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lunedì 2 marzo 2015

Il prezzo del gas naturale andrà alle stelle grazie all'inverno rigido

Il prezzo del gas naturale a febbraio si è chiuso a 2,902 dollari per MMBtu (milioni di unità termiche britanniche) , testando i massimi il 28 e il 29 gennaio. I giorni medi di crescita sono stati dello 0,30% in più rispetto ai giorni in in cui il prezzo è sceso nello stesso periodo. I futures del Gas naturale di marzo sono stati chiusi verso l'alto , con un volume totale di 79.603 contratti.



I volumi scambiati per il gas naturale sono aumentati di 14.615 contratti rispetto la sessione di negoziazione precedente. Il prezzo del gas naturale è diminuito di circa il 35% da metà novembre 2014, guidato da una domanda e offerta che si sono compesate. Tuttavia, l'estensione dell'inverno rigido nelle principali parti degli Stati Uniti ha portato ad un recente aumento del prezzo del gas.

Il 19 febbraio 2015, l'EIA (US Energy Information Administration) ha riportato il suo rapporto di stoccaggio di gas naturale. Il rapporto ha mostrato che lo stoccaggio di gas è diminuito a 111 miliardi di piedi cubi, più che le stime. Questi dati hanno aiutato l'aumento del prezzo del gas. Il prezzo poi è diminuito Lunedi 23 febbraio guidato dal sentiment di una grande visione di produzione. Martedì il gas ha ripreso il suo slancio guidato da una previsione che un'estensione del rigido inverno avrebbe aumentato la domanda nel breve termine. Il successivo rapporto uscito il 26 Febbraio ha mostrato ancora lo stoccaggio del gas che si è attestato a 219B di piedi cubi, decisamente alto.

L'aumento del prezzo del gas naturale influisce positivamente sui ritorni di ETF di gas naturale, come il United States Natural Gas Fund (UNG) e il VelocityShares 3X lungo Natural Gas ETN (Ugaz). Inoltre l'impatto dei margini dei produttori di gas naturali come Southwestern Energy Company (SWN), Chesapeake Energy (CHK) e Anadarko Petroleum (APC).

Il prezzo del gas naturale rompe il livello di resistenza chiave

I future sul gas naturale hanno continuato il recente rally il 24 febbraio dopo calo del 23 febbraio. Il rally del prezzo è stato trainata dal consenso che l'estremo freddo fornirà una domanda di gas naturale maggiore nel breve termine. Il rally del gas naturale è spaccato proprio il livello chiave di resistenza di 2,900 dollari per MMBtu (milione di unità termiche britanniche).



Il rigido inverno e un catalizzatore tecnico potrebbero spingere il prezzo del gas naturale fino al prossimo livello di resistenza di 3,000 dollari per MMBtu. D'altra parte, gli operatori ribassisti possono vedere il supporto per il gas naturale a 2,71 dollari MMBtu a causa delle preoccupazioni su un eccesso di offerta.



Sulla base del grafico precedente, notiamo che il prezzo del gas naturale è in un canale di trend rialzista, il che suggerisce che il prezzo potrebbe colpire livelli di target intorno ai 3,1 dollari per MMBtu. Tuttavia, l'indice di forza relativa (RSI) unito con la divergena del MACD stanno dando alcuni segnali di direzione contrastanti. I traders rialzisti dovrebbero ricordare che gli accumuli innescati da fattori stagionali, non sono a lungo termine. Gli orsi staranno scommettendo su un lungo termine al ribasso grazie ai fattori di eccesso di offerta.

Tori e orsi sul prezzo del petrolio greggio

La recente volatilità dei prezzi del petrolio greggio è guidata dalla lotta tra tori e orsi dall'inizio di febbraio 2015. I tori sostengono un aumento del prezzo del petrolio grazie alla situazione libica e al declino produttivo, una massiccia riduzione del numero di pozzi e tagli alla spesa di capitale sulle esplorazioni e produzione. D'altra parte, gli orsi vedono i prezzi verso il basso dato dal consenso di una massiccia fornitura, deboli prospettive di domanda ed un enorme accumulo di scorte.

La scorsa settimana, l'EIA (US Energy Information Administration) ha riferito che le scorte di petrolio greggio commerciali sono aumentate di 7,7 milioni di barili rispetto alla settimana precedente, più che le stime. Il rapporto dell'EIA successivo c'è stato il 25 febbraio con un aumento di circa 8 milioni di barili di scorte di petrolio greggio. Per chi fosse interessato ad un ETF che segue l'andamento del WTI c'è il United States Oil Fund (USO) e il PowerShares DB Oil Fund (DBO). L'andamento del petrolio influenza anche la redditività dei produttori di petrolio come la Exxon Mobil (XOM), Chesapeake Energy (CHK) e ConocoPhillips (COP)

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Il WTI continuerà la sua tendenza al ribasso ?

Il prossimo importante supporto orizzontale per il petrolio greggio è a 48 dollari al barile. I prezzi del greggio hanno colpito questo livello più volte da metà gennaio 2015. Tuttavia, gli operatori rialzisti possono aspettarsi una resistenza a 52 $ al barile, livelli stabiliti dai massimi del 5 febbraio.

Secondo il grafico mostrato qui sopra, gli indicatori tecnici come l'indice di forza relativa (RSI) o il MACD, suggeriscono un trend laterale. D'altra parte, il modello simmetrico potrebbe rompere se gli Stati Uniti aumenteranno le scorte di petrolio greggio a marzo, dove gli speculatori rialzisti possono aspettarsi possibili acquisti e chiusura delle posizioni corte, spingendo il prezzo del greggio verso l'alto.

martedì 8 aprile 2014

Gli Stati Uniti forniranno di Gas l'Europa escludendo la Russia

L'amministrazione Obama si è mossa in fretta, di fronte alla sete di Putin di occupare il vicino occidente, il presidente degli Stati Uniti ha messo pressione al Congresso per accelerare le esportazioni di gas verso l'Europa in modo da ridurre la sua dipendenza dalla Russia. Circa 3.000 lavoratori stanno installando una serie di enormi turbine, condotte e unità di refrigerazione. E' la costruzione di un terminale che invierà il gas naturale americano in tutto il mondo entro la fine del prossimo anno. Entro il 2017, l'impianto costruito a Houston, chiamato, Cheniere Energy, in grado di gestire circa un sesto della quantità di gas che scorre dalla Russia all'Europa ogni giorno.

L'impianto di Cheniere sarà parte di una nuova ondata di forniture di gas naturale liquefatto provenienti non solo gli Stati Uniti ma anche dall'Australia, Africa e Medio Oriente. Tale aumento, forse insieme ad un aumento della produzione nella stessa Europa, promette fornire gas naturale non-russo per la fine del decennio. Purtroppo sul breve termine, gli Stati Uniti possono offrire poche speranze agli europei desiderosi di diversificare le loro fonti di gas con la Russia dopo l'occupazione della Crimea e le minacce all'Ucraina orientale.

Esportazioni del gas naturale dalla russia verso l'Europa e stime

Sono state presentate varie proposte a Washington sulle esportazioni di gas verso l'Europa in questo momento di crisi Ucraina, l'impianto Cheniere è l'unico terminale tra le decine di proposte ad aver completato l'iter burocratico delle approvazioni regolamentari per l'esportazione di gas naturale liquefatto, meglio conosciuto come LNG (Liquefied natural gas).
Il Gas naturale liquefatto (GNL o LNG, all'inglese) si ottiene sottoponendo il gas naturale (GN), dopo opportuni trattamenti di depurazione e disidratazione, a successive fasi di raffreddamento e condensazione. La composizione e le caratteristiche dell'LNG variano a seconda dei giacimenti di GN di provenienza e del processo di liquefazione. In forma liquida è decisamente meglio trasportabile.
E la metà del gas che lascerà lo stabilimento della Cheniere ha già contratti con India e Sud Corea. L'altra metà andrà a società britanniche e spagnole che possono vendere il gas ovunque in Europa. L'Occidente poteva fare ben poco in quanto la società russa Gazprom ha aumentato il prezzo del gas pagato dall'Ucraina dell'80% la scorsa settimana, aumentando la pressione economica e le tensioni tra Mosca e Kiev.

Mentre Ernest J. Moniz, segretario dell'energia, recentemente ha suggerito che il suo dipartimento era propenso a prendere più sul serio gli interessi di politica estera nelle sue deliberazioni su approvazioni dei terminali futuri, solo una nuova struttura ha ricevuto l'approvazione provvisoria dal momento che la Russia si è annessa alla Crimea. Quello di Coos Bay, Oregon, mira ad esportare in Asia e necessiterà di circa cinque anni per completare il processo di regolamentazione, di acuisizione dei finanziamenti e infine la costruzione.

Marvin E. Odum, presidente della compagnia petrolifera Shell, società che sta collaborando con Kinder Morgan (KMI) per l'esportazione dell'LNG:
Le esportazioni di L.N.G. non sono automatiche che con uno schiocco di dita parte tutto. Si tratta di grandi progetti di sviluppo aziendale che richiedono diversi anni di costruzione e diversi anni di sviluppo di business e progettazione ingegneristica.
Circa una mezza dozzina di proposte sono state presentate al Congresso per accelerare le esportazioni di gas. Bisogna tener presente comunque che la costruzione di un terminale costa circa 7 miliardi dollari. Per prima cosa c'è il processo esplorativo per trovare un luogo adatto, questo può durare un anno con un costo di 100 milioni di dollari. I finanziamenti di solito possono essere garantiti solo dopo contratti di acquisto a lungo termine raggiungibili con acquirenti stranieri.

Dei sette terminali che hanno ricevuto l'approvazione dal Dipartimento di Energia, solo Cheniere ha ricevuto l'approvazione dalla Federal Energy Regulatory Commission, o FERC. Le approvazioni della commissione per la localizzazione e la costruzione sono normalmente indipendenti dall'influenza della Casa Bianca e le decisioni della Federal Reserve Board possono richiedere mesi o anni. Gli altri sei terminali attendono l'approvazione statale e in alcuni casi devono affrontare l'opposizione degli ambientalisti.

Più di 20 ulteriori impianti di esportazione proposti attendono l'approvazione dal Dipartimento per l'Energia per l'esportazione verso i paesi senza accordi di libero scambio con gli Stati Uniti. Questi sono anche alla ricerca di approvazione da parte FERC. Mr. Bledsoe, che ha lavorato alla Casa Bianca nel periodo di Clinton, come consigliere dell'energia, ha detto che l'amministrazione Obama deve agire al più presto. Ha detto che potrebbe dirigere il Dipartimento dell'Energia per accelerare le applicazioni di importazione da paesi europei che vogliono acquistare negli Stati Uniti gas, suggerendo alla FERC di accelerare le autorizzazione per ragioni di sicurezza nazionale ed incoraggiando l'Europa a costruire più gasdotti per produrre più gas.

In questo modo spingerebbero la Russia fuori dalla lotta per l'esportazione del gas in Europa nei prossimi anni. La domanda è progressivamente scivolata negli ultimi tre anni e molti paesi hanno costruito i loro impianti di stoccaggio per la protezione contro improvvisi picchi di domanda o cali di fornitura. Mentre i paesi dell'Europa orientale e meridionale come l'Ucraina, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Serbia e Bosnia-Erzegovina rimangono fortemente dipendenti dalla Russia per il gas, l'Unione europea sta lavorando per migliorare i collegamenti di gasdotti per servire al meglio molti di questi paesi.

Inoltre, la riapertura dei reattori nucleari giapponesi, attesi nel corso dei prossimi tre anni, dovrebbero liberare gas. Ci sarà anche il completamento e l'ampliamento di terminali per l'esportazione di gas naturale liquefatto dall'Australia, Africa e Qatar, così come gli Stati Uniti, che possono raddoppiare le forniture di gas naturale liquefatto a livello mondiale entro il 2020, secondo un nuovo rapporto di Citi Research.

Sei nuovi terminali L.N.G. sono in costruzione in Europa, di cui due in programma per il completamento nei prossimi mesi, questi integreranno i 22 terminali esistenti, consentendo all'Europa di importare una grande quantità di nuovo gas. Queste nuove forniture dovrebbero abbassare i prezzi del gas per i consumatori europei. Per la Russia sarebbe un colpo durissimo, gli introiti si abbasserebbero di molto, dato che dipende molto dalle esportazioni di idrocarburi. Putin potrebbe decidere di spostare tali esportazioni verso la Cina ma si troverebbe di fronte l'opposizione dell'Australia, del Giappone e dell'India.

Il terminale di Cheniere non potrà soccorrere immediatamente l'Europa, ma sta facendo da monito per la Russia e sta dando una spinta importante nella rivoluzione nel mercato mondiale del gas che promette di aiutare l'Europa. Charif Souki, amministratore delegato di Cheniere Energy ha abbattuto i suoi concorrenti, perché originariamente il terminale era previsto per l'importazione di gas, non sapendo che i progressi tecnologici in estrazione di idrocarburi da scisti avrebbe improvvisamente reso gli Stati Uniti un esportatore.

Gli Stati Uniti attualmente importano più di 10 miliardi di metri cubi di gas naturale al giorno. Ora il paese è pronto ad esportare gas naturale liquefatto entro il 2020. Gli Stati Uniti stanno già facendo la differenza, ha detto il signor Souki.

lunedì 17 marzo 2014

La situazione in Crimea può dare una spinta all'Oro e Gas Naturale

Le tensioni in Ucraina e in Crimea stanno lasciando strascichi di guerra fredda sui mercati globali. Il voto di ieri delle persone che vivono in Crimea è stato un plebiscito alla secessione della penisola con conseguente annessione alla Federazione Russa. L'annessione della Crimea alla fine si è concretizzata e quella dell'Ucraina è una possibilità concreta.

L'Europa aveva consentito che Putin lanciasse all'ex presidente filo-russo Yanukovic una ciambella di salvataggio di 15 miliardi di dollari di aiuti e lo sconto sul gas pur di non associarsi alla UE. Il progetto è fallito, ma la Crimea esce dalla sfera d'influenza europea. L'Europa conserva Kiev a un costo più alto di quello che avrebbe dovuto sostenere qualche mese fa. L'Ue ha dimostrato di non esistere in quanto tale. Non regge il confronto di potenza. Gli unici protagonisti delle trattative sono gli Stati nazionali. In particolare, la Germania. «Si fotta l'UE», come disse la vicesegretario di Stato Usa, Victoria Nuland.

Perché l'Occidente dovrebbe preoccuparsi se la Crimea o l'Ucraina diventano parti della Russia ?

Forse non dovremmo preoccuparci. Ma è il momento di prendere una posizione a favore o contro. Il presidente Obama sta bluffando e ci sembra che l'Occidente possa fare ben poco a questo punto. Le Nazioni Unite non sembrano persino non interessate alla questione. Bisogna chiedersi se l'obiezione che l'Occidente ha posto al referendum siano preoccupazione politica razionali o semplicemente un voler opporsi a tutti i costi alla Russia. Il fatto che la stragrande maggioranza delle persone che vivono in Crimea voglia unirsi Russia dovrebbe avere una certa risonanza, e pare poco probabile che il voto sia stato truccato in alcun modo.

Dal punto di vista di un investitore la questione è molto più chiara, queste dispute territoriali sono il rischio di una sottomissione di una democrazia nascente nell'orbita di Vladmir Putin. L'Europa riceve circa il 40% del suo gas naturale dalla Russia e ci sono poche fonti alternative oggi.



Il referendum è oggettivamente una vittoria per Putin, che potrà alimentare il sogno di rafforzare l’Unione economia euroasiatica simulacro dell’Impero russo. Solo che a cadere come una palla di biliardo nella buca imperiale di Mosca non è l’Ucraina ma la Crimea, e forse il gioco non vale la candela. Putin accrescerà il proprio consenso interno, se è vero che per dirla col ministro degli Esteri Lavrov, la Crimea è «incommensurabilmente più importante per la Russia di quanto non fossero le Isole Falkland per la Gran Bretagna» di Mrs. Thatcher. Ma non tutti a Mosca sono convinti che basti il revival nazionalista a compensare i costi del referendum.

Tuttavia, il presidente Obama promette "sanzioni". Una carenza di gas naturale in Europa potrebbe essere molto dirompente. L'aumento dei prezzi sono un risultato probabile, anche se le forniture non sono interrotte. I russi stanno ritirando i loro fondi dalle banche nordamericane ad un ritmo allarmante. Bloomberg riferisce che le partecipazioni detentive della Fed sono scese di 105 miliardi dollari nella settimana terminata il 12 marzo 2014.

Il Financial Times riporta che i banchieri russi hanno ritirato oltre 100 miliardi dalle banche occidentali. Poche centinaia di miliardi non sono una differenza enorme per le banche occidentali, ma tali miliardi possono avere un effetto sulla disponibilità di credito. Ancora più importante, il commercio con la Russia soffrirà fino a quando le tensioni persisteranno.

Questo tipo di tensione la dice lunga sui rischi dei mercati globali in questo periodo. I prezzi delle azioni sono ai massimi di tutti i tempi, i tassi di interesse sono ai minimi di tutti i tempi, c'è instabilità in Argentina, Venezuela, Brasile, Turchia, Sud Africa e, più recentemente la debolezza in Cina. Il prezzo dell'oro sale e la crescita economica cominciano a balbettare.

Sul breve termine potrebbero beneficiare di questa tendenza alcuni titoli che sono stati molto penalizzati in passato, Barrick Gold (ABX), IAMGOLD (IAG) e Agnico Eagle (AEM). La minaccia di carenza di gas naturale in Europa potrebbe dare uno stimolo interessante a Royal Dutch Shell (RDS.A). Questi sono le migliori opportunità di trading a nostro parere che potrebbero sfruttare il momento negativo di questo periodo.

Alcune di queste società sono di bassa capitalizzazione, quindi molto rischiose, supportate gli eventuali acquisti con analisi molto precise o scrivete a info@dominosolutions.it

mercoledì 20 marzo 2013

La produzione di petrolio e gas naturale sono in aumento negli Stati Uniti

One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +98.01%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +136.05
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +32.56%
ETF migliori dal 10 ottobre 2012 +14.14%
Gemme nascoste nel 2012 +369.68%
Visione del nostro portafoglio One Million Dollar + 98.01%
Alert acquisto/vendita quando viene modificato il portafoglio One Million Dollar
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Il petrolio greggio e il gas naturale negli Stati Uniti hanno fortemente rimbalzato negli ultimi anni. Il risultato di questo incremento è stato una diminuzione del prezzo del gas naturale ai minimi degli ultimi 20 anni. In controtendenza i prezzi della benzina non hanno seguito quelli del gas naturale e hanno raggiunto i quasi 4.00 dollari al gallone nelle ultime settimane. Oggi il prezzo medio nazionale è di 3,659 dollari secondo gasbuddy.com.

Produzione petrolio e gas naturale negli Stati Uniti dal 1973 al 2011

L'articolo dell'FMI osserva che gli alti prezzi del greggio e le nuove tecnologie hanno permesso ai produttori la produzione di prodotti a buon mercato per estrarre risorse da formazioni geologiche. Il processo di "fracking", in cui i fluidi vengono iniettati ad alta pressione nella roccia per rilasciare i combustibili intrappolati, ha rivoluzionato la produzione di petrolio e gas abbassando i prezzi rendendo l'estrazione più redditizia.

Cosa comporterà un aumento della produzione ?

L'aumento della produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti porterà inevitabilmente ad un declino dell'Opec, contribuendo ad una riduzione della domanda estera pari a 100 mila barili al giorno. Secondo una stima eseguita dal Wall Street Journal il taglio dell'Opec alimenterà la riduzione di circa 350 mila barili quotidiani rispetto alla media dell’anno precedente. Questo cosa significa ? Che nel corso del 2013 la richiesta complessiva di oro nero proveniente dalla storica organizzazione dei Paesi esportatori scenderà a 29,7 milioni di barili quotidiani pari al 33,1 per cento della domanda globale. Ovvero il livello più basso degli ultimi 11 anni.

Questa proiezione va tradotta come un segnale di potenziale crisi per i paesi dell'OPEC tra cui Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Nigeria e Venezuela. Sempre secondo il Wall Street Journal, le forniture petrolifere delle nazioni non Opec dovrebbero crescere quest’anno di 1 milione di barili al giorno sfruttando il traino della produzione statunitense, pronta a toccare i livelli più alti dal 1985. L'analisi è molto importante perchè se gli Stati Uniti continuano a produrre materie prime così ad alto livello potrebbero diventare i primi produttori al mondo, nel giro di qualche anno, superando addirittura la storica Arabia Saudita.

L'OPEC ovviamente spera in un aumento della domanda a livello globale per poter mantenere la stessa produzione degli ultimi anni e non essere costretti a chiudere pozzi perdendo peso geopolitico sul prezzo del greggio. Paesi come l'Arabia Saudita ,per esempio, hanno avuto un’influenza massiccia sulla determinazione del prezzo del petrolio attribuendo a Riyad il ruolo di banca centrale de facto nel mercato dell’oro nero.

Impatto positivo sull'occupazione americana

Tornando all'articolo dell'FMI, sembra che l'occupazione nell'estrazione di petrolio, gas e nel settore minerario sia quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni. L'anno scorso circa 570.000 lavoratori sono stati impiegati in questi settori. Mentre i livelli di occupazione in molti altri settori sono diminuiti negli ultimi dieci anni è confortante sapere che le industrie energetiche e minerarie creino posti di lavoro.

Conclusione

Anche se per l'intero 2013 le aspettative resteranno al di sotto delle importazioni (7,31 contro 7,58 mbg), la svolta prevista per il prossimo autunno non sarà transitoria. Nel 2014 l'Eia ritiene che gli Usa estrarranno in media 7,88 mbg, 840mila in più rispetto ai barili che acquisteranno all'estero.

Il futuro quindi per gli Stati Uniti è praticamente scritto, secondo i tecnici del Governo ciò che sta avvenendo è irreversibile: grazie all'enorme successo dello shale oil, il greggio estratto dalle rocce argillose, gli Stati Uniti sono tornati ad essere una potenza sui mercati petroliferi.

Abbassando il costo di produzione del petrolio e del gas, gli Usa stanno inoltre accrescendo la propria competitività sul mercato dei carburanti, di cui sono oggi diventati esportatori netti.

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo

mercoledì 25 luglio 2012

Il Gas Naturale non ha ancora raggiunto il punto più basso


One Million Dollar Portfolio dal 2010 ad oggi +92.52%
Stock Win Usa Portfolio dal 2010 ad oggi +125.04
Europa Vincente Portfolio dall'inizio del 2012 +18.17%


Il gas naturale ha fatto parlare di se parecchie volte quest'anno a causa della sua incredibile volatilità. All'inizio di quest'anno sono stati reimpostati tutti i minimi storici (al netto dell'inflazione), in quanto è sceso al di sotto del punto critico di 2,00/MMBtu. Subito dopo c'è stata una cavalcata superiore al 30% in un mese, facendola diventare una delle migliori performance nel settore delle materie prime nel mese di maggio.

Dal momento che il gas naturale ha raggiunto 2.00/MMBtu a metà aprile, è andato oltre il 50% dai suoi minimi. Questo violento recupero può portare molti a pensare che il fondo sia stato effettivamente raggiunto facendolo salire ai livelli precedenti che non si vedevano da diversi anni. Un parere perfettamente comprensibile, dato il recente movimento dei prezzi esaminato sui fondamentali, fa notare che il gas naturale potrebbe ancora sperimentare diversi anni di ribasso.

Il gas naturale è utilizzato in diversi settori e ha registrato un graduale aumento della domanda per diversi anni. I due fattori principali della domanda di consumo di gas naturale sono il settore industriale e il suo uso come combustibile per la produzione di energia. Il grafico seguente mostra il consumo di gas naturale negli ultimi 15 anni.



E' importante notare che la domanda di produzione di energia elettrica è stata in costante aumento, mentre il consumo industriale è diminuito. La ragione dell'aumento della domanda di produzione di energia è che il gas naturale è progressivamente diventato una fonte di combustibile più conveniente sulla base dei milioni di metri cubi (MMBtu).

Ciò ha portato al passaggio dal carbone al gas nelle centrali a carbone scoprendo così che è più conveniente, sempre su base MMBtu, utilizzare il gas naturale anzichè il carbone. Guardando al futuro, l'energia elettrica sarà molto probabilmente fonte principale della domanda di gas naturale e gli operatori di mercato cercando di capire l'equazione economica che bisognerebbere tenere per poter ottenere il meglio dalla valutazione del gas naturale.

Nei ultimi anni il mercato del gas naturale ha avuto un afflusso di fornitura senza precedenti. Questa fornitura è stata in gran parte dovuta al gas scisto. In questo articolo cercheremo di fornire una buona spiegazione di ciò che il gas scisto e perché è importante.
Il gas da argille termine nato come contrazione dell'espressione «gas [ottenuto] da argille», in inglese shale gas, è gas metano prodotto da giacimenti non convenzionali in argille parzialmente diagenizzate, derivate dalla decomposizione anaerobica di materia organica contenuta in argille. Il termine shale gas viene comunemente usato per indicare il particolare tipo di giacimento non convenzionale da cui viene prodotto questo gas. Nella microporosità della roccia è intrappolato il gas, l'argilla è scarsamente permeabile; per cui, questi giacimenti non possono essere messi in produzione spontanea, come avviene nei giacimenti convenzionali, ma necessitano di trattamenti per aumentarne artificialmente la permeabilità in prossimità dei pozzi di produzione.
Il gas da argille ha attirato molto interesse negli ultimi due decenni soprattutto negli Stati Uniti, in quanto si ritiene che questa risorsa possa soddisfare largamente il fabbisogno energetico mondiale nei prossimi decenni, rimpiazzando le riserve convenzionali di gas in via di esaurimento. Si stima che lo stato con la più grande riserva di shale gas sia la Cina. Negli Stati Uniti sono attive 1000 unità in grado di perforare fino a 10 mila pozzi all'anno. Nello stesso Paese la produzione di gas da scisti è passata, nel decennio 2000-2010 da 10 a 140 miliardi di metri cubi, soddisfacendo circa il 23% del fabbisogno di gas naturale annuale degli Stati Uniti.
Il grafico seguente mostra la quantità di gas naturale, tenuto in deposito negli Stati Uniti. Questi dati mostrano un periodo di cinque anni e ci forniscono un quadro di come lo stoccaggio si modifica stagionalmente. Lo stoccaggio di gas naturale è più alto nei mesi "di spalla", o nei mesi tra inverno ed estate, mentre è in genere più basso alla fine dell'inverno a causa della maggiore domanda di riscaldamento e della produzione di energia associata con il riscaldamento.



Quest'anno il valore più basso in giacenza alla fine dell'inverno non si avvicina nemmeno agli anni precedenti. C'è un forte surplus di gas naturale in magazzino e sta inoltre crescendo a causa del fatto che siamo appena entrati in un'altra stagione di immissione.

Con un tale travolgente cambiamento dal punto di vista dell'offerta, credo che il gas naturale sia pronto per un significativo e continuo ribasso.