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mercoledì 6 febbraio 2013

Siamo di fronte ad una correzione, ci vuole pazienza e tanta cautela

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +94.77%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +135.24
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +27.17%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +11.43%
Gemme nascoste nel 2012 +354.57%
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Chi ha pazienza può avere ciò che vuole.
(Benjamin Franklin)
L'indice S&P 500 è salito negli ultimi 3 mesi del 6%. Ogni investitore sa che oltre un certo limite non si può andare, prima o poi arrivano le prese di profitto e le rivalutazioni dei prezzi azionari. La crescita esplosiva degli ultimi mesi non ha nemmeno guardato in faccia i dati negativi macroeconomici americani, il calo del PIL e il leggero aumento della disoccupazione.

Sono ormai settimane che segnaliamo un ritracciamento, la stessa BlackRock aveva ipotizzato una discesa del 10/15% sottolineando come siamo ben lontani dalla recessione, è una correzione tecnica che permetterà di acquistare ottime società a prezzi più vantaggiosi.

Le incertezze politiche europee, con la Spagna sotto i riflettori a causa dello scandalo tangenti che hanno fatto richiedere le dimissioni del premier da parte dell’opposizione e con l’Italia in forte negatività a causa dei conflitti politici prima delle elezioni per capire chi dirigerà prossimamente il paese, hanno portato ad un abbassamento di fiducia sui mercati del nuovo e vecchio continente.
Morgan Stanley intanto con un report nominato Now we’re getting worried sottolinea come l'Italia torni a far paura. Il report è stato preparato da Laurence Mutkin, rate strategist di Morgan Stanley. La tesi centrale di Mutkin è che il calo del rischio sistemico sovrano non poggia su motivazioni reali e che quindi il momento di grazia per i mercati europei potrebbe essere al capolinea.
Ovviamente i pericoli maggiori riguardano Italia e Spagna i cui rendimenti dei titoli di Stato potrebbero tornare sotto i riflettori e minare la fragile ripresa delle maggiori economie del Club Med. Sono due i fattori destinati a innescare la nuova fase della crisi del debito: il rafforzamento della moneta unica e la risalita dei tassi interbancari. Fonte borse.it
La tendenza quindi sembra una retromarcia, utilities, Beni di prima necessità e sanità hanno iniziato a sovraperformare la scorsa settimana insieme con le prime indiscrezioni di un indebitameno maggiore delle stime per alcuni mercati emergent. I rendimenti del Tesoro sono in aumento, ma tutte le metriche dei titoli di Stato appaiono profondamente ipervenduti e non pertinenti con quello che è avvenuto ieri.

Analisi tecnica Dow Jones febbraio 2013


Anche dal fronte materie prime ci segnali contrastanti, il petrolio ha ripiegato a quota 96.00 e ora mostra possibilità di correzioni a rialzo data la divergenza rialzista oraria tra prezzi e stocastico, che però potrebbe incontrare presto delle resistenze in area 96.40 (punti precedenti e media a 21) e l’oro che è stato dipinto dalla maggior parte dei media come in salita a causa delle forti discese di borsa, ma che a nostro parere è risalito a causa di fattori tecnici che lo stanno mantenendo all’interno dell’ampio range 1,660.00/1,684.00 in attesa di poter decidere da che parte andare.

Nel frattempo i più grandi fondi pensione hanno una posizione piuttosto cauta sull'azionario.
Se vogliamo osservare, oltre ai flussi sui mercati globali, anche la situazione di asset allocation da cui partiamo possiamo notare, ad esempio, che i fondi pensione di Harvard e Yale hanno rispettivamente il 14% e 27% investiti in azioni rispetto a una media storica del 60% oppure che il GPIF, il fondo pensione pubblico giapponese (il più grande al mondo, ndr) dichiara di avere solo il 23% in azionario e il 73% in bond
, sottolinea Jw partners. fonte milano finanza.

Ma i fenomeni delle ultime settimane sembrano confermare una rotazione in atto:
mercati azionari in salita insieme alle curve dei tassi che nei mercati core segnalano una prima seria inversione di trend da molti mesi a questa parte. Con queste premesse, le correzioni cui andremo incontro sui mercati azionari saranno probabilmente limitate, più preoccupante può essere invece quello che potrebbe succedere sui mercati obbligazionari se questa rotazione dovesse continuare. Specialmente nei segmenti corporate ed emerging markets che tanto di moda sono andati negli ultimi mesi.
, aggiunge Jw partners. fonte milano finanza.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

sabato 7 aprile 2012

Siamo nel mezzo di una grande correzione del mercato o no ?


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +66.85%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +124.80
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +15.99%

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo
Il più grande pericolo per noi non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo
Michelangelo Buonarroti (artista)

Questa citazione fa proprio al caso nostro, molti di noi investono nei mercati di tutto il mondo perchè pongono il loro grandi speranze di realizzare profitti sopra la media con ritorni qusi insperati.

Negli ulimi giorni abbiamo vissuto un po di ansia vedendo i valori delle materie prime e gli indici di mercato di Europa e America fare i capricci ed entrare in modalità correttiva dopo l'inizio del mese di Aprile. Le nostre speranze di realizzare grandi profitti con la borsa dipnedono ovviamente dal fatto che abbiamo comprato basso e venduto alto. Entriamo intanto nel dettaglio del perchè c'è stata quest'ultima correzione.

L'ultima riunione della Federal Reserve ha suggerito che un ulteriore stimolo monetario è improbabile è un'asta dei bond spagnoli negativa hanno riacceso le preoccupazioni sulla economia europea, che noi della Domino fin da novembre 2011 vi abbiamo segnalato come in fase riflessiva (stabile) per tutto il 2012.
Queste due condizioni hanno fatto riafforare alcuni malumori tra gli investitori che hanno preferito fare cassa dopo la corsa dall'inizio dell'anno. Tutto comprensibile e da manuale. Se non ci fossero le correzioni non ci sarebbero i saldi in borsa.

Molti analisti a Wall Street hanno ripetuto più volte che il mercato azionario, che ha avuto un trimestre stellare, basti pensare al nostro portfolio Stock Win Usa che si è preso il 26% da inizio anno, doveva tecnicamente entrare in un periodo di pull-back, di storno. Sotto potete visionare il Dow Jones con le medie mobili a 100 e 200 giorni. Notate come in tre mesi il Dow Jones (le 30 industrie più capitalizzate d'America) si sia portato a casa 1000 punti.



Il Dow Jones dovrebbe scendere ad un livello superiore ai 12.500 punti prima di toccare la media mobile a 100 giorni. Prima che questo possa accadere lo stesso indice dovrebbe violare i 13.00 punti, cosa che finora non ha fatto nemmeno nei giorni più bui. Quindi possiamo definire che i 13.000 punti sono un buon punto di partenza come visione di un supporto importante.

Certo la correzione di Martedì ha fatto un po paura, un vero e proprio panic selling, 6 venditori contro 1 compratore. Il NYSE è stato perso d'assalto ma alla fine ha resistito.

Il grafico qui sotto mostra lo S&P 500 negli ultimi 5 giorni, come potete vedere le vendite massicce hanno portato ad una correzione piuttosto marcato dell'indice verso il basso, sono incluse anche le bande di bollinger che chi le conosce. La condizione dell'ultima settimana ha portato molto velocemente ad una situazione di ipervenduto.



Nonostante la correzione attuale, esistono titoli che comunque hanno avuto un movimento verso l'alto. Un esempio è sicuramente la crescita di American International Group (AIG), la quale è salita del 6% dopo che un analista di Bernstein Wealth Management ha aggiornato il titolo da outperform con un possibile 50% di crescita potenziale. Questo dovrebbe fare il governo federale molto felice.

Devon Energy (DVN) Devon Energy Corporation è un'impresa indipendente impegnata nella ricerca, sviluppo e produzione di petrolio, gas naturale e liquidi di gas naturale (NGLS). Le operazioni della società sono concentrate in aree del Nord America onshore negli Stati Uniti e Canada. Possiede anche gasdotti, impianti e di trattamento in molte delle sue zone di produzione. Devon è impegnata nello sviluppo commerciale di gas naturale da scisti a da un vapore usato per produrre petrolio dalle sabbie bituminose canadesi. Nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011 possedeva 1089 pozzi negli Stati Uniti e in Canada 1045 pozzi.

Mercoledì dopo che il loro CEO ha annunciato agli analisti che la DVN non ha intenzione di utilizzare i suoi 7,1 miliardi dollari in contanti per le acquisizioni di grandi dimensioni ma che la società concentrerà i suoi investimenti in progetti di esplorazione e produzione in Nord America.



Ci sono altri 30 titoli del Dow che si potrebbero desiderare di aggiungere alla vostra "lista dei desideri", e la situazione finanziaria della maggior parte di tali società parla di un mercato azionario e un'economia che vuole muoversi verso l'alto.

La Fed e Bernanke hanno reso le loro intenzioni finali molto chiare. Non vogliono la deflazione, manterranno tassi di interesse a zero, faranno investimenti alternativi come azioni e materie prime. Ecco perché io non sono convinto che siamo nel bel mezzo di una correzione. Sembra più probabile che questo è un opportunista di pull-back, che sarà seguita da un'altra buona crescita verso l'alto nei prossimi mesi.

Il tempo ci dirà se avrò o no avuto ragione, ma ricordate sempre di non farvi prendere dal panico. Fino a quando il Dow Jones e lo S&P 500 saranno lontani dai livelli di supporto potete stare tranquilli, e poi comunque noi siamo sempre vigili per voi.