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martedì 21 marzo 2017

Domino Solutions report: Starbucks è diventata una opportunità

Dopo aver avuto una non così grande stagione degli utili, Starbucks, la catena di caffè più grande del mondo è crollata, ma questo non dovrebbe spaventare gli investitori che vorrebbero prendervi posizione, potrebbe invece, essere un’opportunità.

Anche se abbiamo appena completato quella che è stata complessivamente una forte stagione degli utili, una società non si è unita al coro. Starbucks (SBUX), in realtà ha riportato risultati peggiori del previsto ed ha abbassato le prospettive del reddito. Questo ha ovviamente deluso gli investitori, che lo erano diventati per lo più per la forte crescita del gigante del caffè.

Starbucks è uno dei marchi più riconosciuti al mondo. Nella maggior parte delle grandi città di tutto il mondo, è difficile camminare senza vedere il familiare logo di Starbucks incollato su di una tenda verde. Questo dominio globale ha permesso a Starbucks di essere uno dei titoli più performanti del S&P500 negli ultimi 25 anni. Dal momento che è diventato pubblico nel 1992, il prezzo delle azioni è salito di oltre il 16.000%. Nel corso degli ultimi anni, il titolo è stato scambiato a $ 40 a inizio 2015 e ha raggiunto i $ 60 ad inizio 2016. Il 2016 però è stato un anno abbastanza stagnante per il rivenditore caffè, fino al crollo di quest’anno a causa degli utili.

Il prezzo delle azioni ha subito un calo di circa il 10% dopo la pubblicazione delle trimestrali (fine gennaio). Il titolo, grazie alla forza del mercato toro, ha subito recuperato, ma da allora ha perso gran parte dei suoi guadagni. Da un punto di vista puramente tecnico, le cose non vanno così bene per SBUX.

Queste sono alcune cose che non girano per il verso giusto, nonché però, i punti di forza dell’azienda.

Ci sono alcune di variabili che hanno lavorato contro la società nel corso degli ultimi mesi. Prima di tutto, la popolarità di ordinare tramite mobile è stato effettivamente più un danno che un vantaggio. Questo perché gli ordini mobile sono la priorità per i baristi, ma sono serviti nella stessa area del negozio, come tutte le altre bevande. Risultato, attese più lunghe e maggiore confusione tra i clienti.

Inoltre, la catena di caffè ha sperimentato una concorrenza feroce da parte dei competitors, che hanno abbassato il prezzo delle loro bevande di caffè al fine di attirare i clienti. Storicamente Starbucks non ha dovuto preoccuparsi troppo dei prezzi grazie alla fedeltà dei suoi clienti. Ma, prezzi più bassi e più ampie offerte da posti come Dunkin Brands (DNKN) stanno cominciando a fare breccia.

Infine, c’è la questione del tempo. L’inverno molto più caldo del previsto ha danneggiato le vendite di bevande calde, che di solito sono una grande attrazione durante i mesi freddi. Tuttavia, SBUX ha qualcosa che molte altre aziende non hanno, una base di clienti enorme ed estremamente fedele. Per non parlare, del management che ha dimostrato di essere scaltro e innovativo. Nel corso degli anni abbiamo imparato che è una buona idea non sottovalutare l’azienda.

Mentre la società non può controllare il tempo, sicuramente dovrebbe essere in grado di risolvere i problemi delle ordinazione via mobile. E, certamente possono abbassare i prezzi oppure offrire alternative meno costose per le bevande, se dovessero decidere di voler competere sul prezzo.

Gli Stati Uniti rimangono il maggior mercato di Starbucks, che comprende oltre il 50% delle sue sedi a livello mondiale. Nonostante il suo dominio, Starbucks non ha ancora raggiunto il suo massimo punto di saturazione nel paese. Nel 2014, il CEO disse che nel Nord America c’erano ancora pochi store. Da allora, Starbucks è dilagata aprendo 573 nuovi negozi in America nel 2015 e altri 406 nel 2016.

Oltre ad aggiungere nuovi punti vendita negli Stati Uniti, Starbucks sta rendendo più facile per i suoi clienti acquistare il caffè. Nonostante i problemi iniziali, l’applicazione mobile, ha più di 10 milioni di download. Ma nonostante le prospettive rosee in Nord America, il più grande potenziale di Starbucks è altrove.

La vera screscita di Starbucks prende il volo sui mercati internazionali, qui la società è nelle fasi iniziali di una grande espansione, con l’intenzione di aprire più di 9.000 store a livello internazionale nei prossimi quattro anni e il punto focale della sua espansione è la Cina, con una popolazione di 1,2 miliardi.

Oggi, la presenza della società in Cina è minuscola con circa 2.500 negozi. Ma nei prossimi cinque anni, Starbucks prevede di aprire una nuova sede in Cina ogni giorno, portando il numero totale a più di 5.000. Nel lungo periodo, la Cina sarà un mercato più grande rispetto a quello degli Stati Uniti.

Da questo punto di vista, è facile notare che, nonostante il suo incredibile successo negli ultimi 25 anni, Starbucks ha ancora molta crescita davanti a se. I recenti sforzi in Nord America e in tutto il mondo stanno già dando i loro frutti, e i $ 21,68 miliardi di entrate nel 2016 sono un nuovo massimo storico.

Starbucks inoltre, sta utilizzando il suo fatturato record per premiare gli azionisti con miliardi di dollari di riacquisti di azioni proprie e il pagamento dei dividendi. Nel 2014, ha riacquistato 10,5 milioni di azioni ordinarie, nel 2015 29 milioni e a luglio del 2015, ha autorizzato il riacquisto di altri 50 milioni di azioni, pari a più di $ 3 miliardi. La società è stata anche uno dei migliori titoli da crescita di dividendo del S&P 500. Il suo tasso di crescita del dividendo a 5 anni è del 24,7%, superiore al 85% dei suoi colleghi del settore.

lunedì 3 ottobre 2016

Le forniture di caffè minacciate dalla guerra dei coltivatori

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha rilasciato le stime di forniture di caffè della stagione 2016-2017 sottolineando come queste subiranno un crollo della produzione di Robusta mentre l’Arabica aumenterà grazie ad una resa eccezionale in Brasile. In tutto il mondo però, i coltivatori di caffè sono colpiti dai bassi ricavi dei chicchi, allo stesso tempo, si trovano a combattere con un aumento dei costi secondo l’Organizzazione internazionale del caffè.

Molti coltivatori in paesi come El Salvador e Costa Rica hanno subito perdite, secondo le ultime ricerche. Di conseguenza gli agricoltori stanno passando ad altre colture economicamente più interessanti o addirittura stanno lasciando il settore agricolo, minacciando la capacità del settore di soddisfare la crescente domanda internazionale.

La contrazione delle scorte aveva portato alla crescita di zucchero e caffè, mentre le coltivazioni chiave, quali mais e grano, si sono trovate in difficoltà con la partenza della stagione del raccolto USA. Le preoccupazioni relative alla diminuzione delle scorte hanno sostenuto i forti picchi di zucchero e caffè. I future dello zucchero di canna hanno raggiunto il punto più alto degli ultimi quattro anni e il caffè Arabica quello degli ultimi 19 mesi, prima di tornare a livelli più bassi per la caduta del real brasiliano e per l’avvio delle prese di profitto da parte degli hedge funds, possessori di un gran numero di posizioni lunghe.

Lo zucchero è salito del 40% quest’anno, mentre il caffè Arabica del 14%, dopo aver fatto registrare movimenti laterali per una buona parte degli ultimi due anni. Circa 70 paesi in tutto il mondo producono il caffè, ma un prolungato periodo di perdite o bassi profitti potrebbe significare che solo i coltivatori più forti saranno in grado di sopravvivere conducendo il mercato verso un sempre minor numero di coltivatori.

Analisi tecnica ETF caffè COFF

Il sesto Forum sul finanziamento del settore caffeario ha riunito esperti provenienti dal settore pubblico e privato per discutere le sfide che attendono il settore caffè con un focus particolare sulla redditività della coltivazione del caffè. I punti chiave sollevati durante la sessione sono stati i cambiamenti climatici e le condizioni sociali dei coltivatori di caffè.

Infatti, tenendo conto dell’inflazione, i prezzi del caffè sono cresciuti quest’anno del 2,8%, l’ICO ha sottolineato in una ricerca presentata al forum un avvertimento circa la stretta degli aumenti dei costi sempre maggiori causati dalle assunzioni, i fertilizzanti e i macchinari. La ricerca in quattro paesi ha dimostrato che gli agricoltori in Colombia hanno raggiunto profitti operativi bassi nella maggior parte delle stagioni, mentre quelli in Costa Rica e El Salvador hanno sofferto per anni perdite, anche se i coltivatori brasiliani hanno goduto di risultati “positivi”.

La pressione sui margini mette a rischio il futuro di molti produttori di medie e piccole imprese. Infatti, Edgar Cordero, consulente senior global strategies della federazione dei coltivatori di caffè della Colombia, Fedecafe, ha detto che i produttori ricevono sui 200 miliardi di ricavi generati attraverso il mercato di vendita al dettaglio solo 15 miliardi di dollari. Questa bassa redditività è anche alla base dell’allontanamento dei giovani dal settore. L’età media dei coltivatori di caffè è di 55 anni. In Colombia, per esempio, i più giovani sono a caccia di altri posti di lavoro.

L’industria del caffè quindi si sta trasformando, le piccole imprese sempre più pressate dai costi e bassi ricavi lasciano lo spazio e le terre ai giganti produttori che possono supportare i costi con vendite enormi. Questo col tempo metterà pressione sulle forniture, dato che ci vorranno anni prima che il cambiamento sia attuato, nel frattempo, la domanda aumenta e la fornitura cala.