Electric produce e sviluppa processi i sistemi di controllo, valvole e strumenti analitici. L’azienda è stata fondata da Charles Meston e Alexander Meston il 24 settembre, 1890 ed ha sede a St. Louis, MO.

Farmers & Merchants Bancorp (FMCB)

Dividend Yield: 2.1%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 5,4% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 52 anni

Farmers & Merchants Bancorp è una holding bancaria con interesse nella fornitura di servizi bancari online per aziende e privati. La società è stata fondata il 10 marzo 1999 ed ha sede a Lodi, CA.

Genuine Parts Company (GPC)

Dividend Yield: 2.7%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 6,9% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 60 anni

Genuine Parts Co. è impegnata nella distribuzione di componenti automobilistici di ricambio, pezzi di ricambio industriali, prodotti per l’ufficio e materiali elettrici / elettronici. L’azienda è stata fondata da Carlyle Fraser il 7 maggio 1928 e ha sede a Atlanta, GA.

Hormel (HRL)

Dividend Yield: 1.9%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 14,4% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 51 anni

Hormel ha un’attività di produzione e commercializzazione di prodotti a base di carne e di altri alimenti preparati. L’azienda è stata fondata da George A. Hormel nel 1891 e ha sede a Austin, MN.

Johnson & Johnson (JNJ)

Dividend Yield: 2.8%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 8,6% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 54 anni

Johnson & Johnson è una holding di partecipazioni con interessi in prodotti per la cura della salute. Si impegna in ricerca e sviluppo, produzione e vendita di prodotti igienici per la cura personale, prodotti farmaceutici e apparecchi chirurgici. La società è stata fondata da Robert Wood Johnson I, James Wood Johnson e Edward Mead Johnson Sr. nel 1886 e ha sede a New Brunswick, NJ.

Coca-Cola (KO)

Dividend Yield: 3.4%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 9% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 54 anni

The Coca-Cola Company è una delle aziende più note del mondo grazie ai suoi prodotti e alla sua onnipresenza dovuta agli sforzi di un marketing di classe mondiale. L’omonima bevanda è conosciuta in tutto il mondo ed è uno dei simboli americani. L’azienda è stata fondata da Asa Griggs Candler nel 1886 e ha sede a Atlanta, GA.

Lancaster Colony (LANC)

Dividend Yield: 1.7%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 6,4% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 54 anni

Lancaster Colony Corp. è un produttore e distributore di prodotti alimentari per i mercati al dettaglio e della ristorazione. Produce e commercializza condimenti per insalate, frutta glassata e salse. L’azienda è stata fondata nel 1961 e ha sede a Columbus, OH.

Lowe’s (LOW)

Dividend Yield: 1.9%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 26,1% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 54 anni

Lowe’s Inc. è impegnata nella vendita di prodotti per la casa al dettaglio.
Offre prodotti per la manutenzione, riparazione, ristrutturazione, decorazione della casa e la manutenzione della proprietà. Lowe è stata fondata nel 1946 e ha sede a Mooresville, NC.

3M (MMM)

Dividend Yield: 2.5%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 9,3% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 58 anni

Produce e distribuisce prodotti di consumo quali carta, gadget elettronici e forniture mediche. La società è stata fondata da Henry S. Bryan, Hermon cavo W., John Dwan, William A. McGonagle e J. Danley Budd nel 1902 e ha sede a St. Paul, MN.

Nordson (NDSN)

Dividend Yield: 0.9%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 10,8% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 53 anni

Nordson Corp., produce e commercializza prodotti e sistemi utilizzati per adesivi, rivestimenti, sigillanti, biomateriali e altri materiali. La società è stata fondata da Eric T. Nord, Evan W. Nord e Walter G. Nord nel 1954 e ha sede a Westlake, OH.

Northwest Natural Gas (NWN)

Dividend Yield: 3.2%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 3,5% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 61 anni

Northwest Natural Gas possiede, distribuzione e gestisce impianti di stoccaggio sotterranei di gas naturale. L’azienda è stata fondata da H. C. Leonard e John Green, il 7 gennaio 1859 ed ha sede a Portland, OR.

Parker-Hannifin (PH)

Dividend Yield: 1.8%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 16,0% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 60 anni

Parker Hannifin-Corp. è un produttore di tecnologie e sistemi di movimentazione e controllo, fornisce soluzioni ingegneristiche per i mercati della telefonia mobile, industriale e aerospaziale. L’azienda è stata fondata da Arthur L. Parker nel 1918 e ha sede a Cleveland, OH.

Procter & Gamble (PG)

Dividend Yield: 3.1%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 9,2% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 60 anni

Procter & Gamble fornisce beni di consumo confezionati di marca ai suoi consumatori. L’azienda è stata fondata da William Procter e James Gamble nel 1837 e ha sede a Cincinnati, OH.

Vectren (VVC)

Dividend Yield: 3.0%
Tasso di crescita del dividendo in 10 anni: 2,6% annuo
Aumenti dei dividendi consecutivi: 57 anni

Vectren Corp. è una holding del settore energetico. Offre prodotti connessi all’energia e servizi che includono servizi alle infrastrutture, servizi energetici, estrazione del carbone. La società è stata fondata il 10 giugno 1999 e ha sede a Evansville, IN.