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mercoledì 12 ottobre 2016

Investire nel farmaceutico: 4 possibili acquisizioni

Il settore farmaceutico ha avuto un aumento vertiginoso delle M&A con miliardi di dollari di offerte, sopratutto negli ultimi mesi. Sperando che queste trattative aumentino, i prossimi titoli vanno considerati come investimenti solidi con possibili enormi ritorni nel caso fossero acquistati da qualcuno più grande. Nei primi sei mesi dell’anno, abbiamo assistito ad una assenza di IPO ed M&A, che ora sembrano essersi rianimate improvvisamente. Diverse aziende hanno presentato la richiesta per diventare pubbliche sia sul Nyse che sul Nasdaq.

La prima metà del 2016 è stata, in termini di volumi di dollari, inferiore di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo del 2015, ma ora anche le M&A cominciano a rianimarsi. Pfizer (PFE) è stata particolarmente attiva, investendo più di 20 miliardi di dollari in acquisizioni in tre operazioni distinte nel corso degli ultimi tre mesi. Ma quali sono le aziende a caccia e chi potrebbero essere le loro prede ?

Allergan Inc. (AGN), è un’impresa multinazionale farmaceutica. I suoi prodotti spaziano dal campo oftalmico, dermatologico al neurologico. La società è famosa soprattutto per il suo prodotto neurologico Botox, usato in tutto il mondo per trattare una varietà di disordini debilitanti associati con muscoli superstimolati e anche ben conosciuti sotto il nome commerciale di Cosmetica Botox.

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Allergan è un altro grande produttore farmaceutico con tante “munizioni” dopo aver venduto la sua attività di farmaci generici a Teva Pharmaceuticals per 40 miliardi. L’azienda ha già fatto alcune piccole acquisizioni e ha dichiarato che continuerà ad espandere le quattro aree chiave di trattamento in cui desidera ampliare la propria presenza. Ha un vantaggio chiave attraverso le basse aliquote dell’imposta sulle società in Irlanda che gli permettono di effettuare offerte più alte ai candidati come ad esempio alla piccola Tobira Pharmaceuticals (TBRA) a cui ha offerto un premio superiore al 600%.

Una delle aree in cui Allergan si stà focalizzando è quella gastrointestinale. Synergy Pharmaceuticals (SGYP) avrebbe molto senso grazie alla sua capitalizzazione di poco inferiore al miliardo. La sua miscela plecanatide dovrebbe fornire risultati positivi nella fase III della sperimentazione per il trattamento di IBS-C, in questo trimestre. Il composto ha anche un appuntamento per il PDUFA (Prescription Drug User Fee Act – Possibilità di prescrizione del farmaco) il 29 gennaio, giorno in cui quello stesso farmaco dovrebbe essere approvato per la costipazione idiopatica cronica o CIC. Fondamentalmente, il composto è una versione leggermente più veloce del Linzess, ma con minori effetti collaterali, in particolare la diarrea. Il Linzess fa quasi 500 milioni di dollari di vendite annuali e sembra andare verso il miliardo di dollari nelle vendite entro il 2020.

Merck & Co. Inc. (MRK) (conosciuta anche come Merck Sharp & Dohme [MSD] al di fuori di USA e Canada), è una delle più grandi società farmaceutiche del mondo. Il suo quartier generale è situato a Readington, New Jersey. È stata fondata nel 1891 come la filiale statunitense della società tedesca ora nota come Merck KGaA. Merck & Co. o MSD si definisce “una società globale guidata dalla ricerca farmaceutica”, che scopre, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di prodotti innovativi per migliorare la salute umana e animale, direttamente e attraverso le joint ventures.

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Merck ha avuto una diminuzione della crescita delle vendite negli ultimi cinque anni a causa della scadenza di brevetti chiave. Tuttavia, il suo farmaco mirato per l’oncologia, Keytruda, sembra sia sulla buona strada per diventare campione d’incassi. L’azienda ha un bilancio solido e finalmente dovrebbe vedere un pò di crescita del fatturato nel prossimo anno. Questo gigante farmaceutico sembra essere interessato a Incyte (INCY), di cui si è parlato a lungo di una possibile acquisizione. Le aziende stanno già lavorando insieme per valutare la combinazione del farmaco di Incyte, epacadostat e Keytruda per il trattamento dei pazienti con melanoma avanzato/metastatico, che è in una fase intermedia di sviluppo.

Incyte è una società del settore farmaceutico che ha una capitalizzazione di mercato di poco superiore ai 17 miliardi e probabilmente costerebbe più di 25 miliardi di dollari per l’acquisto, ma ha un interessante linea di prodotti farmacologici e il suo oncologic, Jakafi, sta vedendo una solida crescita del fatturato. Merck ha certamente la possibilità di far pendere l’ago della bilancia a suo favore per questo tipo di affare.

Sanofi (SNY) è un gruppo farmaceutico francese che è stato creato nel 2004 dalla fusione di Sanofi-Synthélabo e Aventis. Sanofi-Synthélabo era a sua volta il risultato della fusione delle filiali farmaceutiche dei gruppi L’Oréal (Synthélabo) e Elf Aquitaine (Sanofi). Il gruppo è concentrato su sette assi terapeutici principali: cardiovascolare, trombosi, sistema nervoso centrale, oncologia, malattie metaboliche, medicina interna e vaccini (Sanofi Pasteur) e in questi settori produce alcuni tra i più famosi medicinali.

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Sanofi è stata la “fidanzata ufficiale” un paio di volte nel corso dell’ultimo anno, ma mai la sposa. Con i soldi impegnati a fare acquisti, nonché l’urgente necessità di ricostituire il proprio portafoglio di prodotti, il gigante farmaceutico francese è più sicuramente in agguato perché i suoi azionisti stanno diventando impazienti a causa della sua crescita stagnante. A novembre dello scorso anno venne superata nell’acquisizione della sua concorrente ZS Pharma, da AstraZeneca (AZN) grazie ad un offerta di 2,7 miliardi. Poi dopo mesi di inseguimenti a Medivation (MDVN), il produttore farmaceutico francese è stato superato ad Agosto dall’offerta di Pfizer.

Ora, dove potrebbe volgere il suo prossimo sguardo ? Beh, se uniamo l’attenzione per l’oncologia con la dimensione dell’obiettivo, simile a ZS Pharma, Exelixis (EXEL) potrebbe essere la candidata. L’azienda ha circa 3 miliardi di capitalizzazione di mercato ed è una delle poche vere “mid-cap” nel settore biotech. Il suo composto principale CABOMETYX ™ è uno dei pochi nuovi farmaci, visti di recente, che ha facilmente superato le proiezioni di vendita iniziali. Il farmaco è stato anche approvato da poco in Europa per alcuni tipi di cancro del rene ed è in studio per altre indicazioni, come alcuni tipi di cancro al fegato.

Biomarin Pharmaceuticals (BMRN) è un’altra mid-cap del settore farmaceutico a cui Sanofi e altri sono stati collegati in passato, ma è un boccone più grande, con oltre 15 miliardi di capitalizzazione di mercato. Questa, però, potrebbe essere un’altra su cui si innescherebbe una guerra di offerte che Sanofi potrebbe facilmente perdere. Si tratta di alcune idee che potrebbero andare a buon fine qualora le M & A del settore continuino ad essere ravvivate.

lunedì 11 luglio 2016

Investire in azioni, le migliori azioni biotech sul mercato (parte 2)

Dopo vari mesi di difficoltà finanziaria per il settore biotech, con gli indici (come l’MSCI Healthcare) che raggruppano questa tipologia di titoli che si sono svalutati di almeno il 40% (alcune aziende minori hanno perso fino all’80%), siamo giunti al periodo dell’anno più favorevole per queste aziende e si sta per proporre la possibilità di acquistare titoli con buone prospettive di crescita, ad un prezzo decisamente scontato.

Il rischio del biotecnologico deriva dalla sua volatilità correlata non solo al reale andamento dell’attività del settore, ma anche ai semplici sentimenti di mercato sul futuro. Sentimenti che nei mesi scorsi erano condizionati negativamente dall’informale dichiarazione di guerra alle case farmaceutiche da parte di Hilary Clinton e che adesso volgono al positivo con l’imminente stagione di fusioni e acquisizioni.

E’ quindi il clima di fiducia/sfiducia generico ad influenzare le vicende di qualsiasi società del settore, perciò occorre fare particolare attenzione a questa tipologia di investimento, puntando sulla qualità dei titoli in portafoglio e non sulla quantità (avere una decina di azioni biotech non garantisce alcuna immunità, a maggior ragione se esse realizzano prodotti per la cura di malattie simili).

Andando poi nello specifico della singola società, è fondamentale per il futuro del titolo il giudizio da parte della Food and Drug Administration (FDA) a proposito della possibilità di proseguire o meno con lo sviluppo di un prodotto del proprio portafoglio o addirittura di procedere con la sua commercializzazione.  

Portola Pharmaceuticals (PTLA)

Portola Pharmaceuticals (PTLA) è una società biotech che ha come obiettivo la costruzione di un portafoglio di prodotti per la cura dei pazienti affetti da problemi di tipo sanguigno, come malattie di vario genere, trombosi e infiammazioni. Le sue entrate attualmente derivano da contratti di licenza e collaborazione ed ammontano dai dati relativi al semestre scorso a 8,26 milioni di dollari, ben +250% rispetto l’anno precedente. L’utile netto si è ridotto del 38,5%, ma ciò è dovuto ad un aumento delle spese necessarie per il lancio di Andrexanet, farmaco capace di inibire il fattore anticoagulante Xa che nel solo 2015 ha provocato 50.000 ricoveri per sanguinamento incontrollato negli Stati Uniti. Il 17 Agosto è una data molto importante per la società in quanto la FDA esprimerà la sua opinione riguardo la commercializzazione dell’antidoto. Altri elementi a favore di Portola sono un rapporto tra attività è passività (il quick ratio) impressionante, un livello di debito nullo e il buon stato di avanzamento nello sviluppo di ulteriori prodotti quali Betrixaban (prevenzione trombosi) e Cerdulatibin (tumore sanguigno).

Valeant Pharmaceuticals International (VRX)

Valeant Pharmaceuticals è una multinazionale farmaceutica canadese specializzata in dermatologia, salute degli occhi, neurologia ed altre aree terapeutiche. L’investimento in questa società rappresenta sicuramente un grosso rischio: le ultime trimestrali si sono chiuse con un netto taglio delle aspettative annue. Si tratta solo dell’ultima di una serie di notizie poco confortanti, infatti Valeant subisce l’accusa di aver messo in atto un aumento incontrollato dei prezzi dei suoi farmaci distribuiti da una catena di farmacie specializzate. Oltretutto nel Marzo 2016 è diventata concreta la possibilità di non riuscire a ripagare gli interessi sulle obbligazioni societarie emesse (la recente acquisizione di Salix, impresa specializzata nel campo dei farmaci per il trattamento dei disturbi gastrointestinali, per un valore di circa 15 miliardi ha inciso sull’attuale elevato livello di debito). Al di là di ognuna di tali questione che han portato nel corso di un anno al crollo del prezzo del titolo di un 80%, il 19 Luglio il comitato consultivo della FDA esprimerà la sua opinione a proposito del farmaco “Brodalumab”, un’efficace terapia per la cura di gravi forme di psoriasi a placche. Se mai dovessero giungere aggiornamenti positivi, il titolo ne beneficerebbe in maniera strepitosa, fermo restando però come tutte le difficoltà in corso non verrebbero automaticamente cancellate.
  Sage Therapeutics (SAGE)

Sage Therapeutics è una società biotech focalizzata negli studi neurologici per la scoperta e lo sviluppo di farmaci per la cura di rari disturbi del sistema nervoso centrale. Non esiste ancora alcun prodotto in commercio per la casa farmaceutica, ma sono diversi i programmi in fase di studio, su tutti SAGE-547, considerato il punto di forza. Esso si sviluppa su tre linee: il trattamento di forme gravissime di epilessia (giunto ad un buon punto della fase 3 del processo decisionale della FDA), il tremolio del corpo (forme diverse dal Parkinson) e la cura della depressione post-parto che colpisce ben il 20% delle donne. Le prossime novità riguarderanno proprio quest’ultimo campo, con l’aggiornamento della fase 2 che avverrà nel corso di questo mese. Il mercato potenziale è considerevole, ma lo è altrettanto la concorrenza, quindi il lavoro che dovrà svolgere la società per affermarsi appare in salita. In ogni caso Sage Therapeutics ha già dimostrando la sua validità..
  Insys Therapeutics (INSY)

Insys Therapeutics sviluppa e commercializza farmaci innovativi e sistemi per la loro somministrazione altrettanto moderni. Nel primo trimestre 2016 il fatturato è sceso del 12%, passando dai 70,8 milioni di dollari del 2015 agli attuali 62 milioni. La causa è la riduzione nella domanda dell’unico farmaco già in produzione, ovvero Subsys, utilizzato per alleviare in pochissimi minuti l’intenso dolore episodico che devono sopportare le persone oltre i 18 anni malate di cancro. Aggiungendo a questa riduzione delle vendite un incremento delle spese per la ricerca e sviluppo, anche l’utile netto ha registrato un pesante -69,7%. Queste perdite però saranno a breve recuperate con gli interessi dal momento che la FDA ha da qualche giorno dato l’approvazione definitiva a Syndros, farmaco usato nella cura dell’anoressia dovuta a perdite di peso nei pazienti affetti da AIDS o nausea e vomito provocato dalla chemioterapia. La chiave di un successo rapido per questo nuovo prodotto sarebbe una certa differenziazione rispetto a medicinali simili che convincerà i dottori a prescrivere ai loro pazienti Syndros, per un mercato dal potenziale di 700 milioni.

Alder BioPharmaceuticals (ALDR)

Alder BioPharmarmaceuticals è una società biofarmaceutica che si occupa dello sviluppo di anticorpi terapeutici per combattere l’emicrania (un approccio alternativa ai più tradizionali narcotici), malattie autoimmuni, infiammatorie, ecc. Il farmaco da tenere sotto osservazione è ALD403, i cui risultati dagli studi clinici continuano a mostrare le sue potenzialità nel diventare una terapia strepitosa nell’ambito del trattamento di un problema fastidioso come l’emicrania cronica, un mercato dal potenziale di 3 miliardi di dollari. Durante il prossimo trimestre, in data ancora da definirsi, ci sarà un aggiornamento sullo stato di avanzamento degli studi giunti in fase 2bis.

venerdì 8 luglio 2016

Investire in azioni, le migliori azioni biotech sul mercato (parte 1)

Dopo vari mesi di difficoltà finanziaria per il settore biotech, con gli indici (come l’MSCI Healthcare) che raggruppano questa tipologia di titoli che si sono svalutati di almeno il 40% (alcune aziende minori hanno perso fino all’80%), siamo giunti al periodo dell’anno più favorevole per queste aziende e si sta per proporre la possibilità di acquistare titoli con buone prospettive di crescita, ad un prezzo decisamente scontato.

Il rischio del biotecnologico deriva dalla sua volatilità correlata non solo al reale andamento dell’attività del settore, ma anche ai semplici sentimenti di mercato sul futuro. Sentimenti che nei mesi scorsi erano condizionati negativamente dall’informale dichiarazione di guerra alle case farmaceutiche da parte di Hilary Clinton e che adesso volgono al positivo con l’imminente stagione di fusioni e acquisizioni.

E’ quindi il clima di fiducia/sfiducia generico ad influenzare le vicende di qualsiasi società del settore, perciò occorre fare particolare attenzione a questa tipologia di investimento, puntando sulla qualità dei titoli in portafoglio e non sulla quantità (avere una decina di azioni biotech non garantisce alcuna immunità, a maggior ragione se esse realizzano prodotti per la cura di malattie simili).

Achillion Pharmaceuticals (ACHN)
Achillion Pharmaceuticals è stata costituita il 17 agosto 1998 nel Delaware. E’ una società biofarmaceutica che si concentra sulle scoperte, sviluppo e commercializzazione di terapie per le malattie infettive.

Il margine di profitto lordo per il primo trimestre del suo anno fiscale 2016 è notevolmente aumentato rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Le vendite sono rimaste invariate ma il reddito netto è aumentato. Allo stesso tempo il patrimonio netto è notevolmente aumentato del 63.48% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Il rapporto P/E è negativo, rendendo inutile la sua valutazione.

La sperimentazione clinica in fase 2 ha già dimostrato la validità di un prodotto molto importante di Achillion, il quale una volta messo in commercio dovrebbe avere un grande riscontro sul mercato, grazie al suo alto rapporto qualità-prezzo, senza risentire del fatto che anche Gilead Sienes (GILD) ha a sua volta messo in produzione (in anticipo) un proprio farmaco chiamato Harvoni.

Ultragenyx Pharmaceutical (RARE)
Ultragenyx Pharmaceutical è una società biofarmaceutica che si concentra sulla identificazione, acquisizione, sviluppo e commercializzazione di vari prodotti per il trattamento delle malattie genetiche rare e ultra-rare negli Stati Uniti. La società sta sviluppando vari farmaci biologici di prodotti, tra cui KRN23, un anticorpo monoclonale umano in studio di fase III per adulti atto a ridurre l’attività biologica del fattore di crescita dei fibroblasti 23 per migliorare i livelli bassi di fosfato nei pazienti con ipofosfatemia X-linked, nonché per il trattamento di pazienti osteomalacia tumore-indotta inoperabili adulti.

Ancora più interessanti saranno le dichiarazioni che avverranno a breve (la data non è ancora specificata) a proposito dei dati relativi alla fase 3 sul farmaco rhGUS, utilizzato per il trattamento della MPS7, problema al metabolismo che provoca rigidità articolari e disfunzioni organiche. Se i risultati saranno positivi il titolo ne gioverà grazie soprattutto all’assenza di aziende in grado di competere in questo campo. JMP Securities ha elevato il target della società a 70 $, ora quota 52 $.

GW Pharmaceuticals (GWPH)
GW Pharmaceuticals plc è una società biofarmaceutica, insieme alle sue controllate, si impegna nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di medicinali soggetti a prescrizione cannabinoidi. Opera attraverso tre segmenti: commerciale, ricerca e sviluppo e pipeline di ricerca e sviluppo. L’azienda offre principalmente Sativex, uno spray per mucosa orale per il trattamento della spasticità dovuta alla sclerosi multipla. Esso si concentra inoltre sul programma di sviluppo clinico di fase III di Sativex per l’uso nel trattamento del dolore da cancro.

Le ultime trimestrali non sono stati eccellenti, con un fatturato di 2,65 milioni di sterline in calo del 58,3% rispetto lo scorso anno e di conseguenza un utile netto notevolmente al ribasso.
Ci sono però diversi elementi a favore di una futura rapida crescita della società: un livello di liquidità estremamente valido e una serie di farmaci in fase avanzata del percorso che porterà all’approvazione della commercializzazione da parte della Fud and Drug Administration. Tra questi spiccano il THCV, per la cura del diabete, giunto da tempo alla seconda fase di studi (si attende a breve un aggiornamento sull’ulteriore sviluppo) e l’Epidiolex, che ha già dimostrato, durante la terza ed ultima fase di studio, la sua enorme efficacia nella cura dei bambini affetti da gravi forme di epilessia (GW si augura di ottenere l’assenso per procedere con la produzione entro la fine del 2017).

Vertex Pharmaceuticals (VRTX)
Vertex Pharmaceuticals si impegna nella scoperta, sviluppo, produzione, commercializzazione e farmaci per le malattie gravi. L’azienda si concentra sullo sviluppo e commercializzazione di terapie per il trattamento della fibrosi cistica (FC) e i suoi programmi di ricerca e sviluppo. Commercializza ORKAMBI per il trattamento di pazienti con FC a 12 anni di età ed oltre che hanno due copie (omozigoti) della mutazione F508 nel loro gene CFTR; Kalydeco (ivacaftor) per il trattamento di pazienti con FC di 6 di età e anziani che hanno la mutazione G551D nel loro gene CFTR. L’azienda sviluppa anche VX-661, un composto correttore che è in una fase di sviluppo di Fase III in combinazione con ivacaftor in più pazienti con fibrosi cistica.

Vertex Pharmaceuticals è una società da circa 21 miliardi di capitalizzazione, frutto di un’attività ultradecennale. La sua linea di prodotti è focalizzata sulla cura di infezioni virali, tumori e malattie infiammatorie. A fine Marzo è stata presentata richiesta ufficiale alla FDA affinché Orkambi si possa somministrare anche ai circa 2.500 bambini tra i 6 e gli 11 anni che negli Stati Uniti che soffrono dello stesso disturbo (stesso discorso vale per la richiesta fatta alla MAA, l’equivalente europea della FDA, per la cura dei 3500 giovani pazienti europei). Gli studi effettuati sono terminati anche in fase 3 e il giudizio avverrà entro 6 mesi dopo la decisione della FDA di procedere con un’analisi anticipata del caso (rispetto ai 10 mesi standard) vista l’importanza di un’eventuale assenso.

Novavax (NVAX)
Novavax è una società che si dedica ai vaccini, si concentra sulla scoperta, sviluppo e commercializzazione di vaccini ricombinanti nanoparticelle e coadiuvanti. L’azienda produce i suoi vaccini utilizzando la sua tecnologia proprietaria ricombinante con nanoparticelle. La sua linea di prodotti di prodotti comprende virus respiratori sinciziale (RSV), vaccini per l’immunizzazione degli anziani, nonché candidati pediatrici al RSV, che è in fase I di sperimentazione clinica; L’influenza stagionale quadri valente e i vaccini pandemici H7N9, che sono in studi clinici di Fase II; Un candidato contro Ebola che è la fase I di sperimentazione clinica, così come una combinazione per un vaccino influenzale in sperimentazione pre-clinica per problemi respiratori.

Novavax (NVAX) è una società biotech impegnata a fornire nuovi prodotti per prevenire una vasta gamma di malattie infettive. In fase 3 di prova si trova il vaccino RSV F, da utilizzare contro un mortale virus respiratorio. In data non precisata, ma sicuramente entro i prossimi 3 mesi, saranno presentati aggiornamenti sul suo sviluppo, grazie anche all’accelerazione nel processo di giudizio per l’approvazione posta in essere dalla FDA. La società stima i possibili proventi dalla commercializzazione del vaccino in circa 6 miliardi di dollari di fatturato annuo. Intanto però lo scorso trimestre si è concluso con un -57,3% delle vendite ed un -217% dell’utile netto.

mercoledì 21 ottobre 2015

3 titoli biotech acquistabili per il lungo dopo il selloff

I titoli biotech hanno cominciato il 2015 nel modo migliore, il settore, monitorato dal iShares NASDAQ Biotechnology Index (IBB), è stato uno dei più performanti fino al mese di Agosto, con l'IBB a +26% contro un S&P 500 che è salito solo del +2%. La forte volatilità di quel mese e un tweet di Hillary Clinton, hanno però gettato il settore nel panico. Il candidato alle Presidenziali per i democratici invia un tweet dopo aver letto un articolo del New York Times, in cui viene pubblicata la notizia che il farmaco salva vita, Daraprim, utilizzato da 62 anni per pazienti affetti da HIV, era aumentato nella notte da soli $ 13,5 a $ 750. La Clinton indignata pubblica un tweet in cui promette che il giorno dopo svelerà un piano per bloccare gli aumenti di prezzo cosi scandalosi. Il farmaco evidenziato dal Times è stato acquisito nel mese di agosto dalla Turing Pharmaceuticals, una startup privata gestita da un ex manager di hedge fund Martin Shkreli, il quale si è difeso dicendo: "Questo aumento non è dovuto perché la casa farmaceutica è avida e sta cercando di derubare i pazienti, ma perchè stiamo cercando di rimanere in attività." L'azienda farmaceutica ha detto che ha stabilito una serie di programmi di assistenza finanziaria per il Daraprim, che includono l'offerta del trattamento senza spese per i pazienti qualificati non assicurati e un programma di assistenza di co-pagamento per i pazienti assicurati. I commenti dell'ex first lady hanno chiaramente spaventato gli investitori. L'ETF iShares Nasdaq Biotechnology (IBB) è passato da stabile il giorno prima, crollando di quasi il -5% il giorno del tweet. Dal lunedi al giovedi l'ETF è crollato di quasi l'8%, singoli titoli biotech come Celgene (CELG), Biogen (BIIB) e Regeneron (REGN) hanno subito perdite anche maggiori.



Vale la pena ricordare che da tempo ci si aspettava che questo settore prendesse un attimo di respiro. Nonostante questo scivolone, l'ETF biotech Nasdaq è salito alle stelle di quasi il 600% da quando il mercato toro delle azioni americane, ha avuto inizio nel marzo 2009. Questo è un aumento incredibile per un intero settore e schiaccia l'S&P 500 di quasi il 200%. Gli investitori in biotech devono essere consapevoli che questo ciclo elettorale sarà instabile, e presenterà opportunità di trading per gli investitori a breve termine e opportunità di acquisto per gli investitori a lungo termine.

E' importante fare il punto della situazione politica prima. Clinton ha presentato un piano per riformare il business farmaceutico bloccando i responsabili dei farmaci dal spendere contributi pubblici in materia di pubblicità e dando il potere al governo federale di negoziare i costi delle prescrizione di farmaci inferiori. Alcuni credono che Wall Street abbia reagito in modo eccessivo al tweet di Clinton considerando che non è ancora il candidato democratico alla presidenza, per non parlare della Casa Bianca. Qualsiasi proposta dal eventuale Presidente Hillary Clinton, avrebbe bisogno di ottenere il consenso attraverso il Congresso, dove i repubblicani probabilmente controlleranno almeno una delle due camera. Secondo Morgan Stanley, però, le aziende farmaceutiche che si basano sugli aumenti dei prezzi per la loro crescita, saranno più vulnerabili di quelle che trattano le malattie rare. D'altra parte, le aziende che prendono di mira le malattie rare potrebbe rappresentare "enormi opportunità di acquisto in quanto ancora produrranno nuovi farmaci salvavita. Come ad esempio Celgene (CELG), Gilead Sciences (GILD) e Juno Therapeutics (JUNO), che analizziamo più avanti. La pipeline sembra molto interessante. E sarà un catalizzatore per la continua crescita di solide vendite.

Gli investitori devono anche essere cauti sulle valutazioni nel mondo biotech. Il rally mostruoso nel corso degli ultimi sei anni e una potente ondata di fusioni e acquisizioni hanno alzato il cartellino del prezzo su molti titoli. In realtà, proprio la scorsa estate anche la Federal Reserve aveva avvertito di una possibile bolla nelle piccole azioni biotech. Ma il gruppo industriale S&P biotech sub è scambiato a soli 15,2 volte gli utili del prossimo anno. La maggior parte degli investitori da per scontato che il settore sia valutato in maniera astronomica, in realtà il biotech è chiaramente non sopravvalutato.

Da una ricerca effettuata sulla base dei dati fondamentali e tecnici, sono stati estrapolati questi ottimi titoli biotech per il lungo periodo, su cui consigliamo ulteriori ed approfondite analisi da perte vostra.  Ecco le 3 azioni:

Celgene (CELG)
Celgene Corporation è una società biofarmaceutica globale principalmente impegnata nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di terapie progettate per trattare il cancro e le malattie correlate a immuno-infiammatorie, come l'immunomodulazione e in ematologia, oncologia e malattie infiammatorie. I suoi principali farmaci sono Revlimid, Vidaza, Thalomid, Abraxane e Istodax. Altre fonti di reddito comprendono le vendite di Focalin di Novartis (NVS), in quanto ha un accordo di licenza, che le dà diritto a royalties sul Focalin XR e sull'intera famiglia di farmaci Ritalin.

Nel Q2 la società ha battuto le aspettative degli analisti sia sull'EPS di $ 0,04 che sui ricavi di $ 20M. Celgene ha pubblicato un EPS pari a $ 1,23 e ricavi pari a $ 2,28B (+21,9% su base annua). Le previsioni di vendite per il 2015 sono in un range tra i $ 9B e i $ 9,5B. La società ha raggiunto un accordo per acquistare la società biofarmaceutica Receptos Inc. per circa $ 7,2 miliardi migliorando il proprio portafoglio di trattamenti delle malattia immuno-infiammatorie con l'aggiunta di Ozanimod.



Gilead Sciences (GILD)
Gilead Sciences è una società biofarmaceutica. L'azienda si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di prodotti terapeutici salva vita per le malattie umane. I prodotti della società includono tra gli altri Sovaldi, Harvoni, Truvada, Atripla, Viread ecc. Le sue principali aree di interesse comprendono i virus dell'immunodeficienza umana (HIV), malattie del fegato come l'epatite C cronica (HCV) e virus dell'epatite B cronica (HBV), oncologia e infiammazione, nonché gravi condizioni cardiovascolari e respiratorie. La società è stata fondata da Michael L. Riordan il 22 giugno 1987 e ha sede a Foster City, CA.

Nel Q2 Gilead ha pubblicato un EPS pari a $ 3,15 che ha battuto le aspettative degli analisti di ben $ 0,44, i ricavi sono stati $ 8,2B (+25,6% su base annua), superiori alle aspettative di Wall Street di $ 590M. L'utile netto è stato pari a 4,49B (+22,9%). Le vendite del prodotto chiave, Harvoni, sono state del +999%. Le stime per il 2015 sono di ricavi pari a $ 29/30B dai 28/29B precedentemente annunciate.



Juno Therapeutics (JUNO)
Juno Therapeutics, Inc. è una società biofarmaceutica focalizzata sul sistema immunitario del corpo per curare il cancro attraverso lo sviluppo di immunoterapie cellulari. Le piattaforme includono i recettori chimerici antigene (CARs) e i recettori delle cellule-T (TCR). Questi trattamenti hanno il potenziale di ridurre la tossicità a lungo termine associata con le chemioterapie attuali. L'azienda è stata fondata da Hans E. Mons, Lawrence Corey, Richard D. Klausner e Robert T. Nelsen il 5 agosto 2013 e ha sede a Seattle, WA.

Il titolo nelle trimestrali del Q2 non è riuscita a battere le aspettative degli analisti riguardo all'EPS, ma con $12,5M di ricavi ha di gran lunga superato le attese di Wall Street di ben $10,47M. Inoltre Celgene ha accettato di pagare a Juno Therapeutics Inc. $ 1 Miliardo come investimento iniziale in una collaborazione decennale per sviluppare trattamenti che sfruttino il sistema immunitario per combattere il cancro.