venerdì 15 gennaio 2021

L’aumento del prezzo del petrolio e la bolla del mercato azionario

 Il petrolio sta prolungando la sua ripresa costante dall’inizio del 2021 aiutato da nuovi segnali secondo cui i maggiori produttori mondiali non apriranno i rubinetti e invaderanno il mercato. Il rimbalzo alimentato da un aumento dei viaggi e dell’attività economica a seguito dell’allentamento delle restrizioni sul coronavirus, unito ai tagli alla produzione da parte dei grandi fornitori dall’Arabia Saudita e dalle società statunitensi, stanno alimentando l’ascesa dando agli investitori la fiducia che la domanda supererà l’offerta.

Abbiamo trascorso la prima settimana del nuovo anno con gran parte del mondo che è entrato in modalità lockdown. Per molti l’entusiasmo di lasciarsi alle spalle il temuto 2020 è stato sostituito dalla consapevolezza che il 2021 è semplicemente il 2020, ma più vecchio.

La domanda che ora dobbiamo porci è, se i lockdown si stanno allungando in molti paesi del mondo, perchè il prezzo del petrolio continua a salire? 

Prima di rispondere è giusto che spieghi perchè ho citato anche i produttori americani. I produttori statunitensi di scisto stanno indicando che non hanno fretta di aumentare l’offerta, anzi, stanno pianificando di diminuire i livelli di indebitamento aziendali e restituire denaro agli azionisti con buyback e maggiori dividendi.

Il coronavirus sta scatenando un nuovo caos e innescando nuovi blocchi in tutto il mondo. È improbabile che questa sia una buona notizia per il traffico aereo a breve termine. Eppure il prezzo del petrolio è aumentato fortemente nell’ultima settimana. Il greggio Brent ha dato il via al nuovo anno a circa $ 51 al barile mentre questa mattina è ben oltre i 54 dollari al barile.

La salita sopra i 50 dollari dovrebbe giovare l’economia globale. I prezzi sono ora abbastanza alti da consentire a molte aziende di coprire i costi di produzione, ma non così alti da far lievitare i prezzi del carburante per i consumatori.

Penso che la crescita continuerà nonostante la consegna di vaccini contro il coronavirus sia più lenta di quanto mi aspettassi. Tuttavia, non credo che il mondo abbia davvero bisogno di petrolio in questo momento, quindi non c’è un grande motivo perchè il prezzo salga più di tanto dai livelli attuali, pertanto prevedo ancora una crescita ma limitata. La limitazione nella produzione darà un grosso aiuto oltre al continuo entusiasmo per le risorse in generale. 

Se però cerchiamo una ragione più specifica dietro al rialzo del prezzo del barile, direi che possiamo trovarla solo nelle uscite dell’Opec+. All’inizio di questa settimana l’Opec+ – composto dagli stati del Golfo, guidati da Arabia Saudita e Russia, si è riunito e ha deciso di limitare l’offerta più di quanto i mercati si aspettassero.

La Russia ha ancora in programma di aumentare la produzione, ma l’Arabia Saudita invece si è impegnata a tagliare un altro milione di barili di produzione per compensare, mentre la maggior parte degli altri paesi del cartello ha affermato che manterrà stabile la produzione. Il coordinamento dell’OPEC segna un’inversione rispetto all’inizio dello scorso anno, quando una faida di produzione tra Arabia Saudita e Russia colpì duramente il mercato a causa del crollo della domanda.

La fiducia che l’offerta non aumenterà ha contribuito a spingere le scommesse nette sui prezzi del greggio statunitensi da parte di hedge fund e altri investitori speculativi come mostrano i dati della Commodity Futures Trading Commission.

Presumibilmente i produttori di petrolio sono preoccupati che la nuova diffusione del virus inneschi un nuovo calo della domanda e quindi colpisca i prezzi. Non fa una piega. Detto questo penso che la generosità del taglio saudita sembra “troppo bella per essere vera”. Dopo tutto l’Arabia Saudita e la Russia sono rivali.

Penso che i sauditi abbiano scelto la strada che fa meno male, una mossa a breve termine per cercare di garantire che il prezzo del petrolio non crolli di nuovo. L’importanza dei prezzi del petrolio è costantemente sottovalutata.

I picchi del prezzo del petrolio non sono utili per l’economia globale. Il petrolio agisce sia come una tassa (risucchia denaro che altrimenti potrebbe essere speso altrove) che come pressione inflazionistica (fa salire i prezzi). C’è persino chi argomenta che il picco dei prezzi del petrolio ha effettivamente innescato la crisi finanziaria del 2008 (non io).

Eppure il petrolio è sempre visto come materia prima in via di esaurimento. È un terribile combustibile fossile che verrà sostituito dall’idrogeno o dalla luce solare o dal vento o dal potere del pensiero positivo o qualcosa del genere. Eppure è sempre lì a far paura, perchè il mondo ha fame di petrolio. 

Quindi l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe “pungere” la bolla del mercato azionario statunitense?

Charles Gave di Gavekal fa l’interessante osservazione in una recente ricerca nota che “in passato, un forte aumento del prezzo del petrolio è sempre stato seguito da un calo del rapporto p/e Shiller”. Ora, per coloro che non sanno cosa sia, il rapporto prezzo/utili di Shiller, o Cape ratio, guarda alla valutazione di un mercato (o azione) basata su una media corretta per l’inflazione dei suoi utili negli ultimi dieci anni, piuttosto che su un un solo anno.

Se ti affidi ai dati di un anno ottieni una visione distorta di quanto sia davvero economica o costosa una azione. Ad esempio, le azioni minerarie tenderanno a sembrare molto economiche su base p/e quando i loro utili sono ai massimi livelli (durante un boom delle materie prime), mentre sembreranno molto costose quando è in corso un crollo delle materie prime (perché gli utili precipitano).

Il Cape non è molto utile per il timing sul mercato, ma ha un potere predittivo dei rendimenti futuri migliore della maggior parte degli altri indicatori. Se acquisti quando il Cape mostra che un mercato è economico, la storia indica che i tuoi rendimenti a lungo termine saranno migliori rispetto a quelli di quando acquisti quando il Cape segnala che un mercato è costoso.

I bassi tassi di interesse sono ciò che mantiene alte le valutazioni di mercato. Questo ha un senso. Se la tua alternativa al possesso di azioni è possedere un’obbligazione in cui perdi denaro, ciò suggerisce che dovresti essere disposto a pagare di più per le azioni di quanto faresti se il rendimento delle obbligazioni fosse più alto.

Ma cosa succede se i prezzi del petrolio si riprendono e di conseguenza l’inflazione aumenta?
Io penso che siamo di fronte ad una valutazione alta dei mercati, ma non siamo in presenza di una bolla. Una ipotetica bolla potrebbe scoppiare solo nel caso in cui la Fed sia costretta ad aumentare i tassi di interesse di parecchi punti per far fronte ad un aumento molto alto dell’inflazione. 

Quanto dovrebbe essere l’inflazione prima che la Fed sia costretta ad aumentare i tassi? Difficile dirlo, ma penso che fino a 3-4 punti percentuali non si muoverebbe, quindi c’è ancora un po’ di strada da fare, probabilmente anni.

Giuseppe Pascarella

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mercoledì 5 febbraio 2020

Bernie Sanders È Il Peggior Incubo Di Wall Street

Inaspettatamente Bernie Sanders ha vinto le elezioni in Iowa, stato da sempre riconosciuto come anticipatore del futuro antagonista nella corsa presidenziale, ottenendo il 24,4% dei voti, seguito da vicino dall’ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg al 21,4%. La senatrice Elizabeth Warren ha raccolto il 18,8%, mentre l’ex vicepresidente Joe Biden, dato per vincente da quasi tutti i sondaggi, non è riuscito ad andare oltre il 15%.

Capisco che per molti di voi sapere che Bernie Sanders ha vinto in Iowa può sembrare una notizia superflua e non interessante, o magari molti di voi neanche sanno chi sia Bernie Sanders. Se volete investire nel mercato americano, ahimè, queste informazioni sono importanti, perchè?

Perchè se Bernie Sanders dovesse vincere le primarie e prendersi pure la Casa Bianca, sarebbe il peggior incubo politico di Wall Street.

Gli investitori odiano notoriamente l’incertezza. Ed è difficile immaginare qualcosa che causerebbe più incertezza al sistema capitalista che eleggere un socialista democratico autoproclamato che chiede una rivoluzione politica.



Sanders vuole vietare il fracking di petrolio e gas, dividere le grandi banche e istituire un’imposta sul patrimonio. Immaginate niente di peggio per un mercato capitalista come quello americano? Io no.

Ecco perché Wall Street sente Sanders col fiato sul collo e queste elezioni in Iowa non sono state viste di buon occhio dalla maggior parte degli hedge founder d’America. Tra l’altro ci si aspetta anche la vittoria nel Super Tuesday. Saremmo costretti a confrontarci con la realtà secondo cui Sanders, un tempo considerato un candidato di lunga data (vista la sua età – 79 anni), non avrebbe potuto vincere le elezioni del 2020.

Jeff Gundlach, investitore miliardario che predisse correttamente la vittoria nel 2016 di Donald Trump, ha avvertito in settimana Wall Street che la sua più grande “paura” incombente in questi giorni sarebbe una vittoria per Sanders.

Sanders è salito nei sondaggi per tutto il mese di gennaio ed è ora considerato il favorito per vincere la nomination secondo le previsione PredictIt. Sanders ha ora una probabilità del 46% di vincere la nomination, rispetto al 18% all’inizio di dicembre. Il prossimo democratico più vicino è Joe Biden, con il 27%, secondo PredictIt.

Lui vuole riscrivere l’economia americana

Lo adori o lo odi, non c’è dubbio che Sanders stia abbracciando politiche che riscriverebbero vaste aree dell’economia americana. Il senatore americano del Vermont vuole distruggere Facebook, frenare i riacquisti di azioni e fornire Medicare a tutti. Qualunque sia la saggezza di quelle mosse, ognuna causerebbe un’enorme incertezza per gli investitori.

Io personalmente sono stato sul sito di Sanders, ben fatto, consiglio la lettura, nella sua sezione “issues”, cioè i programmi che vuole affrontare ce ne sono alcuni che mi ricordano molto una citazione di Nikita Khrushchev.

“I politici promettono sempre di costruire ponti dove non ci sono fiumi.”

Vi elenco solo alcuni punti:

Medicare per tutti
College per tutti
Case per tutti
Giustizia per tutti
Tasse alte ai ricchi
Banche gratis per tutti
Internet veloce per tutti
Lavoro per tutti


Io non ho nulla contro Sanders, per carità, ma ad essere onesti ciò che propone è qualcosa di utopico, letteralmente, altro che muro di Trump, qui siamo di fronte ad un ribaltone legislativo, culturale e sociale del più grande paese del mondo.

Al contrario, il principale rivale di Sanders, Biden, ha sostenuto politiche meno drammatiche. Ad esempio, Biden sostiene una tassa sul carbonio, ma non vuole vietare il fracking o le esportazioni di combustibili fossili. Vuole espandere l’Obamacare ma si oppone al Medicare per tutti. Biden chiede maggiori imposte sulle società, ma non una implementazione di un’imposta sul patrimonio come Sanders.


Credo che il mercato possa convivere con Joe Biden perché è accettato come più centrista, Wall Street potrebbe anche vivere con altri moderati ancora in corsa, tra cui il miliardario Michael Bloomberg, l’ex sindaco dell’Indiana Pete Buttigieg e il senatore Amy Klobuchar. Bernie ha tutte le premesse per essere il “peggior incubo” di Wall Street. Da parte sua, Sanders ha abbracciato l’idea di essere il Baba Yega (l’uomo nero) di Wall Street.

“La classe miliardaria è spaventata e dovrebbe esserlo”
ha scritto Sanders sulla sua pagina Instagram il mese scorso.

Ha promesso di “porre fine all’avidità” in molti settori, tra cui Wall Street, assicurazioni e combustibili fossili. E’ pronto ad essere il loro peggior incubo e difendere le famiglie. Certo, è importante ricordare che un presidente Sanders non potrebbe impugnare una bacchetta magica per mettere in atto le sue proposte di politiche estreme. Il Congresso deve approvare eventuali cambiamenti radicali. I repubblicani (e forse anche alcuni democratici moderati) cercherebbero sicuramente di bloccare l’agenda di Sanders. E il GOP potrebbe ancora controllare il Senato degli Stati Uniti.

Anche se un progressista dovesse sedersi alla Casa Bianca e il Senato diventasse blu (democratico), ci sarebbero abbastanza moderati per “imbottigliare i cambiamenti di politica più aggressivi, come se il Senato fosse un firewall alle politiche estreme di Sanders.

Io sono convinto che Sanders non riuscirà a prendersi la poltrona più ambita del mondo, primo perchè Biden rimane comunque la prima scelta dei democratici, anche dopo la battuta d’arresto in Iowa, è sempre il candidato più apprezzato. Inoltre tutti danno per sconfitto in partenza Trump, che piaccia o no il suo modo di fare, ha davvero realizzato ciò che promise quando fu eletto. Trump ha le carte in regola per farsi un secondo mandato e gli americani lo adorano, al di là delle sue pazzie “twittiane”, è considerato ancora l’uomo giusto per il paese.

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante, un regalo fatto dal mio collega Marco, Assedio. Fuoco su Trump di Michael Wolff, un viaggio all’interno della Casa Bianca che svela tutti i retroscena di un presidente matto ma coerente con le sue decisioni, gli americani al primo posto, quel che costi. Io non sono un suo fan, sia chiaro, dico solo che secondo i sondaggi, lui è ancora il preferito come presidente.

Se Sanders è un risultato da incubo, altri quattro anni di Trump sono ampiamente visti come il miglior risultato per il mercato azionario a Wall Street, come dice il proverbio, scegliere il male minore.

Il nuovo mandato di Trump

Trump ha lanciato la sfida ai democratici per un secondo mandato a colpi di tassazione più bassa (maggiore a quella fatta nell’attuale mandato), più deregolamentazione e indifferenza totale sui disavanzi di trilioni di dollari, se al paese piace, nulla da dire, che l’economia possa digerire la sua indifferenza è un’altra questione.

Ma una rielezione di Trump comporta anche dei rischi.

Con un secondo mandato Trump potrebbe dimostrarsi ancora più aggressivo e imprevedibile nell’utilizzare le tariffe come arma, a briglie sciolte si spingerebbe verso scenari da guerrafondaio, ora rimane tranquillo perchè una seconda rielezione è troppo importante e una spinta verso cattive diplomazie non verrebbe visto di buon occhio dal suo elettorato.

Le azioni si comportano molto meglio sotto i democratici

Ritengo che aumento dell’imposta sulle società sarebbe negativo per le azioni, la volatilità e l’incertezza causate dai contrasti con la Cina e l’Iran sono state allo stesso modo negative. Non credo che dovremmo trarre automaticamente la conclusione che un repubblicano sarebbe la scelta migliore per il mercato e un democratico peggiore, dico solo che il peggio sarebbe Sanders.

Se diamo uno sguardo alle tanto amate statistiche, dal 1944 lo S&P500 ha registrato un guadagno medio dell’11,1% all’anno sotto le amministrazioni democratiche, rispetto al 6,9% sotto i repubblicani, secondo una ricerca di CFRA. Tale tendenza è ancora più pronunciata immediatamente dopo le elezioni. Lo S&P500 ha registrato in media un guadagno del 17% durante il primo anno di un ciclo presidenziale democratico, rispetto allo 0,4% dei repubblicani.



È anche saggio prendere queste previsioni di mercato con le pinze. Nessuno sa esattamente come reagirà il mercato con un nuovo presidente, alla fine, la salute di fondo dell’economia e dei profitti aziendali, non della politica, è il vero motore dei prezzi delle azioni.

Ad esempio, molti a Wall Street hanno sottolinearono che una vittoria di Trump nel 2016 avrebbe avuto un impatto positivo sull’azionario. Avevano ragione – per circa cinque ore i futures azionari precipitarono appena saputo della vittoria di Trump. Le azioni poi decollarono e oggi Trump è considerato lo scenario migliore per Wall Street nel 2020.

lunedì 27 gennaio 2020

Il coronavirus fa paura, ma è irrilevante per i tuoi investimenti

La diffusione del coronavirus sta causando allarme in tutto il mondo. Sebbene possa rappresentare una seria minaccia a breve termine per la salute umana, non è qualcosa che dovrebbe influire sulle nostre decisioni di investimento. 
“I mercati finanziari mondiali sono stati colpiti dal coronavirus cinese.”

Questo è uno dei tanti titoli che si legge sui maggiori quotidiani di finanza oggi, naturalmente, le prime pagine dei giornali sono molto più aggressive nel sensazionalizzare la vicenda.
Dal punto di vista degli dei nostri investimenti, dovremmo preoccuparci? Direi proprio di no. Nel mondo, ogni giorno accadono cose orribili, ci sono guerre, epidemie, violenze, atti terroristici e chissà cos’altro, ma quando si parla di investimenti, tutti questi fattori esogeni, che ci colpiscono umanamente perchè dirompenti e tragici, sono di breve durata e spesso vengono risolti in modo rapido. 
Vorrei fare un esempio, molti di voi si ricorderanno che nel 2003 ci fu l’epidemia di SARS. Secondo il calcolo dell’Oms, tra il 2002 e il 2003, la Sars ha causato 813 decessi. Le persone contagiate sono state 8.437 (la mortalità del virus è stata dunque di circa il 10 per cento), sparse in una trentina di Paesi. Un virus decisamente peggiore dell’attuale coronavirus. Mi ricordo che all’epoca ebbe un impatto sulla crescita economica cinese colpendo molti settori. Si stimò che l’impatto sul PIL cinese fu del 2% nel 2004. 
Quindi è possibile che questo virus possa frenare l’attività cinese nel breve, anche perchè alcune grandi aziende hanno allungato il periodo di festività mantenendo ferma la produzione per evitare di far circolare il personale, meglio che le persone stiano a casa ed escano il meno possibile.  Potrebbe anche influenzare l’industria dei viaggi, ma prima di pensare che i settori più importanti come quello dei consumi o delle costruzioni diventino un peso, la situazione dovrebbe diventare molto più tragica, e tutti ci auguriamo che non si arrivi a quel punto e non solo per i nostri investimenti, ma per il costo di vite umane. 
Giusto per essere molto chiaro, nulla di tutto ciò può ridurre la gravità della situazione o il costo umano. Le pandemie globali sono avvenute in passato e sono state assolutamente catastrofiche. La Morte Nera ha probabilmente cambiato il corso della storia; l’influenza spagnola nel 1918 uccise più persone della prima guerra mondiale. 
Ho già scritto del settore turismo, probabilmente subirà un colpo agli incassi, è normale, i voli cancellati proprio durante il capodanno cinese, il periodo dell’anno in Cina dove si registrano le maggiori entrate. Ma ci sono anche settore che sul breve invece beneficeranno, come le biotech, impegnate o no nella ricerca del vaccino, di riflesso verranno acquistate, perchè il vincitore alla fine riceverà un bonus non da poco. 
Ma questi non sono investimenti, sono pure speculazioni, gli investimenti sono tutt’altro, il lungo periodo e le azioni che abbiamo in portafoglio difficilmente sono esposte ad un rischio di flusso di cassa per colpa del coronavirus. Se pensi che siamo di fronte alla nuova Morte Nera, hai cose più importanti di cui preoccuparti. Se invece pensi che la Cina ed il mondo sia di fronte ad una nuova SARS, allora non c’è niente da fare, devi prenderti la volatilità e i ribassi di questo breve periodo.
Alcuni miei clienti oggi mi scrivono e nel panico, chiedono se non conviene chiudere qualche posizione azionaria per metterla in Oro o T-Bond, ma non è così che funziona. Se stai guardando le azioni della tua compagnia aerea o delle società cinesi e ti stai per caso chiedendo se dovresti venderle, beh, questo suggerisce che non sei sicuro del perché le hai acquistate, questo è stato il primo errore.
Perché di sicuro posso dirti una cosa, quando hai investito in quelle società, la tua logica non era assolutamente: “Comprerò perché non credo che ci sarà una pandemia nel prossimo futuro”. Quindi, se questo descrive come ti senti, ci sono altri modi per vivere questo periodo, prima di tutto verifica che il tuo portafoglio sia ben allocato per sopportare brevi periodi di volatilità, se si, buon per te, se no, non è mai tardi per inserire alcuni strumenti che possono abbassare il rischio e la volatilità, intaccando il rendimento ma non tanto quanto pensi. 

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martedì 3 dicembre 2019

3 Azioni Biotech Su Cui Puntare

Sergey Young è un milionario russo che è stato per anni al servizio di Roman Abramovich, uno degli uomini più ricchi del pianeta.
È salito alla ribalta delle cronache perché ha da poco istituito il Longevity Vison Fund, un fondo da 100 milioni di dollari che finanzia la ricerca sui trattamenti anti-età.
Non stiamo parlando della cremina antirughe ma della ricerca per prolungare la durata della nostra vita oltre limiti oggi difficilmente raggiungibili.
“Oggi nessuno sa come vivere oltre i 122 anni” afferma lo stesso Young. “La persona più vecchia del pianeta è stata una nonnina francese morta a 122 anni proprio a quell’età. Ma il record verrà presto battuto”.
Se ci pensi, settanta o ottanta anni fa l’aspettativa di vita era di 43 anni. Ora negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa è di 75-80 anni. Praticamente raddoppiata.
Per perseguire questo obiettivo, il fondo di Young ha già investito decine di milioni di dollari in aziende del settore biotecnologico.
Aziende impegnate nella diagnosi precoce del cancro e nell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di nuovi farmaci
Tuttavia il termine “biotecnologie” molto spesso spaventa gli investitori. Ritengono che sia un settore complesso ed incomprensibile.
E questo è sufficiente per tenerli lontano da un mercato con forti potenzialità di crescita.
In realtà ho scoperto che anche io sono un biotecnologo.
Lo sono anche mia moglie, i miei genitori e i miei nonni. E probabilmente lo sei anche tu.
Non c’è settore più semplice e comprensibile di quello biotecnologico. Non mi riferisco naturalmente all’aspetto tecnico.
Mi sono stupito quando ho scoperto che le biotecnologie sono nate con la civiltà umana.
Pensa ad esempio a quando l’uomo ha imparato a lievitare la farina per produrre il pane o a fermentare il latte per produrre burro e formaggio.
In tutti questi casi ha utilizzato microrganismi, come i lieviti ad esempio, per ottenere prodotti utili all’alimentazione.
Ha usato le biotecnologie.
È una disciplina antica che ha consentito all’uomo, già migliaia di anni fa, di produrre birra, vino, pane e trasformare il latte in yogurt e formaggio.
Poi Pasteur nel 1861 – con le sue scoperte sui principi della vaccinazione – ha dato il via agli studi di tecnologie per la produzione di micro organismi responsabili delle trasformazioni.
Le biotecnologie risalgono quindi alla notte dei tempi.
Tuttavia è solo negli ultimi anni che stanno vivendo la loro “età dell’oro” con applicazioni nei campi dell’ingegneria genetica e del DNA.
Non si tratta quindi di un nuovo mercato ma di un settore in forte espansione e – come tutti i settori in espansione – nasconde dentro di sé il potenziale per forti sviluppi nei prossimi anni.
E tu, da bravo investitore attento alle opportunità, non puoi escluderlo dalle tue scelte di investimento.
Tuttavia le aziende con il prefisso “biotech” oggi spuntano come funghi. Così come prima della bolla tecnologica del Nasdaq nei primi anni 2000, spuntavano come funghi aziende con suffissi “net” “com” “tech” e chi più ne ha più ne metta.
Sappiamo bene come sia andata a finire.
Le aziende biotecnologiche hanno, nei loro bilanci, grosse esposizioni nell’ambito della ricerca.
È quindi importante scegliere aziende che hanno già prodotti sul mercato e i cui profitti sono superiori rispetto alla spesa per la ricerca.
In questo report troverai le 3 aziende che, al momento, stanno emergendo dal sistema di selezione del mio protocollo.
Vediamole.

AbbVie Inc (ABBV)

AbbVie è una compagnia farmaceutica con una forte esposizione nei campi dell’immunologia e dell’oncologia.
Il principale farmaco dell’azienda, Humira, rappresenta oltre la metà dei profitti attuali dell’azienda e con l’approvazione del farmaco anche per i trattamenti nell’artrite reumatoide, nella psoriasi e nella malattia di Crohn, Humira detiene una vasta gamma di indicazioni che rafforzano, per ora, la sua posizione.
Tuttavia anche se la pressione dei concorrenti porterà probabilmente a un rallentamento delle vendite nei prossimi anni, gli sforzi interni di ricerca e sviluppo, e l’acquisizione annunciata di Allergan dovrebbe aiutare a diversificare la società dalla dipendenza da Humira.
Rischi e incertezze
Come per tutte le aziende farmaceutiche, anche AbbVie affronta il rischio della riduzione dei prezzi dei farmaci.
Inoltre, come abbiamo visto, l’elevata concentrazione di vendite di Humira da parte di AbbVie rende l’azienda significativamente esposta a qualsiasi nuova minaccia competitiva allo stesso farmaco.
Dati sui dividendi
AbbVie Inc - grafico

Regeneron Pharmaceuticals Inc (REGN)

Regeneron Pharmaceuticals sviluppa e commercializza prodotti che combattono le malattie degli occhi, le malattie cardiovascolari, il cancro e l’infiammazione.
La società ha sei prodotti commercializzati.
Di questi, Eylea, approvato per la degenerazione maculare legata all’età umida e altre malattie degli occhi porta all’azienda un fatturato di 6 miliardi di dollari all’anno.
Altri farmaci importanti sono in fase di lancio e altri di approvazione.
Rischi e incertezze
Ed è proprio la strada per l’approvazione dei farmaci piena di ostacoli normativi può essere uno dei maggiori rischi per l’azienda.
Inoltre man mano che i nuovi farmaci prodotti dall’azienda arrivano sul mercato, si scontreranno con altri prodotti già testati e i medici sono spesso lenti a lasciare il certo per l’incerto affidandosi a nuove terapie.
L’azienda non fornisce dividendi.
Regeneron Pharmaceuticals Inc (REGN) - grafico

Biogen Inc (BIIB)

Biogen e Idec si sono fuse nel 2003, unendo le forze per commercializzare il farmaco per la sclerosi multipla di Biogen Avonex e il farmaco per il cancro di Idec Rituxan.
Ha inoltre diversi farmaci in sperimentazione avanzata in neurologia e malattie neurodegenerative e ha lanciato Spinraza per il trattamento della atrofia muscolare spinale.
Ed è proprio la sempre maggior focalizzazione nella neurologia, uno dei maggiori punti di forza dell’azienda.
Rischi e incertezze
Anche in questo caso, la scadenza dei brevetti dei farmaci Avonex e Rituxan e l’incertezza sull’approvazione e l’impatto dei nuovi farmaci in sperimentazione, rappresentano i maggiori rischi di mercato per l’azienda.
Questo rischio e rafforzato dalla sempre maggior focalizzazione in ambito neurologico, un settore particolarmente difficile.
Lo dimostrano le difficoltà che sta affrontando l’azienda nella sperimentazione per la terapia dell’Alzheimer.
L’azienda non fornisce dividendi.
Biogen Inc (BIIB) - grafico
Alcune aziende del settore sono già state inserite nei miei portafogli.
Altre, come quelle che ti ho presentato, sono sotto i riflettori e presto ne entreranno a far parte.
Per saperne di più e seguire gli aggiornamenti del mio team di analisti parti da qui
A presto.

L’oro Si Appresta A Scendere A Dicembre Per Salire Nel 2020

Poche volte mi è capitato di scrivere sull’oro. Chi mi segue da tempo sa che non offro mai nessuna raccomandazione su una eventuale esposizione sull’oro o sull’argento. Personalmente ho una parte del mio portafoglio investito in un ETC di oro fisico, il GLD. L’oro è sempre stato considerato un bene di rifugio, durante i vent’anni dal 1980 al 2000, riportò un ribasso importante. Ciò fu dovuto alla tendenza disinflazionistica di quel periodo e al fatto che l’oro in genere non va bene durante i mercati rialzisti azionari. Poiché viene acquistato principalmente durante i periodi di crisi, non è necessario durante un mercato toro azionario.
Storia recente
Visto da una prospettiva rialzista, il sell-off di agosto è stato un movimento più fisiologico che economico. Siamo comunque in un momento di mercato rialzista, con lo S&P500 che continua a registrare nuovi massimi. Detto questo, condivido l’opinione di alcuni analisti che vedono un calo ancora più accentuato in dicembre prima di una forte ripresa nel 2020. Sulla base della mia analisi personale e del monitoraggio dei prezzi dell’oro/argento nel corso dei decenni, il momento migliore in assoluto per possedere oro e argento stagionalmente va da metà dicembre a fine febbraio.
Durante gli ultimi 5 anni, l’oro e in particolare l’argento hanno avuto delle ottime performance in questo arco di 10-12 settimane. Il guadagno “medio” dell’oro valutato in dollari USA è stato del +6,5% in 3 mesi a partire da dicembre. Inoltre, l’oro ha effettivamente “sovraperformato” lo S&P500 di circa il +6% nello stesso periodo.
grafico- Durante gli ultimi 5 anni, l'oro e in particolare l'argento hanno avuto delle ottime performance in questo arco di 10-12 settimane
L’argento ha ottenuto prestazioni ancora migliori misurate da dicembre a fine febbraio. Guadagni più vicini al +10% sono stati la norma negli ultimi 20 anni. In effetti, se tu avessi posseduto argento solo in questo arco di 3 mesi, ogni anno negli ultimi due decenni, avresti ottenuto circa lo stesso rendimento che detenere argento per l’intero anno, tutti i 20 anni!
Ritengo che ci stiamo preparando ad un momento fantastico per seguire più da vicino i mercati dell’oro e dell’argento, proprio in preparazione di una flessione del prezzo nelle prossime 2-3 settimane. Gli investitori che desiderano aumentare le loro posizioni in oro / argento sia come copertura che come speculazione, avranno probabilmente una buona apertura per farlo presto.
Dovesse concretizzarsi una debolezza, come immagino, sarebbe un ottimo punto di partenza.
La Federal Reserve americana ha già abbassato i tassi di interesse ufficiali tre volte nel 2019 e acquistato 286 miliardi di dollari in nuovi asset di bilancio (Quantitative Easing) quest’anno, è abbastanza notevole che le quotazioni oro/argento non siano andate più in alto. Senza dubbio, la forza dei titoli statunitensi da settembre a ottobre è direttamente attribuita all’azione di liquidità bancaria e alla relativa fiducia nei futuri livelli di stampa monetaria.
Se il mercato azionario cominciasse a diminuire, l’impeachment del presidente Trump diventasse più serio di quanto sembra e l’economia americana scivolasse in una recessione già a partire dal prossimo gennaio, l’oro e l’argento potrebbero trasformarsi nella classe di attività leader per la performance a gennaio. Ho affermato per diversi anni consecutivi, tramite i miei articoli, che l’oro sarà scambiato intorno ai $ 2000 entro il 2021. La mia previsione non è cambiata. Tutto dipenderà da come la “stampa del denaro” futura compenserà il finanziamento del debito record di zio Sam.
Il disavanzo fiscale mensile degli Stati Uniti in ottobre sembra tornato ben al di sopra delle proiezioni ancora una volta, mentre scivoliamo in un percorso di spesa del governo completamente insostenibile sotto la guida del “re del debito” Trump.
Dove è meglio investire?
Il mio piano in questo momento è di aumentare la mia esposizione su oro e argento nella seconda metà di dicembre, a seconda di come l’economia e il mercato azionario generale si muoveranno nelle prossime settimane.
Gli ETF migliori su cui investire sono i principali sul metallo monetario di SPDR Gold Shares (GLD), ProShares Ultra Gold (UGL) o l’iShares Silver Trust (SLV). Ci sarebbero anche le società minerarie ma sono decisamente più volatili e rischiose, Newmont Mining (NEM) e Barrick Gold (GOLD).
Incredibilmente però, le miniere d’oro stanno attualmente negoziando a multipli intorno a 20 volte e i rendimenti dei dividendi si avvicinano all’1,5%, avvicinandosi a letture equivalenti all’intero mercato. Storicamente, i principali minatori di oro/argento hanno scambiato dal 50% al 100% delle valutazioni rispetto la tipica attività di Wall Street.
Vorrà pur dir qualcosa.